Buon Natale…perché, per cosa?

Rallegriamoci, esultiamo, ci è nato un Salvatore!

Vero!

Ma se anche un solo povero patisce il freddo dentro al suo cartone e nessuno può farci nulla e ammala o muore per il freddo, per  poter essere felici stanotte dobbiamo dimenticarcene, far finta che non ci sia, anche solo per un giorno! E’ così che si diventa ipocriti, non lo capite? E’ così che si inculca l’abitudine a staccare un contesto dall’altro come si trattasse di realtà aliene fra loro.

Io non riesco più a ignorare. Queste ed altre cose sono ormai parte di me, entrano sempre nella mia preghiera. Le ho viste e misurate con la ragione e col cuore. Patisco per la mia impotenza, per la mia inettidudine, per il mio sempre troppo egoismo di fronte ad esse. Sono a fatica sufficiente a me stesso, come posso aiutare?

Il Signore guarda alle strade dei poveri  conducendoli con la loro indigenza e non dimentica  quelle dei ricchi nella loro arroganza.

Non è però che bisogna sentirsi in colpa se si possiede qualcosa a differenza di altri che non possiedono nulla, perché è anche vero che questo qualcosa ci serve per operare, oltre che per vivere. Il punto è semmai come si opera: se a favore della vita (anche quella degli altri) o contro la vita. E’ il bilancio generale di tutto l’essere e di ciò che egli fa che può renderci degni o indegni figli di Dio, non il confronto contabile fra i portafogli nostri e dei poveri. Forse il denaro saprà guarire un povero dalla sua povertà? Se credete questo voi non conoscete cosa sia la povertà. Dio guarirà il mondo dalla povertà, non certo l’uomo!

Il Signore ci aveva detto che i poveri sarebbero stati sempre con noi ( Gv. 12, 8 ) a predizione che le azioni umane contro la povertà non avrebbero mai risolto il problema.

Il Natale fa sanguinare ancor più ferite che dolgono tutto l’anno, che non si vogliono o non si possono guarire, malgrado i tanti bei discorsi fatti coi piedi sotto ad una tavola imbandita, spesso fino al vomito, ed il pensiero avvolto nell’illusione che quell’altro mondo, quello schifoso e freddo dei pezzenti, degli infelici, degli emarginati, dei disperati, non ci appartenga in nessun modo né mai avrà a toccarci direttamente. La paura è che quel mondo finisca un giorno per divorare il nostro ed ecco: non è un timore poi tanto infondato! Quanto siamo fragili anche noi! Quanti di coloro che pensano in tal modo hanno dovuto dolorosamente ricredersi. E’ bastata una banale crisi economica e nemmeno tanto feroce in confronto a tutto il marcio che sotto ancora cova. Quanta iniquità sta a fondamento nascosto della nostra bella economia, del nostro scontato, arrogante benessere, della nostra evoluta civiltà senza che nemmeno lo sappiamo, senza che, magari, dipenda direttamente da noi. Ignorare che la nostra esistenza di normalità contiene invece molte pesanti ipoteche nascoste può forse permetterci di rimanere spensierati per un po’, ma non servirà a cancellarne il gravame. Essa farà un giorno rovinare al suolo tanta arroganza.

Isaia 13:11 Io punirò il mondo per il male,
gli empi per la loro iniquità;
farò cessare la superbia dei protervi
e umilierò l’orgoglio dei tiranni.

Non so quale sia la soluzione per questo tempo di ingiustizia e corruzione strutturale, congenita, dilagante, oltre al fatto di sperare che passi per sempre; so solo cosa si può fare personalmente.

So che il Natale “felice” può forse andare bene per dei fanciulli (nemmeno tutti fra loro ne possono godere), per non turbare la loro serena esistenza, ma non sarà mai più per me finché non sorga la vera Speranza.

Malgrado tutto, il mio augurio è di buon Natale a tutti ed è un buon augurio perché fondato su una certezza.

Effetto serra e popolazione mondiale

Io sono uno che non capisce e non vuol capire se le cose non vengono dette chiaramente; il politichese non sarà mai la mia lingua.

Non capisco perché continuano a farci il lavaggio del cervello e a seminare terrore circa l’effetto serra come per farci sentire in colpa; non capisco come intendono realizzare le promesse di dimezzamento delle emissioni di gas serra a fronte di una mancanza sostanziale di valide alternative non inquinanti equivalenti alle fonti energetiche da combustibili fossili. A parte il nucleare (di per se altamente inquinante perché produce una scoria pericolosissima che a differenza della CO2 non può essere riciclata in nessun sistema vivente), nessuna delle fonti cosiddette alternative o rinnovabili è allo stato attuale in grado di soppiantare, in maniera soddisfacente le condizioni di sostenibilità e di economia, i combustibili tradizionali. Questo continuare a discutere del problema senza nemmeno lontanamente accennare ad una sua possibile soluzione in termini realistici ed accettabili mi sembra solo un voler colpevolizzare ed ossessionare l’uomo col sono fine di giustificare sempre più, in futuro, il prezzo esoso di ogni risorsa vitale disponibile. Il senso di colpa indotto nelle coscienze permetterà e già permette che l’uomo si lasci ricattare e rapinare dal sistema senza  troppo protestare. Dietro questa apparentemente,  inesorabile necessità io credo possa benissimo nascondersi un tragico progetto di dominio totale, di imperio assoluto  sull’esistenza dei popoli esercitato mediante il controllo economico di tutte le risorse vitali del pianeta.

In questa situazione dagli esiti futuri sicuramente preoccupanti e sicuramente tragici per qualcuno, si omette colpevolmente di citare  due possibili alternative.

1° Se la CO2 (anidride carbonica) è troppa occorre rendere verdeggianti e lussureggianti più ampie superfici del pianeta e smettere di saccheggiare quelle esistenti a cominciare dall’Amazzonia oltre a porre un robusto freno alla cementificazione indiscriminata. I deserti, ad esempio, potrebbero essere coltivati con l’aiuto di acqua marina dissalata mediante il calore del sole e potrebbero al contempo essere un grande luogo di produzione di energia solare o eolica in attesa che l’effetto della “manovra” faccia risentire i suoi effetti benefici sul clima di quelle zone. Bisognerebbe almeno provarci con uno spirito diverso da quello delle multinazionali!

2° Premesso che le esigenze energetiche dell’uomo moderno,sono in crescita assurdamente esponenziale come i suoi bisogni, i suoi desideri e il suo potenziale inquinante,

premesso che il pianeta comincia a rivelarsi un luogo limitato e che nessuno propende più per una esistenza ascetica di privazione,

Io ritengo che  sarebbe il caso di cominciare a discutere seriamente di

DECREMENTO PROGRAMMATO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE!

Questo è un argomento tabù a quanto vedo, ma mi chiedo fino a quando potrà esserlo. Se tutte le coppie della terra avessero una media di due figli ciascuna, la popolazione si decrementerebbe naturalmente, senza obbligare nessuno nè ledere il diritto alla continuità del proprio sangue; basterebbe che avessero coscienza.  Di fronte a tanta vita sprecata, DI FRONTE A 17000 BAMBINI MORTI DI FAME OGNI GIORNO, di fronte ad un miliardo e mezzo di poveri, cifra in aumento, io credo non possa avere più senso, oggi, l’incitamento a concepire più figli che ancora risuona ciecamente da parte di coloro che hanno interesse a che l’uomo sia sempre in deficit di qualcosa, da parte dei parassiti dell’uomo!

Se mettere al mondo molti figli poteva aver senso reale un tempo, quando la vita era grama e la terra doveva essere ripopolata a seguito di pestilenze ed altre tragedie causa di ecatombi continue, ora a fronte anche dell’aumentata longevità, mi sembra sia il caso di ripensare bene a questa impostazione.

Ogni sistema biologico di questo pianeta è soggetto a leggi precise; i batteri che fermentano l’alcool presente nel vino trasformandolo in acido acetico, producono con tutto il loro metabolismo una scoria (l’acido acetico appunto), che li blocca  ad un certo grado di raggiunta acidità e se non si bloccassero li ucciderebbe. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria in questo universo fisico ed anche i sistemi biologici, quello dell’uomo compreso, obbediscono a questa legge generale sebbene in modo più mediato.

Sappiamo bene tutti quanti che l’uomo è un essere intelligente  in grado di sfuggire per un certo tempo agli effetti conseguenti le leggi naturali o di dominarle, ma il rischio è che da una intelligenza male diretta si generino situazioni dagli esiti tragici che si rivelano inaspettatamente ad un tratto, senza più la possibilità di poter essere frenate o corrette in alcun modo.

Io amo gli spazi aperti, l’aria pulita, i silenzi e i suoni della natura genuina ma mi accorgo che in ogni dove il mio mondo amato sta inesorabilmente morendo, diminuisce ogni giorno, viene denaturato della sua essenza in mille modi; in sua vece crescono le discariche, le città, le distese di cemento, le automobili, il fracasso, le nevrosi e tutti si dicono fra loro che bisogna consumare meno, inquinare meno, mangiare meno, …respirare meno…vivere meno.., ma poi fanno tutto il contrario trascinati da uno stile di vita che risulta  quasi inevitabile adottare e che tende per sua natura a peggiorare ulteriormente promuovendo se stesso.

Non riesco a concepire cosa possa riservare il futuro ad una siffatta umanità. Verrebbe da prevedere il peggio a guardare solo i dati di fatto. I rifiuti per le strade di Napoli potrebbero essere solo piccola immagine , assaggio del mondo che si va preparando se alcune cose non verranno energicamente  cambiate.

Cosa potrà determinare il cambiamento?

Sicuramente alcune scoperte scientifiche che ora sono in embrione potrebbero risolvere non pochi problemi in un futuro prossimo, ma se non cambieranno le teste ed i cuori dell’umanità, questo progresso o non sarà concesso o sarà per il peggio e non condurrà a nulla.

Io credo sia ora di cominciare ad agire per la Giustizia prima che per il profitto e se non si svincolerà la vita dell’uomo da questo giogo ben pochi passi in avanti verso il vero progresso si potranno fare. Ognuno ha il potere di iniziare questa via che è ostacolata in ogni modo da coloro che detengono i poteri e gli utili di questo mondo, ma io credo non sarà per sempre ed allora veramente vedremo la terra fiorire in tutto il suo splendore. Io credo che il senso della veglia, del vigilare cristiano (Marco 13, 35), come di ogni persona che ama la giustizia sia anche questo: prepararsi dentro per essere pronti fuori, quando accadrà che il Signore sorga secondo quanto ha promesso da molto tempo:

Salmi 11:6 «Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri,
io sorgerò – dice il Signore -
metterò in salvo chi è disprezzato».

Geremia 25:31 Il rumore giunge fino all’estremità della terra,
perché il Signore viene a giudizio con le nazioni;
egli istruisce il giudizio riguardo a ogni uomo,
abbandona gli empi alla spada.
Parola del Signore.

Geremia 25:32 Dice il Signore degli eserciti:
Ecco, la sventura passa
di nazione in nazione,
un grande turbine si alza
dall’estremità della terra.
Geremia 25:33 In quel giorno i colpiti dal Signore si troveranno da un’estremità all’altra della terra; non saranno pianti né raccolti né sepolti, ma saranno come letame sul suolo.
*
Attenzione bene a chi saranno quelli messi in salvo e quelli abbandonati alla spada.

La Legge e il rito

Con la pagina collegata a questo nuovo post ho voluto estrapolare alcuni principi generali che credo non possano essere ignorati da chiunque sia attento alla propria religiosità. Conscio della vastità di questo argomento e di tutti i miei grandissimi limiti sarò grato a chi vorrà discuterne per migliorarlo o criticarlo.

Credo che l’aspetto profondo di ogni cosa sia quello più significante in termini di futuro e di prospettive eterne; credo sia questo l’aspetto dell’esistenza che l’uomo dovrà, prima o poi conquistare completamente.

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Nascere un’altra volta

Giovanni 3:1 C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei.
Giovanni 3:2 Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui».
Giovanni 3:3 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Giovanni 3:4 Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».
Giovanni 3:5 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Giovanni 3:6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.
Giovanni 3:7 Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto.
Giovanni 3:8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito».
Giovanni 3:9 Replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».
Giovanni 3:10 Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose?
Giovanni 3:1 C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei.
Giovanni 3:2 Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui».
Giovanni 3:3 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».
Giovanni 3:4 Gli disse Nicodèmo: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».
Giovanni 3:5 Gli rispose Gesù: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Giovanni 3:6 Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.
Giovanni 3:7 Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto.
Giovanni 3:8 Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito».
Giovanni 3:9 Replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?».
Giovanni 3:10 Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose?
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Questo brano del Vangelo di Giovanni pone senza dubbio ai nostri occhi un’evidenza: l’uomo naturale, concepito e nato secondo la carne in questo mondo materiale, pur animato dalle migliori intenzioni, non e’ in grado di vedere il Regno di Dio e se non lo vede, come potrà trovarne la porta per entrarci? Questo significa che ogni uomo naturale è come se fosse cieco dalla nascita, ovvero impossibilitato, per mancanza degli organi preposti, a cogliere, percepire, apprezzare il regno di Dio e la sua realtà, la sua consistenza effettiva. Ancora: chi appartiene al Regno di Dio è incomprensibile ed imprevedibile per chi, come l’uomo naturale, ancora non ne ha parte. L’uomo naturale, infatti, per sua vocazione natia, cercherà di compiacere ed assecondare le diverse esigenze della sua corporeità e vita materiale; egli  non può di norma  immaginare e tanto meno ammettere, se nessuno glielo spiega, per qual motivo altri uomini decidano ad un certo momento di agire contrariamente a quello che prevedibilmente ci si aspetterebbe da loro, non considerando ad es., la propria convenienza.
Da questo discorso si evince come il principio della convenienza umana possa essere stravolto dalla semplice ammissione e messa in pratica in se stessi di leggi di vita e principi diversi da quelli propri dell’uomo naturale. L’uomo naturale considera una cosa sacrosanta il guadagno ad es., l’uomo spirituale no, non lo considera affatto cosa sacrosanta; la cosa sacrosanta per lui è la giustizia prima di tutto, giustizia per la quale sarà pronto anche a sacrificare il guadagno personale … o altro…
Cosa significa quindi rinascere per acqua e Spirito? Significa trasformare, trasmutare l’uomo naturale in uomo spirituale attraverso l’assunzione a guida del proprio essere di un’altra logica di vita, di altri valori messi al primo posto, di un’altro Spirito nelle cose che si pensano e si fanno.  Significa crocifiggere, seppellire in noi l’uomo vecchio per far posto a quello nuovo. Se lo spirito adottato è superiore all’uomo naturale e proviene da Dio ecco la rinascita dall’Alto, ecco il potere enorme e miracoloso della Legge di Dio attuato concretamente nell’uomo. L’acqua, cioè la grazia, la benevolenza di Dio, il suo perdono, è altrettanto necessaria per lavare via la scoria del procedimento, per eliminare dall’uomo nuovo e rinato le cose vecchie, impure e pregresse che non possono più convivere accanto alle nuove, pur essendo magari servite a generarle e sostenerle inizialmente. Il rito del Battesimo cristiano dovrebbe insegnare attraverso un atto simbolico tutto questo, ma la potenza reale di tale insegnamento può essere sviluppata e concretamente posta in opera solo con l’esercizio convinto e motivato di una vita diversa. Chi non lo fa, non lo può capire e rimane prigioniero della propria incongruenza, cieco sempre convinto di vederci bene.
Questa rinascita, una volta avvenuta, produrrà effetti e mutamenti solo nel cuore di quell’uomo oltre che nelle azioni da esso conseguenti. Non è ancora il tempo, infatti, in cui questi mutamenti possano venire apertamente manifesti a tutti; essi però preparano a quel momento, così come la brace prepara l’incendio, magari per lunghi giorni.
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Salmi 74:11 Annienterò tutta l’arroganza degli empi,
allora si alzerà la potenza dei giusti.
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E’ tutto semplice in fondo, basta voler capire.
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I tanti volti del Male

Un articolo sicuramente da raccomandare ai Lettori e che mi ha colto di sorpresa per i risvolti impensabili che può assumere nell’uomo il dominio del MALE.

Giungere a vendere farmaci contraffatti e tossici a coloro che ne hanno massima necessità vitale e per giunta a prezzi esorbitanti, è uno di quei delitti che non può mai  ricevere perdono perchè non può ricevere giustificazione alcuna. Se si cercava un esempio, un’immagine di cosa possa essere il peccato eterno conto lo Spirito Santo, credo proprio che in questo l’abbiamo trovato. Certo non mi preme accusare o giudicare un individuo piuttosto che un altro, ma evidenziare i canoni in cui quelle persone rientrano a causa dell’intento malvagio del loro cuore. Può benissimo definirsi, questo agire, come uno degli identikit del male.  Questo intento è infatti, precisamente, un volto e un marchio di colui che fu omicida fin dal principio. Quegli uomini, cioè coloro che ne operano la volontà, lo albergano nel cuore, ne sono gli adepti, ne formano il corpo mistico, per dirla in termini comprensibili sono la chiesa di satana. Ecco il marchio della grande bestia in opera!

Denunciare in generale non serve a molto. Chi sa dovrebbe parlare e chi ha il potere dovrebbe agire. Già, il potere…. ma da che parte sta davvero il potere? Dubbi angosciosi ed atroci, al riguardo, pesano nei miei pensieri.

L’articolo>>>

Pensiero d’agosto

Dio e l’uomo, Dio e i sacerdoti.

Ho pensato che Dio senza i sacerdoti rimane comunque Dio a tutti gli effetti. Nulla lo aumenta o lo diminuisce.

Ho pensato che l’uomo senza Dio rimane solo, poco più che un eccelso animale o un robot intelligente, ma sempre compreso nella prospettiva di salvezza possibile prevista dall’Onnipotente.

Ho pensato  invece che il sacerdote privo di Dio, per averlo rinnegato, non è altro che nulla.

Avevo un amico sacerdote, una volta,  il quale  conservava ancora qualcosa dell’uomo, perciò era mio amico. Ma è morto; peccato.

Mi sarebbe piaciuto parlare ancora con lui di tante cose…non importa;  lo faremo certamente domani…

Il vantaggio della Giustizia

Quale vantaggio ha l’uomo che decide di vivere nella Giustizia rispettandola in ogni atto della sua vita?

Vivere nella giustizia significa non commettere MAI il male quando si hanno davanti tutte le possibilità e i mezzi o i poteri di farlo, proprio quando si è certi di non poter essere visti nè perseguiti o impediti dagli uomini, significa muovere anche contro la personale convenienza anzi, significa non considerarla nemmeno se prima non si  sia certi di non fare torto ad alcuno direttamente o indirettamente.

Ama il prossimo tuo come te stesso!

Usa cioè lo stesso metro di valutazione, la stessa cura, quando agisci per il tuo bene come quando la tua azione è rivolta nei confronti di altri. Concedi loro a priori lo stesso credito, rispetto, diritto di vivere, dignità, amore che concederesti a te. Ciò è cosa ben  diversa del volersi o doversi prendere in carico tutti i problemi materiali e le contingenze che sono fardello pesante degli uomini. Nemmeno Gesù lo ha voluto fare anche se avrebbe certamente potuto. Noi, causa i nostri limiti, non possiamo pretendere di metterci a strappare le erbe infestanti, il loglio, da tutti i campi del mondo o soltanto da quelli che stanno  intorno a noi; moriremmo estenuati senza poter concludere nulla di valido e le malerbe continuerebbero a ricrescere tranquillamente. Noi invece, possiamo iniziare dal nostro campo personale, grande o minuscolo che sia, a seminare seme puro, giusto, viglilandone la crescita e ciò significa appunto seminare, rendere presente e rispettato il concetto di giustizia, il suo germe, all’interno di ogni nostra azione. Seminare la Giustizia nel Principio delle cose, nel cuore nostro e perciò di ogni azione, permette di far sì che essa cresca ed agisca parimenti allo svilupparsi del contesto; con un minimo sforzo otterremo un grande risultato; seminarla invece a posteriori e dall’esterno è solo una battaglia persa in partenza. La giustizia nell’uomo deve essere preter intenzionale. Questo  possiamo fare subito, efficacemente e sicuramente. Quando altri vedranno il nostro campo crescere bene con la benedizione del Signore e malgrado  le immancabili avversioni di coloro che non amano la giustizia, cominceranno a porsi qualche domanda  e forse decideranno anch’essi di fare secondo il comandamento. Sarà dunque l’umanità, convertendosi alla giustizia, a dare al comandamento di Dio la forza sufficiente, le braccia, i mietitori convinti per compiere nel dettaglio quella redenzione del mondo che Cristo ci ha già donato e reso possibile col proprio esempio, insegnamento e sacrificio.

Questo è il solo comandamente in grado di rendere davvero giusta la bilancia delle umane azioni, intenzioni e ragionamenti. La reciprocità, ovvero il provare a rivoltare idealmente verso noi stessi la medesima azione che stiamo per fare nei confronti di altri ci aiuta a comprendere infallibilmente se essa appartiene alla giustizia o all’iniquità.

Mi si dirà che è difficile applicare questo nel mondo.

Io credo piuttosto che esista una visione, un’interpetaziome, un’accezione di questo comandamento che volutamente  rende difficile, improbo da applicare il Comandamento e ciò con lo scopo di non far vedere quale Bene invece possa derivare da esso ove giustamente messo in pratica. Molti fra i lettori che giungono su questo bolg alla ricerca di soluzioni “magiche” ai loro problemi, alla ricerca di preghiere potenti in grado di sconfiggere la sventura, la malattia, o le soverchianti avversità della vita, dovrebbero comprendere bene quanto dico perchè questo è il vero segreto per ottenere da Dio uno scudo potente, reale contro le avversità, non certo come lo promettono i “maghi” o come lo vorrebbe il mondo, ma in un modo che solo chi è con Dio riesce a comprendere.

Occorre sapere bene che Dio non interviene in forza della sofferenza dell’uomo, ma piuttosto contro l’ingiustizia perpetrata davanti al giusto!

Dunque, imparate ad essere giusti anche solo un po’ o quantomeno a non essere ingiusti ed avrete la difesa di Dio come canta il Salmo:

Salmi 90:3 Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Salmi 90:4 Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.
Salmi 90:5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
Salmi 90:6 la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Salmi 90:7 Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.
Salmi 90:3 Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Salmi 90:4 Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.
Salmi 90:5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
Salmi 90:6 la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Salmi 90:7 Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.

La risposta di Dio, il suo aiuto, giungono sempre per tutti, solo in modalità, incisività e tempi differenti, a seconda del grado di perfezione, di coerenza nella giustizia di colui che chiede e prega. Il giusto ha quindi un grandissimo potere, quello di giudicare l’iniquo non appena si mostri in opere davanti a lui. Non è un giudizio di parole, alla maniera degli uomini, ma di sostanza, secondo Dio. E’ un confronto istantaneo e silente davanti a Dio in cui il giusto è giudice e testimone dell’ingiustizia ad un tempo. E’ come se Dio fosse direttamente presente e “obbligato” dalla sua stessa essenza a pronunciarsi tra il giusto e l’iniquo. Infatti Dio è presente perchè il giusto è, senza nessun calmore, l’occhio, l’orecchio, la bocca di Dio. Il giudizio di chi vede giustamente è quindi la “pesatura” esatta dell’iniquo  oltre ogni cortina ed imbellettamento di falsità; la dichiarazione, il riconoscimento di questo valore ha quindi peso universale, schiacciante, esecutivo e pertanto viene chiamata giudizio.
Proverbi 21:12 Il Giusto osserva la casa dell’empio
e precipita gli empi nella sventura.

Salmi 36:25 Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane.

Salmi 54:23 Getta sul Signore il tuo affanno
ed egli ti darà sostegno,
mai permetterà che il giusto vacilli.


Senti senti…!

Come volevasi dimostrare, il fenomeno Medjugorie incassa un pesante capo d’accusa nel suo sacerdote fondatore e proprio da parte della chiesa cattolica. Esso mina alla base tutta la credibilità possibile nel fenomeno. L’articolo qui sotto linkato (ANSA), riferisce una storia, peraltro ampiamente prevedibile, che è tutt’altro che in odore di santità.

Vaticano: sesso ed eresia. Cacciato “Padre” di Medjugorie.

L’articolo ANSA cui faceva riferimento il link precedente è sparito dal web:

 

per fortuna ne ho trovati altrui due equivalenti:

CASO MEDJUGORIE

 

 

MEDJUGORJE: GRAVI SANZIONI CANONICHE CONTRO P. TOMISLAV VLAŠIC, “DIRETTORE SPIRITUALE” DEI VEGGENTI

Storia breve del francescano

Probabilmente l’errore del frate, il francescano Tomislav Vlasic che nel 1981 diede vita al fenomeno Medjugorje, è stato quello di degenerare oltre ogni misura di buon senso del possibile e del credibile e pertanto è stato sconfessato dalla chiesa perchè insostenibile ad ogni effetto. Però sono pronto a scommettere che nelle casse del Vaticano i denari provenienti da quel luogo non sono stati restituiti e tuttora affluiscono. Mi piacerebbe tanto sapere come l’hanno presa i fedeli. Se qualcuno di essi volesse scrivere un commento in risposta a questo articolo mi aiuterebbe a comprendere meglio.

Un dubbio…

Riflettendo sulle varie apparizioni di Maria, la Madonna:

ma perchè è sempre intenta a piangere lacrime e sangue se di lei è scritto:

D’ora in poi utte le generazioni mi chiameranno beata?
Luca 1, 48

Meditate gente, meditate…

I poveri oggi; chi sono?

Una domanda che credo non esser banale e che mi ha dato molto da pensare; definire precisamente cosa sia la povertà, potrebbe servire a meglio agire nei suoi confronti.

Non voglio qui trattare di nazioni lontane, diverse per mentalità, abitudini e credi religiosi, ma dell’ambito della nostra società, dove  sarebbe possibile fare qualcosa in modo semplice, direttamente e personalmente. Nella cosiddetta società del benessere caratterizzata  non solo da abbondanza di beni materiali, ma anche da un elevato ritmo di comunicazione ed informazione, oltrechè da una grande presenza di propugnatori di falsità, proprio i poveri autentici, i veramente bisognosi, divengono, incredibilmente, sempre più invisibili, privati anche del diritto di poter avere una propria immagine non artefatta presso gli altri!

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