Quando più nulla basta a nulla


Questa crisi mondiale, che non è soltanto economica, mi dà spunto per una riflessione generale

Siamo di fronte ad un momento di resa dei conti, questo mi pare evidente.

Una crisi definita ” profonda e strutturale” significa solo una cosa: quello che si è costruito fino ad ora si rivela tarato fin nelle midolla, viziato fin dalla sua origine; il sistema è come un secchio pieno di buchi che occorre riempire senza sosta, all’infinito. Ora i buchi (che sono tutte le opere dei ladri), sono troppi, hanno “figliato” e si sono anche allargati a causa dell’iniquità incommensurabile di alcuni, della connivenza di altri, dell’impotenza di altri ancora.

La sensazione è che tutte le misure fin qui attuate non servano e non serviranno a rinchiudere la bocca dell’abisso che sta aprendosi di fronte all’economia di questo pianeta. Il problema, credo, finirà per interessare, presto o tardi, tutti i valori umani, tutti quelli che si sono voluti basare, in ultima analisi, sull’economia ed i suoi guadagni. L’albero piantato nel cuore da molti  in fretta e furia,  in tempi di abbondanza e senza troppe domande sulla propria qualità genetica, sta ora ricoprendo il pianeta con i suoi frutti marcescenti ed inutili a tutti, soffocando ciò che solo per il fatto di non essere arrogante, appare debole e disprezzabile come la natura. Il problema si è manifestato nel mondo economico, ma in verità credo si tratti di una questione di principio che trova le sue prime origini nelle leggi che governano la Giustizia universale. Se noi consideriamo tutte le astuzie, tutti i soprusi, tutti i furti e delitti che sono stati perpetrati nel tempo, molti dei quali  legalmente istituzionalizzati e occultati grazie a leggi e leggine promulgate ad hoc  dalla categoria dei furbi  di questo pianeta (tale definizione è un puro  un eufemismo),  alle spalle degli Onesti, dei Deboli, degli Indifesi,  dei Vergini, otterremo una lista infinita di gravissimi capi d’accusa che non verrà  cancellata o dimenticata così presto. Ma questo giochetto di rapina, che si credeva potesse impunemente andare avanti all’infinito, ha raggiunto oggi il suo limite anche perché ormai sono in troppi ad averlo imparato e praticato a loro volta e gli equilibri secolari sono così compromessi irrimediabilmente. Quando valori quali: la giustizia, la carità, l’etica, l’onore, la democrazia, il servizio, la vocazione, il sacrificio, la santità divengono pure definizioni prive di ogni contenuto sostanziale utilizzate cinicamente proprio per nascondere il fatto che si sta sistematicamente premeditando e operando l’esatto contrario per assicurarsi, nella migliore delle ipotesi,  le continuità di privilegi inauditi dietro il loro comodo paravento, ecco che più nulla basta a niente e a nessuno.
Quando questi valori, in una società, non servono  più ad educare, a emancipare il popolo ed i giovani, ad edificare una società migliore, ma solo tentano, ingannandole dal principio, di fabbricare vittime ingenue ad uso e consumo dei perfidi, dei pedofili e dei perversi di ogni specie, oppure di ottenere dei figli dell’iniquità peggiori prosecutori dei loro maestri, allora si impone la necessità che tali valori vengano momentaneamente accantonati, seppelliti per poco sotto una grossa pietra, non perché non abbiano più il loro valore reale ed intrinseco, ma perché non devono poter servire da grimaldello o da porta attraverso la quale i perfidi riescano ad entrare laddove non devono e non possono. Non bisogna mostrare perle ai porci per intenderci e nemmeno fargliele lontanamente intravvedere. Hanno mai pensato gli educatori ed i programmatori delle società che in un paese non possono essere tutti laureati per stare dietro una bella scrivania, lavorare poco e guadagnare molto? Secondo voi, questi cervelloni, non hanno previsto che non si potevano vendere automobili all’infinito alle persone? E perché ci sono lavori mal retribuiti e mal tutelati a differenza di altri super retribuiti con un mucchio di privilegi  taciuti ed ingiustificabili? Tutto ciò in una repubblica democratica fondata sul lavoro?  Che balle ci hanno raccontato fin da bambini? E via dicendo…. Per le loro previsioni hanno a disposizione tutta la demoscopea possibile, studi statistici di ogni genere ed anche di più. Fino a quando credevano di poter crescere in quel modo e soprattutto: hanno mai guardato a spese di chi o di cosa si rendevano possibili tali guadagni ed incrementi del PIL? Vendendo di sottobanco a prezzi stracciati le libertà e le risorse vitali delle persone di oggi e di domani, storpiando coi miraggi e le false promesse le loro coscienze, la loro percezione della realtà, proponendo e facendo accettare alle masse, come cosa buona e santa, modelli di esistenza quale quello consumistico che è sbagliato perché non ha mai rispettato la giustizia più elementare verso l’uomo, le cose, la natura. E così oggi i nodi trascurati per decenni sono venuti al pettine, non ancora tutti a mio parere.

Le parole di Isaia non suonano perciò così lontane o improbabili, aliene, in certi momenti che oggi stiamo attraversando o che si stanno a mio avviso largamente annunciando fin d’ora:

Isaia 24:19 A pezzi andrà la terra,
in frantumi si ridurrà la terra,
crollando crollerà la terra.

Isaia 24:20 Certo, barcollerà la terra come un ubriaco,
vacillerà come una tenda;
peserà su di essa la sua iniquità,
cadrà e non si rialzerà.

Isaia 24:21 In quel giorno il Signore punirà
in alto l’esercito di lassù
e qui in terra i re della terra.

Quando questo fenomeno di “Limite raggiunto” si concretizza in un sistema globalizzato, relativamente alle azioni inique che vi si compiono, ogni sforzo fatto per risollevare la situazione viene vanificato  presto o tardi dalle conseguenze di ritorno delle azioni precedenti, dal gravame enorme, insostenibile degli errori o dei delitti precedentemente compiuti che sono divenuti metodo, usanza consolidata, leggi o consuetudini strutturali delle società, né è possibile più cambiare sistema per guastarne uno nuovo e tirare avanti ancora un poco perché ormai tutti quanti sono stati interessati dal fenomeno degenerativo-strutturale ed anche gli stessi strumenti della “cura” lo sono! Non vi sono più a parere dello scrivente ed a meno di qualche tardiva scoperta dell’ultimo minuto, che prolungherebbe di poco l’agonia, campi, terreni, aree vergini da sfruttare e martoriare ancora per ottenere quei facili guadagni che in passato erano garantiti facendo queste azioni di rapina ed omicidio sistematici; in nessun settore ciò è oggi ancora possibile impunemente, soprattutto a carico dell’uomo il quale, dopo tante violenze, ingiustizie, vessazioni subite sta imparando a sua volta  a commetterle oppure a guardarsi da esse come prima non avveniva. E’ passato l’entusiasmo primiero dei “vergini”, e nessuno vuole oggi sacrificare se stesso in vantaggio di un sistema odioso che violenta, che parassita legalmente o meno ogni azione, ogni intento, vanificandolo mortalmente ancor sul nascere. Ci vorrà ben altro per convincere ancora una volta l’uomo a metterci l’anima in quello che fa come avveniva quando i popoli si schieravano pronti alla morte per difendere un ideale o un altro, ma credendoci davvero. Non serviranno i coltelli puntati alla gola, nè i fucili alla schiena, non serviranno i ricatti, le astute e lubriche prolusioni degli imbonitori della politica o della religione, non servirà la psicologia, non servirà il capestro economico, NON SERVIRANNO I SACRIFICI UMANI CHE COSTORO VORREBBERO VOLENTIERI ATTUARE PUR DI SALVARSI ANCORA UNA VOLTA, MA CHE NON SONO LORO CONCESSI NELLA MISURA IN CUI VORREBBERO ATTUARLI. Il patto è irrimediabilmente infranto poiché è stato tradito fin dall’inizio e l’uomo ora lo sa e lo comprende!

GUAI ALL’UOMO CHE CONFIDA NELL’UOMO!

L’umanità ora ha compreso o sta per farlo; essa è stata  crudamente disillusa nei suoi miraggi da quelli stessi che glieli avevano propinati e che ancora, ciechi, siedono sui loro troni e tronetti di cartapesta ignari che il fuoco sta per divorarli tutti quanti. Essi ricostituiscono con l’arroganza che è loro propria le loro forze, si riorganizzano ogni volta per essere peggio di ciò che erano di prima, nella speranza di prevalere, di riguadagnare ad ogni costo il tempo perduto, di rivalersi crudelmente sui piccoli, ma forse questa potrebbe essere la loro ultima volta; lo spero di cuore, ma se anche così non fosse , la parabola discendente, per questa genia credo proprio sia irrimediabilmente iniziata.

Quando preghiamo:  - Venga il Tuo Regno… - lo facciamo invocando ogni volta, sperando che finisca presto il regno di quelli che ora e da sempre dominano la terra con ingiustizia spietata. Questo certo avverrà; come e quando lo stabilirà Dio solo, nella sua assoluta giustizia, ma noi, vigilando e riflettendo, possiamo coglierne i segni premonitori nel nostro cuore seppur vaghi o ancora indefiniti.

Questa pare proprio essere la fine del mondo o solo il suo inizio; ma invece è unicamente la fine del loro mondo, che non funziona più ogni giorno che passa e, credo proprio, sempre meno funzionerà per il futuro, senza speranza di potersi mai più riciclare in alcun modo.

Non resta che attendere l’esito.

Salmi 13:1 Al maestro del coro. Di Davide.
Lo stolto pensa: «Non c’è Dio».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.

Salmi 13:2 Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c’è uno che cerchi Dio.

Salmi 13:3 Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
più nessuno fa il bene, neppure uno.

Salmi 13:4 Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?

Salmi 13:5 Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.

Salmi 13:6 Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.

Chi ha fede, chi non vive di arroganza, ingiustizia e sopruso non deve comunque temere nulla perchè il Signore è Fedele; lo so, è a volte difficile anche per me che vado “predicando” queste cose che mi escono dal cuore  ma, … pensateci ogni tanto e vedrete uno spiraglio di luce.

Luca 21:28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Salmi 74:11 Annienterò tutta l’arroganza degli empi, [dice il Signore]
allora si alzerà la potenza dei giusti.

Non è vero!

Non è vero che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e nemmeno che godano di eguali diritti e doveri

Non è vero che l’onorevole sia sempre onorevole, che il prete sia sempre santo, che il medico sia sempre umano, che il farmaco sia sempre utile, che i cibi biologici siano sempre genuini

Non è vero che avete tutti, egualmente il diritto al lavoro dignitoso

Non è vero che tutti hanno in egual misura diritto ed accesso allo studio

Non è vero che siamo liberi, solo che non vediamo le nostre catene, dato che oggi sono occulte

Non è vero che tutti abbiamo il medesimo diritto alla salute, ad una esistenza sana e serena

Non è vero che siamo liberamente arbitri del nostro futuro se non quando ciò avviene per il peggio, (di fatto, siete però liberissimi di drogarvi, ubriacarvi, prostituirvi suicidarvi, molto meno di trovarvi un onesto lavoro e crearvi una famiglia normale, di costruire qualcosa di sano e di vostro)

Non è vero che le uniformi garantiscono la genuinità del loro contenuto umano come vorrebbero dimostrare

Non è vero che siete proprietari dei vostri onesti guadagni e risparmi, c’è già chi sta facendo i conti su di essi per saldare i propri debiti ed addossarli a voi

Quante cose non sono vere in questa società eppure si continua a dirle e ritenerle tali, almeno fin quando non ci si ficca dentro il naso personalmente e dolorosamente.

Anche per questo abbiamo, tutti, un grande bisogno di Verità e di coraggio per poterla solo guardare!

L’adulterio

Gesù ha esteso il giudizio della Legge di Dio, nei riguardi dell’adulterio e di conseguenza anche di ogni altro peccato, fino a toccarne la sua prima manifestazione nel cuore umano.

Matteo 5:27 Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;

Matteo 5:28 ma io vi dico: chiunque guarda una donna (soltanto) per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

A questo aggiungiamo un consiglio che procede sulla stessa linea estremamente pura:

Matteo 5:29 Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

Matteo 5:30 E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

Ma poi aggiunge:

Matteo 15:18 Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo.

Matteo 15:19 Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.

Viene allora da riflettere su cosa si deve fare se, come Gesù afferma, il cuore stesso è la sorgente dello scandalo e del peccato? Forse che l’uomo deve strapparselo per salvarsi?

Cosa intendeva dire Gesù con tutto questo insegnamento che dichiara in purezza e verità i dettati della Legge di Dio? Intendeva forse porre una condizione che all’uomo normale risulta impraticabile? Voleva forse dichiarare implicitamente che tutti sono già condannati nella loro stessa natura? Nessuno infatti odia la propria carne e sono davvero pochi gli uomini che non bramano, quantomeno in embrione, nel cuore, ciò che loro manca o solo appare bello prima ancora di guardare se sia legittimo. Il moto istintuale, basso, vegetativo, animale, infatti, precede e prescinde sempre dalla volontà della mente nell’uomo normale. Gli ipocriti o i superficiali solitamente seppelliscono e negano totalmente questa scomoda, implicita evidenza della condizione umana, ma non per questo essa, in loro, sparisce nel nulla. Spesso diviene anzi ancor più insidiosa perché non più riconosciuta per ciò che oggettivamente è.

Con questo Gesù afferma prima di tutto una Verità assoluta. E’ poi più che verosimile che abbia detto in tal modo intendendo rivolgersi particolarmente a tutti coloro che, come i Farisei, ritenevano di potersi giustificare da soli, interpretando la Legge di Dio spingendone fino all’assurdo l’applicazione  secondo accezione letterale,  partorendo una serie infinita di usanze, tradizioni, ritualità esteriori, liturgie che di per se non possono salvare l’uomo naturale da ciò che oggettivamente è. E’ sempre una forma di idolatria fare questo cioè costruire un simulacro di terra alla Legge divina che invece è Spirito e Vita, credendo che  possa salvarci mediante le sue assurde esasperazioni.

Gesù, io credo, volle precisare, rivolgendosi specialmente a chi esagerava  l’interpretazione e l’applicazione delle leggi di Mosè,  l’estremo limite cui effettivamente giunge la Legge di Dio. Volle in tal modo fare riflettere. Nella pratica di di essa con una pretesa esattezza umana, qualsiasi comportamento, anche di poco mancante, rispetto a tale limite verrebbe dalla Legge inevitabilmente condannato; ne deriva quindi che nessuno di quelli poteva essere giustificato in questo modo; ma essi lo avrebbero potuto comprendere solo scendendo di un poco, con umiltà dai pulpiti della millantata perfezione che si erano costruiti e conquistati nelle generazioni. Inutile precisare che questo messaggio di portata universale vale anche per i “farisei”di oggi, comunque siano travestiti e nulla ha a che fare con una questione razziale o religiosa ma solo con i contenuti di giustizia propri delle persone. Comprendiamo quindi che l’azione del volere umano diretto ad ottenere l’autopurificazione si rivela incapace di penetrare e correggere i misteriosi ed imperscrutabili anfratti del cuore, di scindere il legame pernicioso ed oneroso che incatena l’uomo rendendolo succube del peccato.

Luca 11:39 Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è (rimane) pieno di rapina e di iniquità.

Potrebbe sembrare una condanna o un’invettiva durissima, ma era solo un monito in toni accesi, non perché i Farisei fossero imperfetti nella Legge, ma perché rifiutarono di riconoscerlo.

Giovanni 9:41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».

All’uomo vengono quindi presentate da Cristo due vie possibili: quella difficilissima di realizzare in se la Legge di Dio fino ad assoluti e totali livelli di perfezione, a costo di cavarsi occhi e tagliarsi mani, oppure quella (ben più logica e praticabile), di affidarsi alla misericordia di Dio usando a sua volta  misericordia verso il prossimo, essendo cosciente delle proprie  (da se stesso), inguaribili debolezze.

L’esperienza pratica ci mostra con larga messe di esempi come laddove l’uomo abbia scelto la prima possibilità si sia immancabilmente giunti (salvo forse rarissime eccezioni che tuttavia confermano la regola), a produrre una larga messe di perfetti ipocriti, falsi con gli altri e con se stessi a tal punto da non riuscire nemmeno più a riconoscersi come tali.

Ecco, io credo, perché hanno inventato le flagellazioni, i cilici, i digiuni, le mortificazioni, umiliato la donna con burqua ed ogni altra barbara usanza. Ecco perché condannano a morte i sessualmente diversi. Ecco perché condannano a morte! Condannado a morte tutte queste manifestazioni dell’umanità essi in realtà tentano di esorcizzare quella stessa natura che si riconoscono dentro e che non possono in nessun modo scrollare da se stessi, una natura che reagisce potente agli stimoli suoi propri, malgrado ogni forma di castrazione e penitenza autoiflitta, malgrado ogni ferma volontà tesa a impedirlo, malgrado ogni preghiera ripetuta con la bocca all’infinito.

Quando infatti “quel tipo di santo” o eterno aspirante a tale condizione deve scontrarsi duramente, ogni giorno, con la propria natura corporale, animale ed i suoi limiti, piuttosto che riconoscere umilmente la propria insufficienza di fronte ad essa, sarà portato preferibilmente a nascondere la propria macchia incolpando di essa ciò che è invece null’altro che un elemento in se innocente, ma col naturale potere di eccitare la sua brama. Così, colui che nel cuore è ladro, sarà più facilmente pronto a d accusare, giudicare e condannare assolutamente colui che ostenta una ricchezza che egli desidera invece possedere ardentemente rivelando così a Dio di essere peggiore di lui.  Io credo che un vero Santo possa rimanere indifferente e puro anche in mezzo ad un circolo di donne provocanti ed invece quell’agire di iniqua castrazione e repressione inevitabilmente perpetrato da molte religioni, per lo più a carico delle donne ma non solo, a mio parere prova proprio il contrario di quello che si vorrebbe affermare; prova che oltre a non essere santi, i sedicenti perfetti sono pure grandissimi ipocriti, incapaci di comprendere i principali fondamenti reali dell’insegnamento religioso e dello Spirito di Dio.

E siccome alla fine non possono non rendersi conto di tutto ciò ecco che si riducono, si determinano ad operare solo per curare il loro aspetto esteriore, pilotare falsamente il giudizio e la considerazione degli uomini, sola cosa che a loro in fondo interessa.

Davvero accade che le persone si qualificano per sempre di fronte a Dio in comportamenti come questi!

Dunque Cristo ci dice, giustamente, che basta meno di una piuma per infrangere la Legge di Dio, basta meno di una piuma perchè la nostra anima pesi troppo sul piatto della bilancia ma, per chi sa e può ascoltare e a differenza da quanto vi hanno lasciato capire fino ad ora, non lo dice per condannarci o accusarci come invece ha fatto per millenni certa religione aliena da Dio. Lo dice perché diveniamo coscienti delle tare che l’essere umano, volente o nolente, reca in se stesso. In base a ciò è scritto giustamente:

Romani 3:23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,
Romani 3:24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.

Romani 3:4 Impossibile! Resti invece fermo che Dio è verace e ogni uomo mentitore,

Giovanni 8:7 E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».

In sostanza possiamo così riassumere l’insegnamento di Gesù riguardo all’adulterio ma anche al peccato in generale:

La Legge di Dio non verrà mai meno e insiste su ogni cosa creata, ma tu, uomo, devi avere presente che sei sottomesso fin dalla nascita al regime del peccato, e questa sottomissione è uno status quo della tua attuale natura; il peccato e la sua legge, nel tuo cuore, comandano spesso, coi fatti, più della tua stessa volontà manifesta. Se credi di poterti santificare solo con la tua volontà e con le opere umane di devozione e penitenza sbagli profondamente perché invece otterrai solo il sepolcro imbiancato ovvero il tuo guscio esteriore puro (forse), ma all’interno ogni sorta di marciume permarrà indisturbata anche se sepolto nel cuore in un vaso dal coperchio di piombo. Dato che nessuno può giudicare il cuore umano, se non Dio, come puoi pretendere tu di guarirlo dal male con pratiche umane? Questo perché sei un essere nato schiavo del peccato ed il peccato ha, in varia misura, un potere ed imperio reale su di te avendo un dominio più o meno esteso su parti del tuo cuore che la tua volontà non può direttamente controllare (brame, passioni, istinti ecc.). Il confronto giudiziale con la Legge di Dio schiaccerebbe immancabilmente e soprattutto anche il più puro o giusto fra gli uomini proprio a causa di esse.

Allora che fare?

Noi sappiamo che Cristo è venuto a liberare l’uomo dal giogo della Legge, che lo condurrebbe impietosamente  e sicuramente ad un giudizio di condanna, mediante il perdono, la grazia e la misericordia; non che per questo la Legge sia abolita o sminuita di importanza, al contrario, ma una nuova via, più diritta, comprensibile, ragionevole e praticabile viene aperta all’uomo da Cristo. Essa favorisce ed incoraggia la presa di coscienza del proprio limite e, al contrario, invita l’uomo a farsi eunuco della propria volontà in favore di quella di Dio; invita l’uomo che sia cosciente della propria imperfezione e limitatezza ad affidarsi a Dio in ogni cosa, anche nell’ottenere liberazione dal proprio peccato, per quanto inconfessabile o imperdonabile possa sembrargli.

Isaia 1:18 «Su, venite e discutiamo»dice il Signore.
«Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.

Isaia 1:19 Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.

Non si dice all’uomo: – liberati dal male !-, ma lo si invita a pregare il Padre con un -Liberaci dal male! – E’ Lui che libera dunque!

Abbiamo assistito invece, nella storia di quasi tutte le religioni, ad un fiorire, ad un proliferare di posizioni, usanze ed insegnamenti tanto assoluti quanto assurdi che di queste parole di Gesù e della volontà di Dio tutto hanno colto meno che lo Spirito suo e l’intento.

Gesù non intendeva, con ciò che ha detto, fare dell’umanità una massa di persone sessualmente inibite o deviate, in vario grado, Egli non intendeva “castigare” o mutilare l’indole naturale umana affermando che anche il solo guardare  o desiderare è peccato d’adulterio commesso nel cuore.

Il suo ragionamento era diverso e potrebbe così esprimersi:

Voi tutti, che fate dell’applicazione rigorosa e formale della Legge il vostro assoluto punto di forza, di giudizio ed elezione state bene attenti, perché io vi conosco bene, so perfettamente che dentro non siete affatto esenti da certi istinti malgrado tutti i vostri duri sforzi e se sarete così rigidi e spietati nel giudicare gli altri (condannando a morte), quello che portate addosso e che a Dio non si può nascondere, varrà a farvi sicuramente condannare. Noi sappiamo che Cristo è venuto a liberare l’uomo dal giudizio della Legge mediante il perdono, la misericordia ed il dono di se stesso.

Con questo, vale sempre per tutti il Comandamento di non peccare cioè di non rendersi complici con la propria volontà dei propri istinti, di  cercare di non aggiungere, ma di sottrarre il peso della nostra personale intenzione e volontà a quello dell’eredità negativa che già portiamo addosso, grande o piccola che sia. Il rispetto del prossimo e l’amore per la vita altrui, da soli, dovrebbero essere un deterrente più che valido e ragionevole contro l’induzione a peccare oltre che un parametro per giudicare la effettiva gravità dell’azione peccaminosa.

Giovanni 8:11 Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più».

In proposito, voglio ribadire ancora una volta che la soggezione al peccato, dalla quale tutto il genere umano è gravato, non ha nulla a che fare con la concupiscenza della carne nè si trasmette ai discendenti per mezzo di essa, come sostenuto erroneamente e non so in quale tipo di buona o cattiva fede da alcuni Padri della Chiesa ( Agostino, Ambrogio). La dimostrazione evidente, che loro non potevano prevedere, sta oggi nei figli nati dalla fecondazione in vitro, che pur essendo totalmente alieni dal concorso della libidine umana, hanno, in merito ai rapporti col peccato, una natura uguale a quella di tutti. Si tratta quindi, come ho già affermato di uno status dell’umana natura, di un livello di esistenza in cui l’uomo si è calato che si procrastina più per una trasmissione di tipo genetico che non magico e misterioso.

In morte di un Amico

Oggi, domenica 19 giugno 2011

una semplice e-mail mi informa che un caro Amico non è più fra noi!

Si tratta di Giacomo Korn, deceduto inaspettatamente a Roma il 18 giugno scorso.

Non amo esternare il dolore che pure ho provato alla notizia improvvisa ed inaspettata, ma vorrei piuttosto ricordare i pregi dell’uomo e dell’Amico che ho conosciuto e col quale ho scambiato negli ultimi anni tutto quello che possedevo intellettualmente e culturalmente, ma soprattutto umanamente. Questo stesso blog, dove appaiono diversi suoi commenti, è stato aperto nel momento della nostra conoscenza, all’inizio del nostro rapporto di amicizia.

E’ stato per me, come credo per tutti coloro che l’abbiano frequentato e conosciuto, un Segno vivente della volontà di pace, di benevolenza, un Testimone autentico di coerenza alla propria Fede natia. Mi confortava sentirlo anche solo per un semplice “come stai?” Di lui restano vivi, oltre ad un grande ricordo, i suoi numerosi libri, esatti, preziosi, sia tecnici, sia di interesse religioso. Il problema che più gli stava a cuore era inerente le possibilità di dialogo inter-religioso. Giacomo era motivato dal profondo desiderio di avere, operare pace intorno a se e a vantaggio di tutti, profondamente segnato nell’animo, anche se non direttamente colpito, dalle nefaste conseguenze della Shoà.

Ora mi sentirò sicuramente più povero, ma debbo andare avanti lo stesso. Io ho perso solo momentaneamente un Amico ma lui ne ha certamente ritrovati molti e sono certo che il nostro Signore saprà consolarlo di ogni lacrima presente e passata. Tale è la nostra preghiera affinché anche la sua famiglia possa avere pace.

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!

Addio Amico! Solo un attimo ancora e potremo di nuovo  ritrovarci.

Il Vasaio

L’azione di Dio sull’uomo, durante i secoli è stata in più riprese paragonata al lavoro del vasaio. Cercherò di chiarire come questo sia un aspetto assai importante nel lungo processo di purificazione e separazione dei valori di Bene e di Male in questo mondo affinché si attuino le premesse per la nuova Creazione che come sappiamo sarà assolutamente pura dall’empietà e dal male in ogni sua forma…

Leggi tutto>>>>

Qualcuno mi spieghi…

Nell’anno 1998 il pontefice Giovanni Paolo II beatificò il cardinale Alojzije Viktor Stepinach che certamente  non fu estraneo al genocidio balcanico. Viste le inconfutabili fotografie e le repertazioni storiche presenti anche nel libro di Marco Aurelio Rivelli:  ”L’Arcivescovo del genocidio” che credo si possano collocare senza dubbi al di sopra di ogni tentativo potente di revisionismo storico  tuttora in atto con incredibile spudoratezza, la cosa non mi pare esattamente un bruscolino tale da passarci sopra. Mi lascia molto, molto perplesso. E’ la logica stessa che mi spinge in continuazione ad interrogarmi sul caso. La chiesa che ora parla di leggenda nera a carico di Stepinach dovrebbe solo ricordarsi di aver previdentemente concluso concordati per lei vantaggiosi sia con il Nazismo sia col Fascismo e che tuttora continua a riceverne i benefici. Siccome nessuno dà niente per niente, ci rimane ancora da conoscere precisamente cosa lei abbia messo sul piatto di controparte della bilancia. Viene solo un’ipotesi da fare alla luce dei fatti: ancora una volta, deve trattarsi della santificazione e  benedizione indispensabile a qualsiasi regime per poter farsi strada nelle coscienze degli uomini, potersi efficacemente accreditare per ottenere più facilmente la loro fede con convinzione profonda, come è indispensabile per costruire ogni torre di Babele.

E’ poi strana questa differenza fra ciò che predicano, invocando sempre il martirio come testimonianza (addosso gli altri), ed il fatto di avere mancato quasi totalmente,  in quella occasione, di rendere questo Servizio  alla Verità ed alle coscienze dei propri fedeli, scendendo a compromessi diplomatici e non su principi che non dovrebbero MAI essere oggetto di compromesso, almeno da parte di Santi quali si proclamano a vicenda ed a ogni occasione. Certo Padre Massimiliano Kolbe, per citarne uno, non è stato il loro modello, ma piuttosto parrebbe l’eccezione. Comunque Dio giudicherà certamente con giustizia queste cose che a noi è dato di sapere solo per testimonianze riferite. A Lui rimettiamo naturalmente ogni cosa ma questo non ci impedisce di fare le nostre valutazioni.

Ora Benedetto XVI beatifica Giovanni Paolo II al quale, con tutte le disgrazie e le ingiustizie presenti al mondo, si riconosce un solo miracolo, (di cui alcuni nella chiesa avanzano pure dubbi)  e guarda caso, in beneficio di una suora. (mi pare si possa ravvisare un conflitto di interesse qui!).

Mi par poi di ricordare, che non appena fu eletto al soglio si premurasse per prima cosa di farsi costruire una piscina.

Inoltre, quella storia della pallottola che sarebbe stata deviata (ma non abbastanza), dalla mano di Maria come mai ha avuto come seguito un bel vetro antiproiettile sulla “papamobile”? Forse che la Provvidenza divina fornisce più incerte garanzie delle difese umane? E da quando?

Non capisco bene … o forse capisco troppo, più di quanto mi sarebbe permesso  …

Qualcuno mi spieghi in cosa consiste questo tipo di santità o beatitudine, quale è la sua utilità. A me pare che stiano fabbricando, esclusivamente per loro uso e consumo, un paradiso su misura, esclusivo per quelli che sono a loro immagine e somiglianza.

Ben venga! Questo soltanto sia il loro paradiso.

Non mi pare inappropriato ricordare qui queste parole:

Sapienza 15:3 Conoscerti [o Dio], infatti, è giustizia perfetta,
conoscere la tua potenza è radice di immortalità.
Sapienza 15:4 Non ci indusse in errore
né l’invenzione umana di un’arte perversa,
né la sterile fatica dei pittori,
immagini deturpate di vari colori,
Sapienza 15:5 la cui vista provoca negli stolti il desiderio,
l’anelito per una forma inanimata di un’immagine morta.
Sapienza 15:6 Amanti del male e degni di simili speranze
sono coloro che fanno, desiderano e venerano gli idoli.

Il peso della Verità

Tempi di delitti efferati, inspiegabili, apparentemente sempre meno motivabili; tempi di perdita di valore delle parole. Tempi dove la fame e la sete di giustizia paiono essere massime negli uomini, ma troppo spesso a senso unico, accompagnandosi ad una immensa tracotanza invece che all’umiltà. Ed è una reazione a catena, una induzione reciproca,  un tacito “così fan tutti” che si innesca in questo modo anche e soltanto per non soccombere agli altri, per non essere retrocessi e calpestati nella competizione della vita. Ma tutto questo, contrariamente alle apparenze, non può servire da giustificazione, soltanto, qualifica le persone e le ricomprende in determinate categorie, le assoggetta a destini comuni ed ineluttabili e non soddisferà mai veramente il loro anelito.

Così proprio non va!

A questo aggiungiamo alcune considerazioni necessariamente scaturite a seguito dei catastrofici fatti Giapponesi ed Africani di questo scellerato 2011. Essi, a torto o a ragione, producono un effetto sulle coscienze e non solo in coloro che ne sono colpiti direttamente. Esse ci spingono ad interrogarci profondamente su dove ci stia conducendo questa “civiltà del progresso (??!)”, ci obbligano a chiederci: ma  chi ha veramente, dietro le quinte, il potere e la responsabilità di determinare gli sviluppi e le direzioni che portano alla crescita di questa civiltà? E perché scegliere questo indirizzo e non un altro? Personalmente,  avevo già dei forti dubbi  sulla genuinità di quanto ci viene propinato sotto nobili apparenze fin dall’infanzia, ma ora i dubbi sono diventati certezze, considerato e provato che nessuno parla ed agisce più in onore del vero, ma tutti, specie in quel mondo che ha potere, operano solo ed esclusivamente per i propri interessi particolari sacrificando dissennatamente ad essi il bene comune e la Verità curandosi solo dell’apparire bene.  Se chi conduce ed ha potere mente abitualmente, per mestiere, cosa succederà quando ci renderemo oggettivamente conto che l’umanità, per il benessere della quale sempre dicono di agire, è proprio l’ultima cosa che a loro interessa? Cosa succederà quando gli uomini si troveranno imbottigliati in situazioni senza uscita né speranza di fronte alle quali dovranno toccare con mano in prima persona (e ingoiare  rospi grossi come bastimenti in silenzio ed impotenza assoluta),  tutta la vanità e la nullità delle promesse dei loro falsi profeti, tutta l’impotenza dei loro innumerevoli idoli? La nostra civiltà sta ammassando nel suo futuro una infinita discarica fatta di ogni sorta di rifiuto, … mi si intenda. Cosa avverrà quando essa dovesse collassare sulle genti?

Guardiamo, ad es., questa bella Italia (ma tutto il mondo è allegramente incamminato nella medesima direzione), festeggiata in questi giorni a suon di inni e fanfare: ma cosa festeggiano? Cosa c’è da festeggiare? Forse il debito di due milioni di miliardi che hanno saputo accumulare durante questo tempo? Ma cosa festeggiano? Il diritto allo studio ed al lavoro dignitoso  adeguatamente retribuito per tutti, cose ogni giorno sempre più negate  e  che non abbiamo mai potuto vedere se non nelle parole dei soliti mentitori? Forse festeggiano il diritto alla pensione: deve evidentemente trattarsi di quella dei falsi invalidi e dei raccomandati, perché quelle ordinarie, quelle ONESTE e MERITATE si allontanano sempre più ed anche smagriscono al contrario di quanto accade ai loro stipendi e privilegi. Festeggiano la Giustizia che non c’è? Non capisco perché mai uno statale, cominciando dai parlamentari e dalle massime cariche del potere, debba avere in partenza più diritti di un agricoltore, di un operaio o di una artigiano: non mangiano tutti allo stesso modo e nelle stessa quantità? Non hanno tutti egual diritto e dignità di fronte alla vita? Proclamano a gran voce in ogni dove il regno del diritto, della democrazia,dell’eguaglianza,  nascondendoci che invece siamo ritornati silenziosamente e praticamente alla CASTE per non dire alle MAFIE o ancor peggio alle discriminazioni predeterminate a tavolino in base a criteri non facilmente individuabili ma reali. Per me tale comportamento assume allora il significato di una festa dell’ipocrisia, di un ulteriore contributo alla falsità già radicata profondamente in questa società. Io credo che i veri idealisti, gli Eroi che servirono col loro sacrificio alla unione di questo paese, se davvero furono tali e puri, stiano rivoltandosi nella tomba vedendo per cosa hanno sacrificato se stessi. Ma torniamo agli scenari mondiali.

Il mio parere, espresso peraltro altre volte, è che siamo in un periodo dove l’egoismo umano domina come non mai; anche in passato certo non ebbe a mancare, ma mai così lucido, così scoperto, così capillarmente diffuso, così profondamente integrato nella vita di tutti, così ricompreso nella normalità quotidiana; esso è divenuto, anche inconsciamente, mattone irrinunciabile utile a gonfiare e sostenere tutti i nostri costrutti, strumento vitale apparentemente, ma che si rivela essere una chiave di volta fragile, debolissima ed inadatta, specie quando debba confrontarsi con l’Architetto Signore del mondo. E’ sempre una grande, profondissima e dolorosa disillusione per l’uomo quando ciò avviene, perché egli viene riportato bruscamente alla realtà dei fatti, duramente costretto a confrontarsi con la Verità delle cose di cui era totalmente dimentico, perché drogato dalle falsità con le quali è stato nutrito per generazioni.

E’ infatti un rischio reale quello che io vedo prospettarsi e si potrebbe denominare degenerazione strutturale della civiltà o della società. L’abbandono generalizzato ed inveterato della verità, l’amore per le cose false ma di bella apparenza, cose di cui amiamo circondarci ad ogni livello, causa nel tempo, diffondendosi minutamente per imitazione in ogni luogo e struttura del contesto umano, la loro degenerazione e denaturazione, sì che il primo sintomo è che le cose non funzionano più come prima. Ci troviamo di fronte, accorgendocene magari improvvisamente, medici che non fanno o medici, istituzioni che frodano i cittadini legalmente, acqua che bisogna comprare a caro prezzo, difese che non difendono altro che gli interessi di qualcuno, governi incapaci di provvedere alle necessità dei popoli, volti seni e glutei rifatti, cose  definite sicure e giuste come le centrali nucleari, che invece dimostrano di essere una maledizione ed un ipoteca pesantissima sulla vita delle generazioni future, un nemico terribile e nascosto in casa propria; questa società degenerata strutturalmente è simile ad un anziano che ha l’osteoporosi grave e non lo sa; si alza per camminare e il suo femore si spezza improvvisamente facendolo cadere rovinosamente e dolorosamente; chiama il dottore ma nessuno accorre perché sono tutti impegnati altrove e lo lasciano lì al suo destino.

Così ci siamo ridotti per aver dimenticato la Verità!

Ed immancabilmente, prima o poi, avviene lo scontro con qualcosa che non appartiene per natura ed origine a questa civiltà e gli abitanti della terra ne devono portare le pene. Un forte terremoto, un sollevamento di popoli, e chi sa cosa altro ancora, sono fatti sufficienti ad evidenziare universalmente e tragicamente tutti i limiti, la piccolezza dei programmi e delle previsioni umane; questi fatti dolorosi, al di là delle vite cancellate o compromesse, obbligano tutti ad una riflessione generale.

L’uomo posto davanti a questi avvenimenti ha solo due modi principali di reagire: quello contrassegnato dalla rassegnazione con eventuale riflessione e riconoscimento dei propri errori al fine di correggerli, anche accettando di fare marcia indietro e quello della reazione, volto a superare gli inconveninenti a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, ritenendo l’attuazione della propria volontà prioritaria ad ogni altra cosa e quindi da attuare assolutamente, senza tenere conto di null’altro che non sia il proprio idolo o il proprio ego. Si coprirà pertanto l’avvertimento ricevuto con un’altra menzogna o creando un altro debito ancor maggiore per il futuro al fine di poter proseguire oggi nella propria linea di condotta.  Fino ad ora pare che questo secondo modo di affrontare la realtà abbia avuto un gran successo e coloro che lo praticano sembrano destinati a salire in alto ed a restarci in eterno. Ma non sarà così.

L’apocalisse di Giovanni dice:

Apocalisse 9:20 Il resto dell’umanità che non perì a causa di questi flagelli, non rinunziò alle opere delle sue mani; non cessò di prestar culto ai demòni e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare;

Apocalisse 9:21 non rinunziò nemmeno agli omicidi, né alle stregonerie, né alla fornicazione, né alle ruberie.

Mi pare rifletta con proprietà il contesto attuale in cui ci troviamo.

Lo scandalo

Chi ha il cuore puro su questa terra?

Certamente i bambini, nei quali è innato!

Cosa fa chiunque reca loro scandalo (non solo in forma sessuale)?

Distrugge la loro purezza.

Ma cosa fa ancora costui?

Distruggendo la loro purezza cancella in loro la condizione per la quale essi attingono all’imago Dei (immagine di Dio) che essi, TUTTI,  naturalmente contemplano ed hanno nel cuore, come è scritto:

Matteo 18:10 Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Marco 9:42 Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare.

L’azione che reca scandalo può condurre la vittima ad una condizione di apparentemente totale estraneità con Dio venendo meno, per causa sua, la corrispondenza interiore, il mezzo, quella naturale  trasparenza a Dio che permette all’uomo vergine nel cuore di cercarlo liberamente, di conoscerlo, di seguirlo e amarlo, di sapere che…ESISTE;  questo è, nell’intento degli autori di scandali,  il modo di farne più docile preda di cattivi maestri che sono in genere identificabili negli stessi o nei loro numerosi ed insospettabili famigli ovunque diffusi. Tutti sono perciò da considerare come i propagatori principali del peccato in mezzo agli uomini, ne sono in effetti la matrice e la nutrice assidua.

Potremmo affermare che un po’ tutta la vita terrena e la condizione umana, anche  soprattutto a causa di queste persone e delle loro azioni, è uno scandalo che attenta di continuo, come una sorta di reazione a catena, alla purezza originale dei bambini, che la modifica e la distrugge, ma alcuni hanno una responsabilità maggiore in questo poiché fanno proseliti con l’intento deliberato di trasformarli in figli della geenna ancor peggiori di loro stessi. Sono questi che bisognerebbe saper riconoscere, non per giudicarli, ma per tenersene alla larga, per togliere loro ogni possibilità di nuocere, per non essere loro incauti complici e doversene poi dolere.

Come dicevo, il loro agire vorrebbe avvicinare l’uomo alla geenna che è prima di tutto una condizione personale caratterizzata, dall’interdizione, dall’assenza o dalla totale cancellazione dei tratti di questa Imago Dei dal cuore dell’uomo il che ci pone di fronte ad un dilemma: chi può giudicare, condannare o perdonare queste cose se non Dio solo? E’ verso di Lui infatti la prima offesa. C’è chi è un satanasso per sua scelta deliberata e chi lo è divenuto perché spinto o condizionato da altri, dalla loro violenza, da situazioni concomitanti. Come giudicare tutto questo? E’ impossibile per l’uomo, sia in termini di esatta conoscenza dei fatti, sia per quanto riguarda l’arco temporale assolutamente insufficiente e limitato che egli potrebbe considerare, sia, infine, per la piccolezza e parzialità dei suoi concetti di giustizia, ma tutti comprendiamo bene che ci sarà una grande differenza nel Giudizio di questi due tipi di uomo che apparentemente fanno le stesse cose negative. Questo perché ciò che gli empi credono di poter fare ad altri non avviene che in modo superficiale nelle loro vittime, un modo sempre perdonabile dalla grande misericordia di Dio; l’imago Dei può venire ripristinata e ricondotta alle loro vittime in un attimo dalla Carità di Dio perché invero non si è mai cancellata dal loro cuore; gli empi invece, l’hanno perduta per sempre col loro agire e non potranno mai più averla perché il loro cuore indurito è cambiato ed ormai incapace di ravvedersi in qualsiasi modo. E questo sarà il motivo, l’accusa indelebile del loro Giudizio!

Tuttavia vi sono alcune considerazioni salutari che già oggi si possono fare liberamente senza timore di arrecare ingiustiza.

Ad esempio: nei casi dei preti pedofili: è più condannabile il fatto sessuale in se stesso, oppure il comportamento lucidamente omertoso di chi, a differenza del pedofilo, non è sotto influenza di ormoni, almeno in quel momento e lo copre, lo giustifica, lo nasconde, lo difende ad ogni costo, procrastinando così le occasioni in cui può fare danni ulteriori? Se è consigliata la macina al collo per il primo, cosa mai dovrà applicarsi ai secondi?

Ecco, a me pare che questi ultimi siano invece da considerare con priorità, da allontanare, da scartare lasciandoli nel loro brodo. Il pedofilo, preso singolarmente può essere malato, debole, vigliacco, tutto quello di peggio che volete pensare di lui; certo va fermato presto in ogni modo e con ogni mezzo ed eventualmente punito severamente secondo la legge umana, ma gli quegli altri cosa sono invece?

Sono dei veri mafiosi che badano agli interessi della propria confraternita prima che alla giustizia, all’immagine prima che alla persona; sono proprio quelli, alla fine, che veramente sacrificano i piccoli ai pedofili, all’economia, alla loro convenienza quale essa sia e ad ogni altro idolo si siano inventati; pensateci bene e traete però tutte le conseguenze di questo fatto, che sono molte e gravissime. Tenete presente questo quando vi parlano della Carità, tenetelo presente quando vi insegnano la Verità, l’amore di Dio, l’accoglienza, tenetelo presente quando pretendono da voi …. e loro non toccano nemmeno con un dito; tenetelo presente quando vi dichiarano PECCATORI ORIGINALI, attestando così che la vostra origine è in satana e non in Dio.

Non è forse comportamento satanico questo?  E non crediate che esso riguardi solo la pedofilia, ci devono essere, secondo il mio avviso, cose ben peggiori che devono ancora  uscire.

Orbene, non mi va di giudicarli personalmente e nemmeno potrei, ma di allontanarli dalle mie considerazioni, di SBATTERLI FUORI PER SEMPRE e per principio dalla mia esistenza e da quella dei miei posteri, questo sì, visto anche che sono attualmente del tutto inutili!.

Siracide 11:33 Guàrdati dal malvagio, poiché egli il male prepara,che non contamini per sempre anche te.

E’ un mio sacrosanto diritto. E questo agire, pur non essendo un giudizio assoluto, e pur non apparendo all’esterno, ha su di loro, sui quelli che fossero veramente empi, delle conseguenze tragiche, anche se non visibili immediatamente, perchè li obbliga, forse per la prima volta, a vivere del loro e perciò a riconoscere che non valgono nulla; che da loro stessi non possono avere quella vita che tanto agognerebbero possedere. E proprio questo dovrebbe fare la gente un volta resasi conto di quel che pesano davvero. Invece (ma io credo ancor per poco),  si tace, si sorvola incomprensibilmente, si inghiottisce amaro in silenzio, si coltiva largamente l’ipocrisia per non dover vedere, anche di fronte a prove sbattute duramente sulla faccia come questo filmato shock realizzato dalle Iene riguardante i Salesiani di Arona e che subito qualcuno, che evidentemente ha molta influenza, ha cercato inutilmente di far sparire dal web; fatti ormai datati 2007 che, come moltissimi altri, ci si è guardati bene dal far apparire se non marginalmente e di sfuggita alla ribalta delle cronache di questo paese. Eppure non sono cose da poco! Evviva il diritto alla completezza ed obiettività dell’informazione! Questo è la misura della nostra libertà: l’ignorare, il non poter vedere il recinto occulto che ci tiene prigionieri!

Orbene, l’ho già affermato altrove: se è vero che queste ed altre azioni nefande ancora paiono essere ignorate da Dio (anche se invero sono giudicate in partenza, ma Egli vuole dare loro ogni possibilità di sanare i torti fatti e recedere dalle loro vie), ed ancor più dall’uomo, esse tuttavia ne collocano gli attori, li ricomprendono in un determinato divenire, in un certo ineluttabile destino comune. Dio sa distinguere senza fallo le vittime dagli agenti, le azioni dovute alla semplice predominanza dell’animalità umana rispetto alla legge di Dio nel cuore umano da quelle dovute a precisa e sciente determinazione spirituale.

Si avverano così le parole profetiche del Vangelo:

Matteo 10:26 Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.
Matteo 10:27 Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti.
Matteo 10:28 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.

Una sola consolazione: nel caso specifico citato, almeno uno, fra loro non ha piegato il ginocchio di fronte a Baal.

La preghiera pagana

Io non mi permetto, sia ben chiaro, di giudicare la preghiera e l’intento di nessuno, ma solo di dare un parere, una mia impressione, e forse un piccolo consiglio.

Mi stimolano a scrivere questo post i report statistici relativi alla pagina: La preghiera efficace i quali mi suggeriscono che troppe persone fra quelle che giungono ad essa mediante i motori di ricerca hanno della preghiera, anche e soprattutto in ambito cristiano, un concetto che a me pare assolutamente pagano ed idolatra.  Continuare a pregare in tal modo è certo una loro libera facoltà, ma non pretendano per questo di essere esauditi da Dio. Ho notato che spesso si motivano su affermazioni evangeliche come questa:

Matteo 18:19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.

Matteo 18:20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

La traduzione più immediata e semplicistica di queste importantissime affermazioni, che viene fatta da molti, è la seguente: basta che due o più persone si mettano di comune impegno a pregare insieme ed otterranno qualsiasi cosa chiedano (anche se non proprio lecita), quasi come se Dio fosse obbligato in solido, alla cieca, dalle parole di Cristo. Da ciò è sorto, evidentemente, il plurisecolare delirio di onnipotenza di certa chiesa, delirio che molto spesso prescinde da qualsiasi giustizia e che Dio ha giustamente incoraggiato per fare uscire bene allo scoperto tutti i suoi nemici nascosti: la zizzania seminata insieme al buon grano. In tal modo all’affermarsi della Luce vera essi saranno dimostrazione a se stessi del loro inescusabile peccato.

Vediamo allora chi può ottenere esaudimento da Dio, quando ed a quali condizioni.

Cristo si rivolge innanzitutto, nel brano sopra considerato alle figure dei suoi Discepoli autentici (la vera chiesa universale senz’altro segno distintivo che l’amore per Dio ed il prossimo sopra ogni cosa) pertanto, anche a tutti quelli dei tempi futuri; sappiamo che sono autentici, pur nella umana imperfezione, perché Egli stesso li ha chiamati preconoscendoli nello spirito:

 

Giovanni 15:27 e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

 

Quindi, per pregare ed ottenere esaudimento, la prima condizione è essere discepolo autentico di Gesù; coloro che solo si ritengono, professano o illudono tali, ma non lo sono nei fatti, non rientrano in questo e pertanto sprecano molto probabilmente il fiato per chiedere cose che Dio non concederà mai loro in  quanto ogni cosa che non risponda alla più totale condizione di giustizia non può esser concessa da Dio, come ben precisa questo brano del Vangelo di Giovanni:

Giovanni 15:7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.

Più facilmente, potrebbe invece accadere che qualcun altro, sotto mentite spoglie di santità  e più affine all’ impurità dei loro desideri, si faccia avanti illudendoli di ottenere quel che chiedono insistentemente nella loro durezza di cuore, portando così a compimento l’inganno col pieno permesso di Dio.  La cosa ci conduce ad una seconda considerazione: Chi è discepolo autentico di Gesù ama, ottiene, conosce e condivide lo stesso Spirito ed intento che è di Dio e pertanto, essendo questi  tre  in accordo assoluto fra loro, ne deriva che l’uomo, il discepolo autentico, non chiederà mai a Dio cose diverse da quelle che rientrano e sono contemplate nel suo Spirito per intenzione, tempo e luogo, mentre Dio concederà sicuramente tutto quanto richiesto da quell’uomo proprio per attuare dentro a quell’uomo e per esso la vita ed il disegno del proprio Spirito in terra. In pratica si può dimostrare e validamente intendere che i due o tre che si accordano sopra la terra per chiedere ed ottenere qualunque cosa possono essere tali anche se uno solo prega e pur non escludendosi il fatto che in due o più persone preghino di comune accordo, come sta scritto:

Matteo 7:21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Matteo 12:50 perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».

Il termine accorderanno, infatti, va inteso come essere nel nome di Cristo ovvero può, secondo il mio avviso, significare non tanto un patto o una convenzione umana quanto, invece, una armonica intesa in essere, ad esempio, tra uomo e Spirito di Dio in lui; in tali condizioni infatti Cristo è presente ed ottiene dal Padre tutto ciò che gli chiede perché sa chiedere perfettamente ed è in armonia (accordo perfetto, consonanza armonica, unisono) con Lui. Devono insomma unirsi nello Spirito Santo le Testimonianze dell’uomo e di Cristo affinché il Padre possa concedere l’esaudimento della preghiera; questa è una condizione prima e non negoziabile. Ma coloro che hanno cercato il lato meramente utilitaristico al fine di ottenere dalla preghiera solo il potere o il mero esaudimento delle proprie rapacità e brame, ignorando deliberatamente la sostanza di questo insegnamento spirituale, hanno invece partorito le comunità, i gruppi di preghiera, gli oranti forzati ad ore e giorni precisi e sono caduti sovente nelle forre della superstizione, dell’ idolatria, dell’iniquità e della magia, luoghi di morte nei quali Dio non porrà mai il suo Spirito e la sua benedizione a meno di non intravvedervi una grande e vero amore per la Giustizia.

E” un po’ come credere di essere uccello solo perché si riesce a volare con gli aeromobili; la somiglianza è forte, ma la sostanza è assolutamente differente; l’uccello sarà sempre padrone del cielo assai più dell’uomo; attenzione quindi a vederci ben chiaro in queste cose.

Nel Giorno della Memoria

Tutti abbiamo il dovere di ricordare, per sempre.

Il gelo del Male, mai sopito, si è reso grandemente palese sulla terra in quel tempo e moltissimi, troppi in verità, hanno pagato e sopportato l’inammissibile, l’innominabile abominio. Non si possono umanamente cancellare dal cuore queste ferite, mai. Si possono curare, assopire, ignorare, ma la loro radice rimane e duole in certi giorni più che in altri.

Il giogo tristo e pesante dell’umanità è anche questo.

Negare è un illudersi … o un agire in forza di quel Male medesimo, ma ricordare,  sperare, sopportare  e lottare è sempre via di santità.

Dove era Dio in quel tempo? Domanda che ho udito molte volte senza che avesse risposta.

C’è una sola risposta valida e possibile ora come oggi e sempre. Dio è in coloro che subivano e subiscono senza potersi difendere. Lo sappiano bene tutti i persecutori di ogni specie a chi fanno torto!

Per la vera Consolazione a tutto ciò, per la vera, eterna giustizia, l’uomo dovrà attendere il compiersi delle parole di Isaia:

Isaia 25:8 Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; la condizione disonorevole del suo popolo farà scomparire da tutto il paese…

Alla fine solo questo ci rimane; è in tutti noi la Forza dei Poveri capace di abbreviare i secoli.

« Voci più vecchie

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.