La Chiesa di Roma e i giorni della Memoria

Tutto cominciò tre anni or sono, era il giorno della commemorazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Non ricordo nemmeno la data perchè non sono uno storico e non mi importa nulla delle ricorrenze. Mi importano invece i fatti nella loro sostanza.  Frugai nella mia memoria di quel giorno appena trascorso e mi accorsi di un’assenza silenziosa, una mancanza inapparente; in mezzo alle molte ed autorevoli voci che si levarono nella commemorazione del tragico evento e nelle celebrazioni di quel giorno mi parve che ne mancasse una, forse proprio la più importante e necessaria: quella dell’Autorità ecclesiastica cattolica romana. Mancanza insolita a dire il vero, dato che per ogni foglia che cade il Pontefice o la Curia romana trovano quasi sempre il modo di intervenire e ingerire a vario titolo per far sentire che esistono. Da allora tenni presente il fatto con un’occhio di riguardo e questa mancanza pressocché totale venne confermata nelle ricorrenze successive ed anche in quelle per il ricordo della Shoah. Forse sarò male o non completamente informato, ma a me è parso proprio che la chiesa di Roma o una sua parte potente abbia intenzionalmente scelto di disertare queste ricorrenze, quasi non volesse vedere, ammettere, quasi provasse un interiore e prepotente senso di fastidio di fronte ad esse, fastidio che non si può ovviamente manifestare in questo momento storico.

Mi venne poi alla memoria che anche preti cattolici (quasi certamente i migliori), morirono  per mano dei nazisti. Non capisco quindi perchè di questo atteggiamento della chiesa cattolica che nessuno pare aver notato e che stride ancor più pensando al fatto che essi trovano sempre motivo per benedire ogni cosa, anche armi ed eserciti, oltre al  ruolo non trascurabile che hanno nell’insegnamento ai giovani.

La cosa più simile che mi viene istintivamente da accostare a questo comportamento è l’invidia, quell’invidia che si cela dietro cortine impenetrabili e che obbliga l’invidioso a “friggere” in se stesso ed a maledire in assoluto silenzio colui che gli causa tale stato d’animo, magari cercando ed aspettando il momento propizio per poterlo colpire a tradimento. Ma perché invidia? Non certo per quello che i morti hanno dovuto subire, quanto, a mio avviso, per il fatto che l’attenzione delle genti, in quei giorni, viene indirizzata in una direzione non favorevole, o forse perchè, pur nella loro tristezza, quelle rimembranze “cantano” il trionfo della vita contro una legge di morte che accarezzava i progetti di qualcuno.

Io non so capacitarmi più di tanto, logicamente, di tale atteggiamento, potrei anche sbagliarmi, questo è certo; ma se così non fosse, allora deduco (ed anche questo è assai probabile) che ci sia tutto un livello della storia che ci è stato assolutamente negato, reso invisibile. Noi siamo stati conseguenze e vittime anche di quel livello occulto, e forse lo siamo ancora, senza nemmeno saperlo. Ma il cristiano vero ha una fede:

Marco 4:22 Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce.

Se ho ragione, allora c’è qualcuno deve veramente tremare!

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