Amare l’Amore

In vicinanza delle ricorrenze natalizie, mi rivolgo ai tanti, cari, amici che mi hanno scritto in questo blog e coi quali vorrei avere tanto di più da condividere di quel poco che posso: tempo, parole, vicinanza, spirito, risorse, energie, entusiasmo e soprattutto gioia. Vi sono infatti molti ostacoli, oggi più che mai, alla celebrazione esteriore dell’amore e della condivisione spirituale in questo mondo, ostacoli palesi ed occulti che tuttavia in nessun modo, mai, potranno pregiudicare la mia intenzione verso di loro ed è questo, precisamente, che vorrei a tutti quanti dichiarare. E’ questa una riflessione, una esternazione di intenti ed anche una promessa che io faccio a coloro che condividono ed amano lo stesso mio spirito. Una promessa fatta nello spirito è di per se intrinsecamente eterna. Mi auguro di poter essere ad essa sempre fedele di fronte ad ogni uomo. Nel mio interno, credo di essere sempre al lavoro, ma non posso dire altro per ora.

Il tempo per l’esternazione dell’Amicizia attraverso le normali manifestazioni  non è attualmente propizio, per quel che vedo e sento, per un semplicissimo motivo: la falsità sta chiamando  a raccolta i suoi adepti a gran voce e con ogni mezzo e ciò non deve essere disturbato da nulla, nemmeno dalla visione di qualcosa di diverso, di esistente, di vero. A tal fine non siamo tutti, io credo, molto ispirati a mettere in piazza il senso della nostra amicizia, pur viva e sostanzialmente presente, anche in questo momento.

Constatiamo invece grandi, plateali esempi di falsa miseria dichiarata e di falsa carità esercitata di conseguenza che purtroppo vanno a detrimento delle risorse laddove ce ne sarebbe veramente bisogno. Spesso la condivisione con l’altro avviene sulla piazza e non nel cuore; ovunque si cerca di ingannare, di apparire senza essere, di confondere l’altro per poter approfittarne meglio; tutto quello che si fa o non si fa è soggetto ad una forma di giudizio comunitario, esteriore, pilotato e spesso privo di ogni fondamento di verità. La mente umana è messa in scacco grave da questi atteggiamenti e modi d’agire. E poi si usano scientemente i sensi di colpa per annichilire ancor più e ridurre a  mite consiglio chi non soggiace alla falsità imperante ed esteriore perchè trattenuto dal proprio spirito che urla senza sosta nel silenzio della coscienza: – Quello che fanno non è autentico, non è genuino, è inutile e falso! –  Io sento moltissimo questa voce che non è pessimistica o disfattista, ma sommamente veritiera. Non li vedete, dunque, i falsi cristi e i falsi profeti? Eppure sono davanti ai nostri occhi ogni giorno nel poco e nel molto.

Non si capisce infatti come ci siano ancora tante e proliferanti ingiustizie al mondo a fronte di cotanto perbenismo di scena praticato sulle piazze e di tanti (quanto inutili) “garanti” dei diritti umani!

Il male invece esiste perchè c’è chi lo compie con piena coscienza! Non vi è altra spiegazione possibile e chi lo compie crede in esso così come si dovrebbe credere in Dio! Egli può ancora compierlo proprio perché si maschera quasi perfettamente da benefattore oppure si nasconde, prendendole a prestito o in affitto, dietro persone insospettabili e forse ancora pulite, ma dalla coscienza limitata. Così la falsità semina e miete soltanto quello che è suo.

Bisogna che i pagani finiscano di calpestare l’atrio del tempio e la città santa, finchè il loro tempo non sia compiuto. (Apocalisse 11, 1-2)

Eppure Paolo l’ha detto chiaramente:

 -E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.-
1Corinzi 13, 3

Quindi, perché vi spacciano continuamente per Carità ciò che non costituisce l’essenza della Carità cioè dell’Amore? Anche questo è uno dei volti o degli strumenti dell’anticristo!

Quale senso o utilità può avere aiutare chi non sa aiutare di suo e perciò viene a chiedere il vostro contributo con un modo d’agire che ormai è divenuto la prassi? Perché fare il bene per interposta persona quando lo si può fare sempre,  direttamente,  senza intermediari? Perchè andare lontano trascurando il proprio vicino, il proprio prossimo? Perchè valutare la validità del bene solo dall’aspetto utilitaristico e quantitativo? Nulla di più sbagliato perchè significa che il concetto di amore per il prossimo, ovvero per il vicino anche solo di cuore, non funziona proprio a cominciare dai suoi maggiori propugnatori; se funzionasse, infatti, non servirebbero le catene della solidarietà ed i ponti aerei per salvare le vite; se l’amore cristiano funzionasse davvero, se fosse lasciato operare liberamente come in sua natura, sarebbe come il propagarsi di un incendio da un uomo all’altro e tutto il mondo ne avrebbe ormai già tratto beneficio e salvezza.

Tutto questo, parrebbe inibire, frenare in certo modo la nostra vera Carità cercando di porci in conflitto col nostro spirito, con la sua naturale dimensione di Verità e ponendo al nostro essere dilemmi apparentemente irresolubili, ma invece è solo  la manifestazione sul piano esteriore delle convenzioni umane che, al massimo, viene  inibita, non la sostanza della Carità presente in noi; essa è troppo preziosa a ciascuno che la conosca veramente perchè possa, anche minimamente, essere intaccata. Sapere questo, dirci questo, ci rassicura e ci fa comprendere che noi abbiamo in cuore una Speranza Eterna nell’Amore perchè lo abbiamo conosciuto nella sua sostanza, lo abbiamo visto almeno una volta e lo abbiamo Amato per quello che era. E ciò è niente? Chi mai potrà togliercelo o farci tornare indietro o dividerci da esso? Quali saranno i suoi frutti in quel Futuro che ci attende certo come e più del sorgere del sole?

Gli impegni vitali, il limite del tempo e delle forze individuali, le avversità, le difficoltà di comprensione reciproca possono a volte inibire l’estrinsecazione della fiamma ma non mai spegnere la brace protetta nel cuore di ognuno.

Chi agisce per impulso delle spirito non si fa programmi di produttività ma parla se lo spirito deve parlare e tace quando esso dice di tacere. Questo soltanto, io credo, dovrebbe determinare tutto l’agire di un uomo.

Noi, io ritengo, stiamo invero digiunando perchè ci è tolto lo Sposo. Io oggi fatico nell’esprimere efficacemente quello che provo per tutti perchè, mettiamo, sono stanco, deluso umanamente, oberato di altri impegni che mi piombano addosso senza essere richiesti; ma così è la vita; mi sembra a volte di non saper più parlare o scrivere, ma devo farlo egualmente, quando posso e sento di farlo, io devo dire ad ogni costo, bene o male, quello che ci attende, quello che siamo pur senza osservare le tradizioni di una comunità umana. 

Oltre le tempeste e gli strani, a volte indecifrabili, momenti che si attraversano in superficie, guardando nel profondo di me, degli uomini e della realtà scorgo molte luci brillare nel buio che si è fatto davvero denso; le vedo, so per certo che ci sono, so di essere da sempre e per sempre, a priori e inipendentemente al fatto di conoscere direttamente le persone,  in comunione di intenti con loro, so che tutti vinceremo e ci riconosceremo un giorno e che la vittoria di uno sarà la vittoria di tutti, la scoperta felice di uno sarà condivisa all’istante, e Cristo ha già vinto per tutti! E’ la vera Chiesa di Dio che già esiste in terra questa, è la nostra Patria o Gerusalmeme celeste senza confini di terra o di razza o di religione, senza templi, piazze e pontefici, che appartiene ad ognuno ed è di tutti, è il mezzo ed il luogo della condivisione perfetta ed illimitata dell’Amore che tutti ci ha creati e ci conduce, pur attraverso mille tribolazioni, infallibilmente alla Verità. Questo io vedo e questo mi sostiene e mi consente di vivere malgrado tutto quello di male che c’è al di fuori e che vorrei non esistesse più per nessuno.

Noi viviamo oggi come rinchiusi in noi stessi preparandoci  in attesa del momento di cui dice Malachia:

Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l’empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.
Ecco infatti sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà – dice il Signore degli eserciti – in modo da non lasciar loro né radice né germoglio.
Per voi invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia con raggi benefici e voi uscirete saltellanti come vitelli di stalla.
Malachia 3, 18-20

Sorvegliamo attentamente, custodiamo quello che abbiamo dentro, fortifichiamolo con la nostra vita ogni giorno, vegliamo pregando di non cadere in tentazione perchè la tentazione ed il ricatto del mondo sono potenti sulla carne e solo lo Spirito può preservarci efficacemente. Questo è il nostro avvento, la nostra quaresima, il nostro digiuno, la nostra veglia. Nulla di quello che faremo in questo Spirito andrà mai perduto e tutto e tutti ci ritroveremo un giorno nel luogo della gioia.

Il mio augurio a tutti è di serenità, di continuità e pace nel nome dell’unico Padre nostro.

 

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