La “cultura” della droga

Non si sono mai chiesti, tutti coloro che producono, promuovono e commerciano droga di quanta sofferenza diventano i promotori, di quale orribile, insostenibile, indelebile paternità si rendono responsabili col loro agire? Mi rivolgo solo a loro perché credo che i loro insospettabili “patroni” non abbiano più nemmeno la possibilità di cambiare ormai. La sofferenza di chi, impotente, vede un figlio drogato o ucciso per overdose, la sofferenza di chi, incolpevole, viene investito da automezzi condotti da persone sotto effetto di stupefacenti… Quante immani tragedie che si ripercuotono a catena all’interno della società! Neppure di una costoro potranno dirsi innocenti. Un attimo di felicità, e poi … vite spezzate, menti compromesse, personalità deviate in modo spesso irreversibile, delitti assurdi. A tutti quelli che vivono nel lusso cresciuto su cataste di cadaveri ammazzati, che pascono se stessi sui monti della disperazione umana, io dico soltanto: Ma che farete voi tutti nell’ultimo giorno? Sapete bene che tutto tramonta ma non la colpa. Sapete bene che la Giustizia dovrà dire un giorno la sua ultima, eterna Parola.

Il Signore ha creato le piante contenenti dei principi medicamentosi; è da ritenere che anche quelle produttrici di droghe abbiano questa finalità. Il  Signore fece ogni cosa per il bene dell’uomo, ben sapendo di quali sofferenze corporali inaudite la vita materiale può essere a volte latrice. L’uomo ha prevaricato anche in questo: sia quando si negava o si rendeva volutamente ardua la terapia del dolore ritenendo che questo “inducesse a riflettere”, sia utilizzando ciò che era dato in potere dell’uomo dalla pietà celeste per godere di un paradiso fasullo, ingiustificato: illusorio per il drogato, ma ancor di più per il propinatore.

Ma guardando alla cultura odierna non possiamo non renderci conto che il principio del drogare non si limita oramai al solo corpo dell’uomo, alle sostenze stupefacenti. Appare evidente che vi è una identià di principio nel drogare le economie, l’immagine di se, le produzioni agricole al fine di apparire più di ciò che si è in verità. La menzogna quindi sta alla base di tutto questo” bell’esistere “sposato” da molti anche inconsapevolmente, un mondo a cui non è più possibile sottrarsi perché ormai  siamo immersi completamente in una realtà “drogata” ad ogni livello possibile in continuo aggravamento. Tutto è drogato, tutto è corrotto e ciò è diventato norma di esistenza, legge di vita!

Per quanto riguarda poi la droga del corpo, vi è un altro aspetto da considerare: il suo uso ed abuso, favorisce il venir meno in modo disordinato ed innaturale di una barriera molto forte tra la realtà conscia e ciò che ordinariamente è seppellito nella psiche umana. Questo fatto presenta potenzialmente molti punti di criticità ed io personalmente ritengo che miri a condizionare l’uomo, a predisporre in lui il ricettacolo per qualcosa di pessimo che deve ancora rivelarsi. Le avvisaglie già ci sono: sempre più persone insospettabili compiono atti delittuosi improvvisi, apparentemente senza motivazione alcuna. Il termine raptus sta diventando di ordinaria presenza nelle cronache; ma cosa lo scatena?

La droga non è mai estranea a questi casi sia direttamente, perché colui che compie delitto la assume, sia indirettamente, per le situazioni disperate cui essa conduce, anche per interposta persona. Io ritengo che ormai le stesse economie delle nazioni non possano più fare a meno di questa illegalità perché, se fosse per ipotesi annullata in un giorno crollerebbero, non potendo più fare a meno di quei guadagni pur dichiarati illeciti per mantenere gli sfarzi della lor corruzione.

Io temo, per il futuro prossimo, una società di devastati psichici, una società dove la malattia mentale verrà quasi a costituire la norma. I dati sulle tendenze giovanili, sull’alcolismo, sui prezzi e tipologia delle sostanze stupefacenti e soprattutto sulla imperante, devastante  spinta culturale che viene propinata,  mi lasciano proprio poche speranze in previsione e molta tristezza. Non serve a nulla condannare davanti ai figli chi assume cocaina e poi magari utilizzare tranquillamente e abitualmente il “doping” per superare le sfide della vita. Per “doping” intendo ogni cosa sia in grado di alterare la realtà a nostro vantaggio ed in maniera truffaldina come ad esempio: raccomandazioni, ormoni nella carne, false certificazioni, debiti, corruzione finalizzata al proprio guadagno, furto più o meno legalizzato e chi più ne ha più ne metta. Il figlio che vedesse il genitore agire così viene già da questo educato efficacemente alla cultura della droga, certo in senso lato; anche se magari non assumerà mai sostanze, il principio malvagio sarà penetrato in lui con la potenza dell’educazione pratica, con l’esempio di concreta incoerenza del suo genitore. Solo il suo spirito ed una sana ragione a questo punto potrà salvarlo.

Si voglia comprendere come il principio che vale è sempre lo stesso che serve a rendere larga e spaziosa la via che conduce alla perdizione. Per questo si cancella ogni traccia di purezza, di bellezza, di poesia dalla vita dei giovani; lo si fa per costringerli a rivolgersi a quegli spietati padroni forieri di consolazione, che una volta siano riusciti ad introdurre nel loro organismo i messaggeri della schiavitù (droghe che creano dipendenza), riveleranno interamente la loro faccia brutale con tutta la durezza dell’imperio che sanno di poter esercitare oramai incontrastati.

Vedete, tutti quanti, nel Vangelo è scritto da ormai 2000 anni:

Giovanni 12:31 Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.

Già allora Dio ha formulato un giudizio sul mondo ritenendolo buono e proclamando di conseguenza la disfatta, l’esclusione irrevocabile da esso del maligno e dei suoi adepti.
Se avete un po’ di giudizio dovete comprendere che in forza di ciò la via di coloro che agiscono in quel modo che ho detto, che credono in quel modo è già tragicamente segnata. Proprio nel momento del loro trionfo raccoglieranno la sconfitta totale ed eterna. Sono morti che camminano e non lo sanno. E’ solo questione di tempo. Voglio sperare e prego, ma non più di tanto, che qualcuno fra loro possa ancora riuscire a svegliarsi e a ricredersi.
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