La chiesa e il peccato

Apro questa considerazione personale su un argomento di discussione attualissimo, senza voler giudicare nessuno, ma cercando di esporre alcuni elementi e ragionamenti che consentano, personalmente, di chiarire taluni aspetti dell’esistenza umana legati fino a non molto tempo addietro a tabù e pregiudizio.

Proviamo a considerare l’istituzione ecclesiastica cattolica romana che di questi tempi si dichiara “sotto attacco” a causa di troppi scandali scoppiati per pedofilia ed abusi su minori.

Il fatto che esistano all’interno della chiesa sacerdoti libertini, gay, pedofili, mi pare finalmente innegabile da chiunque, come si sa bene da tempo che esistono fra loro anche ladri, mafiosi, collusi, mentitori ecc. ecc. ecc.  In essi, sia collettivamente che individualmente, è quindi rappresentato un campione completo di umanità ordinaria con i suoi santi, i suoi demoni e tutti i loro gradi intermedi, imperfetti ed evolventi al Bene o diretti al conseguimento della “perfezione” del Male. Non so poi, quanto a percentuali sulle rispettive presenze, se il clero sia migliore dell’umanità ordinaria che sta fuori; non lo so con certezza ma proprio non lo credo per i motivi già fin troppo esposti nei miei libri. Fin qui nulla di strano; tuttavia molti credenti posti di fronte a questa disillusione, riguardo ai preti del Signore colti in castagna (cioè pescati ad agire contrariamente a quanto vanno predicando), stringono le spalle con rassegnazione dicendo: In fin dei conti sono uomini anche loro….

Affermano in pratica quello che ho detto io, ma spesso con altra valenza, che è dettata dalla necessità di ricucire ipocritamente o anche illogicamente, ad ogni costo, due dati di fatto totalmente inconciliabili come la santità ed il peccato, elementi che in loro provocano un enorme ed interiore disagio. Ritengo infatti che in molti, pur di non offendere in nessun modo il concetto di Santità la cui immagine risiede da sempre nel sacerdote, preferiscano rinunciare alla giustizia ed alla verità negando assurdamente o ignorando deliberatamente perfino ciò che, in generale, è e sarà sempre più evidente anche ai ciechi.

Questo loro ragionamento  mi sembra  assolutamente inaccettabile e va confutato per una serie di motivi che espongo:

L’immagine  che la chiesa offre di se stessa e cui siamo stati assoggettati per secoli, è quella di una istituzione santa dalle origini,  perciò infallibile, ingiudicabile, unitaria, sovrana, soggetta solo a Dio e sola interprete, depositaria della Sua autorità spirituale e temporale in questo mondo. All’evidenza delle più banali analisi, questa immagine risulta essere un falso artefatto assoluto o quantomeno un fatto relativo poiché tali prerogative sono applicabili e proprie solo alla Chiesa spirituale che, assolutamente ed in nessun modo, coincide per confini e sostanza con la figura istituzionale, mondana normalmente identificata come chiesa: un soggetto che è invece spurio, evolvente, transeunte, affumicato pesantemente da satana, da sempre in fase di purificazione assoluta sia in bene che in male. Di questo ho avuto modo di parlare in più occasioni: la chiesa che si vede con gli occhi, l’istituzione secolare e terrena, suole presentarsi come una cosa sola ma in realtà è formata da due chiese conviventi e compenetrate cioè da due “città o insiemi di persone” così distinguibili anche in prospettiva futura: quelle che sono o divengono autentiche Credenti di Dio e che prima o poi “usciranno da Babilonia” e quelle che invece sono o si riveleranno incredibilmente essere lupi rapaci in falsa veste di pecore, che occultano e vessano di solito le altre mettendosi preferibilmente ai primi posti e bene in vista sui troni grandi e piccoli del potere, lungi dalle vie della vera umiltà e della Verità, ciò perseguendo e conquistando con la violenza, la corruzione, il delitto ed ogni frode al fine di prevalere sui compagni in tutto ciò che è temporale e concreto. Esse sono coloro che edificano e mantengono Babilonia; ne diverranno infine i soli abitanti. C’è anche da dire che queste persone non sono mai “immobili, fisse” e, come qualsiasi essere umano, vivono la loro vita con un intento personale profondo da realizzare e comprendere ma, nella chiesa e segnatamente nel clero , tutto viene amplificato e potenziato; anche le responsabilità individuali in bene ed in male peseranno molto di più proprio a causa del ruolo sacrale e magistrale che essa riveste fra le genti e che il sacerdozio intrinsecamente richiede.

Quindi,  se i preti che sbagliano sono uomini, allora siano umani anche quando giudicano atteggiandosi invece a Perfetti nel Signore, altrimenti accettino tutte le conseguenze dovute al loro ruolo tradito o zoppicante.

Agostino ben conosceva la situazione doppia della chiesa e ne parlò molte volte chiaramente ad es. nel Discorso 251  cap 2 e tal discorso, se vale per il popolo, quanto più per il clero.

Oggi dentro la Chiesa, dopo il giudizio esclusi dalla Chiesa.

….C’è un numero e ci sono quelli oltre il numero. Il numero concerne i santi che regneranno con Cristo; quelli in soprannumero coloro che adesso possono stare dentro la Chiesa ma non potranno entrare nel Regno dei cieli. In vista di ciò vi esorto a sottrarvi al secolo presente che è cattivo: vi esorto affinché, se vorrete vivere, non imitiate i cattivi cristiani. Non dovete dire: Ma come? non è un credente quel tale che pur si ubriaca? Ma come? non è un credente quel tale che pur convive con delle concubine? Ma come? non è un credente quel tal altro che ogni giorno defrauda? Ma come? non è credente anche quel tal altro che va a consultare gli indovini? In effetti, solo se al presente vorrete essere buon grano, vi troverete allora nell’ammasso degli eletti. Se invece preferirete essere paglia, vi troverete, sì, nel mucchio grande, destinati però ad essere bruciati da un altrettanto grande fuoco.

Sarebbe troppo semplice fermarsi a considerare fra questa paglia anche coloro che, tra i sacerdoti, si macchiano spudoratamente di atti che la loro stessa veste e consacrazione dichiara essere peccati mortali. Eppure tutti quanti loro hanno studiato bene S. Agostino e la teologia, sicuramente meglio di me, eppure sanno perfettamente quello che comportano i loro atti verso di se prima ancora che verso gli altri, eppure comprendono perfettamente che quanto attestato da Agostino è assolutamente Vero quando parla delle azioni compiute in coscienza. Non voglio qui processare le cause di questi comportamenti incoerenti, per non dire falsi o ipocriti, tantomeno giudicarle; siano originati da doppiezza, perfidia, malattia, fascino, debolezza o altro non mi interessa. Il problema è e rimane purtroppo tutto loro ogniqualvolta confermano con i loro atti, riti, vesti e simboli di essere più che semplici uomini comuni.

Quello che è veramente scandaloso e soprattutto inescusabile è invece il comportamento della chiesa in quanto istituzione ed esempio supremo di fronte a queste evenienze, riferendo essa la propria autorità apostolica, magistrale e temporale direttamente a Dio. Qui credo proprio di poter dire la mia motivatamente perché fatti ben oggettivi ed inequivocabili si sono potuti riscontrare i quali NON RENDONO CERTO ONORE A DIO.

La chiesa come istituzione terrena, in osservanza di un principio essenzialmente utilitaristico e intrinsecamente blasfemo di salvaguardia della propria immagine (ed economia) si è sempre orientata verso l’occultamento delle trame e malefatte innumerevoli di alcuni suoi figli” spesso addossando gratuitamente ad altri il gravame di colpe innominabili e scrileghe con l’ausilio di una vastissima e variegata cerchia di accoliti e complici insospettabili, ma trattenendo immancabilmente per se tutti i guadagni ed i vantaggi concreti, proventi dell’ignobile agire. Non mi risulta che abbia mai restituito il quadruplo di ciò che fu frodato o che, di sua volontà, abbia mai distribuito metà delle sue sostanze ai poveri come Zaccheo fece. I riconoscimenti verbali delle proprie responsabilità, i mea culpa quasi sempre assai tardivi, stentati, quanto più possibile sfumati, pronunciati a denti stretti, con molti distinguo e sotto l’incalzare di scandali non più occultabili per la loro enormità, mirano solo, secondo mio avviso, a limitare al massimo  il danno, non a produrre in lei un salutare cambiamento di rotta. Personalmente sono anzi convinto convinto che il male oscuro della chiesa sia da ciò portato ad arroccarsi e a radicarsi ancor più nei suoi accoliti, con ciò purificandosi e confermandosi in se stesso, pur di continuare a fare quello che è proprio della sua natura e mantenere il proprio potere, accadendo anche in essa come nel mondo quanto è scritto in Apocalisse:

Apocalisse 22:11 Il perverso continui pure a essere perverso [cioè continui pure a perfezionarsi e purificarsi in ciò  n.d.a.], l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.
Apocalisse 22:12 Ecco, io [Gesù], verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere.

Non è una novità il fatto che nessun uomo è esente da peccato, nemmeno i grandi della Bibbia, con sola eccezione di Gesù, furono tali perchè, come ho affermato nel Canto della Sorgente, basta dover camminare sulla terra per sporcarsi quantomeno i piedi. Ma una cosa è, per l’uomo, l’avere i piedi sporchi, ben altra cosa è avere sporco, cioè avariato, impuro il proprio spirito o il cuore.

I peccati umani, mi pare, possano originare soltanto da due sedi: dallo spirito umano, ingannato o perverso, cioè dalla volontà profonda, basale dell’individuo che persegue il male come legge adorabile, oppure dal corpo e dall’anima che lo abita ed è ad esso funzionale, manifestandovi in vari modi le sue molte brame, sfuggendo al controllo della ragione o alterandone la funzione. I primi peccati, dunque, traggono origine da una intenzione e da una logica lucida spietatamente precisa e determinata che va solo in secondo tempo, di conseguenza, a coinvolgere anima e corpo per tradursi in opere malvagie, secondo un insegnamento perverso, codificato alla perfezione ed opponentesi a Dio, alla sua volontà e giustizia; i secondi sono mossi solo da brama, da desiderio, spesso da MANCANZA, da vanità, da ignoranza, da errore, da debolezza della carne, imperfezione ecc.. I primi provengono e sono indotti da un piano principesco, spirituale orgoglioso, sciente; i secondi da un piano miserabile, povero ed infimo che è quello della nostra materia corporea attuale, cagionevole, debole, mortale, che fin dalla nascita alberga in se, ereditata con la propria natura, la legge della morte e l’inclinazione al peccato. Spesso entrambe le sorgenti dei peccati, in sinergia fra loro, danno origine al comportamento umano definito peccaminoso, ma la prima è senza dubbio quella più rilevante e determinante ai fini del giudizio e della condanna che ne verrà.

Perché, sempre, la chiesa, coi suoi sacramenti ridotti ormai a pillole da ingoiare in fretta prima della festicciola, a concentrati di salvezza a scatola chiusa, ridotti cioè a eventi momentanei sempre meno coinvolgenti la parte logica, intelligente, cosciente dell’uomo e sempre più quella istintiva, inconscia, emotiva, ha cercato in ogni modo di equiparare i due tipi di peccato fino ad affermare, ad es., insultando la Giustizia stessa di Dio, che i bambini morti senza aver ricevuto il sacramento del battesimo sono necessariamente nella condanna e sotto l’ira di Dio? Le mitigazioni dottrinali tardive ed opportunistiche apportate in seguito dalla chiesa a questo insegnamento palesemente ingiusto oltreché sempre meno sostenibile davanti alla ragione, servono a ben poco nei confronti di coloro che intanto l’hanno subito e sofferto sulla propria pelle come un dramma assoluto. Questo è autentico terrorismo teologico! Non è difficile intuire perché è stato sempre avallato dalla chiesa.

Eppure sanno benissimo da sempre che ciò che nasce dalla carne è carne e ciò che nasce dallo spirito è spirito. Sappiamo che la carne tramonta, finisce, muore mentre lo spirito è eterno anche quando, nel caso di satana, si realizzerà universalmente il nulla che è. Appunto il nulla eterno!

Perché, dunque, se il battesimo rituale cristiano portato a dei bambini che nulla hanno potuto commettere in bene ed in male anzi, che nemmeno hanno potuto aver cognizione di cosa siano questi concetti, li solleva dalla responsabilità davanti a Dio per quella parte di peccato adamitico che si trasmette mediante la generazione carnale, fino a garantirne la salvezza e il paradiso in caso di morte prematura, perchè, ripeto, un peccato originale che nel neonato giungerebbe a penetrare in modo passivo ed esclusivamente   attraverso la trasmissione carnale, non ne coinvolgendone ancora in nessun modo lo spirito, perché  verrebbe, a loro dire,  punito da Dio con pena eterna ovvero con la morte seconda (dello spirito) se questi morisse prima di aver ricevuto il battesimo rituale? Infatti, secondo l’analisi di Agostino Dottore e Padre della Chiesa, il peccato di Adamo sarebbe giunto sino a noi, suoi discendenti, per due vie: l’imitazione e la propagazione, intendendo per propagazione la generazione carnale degli umani. Ora i neonati sicuramente non hanno avuto né tempo né modo di imitare Adamo nel suo peccato contro Dio quindi la loro dichiarata condanna alla pena eterna, all’oscurità ed all’assenza di Dio, che soltanto il battesimo rituale impedirebbe sarebbe imputabile esclusivamente a quella parte di peccato presente nel corpo e nell’anima ad esso funzionale che viene altrove indicato come concupiscenza della carne; una tendenza della carne al peccato, un’indole ereditata “geneticamente” se così possiamo dire.

Tale errore è come voler chiamare peccato mortale od originale la fame del corpo, cieca ed ignorante la giustizia,  che può spingere anche a rubare del cibo pur di sfamarsi e salvare la propria vita.

Un errore dottrinale estremamente grossolano a mio avviso, un assurdo sotto ogni prospettiva!

Questo è un altro modo subdolo di palesarsi dell’odio totale che la chiesa porta e mantiene verso la corporeità umana.  Gli altri ben li conosciamo; si va dalle torture dell’inquisizione ai roghi, ai cilici e flagellazioni, alle castrazioni corporali e mentali di fanciulli, alle violenze di ogni genere, ai digiuni, all’impedire in ogni modo e rendere difficile ad effettuarsi la terapia del dolore nei malati, a costringere proprio i più poveri alla filiazione continua, a soffrire per non potersi pagare le indulgenze, le messe di suffragio ecc. ecc. ecc. ecc.

Nessuno, secondo i suoi criteri potrebbe mai salvarsi perché ogni umana imperfezione diviene nelle sue mani peccato mortale, specie per quelli che non possono pagare nulla. Ma Dio per fortuna è un Essere Buono e Giusto (non conosciamo ancora quanto), il cui giudizio non è possibile comprare, in nessun modo, diverso da loro, assolutamente.

Certo è sempre peccato il rubare; è innegabilmente un atto di ingiustizia; certo può condurre per gradi l’uomo all’abisso così come da una banale infezione di un piccola ferita, se trascurata, può generarsi  nel tempo una setticemia mortale; ma non si vorrà paragonare la gravità di questo agire con quello di altri insospettabili che invece, scientemente, per legge satanica e non certo spinti da bisogno pressante e vitale, programmano ed eseguono in molti modi il depauperamento cinico, pianificato, anche fino alla morte, della vita altrui, quasi come un rito sacrificale al loro signore satana?  Non mi si vorrà paragonare quanto a gravità una piaga magari purulenta con un tumore maligno in avanzatissimo stato di metastasi?Ebbene, gli empi di cui parlo sono in uno stato ancor peggiore. Il loro inevitabile abito o contorno è la potenza del denaro e caratteristica comune l’insaziabilità totale, la non considerazione e il dispregio più totale del concetto di altro e di prossimo che essi negano o relegano sempre, malgrado le false apparenze sante o democratiche, infinitamente ed eternamente più in basso di loro fino all’inferno.

Che esistano di queste persone ce lo dice precisamente un Salmo:

Salmi 57:4 Sono traviati gli empi fin dal seno materno, si pervertono fin dal grembo gli operatori di menzogna.

e di quel che sarà la loro fine parla Gesù:

Matteo 25:41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.

Matteo 25:42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;

Matteo 25:43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.

Chi ha interesse dunque a fare di ogni erba un fascio e ad impedire che l’uomo possa distinguere cioè vedere la Verità delle cose? La risposta è semplice: sono proprio coloro il cui peccato sanno essere  maggiore ed inescusabile e lo fanno proprio mettendo altri davanti a loro, accusandoli in ogni modo davanti a Dio come fece satana, il loro genitore spirituale, con Giobbe, nascondendosi in mezzo e dietro di essi nell’intento di ritardare o impedire che si faccia il giudizio su di loro.

Per questo è scritto che il Pastore o il Re: il Cristo, il Giudice Incorruttibile, quando verrà nella gloria con i suoi angeli (Mt 25:32) dovrà dividere gli uomini e porre alcuni alla sua destra per la gloria, la Vita e la partecipazione al Regno di Dio e gli altri alla sua sinistra per la condanna inappellabile. Saranno radunate di fronte a lui tutte le genti, attenzione bene, non solo la chiesa cattolica romana a testimonianza del valore non assoluto di questa istituzione e del fatto che la chiesa universale è superiore, sovrastante e trasversale ad ogni codifica, pretesa e definizione umana.

Ma cosa comporta tutto ciò per i sacerdoti che cadono gravemente?

La scienza e la posizione che possiedono, oltre alle promesse solenni pronunciate e tradite credo aggravino  il loro peccato in quanto, dovendosi mostrare santi e casti a tutti i costi per imposizione e definizione ecclesiastica finiscono per diventare necessariamente doppi e falsi oltremisura; ci sono costretti pena la perdita dell’onore, del rispetto, del ruolo. La chiesa (cosa invero gravissima), ha sempre incoraggiato questo modo ipocrita d’agire per salvaguardare a sua volta la propria immagine di millantata santità e per tenerli ad essa vincolati ad ogni costo. Allora, questo stato di cose fa in modo che essi preferiscano troppe volte mentire spudoratamente, anche a se stessi, piuttosto che ritirarsi riconoscendo umilmente  di di aver fallito o di non essere conformi a come si presentano e la cosa infine può divenire un’ abitudine consolidata con valore di legge interna, pratica, comune, anche se non scritta, fornendo nel contempo la dimostrazione che essi non credono nel Salvatore ma piuttosto nelle esecrabili costumanze umane e terrene.

Così come la maga Circe solea trasformare con le sue arti gli uomini in animali, preferibilmente in porci, così a me pare che la chiesa, trasformi spesso i suoi figli in figli della geenna e della perdizione, operando nel modo che ho descritto. Ma questa è solo la mia opinabilissima  opinione ed esperienza personale.

In ogni caso, siccome nessuno sa precisamente cosa accada ai bimbi morti prematuramente, con o senza battesimo sacramentale, credo sia necessario riferirsi e credere solo nella Giustizia di Dio. Se uno crede veramente in Lui ciò è più che sufficiente e le dispute servono solo a soddisfare la voglia di speculazione umana. A renderle vane tutte le speculazioni teologiche che finiscono per condannare inappellabilmente i non battezzati morti precocemente, per quanto ineccepibili possano sembrare basta questo verso della Scrittura dove Dio afferma:

Romani 9:14 Che diremo dunque? C’è forse ingiustizia da parte di Dio? No certamente!
Romani 9:15 Egli infatti dice a Mosè: Userò misericordia con chi vorrò, e avrò pietà di chi vorrò averla.

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