Lo Spirito vivifica, la lettera uccide

Il rogo annunciato del Corano, una provocazione, un atto di stupidità o una occasione per riflettere?

Preferisco riflettere cogliendo l’occasione.

Abbiamo di fronte una persona, il “pastore” di una chiesa quasi invisibile che decide di compiere, o dice di volerlo fare, un atto clamoroso e provocatorio: dare al fuoco il Libro Sacro dell’Islam.

Dall’altra parte, altre persone, i terroristi, che in nome dell’Islam distruggono qualcosa di ancor più sacro: il tempio di Dio ovvero l’uomo.

Il dilemma, semplice come la risposta che ciascuno può darsi è: chi dei due (e fortunatamente sono campioni non rappresentativi dell’umanità), compie o teorizza l’atto più grave e condannabile?

Perché per un più che discutibile intento da parte di un uomo che par proprio non aver inteso nulla dello Spirito genuino Corano tanto quanto i violenti che ad esso si motivano per i loro delitti, si deve mettere a rischio o minacciare l’esistenza altrui?

Io non intendo certo fare la morale alle persone di fede islamica, non mi permetterei mai, dato poi che anche le civiltà occidentali hanno senza dubbio una sterminata quantità di torti e delitti gravissimi perpetrati a danno di quelle popolazioni da cui ora sorge il terrorismo, ma questa atmosfera di intimidazione, di minaccia impronunciata e generalizzata non rende certo l’onore dovuto a quella Fede ed è ostacolo fortissimo all’integrazione, al dialogo, al futuro perché ci lascia intendere, pur senza mai scoprirsi, di avere ormai in casa nostra un nemico potenziale che può sorgere ad un tratto, senza preavviso, a tradimento, da persone insospettabili che si credevano amiche o innocue.

Tutto ciò è controproducente per tutti in quanto rivela che nell’Islam reale, accanto a persone bene intenzionate, certamente degne di ogni rispetto, ammirazione e considerazione esiste, purtroppo diffusa, una tendenza, una indole alla prevaricazione, alla vendetta, che nasce da un presupposto profondamente errato: chi non appartiene all’Islam non è degno di rispetto e considerazione come Prossimo e come uomo, ma può essere ingannato, vessato, tradito, violentato in ogni modo possibile con tanto di beneplacito divino. Ciò permette di agire verso di esso anche con ingiustizia palese, peggio che se fosse un animale.

Senza addentrarmi nelle sottigliezze teologiche di tal religione che possono aver generato questo grave fraintendimento della stessa, credo che questo sia in sostanza il pensiero finale, nascosto, profondo, pratico che giace in fondo a molte anime di appartenenza islamica. Ma questo è soltanto ragionare sommariamente per etichette, senza guardare al reale contenuto degli uomini e purtroppo …. per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno... Ciò non è certamente giustizia, ma istinto di sopravvivenza. Credono poi tutti costoro che operano il male di sfuggire al giudizio del Corano? Proprio questo li accusa e li accuserà!

Sia bene inteso che essi non fanno altro che quello che anche i cristiani per primi ed un po’ tutte le religioni,  hanno fatto a loro tempo cioè l’imporre la propria visione della religione con la violenza, il sopruso, l’uccisione, ecc. ecc.

Verrebbe da dire a tutti quelli che amano lapidare così come a quelli che lo fecero in passato:

-Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra!-

Ma proprio nel Corano leggo parole sante:

Al-Baqara

8 Tra gli uomini vi è chi dice: “Crediamo in Allah e nel Giorno Ultimo!” e invece non sono credenti.
9 Cercano di ingannare Allah e coloro che credono, ma non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono.
10 Nei loro cuori c’è una malattia e Allah ha aggravato questa malattia. Avranno un castigo
doloroso per la loro menzogna.

Questo ci riporta ai precedenti discorsi fatti circa le due chiese che evidentemente riguardano trasversalmente non solo il cattolicesimo ma anche ogni religione ed aggregazione del mondo in quanto vissuta e costituita da UOMINI.

Anche per il Corano, dunque, possiamo affermare e riscontrare come sia vero che la lettera uccide in quanto impedisce e limita la comprensione dello Spirito, pure essendo mezzo indispensabile per annunciarne e diffonderne i contenuti alle genti.

Sarebbe ora, io credo, che anche coloro che credono autenticamente nel Corano (che non dice in fondo nulla di diverso dalla Bibbia per quanto riguarda la dignità ed il futuro di salvezza dell’uomo, di qualsiasi uomo e riguardo la natura di DIO), cominciassero a riflettere sul fatto che non certo con la violenza, il ricatto o la minaccia potranno conseguire una conversione autentica del cuore degli uomini; questo perché chi necessita della violenza per affermarsi dimostra incontestabilmente di non possedere spirito cioè di voler “forzare” altri a considerare vero ciò che, quantomeno per loro, ancora non lo è.

La violenza, in ogni sua forma, è solo la dimostrazione, il risultato della rabbia dell’impotente e nella storia giammai è riuscita a prevalere eternamente o tanto meno ad estinguere coloro che essa dichiarava nemici. Quindi, chiunque usa la religione per seminare violenza è uno stolto totale e dimostra di non aver capito nulla del mondo, degli uomini e soprattutto di Dio o di Allah che dir si voglia. Quando anche ci sono state guerre in suo nome con morti ed uccisi di spada io ritengo che ciò sia avvenuto solo per la durezza di cuore dell’uomo e la perversione dei suoi sacerdoti, giammai per Sua espressa volontà. Un “male necessario” quindi, “il male minore “, ma per conseguenza obbligata, come fu la morte per Adamo, della estrema piccolezza umana che rifiutava di crescere.

Ora penso sia largamente giunto per tutti il tempo per uscire da questo schema vecchio e questo è il preciso dovere di ogni Fedele di Dio, sotto ogni cielo e sotto ogni lingua, definizione e religione poiché solo di questi sarà la vittoria finale e il Regno. L’infedele pertanto, non sia più quello che prega il Padre con un nome differente dal nostro, ma invece colui che ne tradisce o non ne possiede lo Spirito; non la forma ma la sostanza quindi e la sostanza dello Spirito sono i comandamenti di Carità, comandamenti di valore universale cui nulla e nessuno può mai sottrarsi perché rappresentano la pura Volontà di Dio sopra tutte le cose. Perciò Egli è detto prima di tutto Compassionevole e Misericordioso.

Ora, che cosa hanno a che fare bombe e pietre con  la Misericordia? Cosa a che fare con la Giustizia? E le lotte fratricide, e le guerre di religione? Non vi è azione umana che possa sfuggire al supremo giudizio della Carità. Chi uccide deliberatamente gli innocenti non avrà mai scusa proprio per questo motivo ovvero che non ha avuto carità. Sono ben conscio che vi sono molti modi per uccidere l’innocente primo fra tutti quello degli imperialismi economici, ma allora perché  i terroristi, gli integralisti, pretendono di essere migliori di coloro che affermano di combattere? Io perciò penso che molti fra quei “martiri”, che causano tanti lutti, rovine e tragedie, indiscriminatamente, incorrano dopo la morte in una brutta sorpresa forse non proprio conforme alle loro aspettative ma ancor peggio sarà per coloro che li hanno convinti con la propria menzogna ed autorità.

Bruciare un libro oggi, epoca in cui non si può più credere di cancellare il suo contenuto dal mondo (potete scaricarlo anche da qui e consiglio chiunque di leggerlo perché vale davvero), è un atto certamente condannabile per il suo valore simbolico, ma che non può giustificare altra reazione che l’espressione della propria riprovazione o indignazione. Uccidere o minacciare di morte uomini innocenti per questo, visto che ogni persona è un Libro unico e irripetibile, significa invece voler estinguere un aspetto di Dio, vuol dire volergli negare per sempre una possibilità di esistere in quel modo ed in quella persona, anticipando miseramente ciò che solo il suo incorruttibile e giusto Giudizio avrà l’autorità, il potere e la dignità per poter operare nel tempo proprio e stabilito.

Da ciò  ogni uomo (e donna) di buona volontà sappia tacitamente riconoscere in ogni luogo e sotto ogni abito e travestimento i figli di Dio da quelli del serpente. Il non concedere in se, a questi ultimi, il credito ed il seguito che richiedono basta ad annientarli istantaneamente ed in eterno poiché il loro potere non è una proprietà ma deriva soltanto dalla capacità che hanno di ingannare i popoli e suscitarsi un seguito.

Che la Verità ci faccia liberi!

Questo è il mio libero pensiero.

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Quando….

Quando si è nella ricchezza si fanno feste in compagnia di tanti amici, ma nella povertà si rimane quasi sempre soli. Dei due casi il primo ci illude, mentre il secondo ci permette di conoscere nella verità l’essenza e il peso di molti rapporti sociali.  Esso è pertanto migliore del primo per quanto meno desiderabile.

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