Fecondazione in vitro: chiesa contraria, perché?


Un’ occasione per evidenziare alcuni errori di interpretazione

Una semplice questione:

I bambini concepiti “in vitro” nascono senza che la loro esistenza dipenda da un atto sessuale; essi vengono al mondo senza una  unione intrinsecamente peccaminosa o impura in cui la concupiscenza della carne potrebbe, secondo alcuni modi d’intendere, comunicare il peccato originale e trasmetterlo in qualche modo al bambino, tanto è vero che spesso anche le cellule maschili vengono prelevate direttamente senza che vi sia emissione seminale.

Cade quindi, di fronte a queste constatazioni, almeno una parte di quel costrutto colpevolizzante l’uomo, in parte malinteso dalle genti, teso a identificare il peccato originale con l’atto sessuale, capace di far sentire in colpa ad ogni atto e rendere quindi l’uomo più assoggettabile e malleabile al potere della religione.

Essendo da sempre la sessualità l’unico modo per generare figli, veniva automaticamente identificata quale veicolo di trasmissione del peccato originale nei nascituri rendendo quindi indispensabile la loro sottomissione al rito del battesimo se avessero voluto salvarsi.

La fecondazione in vitro, secondo questo erroneo ragionare, solo per il motivo che è priva della componente della libidine umana dovrebbe quindi permettere di ottenere dei figli liberi dalle catene del peccato originale, proprio come Gesù. Evidentemente  non può esser così. Tutti sanno che questi nascituri saranno, senza bisogno di prove, persone come tutte, senza che manchi loro qualcosa o che qualcosa sovrabbondi più di altre.

Da tutto ciò si evince che la trasmissione del cosiddetto peccato originale e la libidine non sono entità in relazione diretta, tanto meno obbligata.

Sesso, quindi non è sinonimo di peccato originale!

Si può invece parlare ragionevolmente di legge della natura e di vita carnale contraria a quella di Dio, non perché intenzionalmente nemica, ma semplicemente perché meno evoluta, più grezza, sorda allo spirito, pesante e primitiva. E’ quindi un’ indole naturale che viene ereditata insieme alla costituzione corporale dell’uomo senza relazione con la sessualità, indole simile, comune a quella degli animali, indole che tutta l’umanità ha preso in carico in Adamo col fine di perfezionare e confermare una scelta naturale da parte dell’uomo ovvero decidere consapevolmente se innalzare il proprio essere verso il cielo di Dio, mettendone in pratica ed amandone le leggi, o precipitare verso l’abisso del caos dell’involuzione dell’essere, della soggezione totale alle leggi animali e materiali. Dobbiamo anche considerare che il nerbo del cosiddetto peccato originale non può certo risiedere in una costituzione naturale quale è la vita animale che ci riveste ma la sua sede propria saranno piuttosto una volontà ed una coscienza umana, nonché i valori su cui questi elementi attivi dell’uomo si ancorano e si sviluppano. Si tratta quindi di connotazioni e valori spirituali dell’uomo, non certo corporali, quelli da considerare in primo luogo quando si tratti di stabilire quale sia il suo rapporto personale col peccato. Il corpo, certamente occulta, seduce, svia, impedisce, confonde, contrasta per un certo tempo lo spirito umano e di Dio, ma alla fine deve sempre soggiacere alla sua volontà, sia in bene che in male.

Comprendiamo allora come il cosiddetto sacramento deve necessariamente avere un aspetto primario da considerare, aspetto che non è certamente quello liturgico-rituale esteriore, ma quello dottrinale, illuminante, concernente cioè la trasmissione di un insegnamento puro di vita secondo volontà di Dio. Ed analogamente, questo dobbiamo considerarlo anche per comprendere l’essenza di qualsiasi atto religioso. Si sostiene comunemente che siccome l’atto religioso coinvolge tutto l’essere umano, ne deriva la necessità che anche il corpo partecipi obbligatoriamente a tale atto, appunto mediante i riti e le liturgie, codificate dalla propria religione. Mi permetto di dissentire assolutamente riguardo alla seconda parte; la vera liturgia della religione, almeno di quella cristiana, dovrebbe essere primariamente l’espressione concreta dell’amore verso il prossimo. Con questo solo si rende perfetta e vera l’adorazione di Dio. Ne deriva, secondo il mio modo di ragionare, che ciò che soltanto può completare nella sfera corporale e materiale e in maniera sostanziale l’atto di devozione ed adorazione interiore di Dio, coinvolgendovi l’intero essere umano in spirito, anima e corpo. Ciò non è altro che vivere esercitando praticamente la Carità custodita nel cuore. Questa dovrebbe essere la vera liturgia dei cristiani come sta scritto:

Giovanni 13:35 Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».

Matteo 25:37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?

Matteo 25:38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?

Matteo 25:39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?

Matteo 25:40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Isaia 29, 13 …. questo popolo mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me….

Isaia 1:14 I vostri noviluni e le vostre feste io detesto, sono per me un peso; sono stanco di sopportarli.

….

Isaia 1:16 Lavatevi, purificatevi,togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista.Cessate di fare il male,
Isaia 1:17 imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova».

Articoli correlati: LA CHIESA E IL PECCATO – IL VERO BATTESIMO

2 commenti

  1. Diarra Diokhané said,

    novembre 19, 2010 a 5:53 pm

    Carissimo Dottore,

    mi scivola sulle bucce di banana???

    O sono proprio molto ignorante a riguardo!

    Sono talmente a digiuno della dottrina cristiana che non mi ritrovo in questa lettura appena fatta…

    Dov’è scritto che il “peccato originale” si rifa all’atto sessuale… Eva e Adamo

    avevano o non avevano vita sessuale nell’Eden?

    Mi correga pure se sbaglio, dato che non padroneggio ancora adeguatamente la Bibbia…ma se non erro, il peccato originale è: la prima disobbedienza alla legge di Dio da parte dell’uomo, che ne determinerà il “dna” per i secoli dei secoli…a Dio piacendo!

    Non mi pare sia esplicito nella Bibbia atto sessuale=peccato originale?

    Se poi successivamente si è deciso per motivi comodi al “Male” di risolvere il tutto in modo così elementare, mi pare che la Bibbia non sia così drastica e diretta?

    E a “rigor di logica”, un bambino nato da un processo di concepimento in vitro avrà pure un’anima…forse lì è radicata “l’eredità” del “peccato originale”?!

    Concordo nel modo più assoluto sulla Carità del cuore e a proposito mi ricordo che da piccola mi insegnarono di tenere bene a mente sempre due fondamenti insegnamenti del Cristo:

    AMA IL SIGNORE DIO TUO SOPRA OGNI COSA, CON TUTTO IL CUORE E CON TUTTA LA MENTE (la seconda parte mi sa che fosse aggiunta dalle suore dell’asilo dove sono cresciuta!)

    e

    AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO.

    Ci ho messo anni però ad imparare che prima ami te stesso e poi puoi amare gli altri e non viceversa.
    Un amore smisurato verso il prossimo tale da preferire l’altro a sé, si potrebbe dire appartenga allo spirito di sacrificio ma…per me è autolesionismo allo stato puro!

    L’agnus Dei si è già immolato a suo tempo!

    E qui l’attendo per una amabile conversazione circa:

    l’Atto di obbedienza di Gesù Cristo, che attraverso il suo Sacrificio ha esentato l’intero genere umano dal “peccato originale” .
    Precedentemente il Cristo, l’umanità versava nella dannazione eterna e non era stato ancora portato il messaggio evangelico della buona novella, del regno dei Cieli…

    Nell’atto di fede e nella liturgia del Battesimo sono contenuti questi dogmi di cui stiamo trattando.
    Il bambino da essere umano attraverso il rito del battesimo entra come cristiano a far parte della comunità dei credenti (Chiesa).

    A presto

    Diarra D.

    Alla prossima

    Diarra Dio.

    Diarra Diokhané

    Mi faccia sapere e grazie.

    • novembre 19, 2010 a 8:11 pm

      Forse sono io che non mi sono espresso abbastanza chiaramente; io non ho mai sostenuto che nella Bibbia è esplicitamente dichiarata l’identità o la parentela del peccato originale con l’atto sessuale, ma ho parlato invece di un certo costrutto o modo d’intendere (le Scritture) di cui la chiesa e la speculazione teologica sono probailmente responsabili .Si tratta di una delle tante interpretazioni dovute probabilmente al fatto che il sesso appare e forse è una espressione di volontà umana tesa a fare a meno di Dio, un modo di prolungare e moltiplicare la propria vita secondo una direttrice che appartiene più alla sfera animale che spirituale. Se poi i Progenitori facessero sesso o meno non lo so e non mi importa gran che; sono dettagli irrilevanti dato che è meglio sapere ciò che averrà. Se dobbiamo attendere a Gesù e Paolo ecco che il sesso non avrà ragione d’essere nel regno dei Cieli dato che saremo come angeli e che non esisterà né uomo né donna essendo tutti nell’unità col Cristo.

      Secondo me, l’amare il prossimo è amare se stessi ed amare se stessi è amare il prossimo in quanto l’amore vero non è settoriale, come il sole, quando c’è si espande ovunque e su tutto. Si tratta di una convinzione personale, di una propria disposizione, intima assai più di quel che si possa credere; l’amore è una legge assoluta che opera sopra tutto e che non si qualifica né si può giudicare in base alla “dimensione” materiale constatabile delle azioni o dei sacrifici, specie al giorno d’oggi, dove immensi bidoni rimbombanti d’arroganza, egoismo e falsità indirizzano e determinano il livello della cultura corrente. Ma non farmi riscrivere il Canto della Sorgente, di queste cose ho già detto, anche del sacrificio cristiano che ciascuno, secondo sua disposizione e possibilità accetta liberamente di fare per partecipare e ricordare il Maestro, facendo vedere, provando ad altri il suo volto e la realtà della sua esistenza. Il fatto che prima di Cristo l’umanità era nella dannazione è un dato solo apparente, visto che Egli è venuto nella pienezza dei tempi (cioè al momento opportuno) a salvare i vivi e i morti, quindi anche quelli che furono prima di lui.
      Circa l’anima dei concepiti in vitro è naturale che ci sia è ricompresa in quella che io ho definito come vita carnale o natura carnale ed ho anche spiegato che il peccato originale, volendo così chiamarlo, non è certo contenibile, trasmissibile o individuabile in una natura o indole (essa ne è al massimo la conseguenza), ma in un preciso valore o comportamento spirituale.


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