La preghiera pagana

Io non mi permetto, sia ben chiaro, di giudicare la preghiera e l’intento di nessuno, ma solo di dare un parere, una mia impressione, e forse un piccolo consiglio.

Mi stimolano a scrivere questo post i report statistici relativi alla pagina: La preghiera efficace i quali mi suggeriscono che troppe persone fra quelle che giungono ad essa mediante i motori di ricerca hanno della preghiera, anche e soprattutto in ambito cristiano, un concetto che a me pare assolutamente pagano ed idolatra.  Continuare a pregare in tal modo è certo una loro libera facoltà, ma non pretendano per questo di essere esauditi da Dio. Ho notato che spesso si motivano su affermazioni evangeliche come questa:

Matteo 18:19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.

Matteo 18:20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

La traduzione più immediata e semplicistica di queste importantissime affermazioni, che viene fatta da molti, è la seguente: basta che due o più persone si mettano di comune impegno a pregare insieme ed otterranno qualsiasi cosa chiedano (anche se non proprio lecita), quasi come se Dio fosse obbligato in solido, alla cieca, dalle parole di Cristo. Da ciò è sorto, evidentemente, il plurisecolare delirio di onnipotenza di certa chiesa, delirio che molto spesso prescinde da qualsiasi giustizia e che Dio ha giustamente incoraggiato per fare uscire bene allo scoperto tutti i suoi nemici nascosti: la zizzania seminata insieme al buon grano. In tal modo all’affermarsi della Luce vera essi saranno dimostrazione a se stessi del loro inescusabile peccato.

Vediamo allora chi può ottenere esaudimento da Dio, quando ed a quali condizioni.

Cristo si rivolge innanzitutto, nel brano sopra considerato alle figure dei suoi Discepoli autentici (la vera chiesa universale senz’altro segno distintivo che l’amore per Dio ed il prossimo sopra ogni cosa) pertanto, anche a tutti quelli dei tempi futuri; sappiamo che sono autentici, pur nella umana imperfezione, perché Egli stesso li ha chiamati preconoscendoli nello spirito:

 

Giovanni 15:27 e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

 

Quindi, per pregare ed ottenere esaudimento, la prima condizione è essere discepolo autentico di Gesù; coloro che solo si ritengono, professano o illudono tali, ma non lo sono nei fatti, non rientrano in questo e pertanto sprecano molto probabilmente il fiato per chiedere cose che Dio non concederà mai loro in  quanto ogni cosa che non risponda alla più totale condizione di giustizia non può esser concessa da Dio, come ben precisa questo brano del Vangelo di Giovanni:

Giovanni 15:7 Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.

Più facilmente, potrebbe invece accadere che qualcun altro, sotto mentite spoglie di santità  e più affine all’ impurità dei loro desideri, si faccia avanti illudendoli di ottenere quel che chiedono insistentemente nella loro durezza di cuore, portando così a compimento l’inganno col pieno permesso di Dio.  La cosa ci conduce ad una seconda considerazione: Chi è discepolo autentico di Gesù ama, ottiene, conosce e condivide lo stesso Spirito ed intento che è di Dio e pertanto, essendo questi  tre  in accordo assoluto fra loro, ne deriva che l’uomo, il discepolo autentico, non chiederà mai a Dio cose diverse da quelle che rientrano e sono contemplate nel suo Spirito per intenzione, tempo e luogo, mentre Dio concederà sicuramente tutto quanto richiesto da quell’uomo proprio per attuare dentro a quell’uomo e per esso la vita ed il disegno del proprio Spirito in terra. In pratica si può dimostrare e validamente intendere che i due o tre che si accordano sopra la terra per chiedere ed ottenere qualunque cosa possono essere tali anche se uno solo prega e pur non escludendosi il fatto che in due o più persone preghino di comune accordo, come sta scritto:

Matteo 7:21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.

Matteo 12:50 perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre».

Il termine accorderanno, infatti, va inteso come essere nel nome di Cristo ovvero può, secondo il mio avviso, significare non tanto un patto o una convenzione umana quanto, invece, una armonica intesa in essere, ad esempio, tra uomo e Spirito di Dio in lui; in tali condizioni infatti Cristo è presente ed ottiene dal Padre tutto ciò che gli chiede perché sa chiedere perfettamente ed è in armonia (accordo perfetto, consonanza armonica, unisono) con Lui. Devono insomma unirsi nello Spirito Santo le Testimonianze dell’uomo e di Cristo affinché il Padre possa concedere l’esaudimento della preghiera; questa è una condizione prima e non negoziabile. Ma coloro che hanno cercato il lato meramente utilitaristico al fine di ottenere dalla preghiera solo il potere o il mero esaudimento delle proprie rapacità e brame, ignorando deliberatamente la sostanza di questo insegnamento spirituale, hanno invece partorito le comunità, i gruppi di preghiera, gli oranti forzati ad ore e giorni precisi e sono caduti sovente nelle forre della superstizione, dell’ idolatria, dell’iniquità e della magia, luoghi di morte nei quali Dio non porrà mai il suo Spirito e la sua benedizione a meno di non intravvedervi una grande e vero amore per la Giustizia.

E” un po’ come credere di essere uccello solo perché si riesce a volare con gli aeromobili; la somiglianza è forte, ma la sostanza è assolutamente differente; l’uccello sarà sempre padrone del cielo assai più dell’uomo; attenzione quindi a vederci ben chiaro in queste cose.

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