Non giudicare!

Non giudicate per non essere giudicati! questo insegna il Vangelo (Mt 7,1).

All’uomo non appartiene il Giudizio e se lo esercita questo diviene assai facilmente strumento di ingiustizia ad onta delle apparenze. Parlo del giudizio assoluto, di valore morale, non di quello esercitato nella società come dolorosa necessità per cercare di produrre un simulacro di giustizia che pure non sfugge esso stesso a questa verità.

Dobbiamo riflettere molto sul fatto che il comportamento esteriore, manifesto dell’uomo, – la sola cosa di lui visibile e pertanto giudicabile da altri uomini – è quasi sempre  condizionato. Con questo voglio dire che l’intento, l’impulso iniziale che ha condotto a quel determinato atto o comportamento che ci si appresta a giudicare sia in bene che in male non è quasi mai espresso in purezza; il comportamento medesimo non è che una risultante di quell’intento modulato da altri, molteplici e difficilmente individuabili fattori condizonanti. Il giudizio pertanto può essere fatto solo da chi (Dio), sa vedere limpidamente in fondo al cuore quali siano gli intenti e le volontà primarie dell’essere che ha davanti.

Il condizionamento è a volte palese, molto spesso occulto, invisibile, insospettato eppure, proprio per questo, ancor più potente. Siamo condizionati ad es., quando entriamo in un ambiente stressante, contrario al buon vivere ed agiamo nervosamente, ci adiriamo, bestemmiamo, così come siamo altrettanto condizionati, questa volta in positivo, dall’esatto contrario cioè da un ambiente naturale, sereno,  a misura d’uomo. La medesima persona può dunque bestemmiare o lodare Dio a seconda dell’ambiente in cui si trova. E vorremmo giudicare e giudicarci in assoluto sulla base di queste manifestazioni esteriori? E’ fin troppo evidente che qualcosa in questo modo di ragionare non quadra. E’ infatti grande la differenza fra Dio che vede e giudica il “fondo” dei cuori conoscendo ognuno fin dall’origine e l’uomo che vede e giudica secondo esteriorità, immediatezza, secondo ciò che appare. E’ proprio questo giudizio alla maniera umana, sbagliato per sua natura ed impostazione, che infine gonfia e sostanzia l’anima pagana della società e del mondo, anima, ambiente ideale dove l’iniquità può espletare al meglio le sue arti.

Per quanto poi riguarda il problema della nostra carità o della nostra fede, del nostro ritenerci e professarci fedeli a Cristo, rilevo che esiste un rischio analogo ovvero che l’influenza di quanto di pessimo ci circonda, possa metterle duramente alla prova. Il timore che  ho è quello di vederle cadere miseramente davanti alle prove, alle situazioni difficili che possono venirci incontro e delle quali non possiamo assolutamente prevedere il rigore cioè la gravità con cui verranno a combattere contro i nostri Credi o Principi sacrosanti. Non mi sento affatto certo di me stesso se ipotizzo di essere messo in certe situazioni che pure si verificano nell’umano contesto, ma confido nel mio dialogo con lo Spirito.

Se crediamo veramente, nulla e nessuno, fino alla morte, potranno mai smuoverci dalla nostra fede, ma io ho talvolta timore, preoccupazione di essermi ingannato anche su me stesso e qui emerge fortemente la funzione e l’utilità estrema della preghiera, del dialogo con Dio, come fosse un ormeggio di nave da rinforzare in previsione di una tempesta.

Gesù stesso pregò perché non venisse meno la fede negli apostoli di fronte alle prove consistenti in satana che, per concessione di Dio, vaglia come grano la purezza dell’agire umano:

Luca 22:31 Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;
Luca 22:32 ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli».

Comprendiamo quindi il significato del “non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male” con cui preghiamo; si tratta semplicemente di un timore espresso a Dio in forma di preghiera che ha come scopo non quello di limitare l’azione purificante di Dio ma quello di farci prendere coscienza continua della nostra debolezza umana di fronte alle prove, alle tentazioni che pure egli permette per il nostro bene.

Rendiamoci quindi conto che, deprivato il giudizio umano da ogni valore di verità, crolla di conseguenza tutto un universo di opinioni, dicerie, convinzioni, azioni e reazioni basate su di esse, che costituisce gran parte del costrutto vitale di una società, che regola e determina i suoi rapporti di forze e valori interni.

Tutto ciò non vale nulla di fronte a Dio semplicemente perché non è basato su Verità!

Comprendiamo di conseguenza perché  all’avvento del regno di Dio in terra corrisponderà inevitabilmente il crollo, lo sconvolgimento della società, della “città” della terra così come le intendiamo adesso e così come sono state previste e descritte mediante tutti gli svariati simbolismi apocalittici; verrà infatti demolito il fondamento, il principio stesso su cui, da sempre, queste realtà sono edificate. I tempi nuovi dunque passeranno inderogabilmente attraverso una presa di coscienza dell’uomo nella Verità come mai avvenne in passato ed a fronte di questo mutamento vi saranno degli sconfitti totali che saranno coloro che solo grazie alla menzogna ed alle sue costruzioni ed opportunità vivevano bene in questa dimensione facendo di essa il loro paradiso a danno degli altri. Non sto parlando qui dei peccatori dei quali Gesù afferma:

Giovanni 8:34 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.

Sto parlando degli empi ovvero di coloro che del peccato sono schiavi, ma in una altro senso cioè non vittime ma artefici coscienti della propria schiavitù per avere voluto rigettare la Verità. Non sappiamo chi siano, ma è ragionevole ritenere che tali persone esistano visti i frutti prodotti dal loro albero.

Oggi un altro essere umano si è dato fuoco per questioni economiche.  Una ennesima vittima della disperazione estrema in cui indubbiamente altri uomini lo hanno anche indirettamente costretto. Seppure il giudizio su persone non si può dare per i limiti umani sopra cennati è necessario ribadire che queste cose verranno precisamente  e certamente  imputate a qualcuno che ora vive molto bene (come il ricco epulone), ridendosela dei poveri  e dei guasti che contribuisce attivamente a creare. Quando Cristo dirà loro:

Matteo 25:41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Matteo 25:42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;

essi allora cascheranno dalle nuvole perché sarà rivelata apertamente e tragicamente tutta la loro iniquità, da loro stessi dimenticata ed ignorata al punto di non crederla nemmeno più esistente e reale. Questa sarà la loro tragedia se non vorranno cambiare!

E’ davvero triste, disarmante, deludente constatare come in un paese cosiddetto “civile”, accadano ancora di queste cose. E’ incomprensibile come non esista quantomeno una soglia minima di avere che non sia franca da ogni ipoteca o balzello perché vitale alla sussistenza dell’uomo. Non abbiamo tutti egualmente il bisogno di mangiare e bere, di respirare? Ebbene l’affanno che queste situazioni di vessazione assoluta creano nell’uomo è tale da togliere anche il respiro e causarne l’affanno dell’anima.

In un paese i cui governi  civili e spirituali si attribuiscono sempre ed invariabilmente ogni miglior attributo di santità,  umanità e democrazia, il non garantire un minimo vitale alle persone tutte è peccato grave, inescusabile come e più dell’omicidio  oltre che testimonianza squallida e pur verace dell’inganno in cui siamo nati, cresciuti e viviamo da sempre! Chi uccide in questo modo inapparente elude forse la giustizia umana ma mai, certo, quella divina che saprà bene come esigere il suo da tutti coloro che a vario titolo, in ogni tempo e non solo da oggi, hanno contribuito a gettare le fondamenta ed accrescere l’edificio schiacciante del sistema iniquo che causa queste tragedie assolute dell’umanità.

Il tempo corre veloce e mentre per l’uomo si appressa un futuro luminoso e pieno di Vita, dopo le tempeste stabilite, per il sistema di questo mondo ed i suoi adepti il tempo è breve, sul finire.

Le prove, le tragedie, le cose spiacevoli che accadono intono a noi e qualche volta ci colpiscono direttamente sono fatte per farci aprire gli occhi in modo da vedere come e quando agiscono coloro che mai ci vorrebbero vedere liberi e felici, capaci di vivere della Verità rendendo coscientemente gloria a Dio. Verranno alla luce poco a poco tutti costoro, non dubitiamone. Già molto si è visto, ma il meglio deve ancora venire.

Quando tutte queste cose cominceranno ad accadere (ed accadono), guardate in alto perché la vostra liberazione è vicina.

Annunci

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: