I sensi della vita


Noi tutti abbiamo in mente molte cose da fare, la società ce ne aggiunge ogni giorno di nuove. Il tempo non basta mai. Più se ne dovrebbe disporre, grazie ai progressi della tecnologia, meno ce ne troviamo da dedicare a noi stessi, per guardare in noi stessi. Più aumentano le opportunità di comunicazione interpersonale, coi nuovi media, più possiamo sentirci desolatamente e umanamente isolati.

Ma di tutte queste cose, belle  o brutte che siano, quante davvero danno senso alla vita e pertanto riempiono validamente di significato l’esistenza umana?

Se un uomo vive prevalentemente per “avere” eccolo ingigantire a dismisura la rete dei suoi contatti umani, come un albero che allarga le sue radici nel terreno per poter crescere più di  altri, per poter maggiormente nutrire ed aumentare il suo apparato vivente.

Se invece un uomo vive soprattutto per “essere” ecco i suoi sforzi primari protesi in un altra direzione. Essere significa fruire la nostra vita in un modo pieno, connaturato, proprio alla natura umana. Il mondo in ciò ostacola in ogni modo tramite l’imposizione delle sue “economie”, dei suoi ricatti, delle sue minacce velate, degli impegni doverosi… e via dicendo.

La figura di uomo che vive per avere è, necessariamente, tutta protesa fuori da se stessa, quella che vive per essere è raccolta in se stessa.

Già, i due mondi: quello di fuori e quello di dentro: il caos e la pace, se si ricresce a mantenerli ben separati, distinti e soprattutto in equilibrio. Quale fatica! Questa distinzione si rende, al presente, necessaria perché il mondo “fuori” contiene e veicola cose nemiche, aggressive, tossiche per la mente, il cuore, lo spirito umano. Non sarà così nel giorno del Signore; allora i due mondi saranno uno solo, eterno e meraviglioso.

Siamo giunti ad un punto in cui solo una interiorità forte, motivata e sigillata può ancora resistere, in silenzio, quasi come una cittadella sotterranea o segreta, con l’aiuto di Dio, alle pressioni e agli attacchi del mondo esterno, che sono sempre più violenti, subdoli, insidiosi, ponderati scientificamente e mirano tutti a conquistarsi un regno alla massima profondità nella costituzione dell’essere umano.

La pace e l’armonia di un tempo, come possiamo ben constatare ogni giorno, se ne sono andati in gran parte dai cuori umani,  dai boschi, dalle acque, dalle cime delle montagne, dai mari e laddove ancora resistono paiono assottigliati, come figure diafane, agonizzanti; fin quando potranno resistere?

E’ questa una visione pessimistica oppure è necessaria una buona dose di ipocrisia per credere in ciò che ci viene propinato dai promotori del “bene  e della morale comune”? Per abbattere questo senso di scoramento, che non penso di essere il solo ad avvertire, vi sono diversi rimedi: la ricchezza e  il denaro, ad esempio, possono in un certo modo anestetizzare efficacemente e temporaneamente questo tipo di sofferenza, facendoci semplicemente dimenticare di Dio come fine, sostituendolo con qualsivoglia bene di seduzione, risolvendo facilmente un sacco di problemi; ma esistono anche, per altro verso, la Fede, la veglia, la preghiera che forse non anestetizzano la sofferenza e l’afflizione ma che tuttavia ci impediscono efficacemente di cader vittime del mondo e delle sue aggressioni e seduzioni.

Anche la natura, appoggio primario per la vita dell’uomo, è profondamente perturbata nella sua essenza più intima dalle manipolazioni umane, ma ancor più dalle essudazioni fetide dell’orgoglio e delle prevaricazioni premeditate di alcuni, messe in pratica da molti altri che, come utili idioti, vengono da questi manipolati spesso a loro insaputa; certo,  la natura resiste, il mondo resiste, reagisce potentemente, si adatta, non crollerà; ma a prezzo di una inevitabile perdita di autenticità, di spontaneità, di purezza, di benevolenza verso l’esistenza dell’uomo che pretende di violarne le leggi eterne senza usar giustizia.

Noi distruggiamo il mistero delle foreste e piantiamo giardini tanto ridicoli quanto inutili, consumiamo la terra fertile per farci edifici che insieme a tante altre cose di discutibile utilità celano bene la corruzione estesa, morale, ideologica, strutturale che opera quasi sempre al di sotto. Le strade, le discariche, i palazzi …. case di morti inserite in un ambiente sempre più morto e collateralmente sempre più falsificato, adulterato, non vitale. Con molta ipocrisia e bende sugli occhi in molti si illudono ancora di vivere in un ambiente sano, civile, giusto. A me proprio non pare!

E ci siamo stoltamente negati lo splendore ineguagliabile di un cielo notturno terso e buio, illuminato solo da miriadi di stelle, abbiamo perso per sempre la pace della sera, fatta di profumi, ombre, silenzi, luci e voci soffuse, per illuminare a giorno strade sudice, piene di frastuono e frenesia. Ora abbiamo paura anche del buio e di ciò che potrebbe nascondere, ma la luce artificiale non impedisce al male di agire. Le notti delle città sono sempre più animate da ubriachi, da drogati, da gente inquieta che non sa trovar pace né dentro né fuori di se, che non può stare ferma, che non sopporta i silenzi e la solitudine ma brama sopra ogni cosa soltanto quel caos che la sa far sentire viva.

Se questa è la vita che ci siamo scelti, io penso sia solo un gran castello di vanità. Ora, pur avendo tutto a disposizione, abbiamo perso l’intimità con la natura e con noi stessi. Parlo di quella vera intimità che è intuizione, comunicazione, gioia e che sa dare alla vita umana il senso della vera pienezza, consentendo all’uomo di incarnare degnamente quel ruolo iniziale che il Creatore affidò ad Adamo. Il tutto a prescindere da ciò che uno possiede o non possiede, conosce o non conosce.

E che dire poi di coloro che lavorano per controllare l’uomo, cioè per farne un loro dominio assoluto. Li avete visti all’opera? Quei legislatori, ad es.,  la cui occupazione principale è quella di creare regole per complicare la vita normale delle persone? Essi utilizzano un ariete potente per sfondare le resistenze naturali ed è quasi sempre l’argomento, l’idea del bene comune. In nome di esso viene costantemente soffocata, diminuita la libertà della persona e con essa l’espressione vitale della sua coscienza, che essi pretenderebbero di soppiantare integralmente con le loro norme, con la loro assurda e stupida burocrazia. Complicando le leggi si vuole solo porre la condizione per cui ogni individuo divenga potenzialmente ricattabile, corruttibile, incriminabile, dipendente in tutto e per tutto dal sistema! Questa è opera del maligno, ricordatelo sempre. Questo è il vero, profondo fine di questi perfidi! A loro non interessa neanche lontanamente il benessere dell’animale, del bambino, della persona, della società e via dicendo. Il loro vero obiettivo, nascosto dietro il sempre più logoro paravento della garanzia dei diritti di tutti, è quello di privarvi della vostra autonomia decisionale, di farvi fare sempre e solo quello che vogliono loro e ciò è assolutamente indispensabile se vogliono credere di avere ancora un futuro in questo mondo a venire, dato che da se stessi questi elementi non sanno produrre nulla che serva alla vita.

Che dire allora?

Portiamo pazienza e soprattutto prendiamo coscienza della cosa.  Questo è molto importante, perché è proprio la coscienza delle persone l’obiettivo cui viene fatta guerra e mantenerla attiva, genuinamente nutrita e vigile è il miglior contrasto che possiamo attuare a nostra personale difesa. E’ la vitalità, la proprietà e la purezza della nostra coscienza che ci permette di essere, di vivere, di aver futuro malgrado tutto. E’ lei che infine sancirà il cambiamento del mondo in accordo con lo Spirito di Dio.

Il Cristo ce lo aveva predetto in molti modi ed ora il tempo è presente.

Colgo l’occasione per porgere a tutti i cari Lettori di questo Blog i miei migliori auguri nella Speranza vera che non è fondata su rivelazioni di uomini ma nella conoscenza di Dio.

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