Del Regno di Dio in terra


Il regno di Dio che verrà

Circa la venuta del regno di Dio, ritengo di dovere delle precisazioni dopo aver ascoltato l’opinione di alcuni gentili lettori dei miei articoli.

Ho sempre sostenuto che il regno di Dio verrà sulla terra, oltre che all’interno dell’uomo e sarà Regno perché solo le Leggi giuste di Dio diverranno in concreto operanti da quel momento. E’ tuttavia ancora diffusamente presente, nella cultura religiosa delle genti, una opinione che io ritengo essere profondamente erronea o incompleta, opinione secondo cui il Regno di Dio verrà non sulla terra, almeno non in modo concreto e tangibile, ma solo a livello spirituale, nell’aldilà e magari dopo che il mondo sia stato completamente distrutto dalla sua ira.

Questa opinione, credo sia esclusivamente da imputare ad alcune affermazioni contenute nelle Scritture e risulta erronea perché non tiene conto della Scrittura nel suo complesso e nel suo senso univoco e generale. Sebbene vi siano numerosi motivi fin troppo evidenti per trovarvi contraddizione, coloro che credono all’unità di Dio ed all’univocità del messaggio e del fine delle Sacre Scritture riusciranno egualmente a intendere dove esse vogliono condurre e a comprenderanno come moltissime contraddizioni siano solo formali, apparenti e completamente redimibili ove considerate alla luce del puro ragionamento sostenuto dallo spirito. Così, ritengo, si possano anche conciliare perfettamente con una spiegazione univoca le contraddizioni inerenti il Regno di Dio a venire.

Vediamo ora alcune fra le ragioni o appoggi scritturali a favore di questa credenza dell’esclusione della materialità dal Regno. Fra parentesi ho aggiunto cosa potrebbe intendersi ad un primo acchito.

Isaia 24:19 A pezzi andrà la terra,
in frantumi si ridurrà la terra, crollando crollerà la terra.
(distruzione)

Giovanni 18:36 Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». (il regno non è fatto per la terra ma per lo spirito)

1Corinzi 15:50 Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità. (il Regno sarà solo per i morti)

2Pietro 3:10 Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli con fragore passeranno, gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta. (distruzione e morte del genere umano)

Vediamo ora altri brani della Scrittura che paiono essere in contraddizione diametrale con quanto appare da quelli sopra citati:

Genesi 9:17 Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell’alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra».

Salmi 84:10 La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la
sua [di Dio] gloria, abiterà la nostra terra.

Salmi 84:12 La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

Salmi 84:13 Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.

Salmi 21:28 Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra,
si prostreranno davanti a lui
tutte le famiglie dei popoli.

Salmi 26:13 Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.

Salmi 36:22 Chi è benedetto da Dio possederà la terra,
ma chi è maledetto sarà sterminato.

Isaia 14:7 Riposa ora tranquilla tutta la terra
ed erompe in grida di gioia….

Matteo 5:5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.

Salmi 57:12 Gli uomini diranno: «C’è un premio per il giusto,c’è Dio che fa giustizia sulla terra!».

E molti altri se ne potrebbero aggiungere, ma voglio citarvi anche Agostino il quale afferma:

Condotto a termine il giudizio, cesseranno questo cielo e questa terra, poiché avranno inizio un cielo nuovo e una terra nuova. Infatti questo mondo cesserà con una metamorfosi, non con una totale distruzione. Per questo l’Apostolo dice: Passa la conformazione di questo mondo, vorrei che voi foste senza preoccupazione . Passa dunque la conformazione, non l’essenza.
Città di Dio lib. XX.

E’ evidente che ogni uomo, in queste condizioni, finirà per assumere e “sposare” l’opinione, la visione che più pare giusta e consona alla sua propria natura.

Ma io voglio invece dimostrare che non vi è alcuna contraddizione nella Scrittura poiché essa va interpretata non secondo la lettera, ma secondo lo Spirito e vedremo ora a quali considerazioni ci conduce una possibile interpretazione compatibile con lo Spirito di Vita che è proprio di Dio.

Per essere brevi, facciamo prima un piccolo esempio. Che differenza c’è fra il carbone e il diamante? Chimicamente nessuna, a parte la purezza del Carbonio che li costituisce entrambi e che nel diamante è massima. Eppure sono due entità di valore e caratteristiche affatto diversi. Possiamo dire che il comportamento riguardo alla luce, che i due minerali manifestano, è esattamente opposto; mentre il carbone assorbe la luce e può, se essa è molto forte, surriscaldarsi fino a incendiarsi, il diamante, specie se in forma perfetta o tagliato da un maestro la riverbera in modo splendido mirabilmente in ogni luogo, non la trattiene ma la diffonde. Ora trasportiamo, fatte le debite proporzioni, lo stesso concetto alla natura umana e  a tutta la creazione materiale, di conseguenza. Comprenderemo facilmente che l’uomo attuale fatto anche di corpo e di terra è pienamente paragonabile al carbone, malgrado tutti i suoi sforzi e  con riferimento alla luce di Dio cioè alla intima conoscenza delle sue Leggi e della sua Sapienza. Infatti i timorati di Dio su questa terra, proprio a causa del fatto che il corpo non corrisponde ancora alle loro aspirazioni spirituali ed intenzionali soffrono e gemono al punto che Paolo apostolo  afferma:

Romani 7:24 Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?

Ecco spiegato perché ha affermato altrove che carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio. Ma questo non significa affatto che il regno di Giustizia e Pace sarà alieno da questa terra. Ora in molti hanno creduto e credono alla transustanziazione del pane nel corpo del Signore.

Che accade se io postulo che invece vi sarà, e deve necessariamente esserci ad un certo momento della storia umana, una transustanziazione operata da Dio sull’uomo e poi, di conseguenza, su tutta la natura materiale dell’universo? Questo evento soltanto farebbe in modo da redimere le contraddizioni sopra rilevate nel senso che la terra e la creazione tutta, pur rimanendo se stessa, se così posso dire, assumerà una nuova natura degna e capace di ospitare il Dio con noi.

In questo senso dobbiamo intendere il brano di Apocalisse:

Apocalisse 21:5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.

Il fare nuove, pertanto, non significa distruggere l’Opera e rifarla, magari completamente diversa da come era, ma significa mutare intimamente l’opera preesistente in qualcosa di nuovo senza che quello che prima esisteva perda la propria identità e continuità, anzi annullando infine il fattore che provocava tali perdite cioè la morte. Ciò che era carbone diviene insomma diamante, una cosa certo nuova, ma ottenuta semplicemente modificando nel senso di una maggior perfezione la purezza e soprattutto il collegamento, il legame, la legge vigente tra i medesimi atomi di carbonio (ad es. i valori dell’uomo), che prima costituivano il carbone e poi divennero diamante.

Perciò nelle Scritture dovemmo anche trovare altri indizi, la nozione di questo evento che vado ipotizzando.

Infatti, il primo fatto probante che ci viene fornito è la resurrezione di Gesù. Egli non risorse come fantasma, ma proprio col suo corpo che, è da ritenere alla luce dei fatti narrati nella Scrittura, abbia assunto dopo la resurrezione caratteristiche e qualità di ordine superiore al corpo umano precedente pur rimanendo il suo corpo con i segni tangibili e reali della crocifissione subita. Si parla infatti di “corpo glorioso”.

Filippesi 3:20 La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo,

Filippesi 3:21 il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose.

Luca 24:37 Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.

Luca 24:38 Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?

Luca 24:39 Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho».

Gesù entrò poi nel luogo dove essi erano riuniti a porte chiuse cioè in modo non vincolato dalle leggi materiali della impenetrabilità dei corpi. Avrebbe certamente potuto farlo anche prima di risorgere come avvenne che camminò sulle acque, ma non sarebbe stato, come invece accadde nel cenacolo, in forza di una caratteristica naturale del proprio corpo quanto piuttosto per l’onnipotenza di Dio che era con lui.

Giovanni 20:19 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».

Andando oltre, Paolo afferma ancora molto chiaramente questo concetto di transustanziazione, trasfigurazione, conversione o trasformazione dei corpi comunque la si voglia chiamare:

1Corinzi 15:51 Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati,

1Corinzi 15:52 in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.

1Corinzi 15:53 È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.

In questo senso possiamo quindi intendere come Paolo abbia affermato che carne e sangue non erediteranno il regno di Dio fin quando vorranno rimanere tali e non saranno trasformati (convertiti) in un corpo adatto, degno del Signore.

Non è quindi mai intesa una esclusione assoluta, un giudizio di condanna totale ed inappellabile per carne e sangue in quanto entità corporali e materiali, come alcuni sprovveduti hanno inteso ed insegnato, ma solo per ciò che nella carne e nel sangue forma le caratteristiche presenti dei corpi e appartiene al basso, attira verso il “basso”, elementi sui quali  il peccato, l’errore e l’Avversario possono avere facile presa con l’inganno per condurre l’uomo, il re del creato ed il creato stesso, alla morte come è avvenuto fino ad ora e come avverrà fino al momento in cui Dio disporrà diversamente mediante il suo Spirito.

Apocalisse dettaglia poi ancor meglio i particolari e le modalità o le fasi di questa possibile e necessaria transustanziazione dell’uomo, ma ciò è già stato spiegato nel mio libro Ipotesi e riflessioni sull’Apocalisse di Giovanni e oltrepassa lo scopo di questo breve articolo che è quello di mostrare come non vi è contraddizione alcuna nella scrittura, ma solo brani a volte  difficili, visioni del medesimo soggetto che paiono essere diverse o in contrasto solo perché descritte con logiche e fini differenti oppure sotto diversa angolazione prospettica.

Troviamo ancora molto bene espresso questo concetto medesimo anche nel profeta Malachia dove viene descritto in qual conto le azioni secondo la Legge dei timorati vengano tenute da Dio; da tutto il contesto poi si evince che fino al giorno che Egli prepara, che è evidentemente il Giorno del Signore, non pare esservi differenza alcuna apprezzabile esteriormente tra giusti ed empi in quanto la transustanziazione effettiva  ed operativa degli uomini secondo lo spirito presente nel loro cuore (che è infine la ricompensa cioè il frutto di cotanto lavoro spirituale e tribolazione terrena), non è ancora avvenuta oggettivamente seppur in preparazione da lungo tempo, seppur già scritta indelebilmente nel memoriale (nel cuore) di Dio.

Tutti gli uomini sembrano perciò uguali, indistinguibili, apparentemente soggetti ad un destino comune fino al giorno in cui, afferma il profeta, voi vi convertirete ovvero fino al giorno in cui Dio darà l’ordine esecutivo allo Spirito presente nel cuore dei timorati del suo Nome di rivelarsi completamente a loro ed operare la suddetta trasformazione o transustanziazione del loro essere, quindi del loro corpo, della loro mente, della loro anima affinché siano in grado di rispondere pienamente alle nuove esigenze e condizioni che si verranno a creare, alla nuova vita che si inizierà a vivere concretamente in terra, ma secondo la Legge dello Spirito e non più della materia.

Malachia 3:16 Allora parlarono tra di loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome.

Malachia 3:17 Essi diverranno – dice il Signore degli eserciti – mia proprietà nel giorno che io preparo. Avrò compassione di loro come il padre ha compassione del figlio che lo serve.

Malachia 3:18 Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l’empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.

Anche nel vangelo di Giovanni troviamo diversamente descritto lo stesso evento, lo stesso momento, lo stesso Giorno:

Giovanni 16:20 In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.
Giovanni 16:21 La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo.
Giovanni 16:22 Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e
Giovanni 16:23 nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più nulla.
In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.
Giovanni 16:20 In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.
Giovanni 16:21 La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo.
Giovanni 16:22 Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e
Giovanni 16:23 nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più nulla.
In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.

Non ritengo utile aggiungere altre citazioni per non appesantire la pagina più di quanto non lo sia già, ma certamente nella Scrittura ve ne sono, a conferma, molte altre forse ancor più pertinenti o esplicite di queste.

Sia un compito del Lettore rintracciarle e meditarle a tutto vantaggio della sua crescita nella fede e conoscenza del Signore.

1 commento

  1. maggio 18, 2010 a 8:06 pm

    Dio è Amore


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