Il Vasaio – L’azione di Dio nei secoli


L’azione di Dio sull’uomo, durante i secoli è stata in più riprese paragonata al lavoro del vasaio. Cercherò di chiarire come questo sia un aspetto assai importante nel lungo processo di purificazione e separazione dei valori di Bene e di Male in questo mondo affinché si attuino le premesse per la nuova Creazione che come sappiamo sarà assolutamente pura dall’empietà e dal male in ogni sua forma.

Il primo brano che incontriamo nel Libro della Sapienza  afferma un concetto generale non riferendosi a Dio:

Sapienza 15:7 Un vasaio, impastando con fatica la terra molle, plasma per il nostro uso ogni sorta di vasi. Ma con il medesimo fango modella e i vasi che servono per usi decenti e quelli per usi contrari, tutti allo stesso modo; quale debba essere l’uso di ognuno di essi lo stabilisce il vasaio.

Il concetto poi viene ripreso in riferimento a Dio in un brano successivo del Siracide nel quale viene realizzato il parallelismo degli uomini con l’argilla (richiamo evidente all’uomo, ADAMO, inizialmente plasmato dal fango, ma non solo):

Siracide 33:12 Alcuni [uomini] li ha benedetti ed esaltati, altri li ha santificati e avvicinati a sé, altri li ha maledetti e umiliati e li ha scacciati dalle loro posizioni.
Siracide 33:13 Come l’argilla nelle mani del vasaio che la forma a suo piacimento, così gli uomini nelle mani di colui che li ha creati, per retribuirli secondo la sua giustizia.
Siracide 33:14 Di fronte al male c’è il bene, di fronte alla morte, la vita; così di fronte al pio il peccatore.
Siracide 33:15 Considera perciò tutte le opere dell’Altissimo; due a due, una di fronte all’altra.

E Paolo chiude la serie togliendoci ogni dubbio ( Si ritrovano nella Bibbia anche altre citazioni simili, ma queste sono sufficienti a rendere il concetto).

Romani 9:21 Forse il vasaio non è padrone dell’argilla, per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare?
Romani 9:22 Se pertanto Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza vasi di collera, già pronti per la perdizione,…..

Ora per capire esattamente cosa significano queste affermazioni mi avvarrò di un piccolo esempio; la mia vita di coniglicoltore mi ha fatto notare che frequentemente, quando una coniglia concepiva avendo nel suo sangue un principio di batteriemia (presenza di batteri nel sangue in forma subclinica), nascessero poi dalla stessa covata un certo numero di piccoli tendenzialmente sani e vitali ed un “resto”  più o meno numeroso in cui appariva concentrato il danno dell’infezione materna e che erano morti, o lo sarebbero divenuti presto. In genere erano i fratelli più deboli del gruppo a subire questa sorte. Analogamente, accadeva che se non era in riproduzione, il coniglio con questi problemi nel sangue maturava una lesione infiammatoria ed ascessuale nell’orecchio o in qualche altra parte del corpo non essenziale per la sua vita. Cosa ho imparato da tutto ciò?

Ho imparato che la natura tende per sua vocazione e legge ad  allontanare il male (l’infezione in questo caso), dal centro della vita, tende ad isolarlo, a confinarlo come meglio può anche se non sempre ci riesce efficacemente.

Ho compreso inoltre che il male si “allontanerà di sua volontà” se ha come prospettiva quella di poter colpire una forma vivente simile , ma più debole o allettante di quella per cui è programmato (si può quindi variarne l’obiettivo presentandogli un adatto, simulacro, un contenitore, un VASO plasmato ad arte), come ad esempio il coniglietto più debole fra quelli che stanno nell’utero della madre diviene il ricettacolo dell’infezione salvando così la vita della madre e dei fratelli. Un sorta di ascesso di fissazione escogitato dalla natura. Parrebbe una legge crudele ai benpensanti, ma questa è una sapienza assoluta riposta nella natura che mira, pur in condizioni difficilissime o improbe, a salvaguardare all’estremo l’esistenza della specie, sacrificando qualcosa di essa, il più adatto al momento, per non perdere tutto.

Analogamente e con ancor maggiore sapienza ed incisività agisce Dio sull’umanità quando, similmente ad un Vasaio plasma vasi per uso nobile e vasi per uso contrario ovvero forma uomini giusti ed empi con la medesima materia (carne, corpo), ma non contenenti il medesimo spirito.

Un grave fraintendimento che si ingenera frequentemente di fronte a queste parole è quello di credere che vi sia predestinazione, capriccio o  casualità nella scelta di Dio. Nulla di più lontano dalla verità! Non si commetta l’errore di credere che gli uomini nascano empi o giusti perché formati, voluti da Dio così, come vediamo alcuni affermarono già al tempo di Paolo quando parlava loro di queste cose:

Romani 9:18 Dio quindi usa misericordia con chi vuole e indurisce chi vuole
Romani 9:19 Mi potrai però dire: «Ma allora perché ancora rimprovera? Chi può infatti resistere al suo volere?».

Come avviene dunque, con la medesima sostanza, la plasmatura dei vasi così diversi fra loro tanto da essere infine utilizzati per usi contrari, senza che vi sia predestinazione dovuta ad una volontà divina?

E’ molto semplice: la plasmatura che connoterà le caratteristiche di questi vasi, che sono gli uomini, avviene durante tutte le scelte della loro esistenza, in forza di esse e si perfeziona e si affina in tutta la storia umana fino al tempo della fine; ogni volta che essi scelgono, col loro agire deliberato, giustizia o iniquità secondo Legge divina ed universale, essi determinano corrispondentemente il senso, i tratti, le forme, la direzione di questo essere plasmati da Dio, ne guidano insomma la mano ed Egli poi esegue, amplifica, concretizza nel loro essere, trasformandolo poco a poco, le conseguenze delle loro vere intenzioni confermate dagli atti. E’ necessaria la permissione di Dio anche per appartenere al male perché l’uomo, da se stesso, non può rendere bianco o nero nemmeno uno dei suoi capelli, ma con la sua volontà egli può ottenere infine la condizione che ha perseguito. Chi compie deliberatamente l’ iniquità, diviene perciò erede anche di quella appartenuta a coloro che si emendano da essa, con tutte le conseguenze presenti e future, con i frutti maturati e maturandi che essa produce; lo stesso accade nel senso opposto per  coloro che praticano la giustizia onde viene motivata l’esortazione di Apocalisse:

Apocalisse 22:11 Il perverso continui pure a essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.

Troviamo nozione di questo agire non solo nelle Scritture Ebraico-Cristiane ma anche nel Corano viene più volte ribadito questo concetto:

Isaia 6:10 Rendi [o Dio] insensibile il cuore di questo popolo, fallo duro d’orecchio e acceca i suoi occhi e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da esser guarito».

Sura II
Al-Baqara
(La Giovenca)
9
Cercano di ingannare Allah e coloro che credono, ma non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono.
10 Nei loro cuori c’è una malattia e Allah ha aggravato questa malattia. Avranno un castigo doloroso per la loro menzogna.

Questo brano di Isaia,così  come quello del Corano, è un esempio che ci fa comprendere come ad ogni passo verso il resistere a Dio, per Sua azione divenga poi più difficile recedere, anzi si rimane quasi incoraggiati indirettamente a procedere in quella direzione scelta, anche se mai e poi mai a nessuno è preclusa la via del pentimento e del ravvedimento fino alla fine; è solo sempre più difficile perché l’iniquità maturata nell’uomo finisce per pesare in senso opposto al ravvedimento, impedendo sempre più perfino la comprensione della logica di ciò che si è lasciato o tradito.

E’ invero innegabile che già fin dalla nascita esistono uomini differenti fra loro per il bagaglio di valori che ereditano e manifestano su tutti i livelli, per i differenti contesti in cui nascono, per le differenti possibilità che hanno di fonte, ma è pure vero che a ciascuno è domandato soltanto di fare secondo le sue possibilità perché non importa a Dio il quanto l’uomo può fare, ma Egli è teso a vedere, mediante atti provati, cosa invece alberga nel suo cuore e questo lo capisce (pur vedendolo fin dall’inizio chiaramente),  da quello che l’uomo cerca di fare in bene o in male, secondo Sua Legge, in tutto il periodo della sua esistenza. A tal fine ognuno di noi eredita con la nascita un certo bagaglio di valori ed attitudini positive e negative il quale sarà il teatro, lo scenari nel quale egli dovrà poi confrontarsi durante la vita e nel quale operare le sue scelte effettive.

La parabola dei talenti ci istruisce al riguardo dei criteri di Dio nell’assegnazione delle possibilità e nel giudizio dei risultati. Dunque Dio, per così dire, amplifica con potenza e sapienza l’intento profondo e secreto dell’uomo, lo aiuta ad esternarsi fedelmente al fine di realizzare in tutto una purificazione e una Giustizia assoluta; una volta iniziato, questo procedimento si auto-esalta, per forza di cose, nella sua azione fino al tempo della fine, tempo nel quale i vasi saranno pronti, essicati e cotti (quindi non più riformabili)  ed utili per accogliere: chi il proprio Signore e chi il satana e subire di conseguenza il Giudizio e la relativa destinazione secondo le loro funzioni; perché il male che è in cerca dell’uomo non potrà fare a meno di dirigersi tutto quanto verso il suo contenitore ottimale ed eterno che Dio ha contribuito sapientemente a plasmare, realizzando così, in tutta Giustizia, niente altro che quella che era la volontà originale del male che pertanto non potrà mai più avanzare nessuna pretesa, ma dovrà solo ratificare la propria eterna sconfitta. Alla fine di tutto questo procedimento Dio avrà salvato, liberato, recuperato senza tralasciare nulla tutto ciò che gli appartiene fin dall’inizio della creazione, traendo a se una umanità migliore (vaccinata), di quella che ebbe a peccare, mentre avrà confinato, isolato ed allontanato da essa, mediante quelle forme umane plasmate a questo scopo, nel modo che ho descritto,  tutto ciò che ha paternità originale in satana. Si comprenderà quindi perché  ebbe a dire al principio: – nessuno tocchi Caino… e poi, dopo,  decise invece di sterminare popoli interi e città. Resta da dire che in testimonianza della Sua Giustizia esiste il perdono che non tiene conto del bilancio quantitativo fra le tante azioni nefande compiute e i pochi frutti di pentimento e ravvedimento che un uomo può dare. Il perdono ottenutoci da Cristo, appunto, è in grado di santificare l’intenzione e di salvare l’uomo dalla sua insufficienza, basta che abbia deciso di voltare pagina per davvero nel suo cuore.

Luca 15:10 Così, vi dico, c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Infine, come il satana: il Male, è riuscito ad entrare nell’uomo e nella creazione ivi riuscendo a congiungersi con il Bene, riuscendo a mescolare, come in un figlio, la propria legge di rovina con quella del Paradiso all’interno dell’uomo che era impotente a tenere assolutamente separate quelle due tremende potenze in se stesso, così la nuova creazione avverrà per opera di Dio nel modo esattamente contrario cioè riottenendo la separazione assoluta del Bene e del Male in tutte le cose e in tutti gli esseri, ma con il risultato che il Male sarà allontanato per sempre e non avrà mai più, per l’eternità la possibilità di nuocere all’uomo. Questo è il fine per cui Dio plasma i vasi a sua discrezione.

Che la Giustizia trionfi!

1 commento

  1. Mr.Loto said,

    giugno 17, 2011 a 4:29 pm

    Molto interessante la tua disquisizione su questo tema che in verità è molto delicato e di non facile spiegazione; penso che il motivo per cui una persona nasca inclinata al male piuttosto che al bene dipenda anche molto dal tipo di ambiente in cui si trova a crescere. La modalità con cui Dio affida ad una persona uno spirito piuttosto che un altro penso sia un mistero che capiremo probabilmente nella vita futura quando e se avremo la fortuna ( merito è la parola esatta ) di entrare a far parte dell’Uno che ci è stato promesso. Certo esiste il libero arbitrio e ognino ha piena libertà nella scelta della strada che vuole percorrere in questa vita. Per come la vedo io le persone dedite al male ed all’iniquità alla fine collaborano attivamente al compimento del piano divino e nessuna delle loro azioni malvagie può essere fatta senza la precedente approvazione di Dio. Se su questa terra non esistesse il male allora nulla avrebbe più senso; come potrebbero le nostre anime venir messe alla prova? E che senso avrebbe nascere, nutrirsi, crescere, moltiplicarsi se il nostro animo non può far nessun tipo di progresso alimentato dalla conoscenza della sofferenza e dalla consapevolezza che esiste anche il male? Esistono poi persone malvagie, che senza apparente motivo e merito vengono toccate da Dio e cambiano immediatamente vita ravvedendosi; mi viene in mente S.Paolo folgorato sulla via di Damasco. Per concludere penso che vi siano misteri che la nostra mente limitata ( anche nel caso di persone illuminate ) non può, in questa vita, comprendere; è molto bello e positivo invece il tentare di comprendere questi misteri sulle basi degli scritti che la Bibbia ed altri pensatori eccellenti ci forniscono.
    Per essere certi però di come stanno realmente le cose ( di Dio ) penso che dovremo aspettare di raggiungerLo.

    Un caro saluto


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: