Natale 2017

Un grande augurio nel Signore a tutti i gentili ed affezionati Lettori di questo blog.

Anche se impegni soverchianti mi impediscono per ora di scrivere nuovi articoli con la necessaria compartecipazione, sono certo che in esso troveranno motivi di riflessione e meditazione per molti anni.

In particolare vorrei suggerire di rivisitare e collegare fra loro alcune tematiche che in questo tempo mi sembrano straordinariamente attuali.

Nel N. Testamento:

  • Lo Sposo che viene nella notte.
  • Vegliate e pregate sempre….perché non sapete né il giorno né l’ora in cui verrà il Signore.
  • Il ladro che viene quando nessuno se lo aspetta per legare il padrone di casa.
  • Il Signore che viene e trova i servi demandati intenti a sopraffare i sottoposti.
  • Il tempo di Noè.

Nel mio libro: Ipotesi e riflessioni sull’Apocalisse di Giovanni

  • Il capitolo riguardante il regno dei mille anni e la venuta di Cristo

Il tempo attuale, malgrado sovrabbondi di sfarzi chiasso e luminarie è a mio avviso un tempo di tenebra profonda e a dirmelo senza tema di smentita sono le sofferenze inaudite dei troppi poveri dimenticati, dei malati (quelli che non appariranno mai in televisione o nelle raccomandazioni di qualche ONLUS) e della creazione tutta che patisce una servitù pesante e distruttiva a causa di certi uomini, di certi poteri che credono di aver guadagnato il Cielo e pensano di essere ormai intoccabili ed invisibili, tanto si sono ben integrati al sistema vitale del pianeta per parassitarlo e distruggerlo sacrificandolo alla loro infinita vanità. Ma è scritto:

– Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri io sorgerò – dice il Signore – metterò in salvo chi è disprezzato.
Salmi 11,6

Sono certo che nei Vangeli, nelle S. Scritture tutto questo è stato ampiamente previsto;  in esse il Cristiano trova la strada anche nella notte più profonda e questo vi esorto a fare nel nome del Signore.

La Parola di Dio rimane per sempre, le cose del mondo e dell’uomo passano ineluttabilmente.

Che la Parola rimanga e viva per sempre nei nostri cuori.

Buon Natale a tutti.

Molteplicità ed Unità dell’essere

Il problema dell’individualità, della conseguente molteplicità degli esseri viventi, delle diversità, che da sempre è pretesto o sta all’origine  di sopraffazioni, conflitti di ogni tipo, genocidi, discriminazioni, è uno status della natura umana e generalmente della vita in questo mondo. La diversità non può non condurre, presto o tardi, a situazioni conflittuali. Chi ne parla come di arricchimento non ne considera che uno degli aspetti, una parte del tutto.

Per cercare di redimere il problema dobbiamo capire da cosa origini la diversità di opinioni, di pelle, di spirito che caratterizza ogni essere umano in primo luogo.

Ammessa l’esistenza di un Creatore di tutte le cose e di due progenitori originali dell’umanità tutta, secondo le Scritture Ebraico-Cristiane, possiamo subito constatare come l’inizio della diversità, dell’individuazione e differenziazione degli esseri umani coincida con l’entrata in scena del peccato originale e quindi del concetto di separazione dall’Unità che con esso è avvenuto.

Un discorso analogo potremmo farlo per quanto riguarda le Verità ed esso ci aiuterà meglio a comprendere. Ammessa l’esistenza possibile di una sola verità (in Dio), come è accaduto che esistano oggi tante “verità” diverse che si pretendono essere assolute nell’uomo?

Da ciò si può comprendere che fino a quando l’uomo (Adamo ed Eva) esisteva concordemente, in armonia con lo Spirito del Creatore, la sua individualità (e relativa libertà), potevano tranquillamente e felicemente coesistere all’interno dell’infinita dimensione di Dio, senza costrizione o conflitto,  in piena libertà, garantite dall’osservanza attenta portata alla Legge di Dio. Così anche le loro “verità” non erano in contraddizione con la Verità di Dio ma coesistevano armonicamente al suo interno essendone ispirate ed illuminate. Contribuivano ad esserne innumerevoli e meravigliose manifestazioni!

Nel momento in cui i progenitori furono indotti a commettere il peccato, lo spirito  loro (l’intento), divenne ≠ DIVERSO da quello di Dio, prevaricante, deviante e necessariamente dovettero da Lui staccarsi, differenziarsi, dando origine ad entità (anche spirituali), separate ed alla infinita catena di nascite-morti, differenziazioni evolutive o involutive, che attraverso innumerevoli generazioni, nei loro figli, ha portato all’umanità che conosciamo, con tutti i suoi problemi e contraddizioni, ma soprattutto con la proprie individualità e diversità, tutte motivate, certo, ma tutte quante immancabilmente carenti, lacunose, imperfette, inferme ad onta della presunzione spesso esattamente contraria di molti.

Ne consegue che il cammino di redenzione dell’umanità deve necessariamente ricondurre ad una riunificazione spirituale sempre più alta e pura ed infine alla perfetta unità come anticipato da Cristo nella sua preghiera.

perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
Giovanni 17,21

Si comprende facilmente perché la via per realizzare questo altissimo e finale traguardo non può essere quella della chiesa (intendo comunità, assemblea), della politica, della coercizione, della prevaricazione più o meno occultate dietro nobili intenti  dichiarati o pretese interpretazioni della sacra scrittura. Fra questi soggetti e la vera Unità o Chiesa di Dio troveremo  la medesima differenza che sta tra un “Frankestein” assemblato, ricucito alla meglio ed animato da forze vitali infime ed un uomo sano, vivo e vegeto nel pieno della sua forza.

La Via vera che conduce all’Unità con Dio può essere solo spirituale e deve essere ricercata,  riconosciuta SPONTANEAMENTE, individualmente, mediante la comprensione e il buon, LIBERO GIUDIZIO dell’uomo, di ogni uomo, alla luce delle esperienze vitali maturate in tutte le sue generazioni, il cui retaggio non è assente dalla sua coscienza profonda. Questo non implica affatto una dissoluzione o la cancellazione di ciò che uno è, è stato, sarà, bensì una valorizzazione. Per poter raggiungere questo Traguardo, che corrisponde anche al raggiungimento della felicità, dell’eternità, alla pienezza intramontabile dell’esistenza, del Paradiso, della contemplazione di Dio, invero molte cose di se l’uomo dovrà lasciare, ma si tratta solo di cose che egli crede esser buone e  sue a causa della menzogna ed iniquità operante ed invece per nulla gli appartengono. La sua identità di essere perciò deve essere solo purificata, riscoperta e ristabilita, non annientata. Gesù infatti afferma:

Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore, se così non fosse ve l’avrei detto
Giovanni 14, 2

E’ comprensibile come l’avversario di Dio cercherà in ogni tempo di sviare l’uomo dal poter conseguire questo Traguardo, prima di tutto mediante l’insegnamento e la generazione di infinite false dottrine e verità, traviando, seducendo o annichilendo le coscienze con tutti i mezzi a sua disposizione.

Ma solo Cristo ha parlato veracemente una volta per tutte e Lui noi dobbiamo  comprendere, seguire e raggiungere perché, solo,  ha salvato realmente il mondo.

Io sono la Via, la Verità, la Vita.

Fare in noi chiarezza su questo punto è molto importante perché ci eviterà per sempre di cadere nella rete dei “bigottismi”, dei comunismi e dei fascismi e di tutti gli altri “carrozzoni” partoriti dall’impotenza umana a credere realmente. Ciò farà di noi degli esseri sempre vivi, liberi, responsabili ed indipendenti soprattutto dentro, oltre ogni imposizione o seduzione che potremmo dover subire da parte del mondo.

Perciò:

  • Io rispetterò la Legge di Dio, i Comandamenti e la Legge d’Amore sopra ogni cosa solo perché so in me stesso, realizzo,  conosco oltre ogni dubbio, che questa Legge è la sola che può consentire a tutti di Vivere in perfezione ed in armonia, in eterno, di avere futuro e di instaurare una giustizia eterna.
  • Io non lo farò per imposizione di chicchessia (nemmeno di Dio), ma perché questa Legge è ora scritta nel mio cuore a caratteri indelebili, amata, agognata, stimata assolutamente come il maggior Bene che un uomo può possedere e perciò custodita ad ogni costo, se occorre anche occultata, ma sempre viva ed attiva. Mi riconosco in questa Legge; è ormai parte della mia genetica spirituale ed originale.

Questa piena consapevolezza interiore,  personalmente raggiunta che sia, impedirà naturalmente all’uomo che la ritiene di agire contro la Legge, così come l’istinto di sopravvivenza ci impedisce di compiere atti autolesionistici del nostro corpo. La Legge non è più un dettato calato dall’alto ad istruzione ma che non salva nessuno e condanna tutti mettendo in evidenza il peccato; in Cristo essa diviene sigillo di garanzia, ed è amata come la vita stessa dall’uomo consapevole perché ormai sempre più scritta nel suo cuore.

 

Un piccolo esempio:

Due persone che non si conoscevano e si incontrano riconoscendosi simili per intenzione e valori amati, arrivano ad un certo punto dell’esistenza a identificarsi in un medesimo spirito, in un medesimo intento, in un solo slancio, per tutta una vita o anche solo per compiere un’opera, un tratto del cammino. Questo fatto li rende totalmente protesi verso lo stesso fine e quanto più è alta, precisa e definita questa identificazione tanto più i due pure essendo e rimanendo individui diversi e distinti diventano e sono UNO nel cuore e negli atti. Pur conservando la loro diversità ed individualità operano nel segno e nella condivisione del medesimo spirito. Chi li vede potrà dire: -Sono forse fratelli? Se parlo con uno è come se avessi qui presente anche l’altro-

Ecco una piccola immagine di quello che deve accadere ed accadrà per ogni uomo in relazione allo Spirito di Dio, che è spirito di Amore, di Sapienza, di Giustizia; è il medesimo Spirito di Gesù che dona vita alla creazione tutta. E’ l’Amore incondizionato che crea, lega, sostiene, evolve e salva tutto l’universo nei secoli e per l’eternità.

Infiniti spiriti esistono e si possono seguire, adottare, insegnare, imitare, amare. Con molti spiriti, virtuosi, intelligenti, ingannatori è possibile che l’uomo trovi anche solo per un breve periodo dell’esistenza, una sua identificazione temporanea, un modello di vita, un traguardo ispirante o seducente e con essi finirà per unirsi e identificarsi; poi fattane l’esperienza completa, giungendo a scorgerne il fine limitato o insoddisfacente rimarrà probabilmente deluso e cambierà molte volte, cercherà qualcosa di nuovo e di meglio cui appigliarsi oppure diverrà ipocrita e falso pur di non voler mai riconoscere la verità in se stesso. Ne deriva che certe esperienze si compiano a volte tragicamente in una intera esistenza, ma quale retaggio lasciano, quale impagabile tesoro, pur conseguito a caro prezzo! Cristo è venuto a consigliarci, a mostrarci la via migliore perché queste esperienze non siano infinite e e sterili. E nel cuore, nell’animo, queste esperienze vengono per cosi dire “distillate” concentrate, purificate, ridotte alla loro essenzialità e valenza universale in un procedimento inconscio previsto dalla nostra natura, oserei dire “automatico”. Esse, in bene ed in male, vanno ad edificare l’anima, le danno forma, peso, sapore, Valore, direzione, evoluzione o involuzione, la illuminano o la ottenebrano. Vengono in essa iscritte indelebilmente perché nemmeno un capello dell’uomo sia perduto. E tramite queste esperienze vitali, a loro volta dirette e determinate dalle scelte che l’uomo opera durante la sua vita, l’anima procede o recede sulla strada di Dio e della Verità, si arricchisce o si perde, vive o muore sempre assistita perfettamente dalla universale Provvidenza e Benevolenza divina, ma in totale libertà col fine di fare emergere la sua autentica e pura natura originale.

Mi direte: – Ma allora una stessa anima si reincarna più volte? –

Questo è un problema che può avere differenti risposte, che dipendono dal lato dal quale lo si affronta.

Visto dal basso, dalla parte e dalla piccola statura dell’uomo corporeo, la sua vita è unica ed irripetibile, finita,  stabilita tra il momento del concepimento o della nascita e quello della morte. Questa esistenza porterà comunque un suo frutto, di qualità buona o cattiva, grande o piccolo che sia non importa. Quell’uomo morirà una sola volta ed il corpo con cui si identificava andrà in decomposizione. L’uomo dunque NON SI REINCARNA e le sue azioni buone o cattive sono sottoposte a giudizio (poi vedremo di chi) rimanendo iscritte, registrate nella sua anima immortale.

Visto dalla parte dello spirito, si potrebbe certamente dire che uno stesso spirito può avere numerose ed infinite incarnazioni, tanto è vero che lo Spirito di Dio dovrebbe essere e sarà sicuramente un giorno “incarnato”, residente in tutti gli uomini e negli angeli  nel Regno di Dio. Uno stesso spirito può dunque essere assunto, “ospitato”, condiviso ed amato da infiniti esseri e quindi avere anche molte incarnazioni essendo per sua natura eterno ed infinito.

Anche l’anima, essendo il livello di vita mediante tra lo spirito e i corpi può dunque essere condivisa con molte, differenti esistenze corporee, può, in altre parole, registrare e contenere svariate esperienze vitali secondo una logica che per noi è arduo comprendere ma il cui fine è quello dichiarato precedentemente ovvero di portare l’uomo a giudicare consapevolmente la realtà della sua esistenza da Adamo in poi con una coscienza piena, profonda, pura e giusta.

Quando Dio infine sorge nell’uomo, come in Gesù ci è stato mostrato esempio vivente, il Giudizio eterno sarà finalmente pronunciato nella luce della Verità. Tutti lo potranno vedere e verificare sia che torni a loro vantaggio sia che li condanni. Sarà evidenza universalmente inconfutabile e a quel punto tutti gli operatori di iniquità e menzogna rimarranno senza cibo né acqua in eterno, non potendo più operare il male che è loro proprio e connaturale, il male che sono voluti diventare resistendo anche all’Amore di Dio!

Non vi sarà pertanto più distinzione necessaria fra Unità e Molteplicità dell’essere ma solo Vita piena e perfetta in totale libertà, in Dio, con Dio, grazie a Dio. Ciascuno potrà essere come più gli piace, certo di camminare su una terra pulita da ogni inganno, agguato, sopruso, maldicenza e con uomini che hanno confermato nella sola Unità possibile il proprio Spirito.

 

BUON NATALE!

A tutti gli affezionati lettori si questo blog, il migliore Augurio di un Natale pieno, vero e e vivo nello Spirito del Signore.

Colgo l’occasione per rendere disponibile un libro grande e prezioso, ricco di Sapienza dello Spirito Santo che io ho soltanto confezionato, riprendendo fedelmente i testi dal sito:

http://www.augustinus.it.

Si tratta dei

Commenti al Vangelo ed alla Lettera di S. Giovanni

di S. Agostino da Ippona, vescovo, filosofo, padre e dottore della Chiesa.

Questo e-book gratuito e senza fine di lucro in formato .epub  di oltre 2000 pagine è stato fatto unicamente al fine di promuoverne la lettura anche su telefonino o tablet avendo un indice, i caratteri e la conseguente impaginazione ridimensionabili a volontà, caratteristica preziosa per render comoda la lettura a chiunque voglia saziarsi poco alla volta ed in ogni anche piccolo momento disponibile utilizzando device di piccole dimensioni.

Si tratta di un approfondito, sapiente, vero e preziosissimo “Catechismo delle origini“, un compagno inseparabile e fedele per chiunque sia in cerca di Verità. Un modello di ragionamento ed introspezione in grado di rivelare e spiegare mirabilmente incredibili particolari della Scrittura e al fine di dimostrarne la assoluta coerenza nel corso del tempo. Esso costringe ed aiuta la persona a porsi importanti interrogativi, a confrontare la propria coscienza religiosa alla luce della Verità testimoniata, proclamata e spiegata mirabilmente e senza inganni o sofosticazioni fraudolente.

Cose che un vero Cristiano non dovrebbe mai,  assolutamente ingorare.

Il testo può essere letto semplicemente scaricando il file sul proprio celulare, tabelt o PC, utilizzando poi una App  per leggere i file EPUB (epub reader) o meglio, per chi possiede un account GOOGLE, caricandolo sul proprio cloud google drive ed aprendolo da quella posizione verrà caricato nella biblioteca personale di google, elaborato e reso disponibile alla lettura da ogni posizione in pochi minuti.

Auspico che questo libro possa nutrire efficacemente chiunque ne abbia il bisogno. Queste cose oggi non si insegnano quasi più se non per sommi capi e senza troppe spiegazioni eppure chi ama la Verità non le può in nessun modo ignorare. Qui sono contenuti i fondamenti del Cristianesimo!

Buona lettura e meditazione!

Nuova edizione libro su Apocalisse di Giovanni

Sono lieto di comunicare ai gentili Lettori che il mio libro:

 Ipotesi  e Riflessioni sull’Apocalisse di Giovanni, sulla fine dei tempi e del mondo.

è ora acquistabile su Google Play nella sua ultima edizione:

in formato PDF  ottimizzato per tablet o

in formato EPUB con testo scorrevole, dimensionabile a piacimento ed impaginazione variabile.

Acquistando il libro in tale sede i lettori fruiranno automaticamente di tutti gli aggiornamenti ed ampliamenti futuri delle edizioni medesime.

 

Alla fine siamo giunti …

Non sfuggirà alla maggior parte delle persone attente, io credo, il segnale magari confuso, che pur proviene forte da questo tempo di crisi globale dei valori, delle persone, delle certezze, degli orientamenti, delle motivazioni,  della comprensione inter-umana. Molti avvertono, per un verso o per l’altro, che qualcosa di grave e forte è in atto nel mondo o meglio: che qualcosa che già era celatamente presente si è mosso, questa volta in maniera decisa, repentina, inarrestabile. E nel fare questo, si è finalmente scoperto, è stato visto!

La mia sensazione è che sia in atto, col pretesto della necessità improrogabile di sanare lacune mortali per la società civile e l’economia, un colpo di mano vero e proprio vòlto ad espropriare in maniera ancor più definitiva e totale  l’uomo della sua potestà su se stesso, in ogni direzione possibile ed immaginabile. Proprio a tal fine sono state da lungo tempo progettate, premeditate e messe in atto tutte le azioni a ciò predisponenti, come ad esempio l’accumulo di debiti inauditi da parte degli stati e politiche incredibilmente dissennate – ove non criminali – che sono sfociate in questa crisi, la cui eventuale e posticcia soluzione avrà come contrappeso obbligato la perdita di quel poco di libertà e Verità che l’uomo ancora possiede oltre che la creazione di una nuova casta di “paria” privati di tutto, quale sacrificio utile, programmato e necessario alla risoluzione di questo problema altrimenti irrisolvibile.

Vero è che questo momento sta conformandosi in modo impressionante (contribuendo però a illuminarle), a cose oscure preannuziate nei Profeti e nel nuovo Testamento. Lo vediamo bene dalle connotazioni che ogni giorno si fanno sempre meno confuse in quanto, rivelandosi le sue azioni, si rivela dettagliatamente il profilo morale di colui che agisce dietro i poteri e gli uomini di potere, il potere reale, che seduce le menti,muove  le economie, le leggi vitali e i valori del mondo, non quello di facciata che noi ci illudiamo ogni volta di eleggere … democraticamente. Di riflesso, su gran parte dell’umanità, si rende manifesta in opere la sua vera intenzione.

Sebbene il principio che agisce non da oggi soltanto sia presente nel mondo, tuttavia ci era impossibile prevedere, se non a grandi linee, quale abito avrebbe assunto e quali vie particolari avrebbe percorso per tentare di giungere al suo fine. Il suo fine, da sempre, non è quello di essere un amico dell’uomo, non è un fine di vita ma di morte, di espropriazione e di sfruttamento assoluto, usuraio, logorante, ricattatorio, estremo dell’umanità e di ciò che essa possiede in se stessa. Avete già capito di stiamo parlando: stiamo parlando del serpente antico, del diavolo e satana, di colui che fu (è tuttora e sarà sempre), omicida fin dal principio dei tempi e di se stesso.

Ma come possiamo leggere questi avvenimenti odierni alla luce delle sacre Scritture e trarne utili suggerimenti per la nostra vita?

Lc 21:36 Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Vediamo cosa si può arguire con un semplice ragionamento.

Si parla in questi anni di mercati, di globalizzazione, di governo delle banche che impongono i propri dictat perfino alla politica, in nome della premente necessità dovuta ad una crisi economica senza precedenti che proprio loro hanno creato in gran parte. Ma dietro questo abito concreto e terrestre, non è raro scorgere come siano presenti manifestazioni  di un potere superiore, un potere di tipo sacerdotale, che con la scusa di garantire un patrocinio morale spesso indica a questi suoi servi, anche con la forza dell’imperio, qualora fosse necessaria, cosa sia più opportuno fare. Lo spirito che poi anima e suscita questo potere rimane ancor più celato, occulto alla visione umana. Tutti sanno infatti che satana si traveste da angelo di luce. E’ così che scopriamo, poco a poco, di essere in verità  governati da tutt’altre persone che quelle che appaiono da noi scelte , si fa per dire, da tutt’altro potere, da un vero e proprio IMPERIO che però ha saputo nascondersi per lungo tempo dietro innumerevoli cortine di poteri particolari in modo da non poter esser precisamente individuato e da non suscitare perciò il naturale, fisiologico rigetto nelle masse che esso inganna, corrompe e seduce da sempre in modo profondo, spietato e totale. Il suo corpo è invisibile e può essere identificato in quel tacito “così fan tutti” cioè in   modi di agire comuni a certe categorie di persone che pure, senza quasi comunicare fra loro, si trovano ad adorare, praticare, condividere, vivere le stesse leggi nel cuore e di conseguenza ad assumere i medesimi comportamenti nella realtà vitale. Tali raggruppamenti o insiemi, spesso trasversali, di persone di fatto costituiscono con le loro varie differenziazioni gli organi, le membra di un corpo,  ognuna esercitante la propria funzione coordinata con l’agire delle altre; tutte quante indirizzate, anche non consapevolmente, ad un unico obiettivo che potremo precisamente constatare alla fine e che viene perseguito, determinato dallo spirito immondo che sta al di sopra e dentro a tutto questo.

Il primo accostamento con le Scritture che mi viene alla mente è il seguente, dato che tali entità, con tutto il corollario di potenze: industriali, politiche, multinazionali, massonerie, mafie, centri di potere, corruzioni personali e collettive, fittamente interconnesse ad ogni livello nel nome della comune convenienza e nel disprezzo della giustizia più elementare, costituisce di fatto un regno ed un corpo che ora più che mai sta impegnandosi nella realizzazione di un imperio assoluto, totale, di portata mondiale.

Ora la Scrittura dice:

Luca 4:5 Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse:
Luca 4:6 «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio.

Con questo abbiamo una vaga idea della “topografia” e tipologia di questo immenso e potente regno mondiale e sappiamo chi sta veramente al vertice di ogni potere di questo mondo eleggendo di fatto i suoi rappresentanti: il satana! Naturalmente egli non è il padrone ultimo di tutto, ma per un certo tempo  stabilito da Dio risulta essere l’interlocutore obbligato di gran parte dell’umanità ed il persecutore, l’uccisore di un’altra parte.

I  suoi frutti amari e terribili si vedono in chiaro ogni giorno di più.

Nelle visioni del profeta Daniele 7:1-23  viene fornita la descrizione della quarta bestia qui identificata come un regno diverso da tutti gli altri che sporgerà sulla terra prima della fine, del giudizio di Dio e del reintegrato possesso dei regni che si trovano sotto al cielo ai suoi Santi. Grandemente indicative le connotazioni fornite sul fatto che tale bestia o regno avesse una potenza spaventosa, denti di ferro e artigli di bronzo (potrebbero a pieno diritto simboleggiare la potenza industriale, l’era tecnologica), divorasse   e stritolasse tutta la la terra e calpestasse ciò che avanzava (sprechi assurdi da parte dei corrotti e del consumismo borioso inculcato ai popoli come coltura, necessario allo sviluppo e alla crescita tumorale di tutto il sistema),  tutta la terra potrebbe significare globalizzazione cui nulla e nessuno sfuggirà.

Ma in Apocalisse 13 , 11 troviamo anche descritta una altra bestia (il piccolo corno descritto da Daniele)  che aveva corna come di agnello ma parlava come un dragone….

Il dragone è sempre Satana, il serpente. Qui vediamo quindi l’anticristo: agnello in aspetto ingannevole, che però parla, cioè predica  come satana. Qui è necessaria una spiegazione, il parlare come satana significa che propri servendosi di parole apparentemente giuste, inconfutabili e sante egli perseguirà il suo inganno a danno di coloro che gli sono destinati.

2 Ts 2:11-12 E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.

Assistiamo oggi più che mai all’operazione in atto che mira ad edificare una statua vivente alla Menzogna.

Osserviamo attentamente tutte le forme di comunicazione che ci circondano da ogni lato: notiziari, pubblicità, informazione scientifica e non, trascinamenti verso una spiritualità che smpre proclamasi rinnovata, ma non certo nella Verità! Vi sono oggi modi di intendere, di interpretare la realtà vitale e morale, il rapporto con la natura stessa, che sono profondamente aberranti e vengono sospinti nella mente degli uomini usando la persuasione, la seduzione, il ricatto vitale ed ogni altra via percorribile al fine di  mutare, sovvertire, attentare a quei valori morali, cardinali e sacrali che appartengono naturalmente allo spirito dell’uomo e dovrebbero invece rimanere inviolabili, protetti nel segreto del cuore perché a tutti gli effetti solo questi possono reggere degnamente la vita umana nel presente e per il futuro. Si sta insomma seducendo l’umanità ad aprirsi e “denudarsi indiscriminatamente sulla piazza comune” (la chiamano condivisione), ad adottare nuovi valori a vivere  e pensare secondo leggi diverse da quelle di Dio.

Chiunque è pagano di cuore vi aderirà con convinzione estrema senza possibilità di difesa, subendo l’azione dell’inganno fino in fondo.

Mt 13:24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli,così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.

Chi non è corazzato spiritualmente contro questa azione non vi può resistere e ne cade vittima, ne viene cioè persuaso, credendo di fare il bene. Contribuisce perciò col suo essere e le sue azioni ad ingigantire e rendere potente nel mondo la gigantesca, edificanda  statua  in onore della Bestia (e della menzogna), che sta crescendo oggi più rapidamente che mai. Lo vediamo anche da fenomeni sociali amorali emergenti, dilaganti, inquietanti, che si affermano rapidamente in certi substrati popolari, trovando nelle menti disorientate ad arte, il loro pabulum elettivo; lo vediamo dalla sempre più marcate incorrispondenza fra “etichette” e “contenuti reali” delle cose, ad ogni livello, prima di tutto nell’ambito della Giustizia e della Verità.

Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia  e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?». Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta. Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia. Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

Credo proprio che negli anni a venire l’umanità avrà ogni occasione per constatare la pienezza, la realtà e la consistenza di queste parole profetiche poiché, io ritengo che proprio a questi fini stia indirizzandosi l’azione di globalizzazione inarrestabile in atto forte anche del patrocinio morale della grande prostituta.

Che fare allora?

La sola certezza del fedele a Cristo è che alla fine di tutto questo Egli interverrà a salvare quelli che debbono essere salvati, a riprendersi il Regno in nome del Padre suo cui appartiene per cacciarne fuori per l’eternità chi non ha titolo; sì perché questa tribolazione dell’umanità in atto ed a venire sarà l’ultima, quella in cui verranno decise le sorti di ogni essere.

In questi frangenti:

Lc 17:33 Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde  (per causa mia e del Vangelo), la salverà.

Ciò insegna a sacrificarsi, proprio in momenti come questi, in nome della fedeltà ai valori cristiani e di Dio, malgrado al tempo presente tutto paia congiurare per annientarli o meglio adulterarli, sostituirli, affinché siano ingannati, fuorviati e sedotti tutti quelli che falsamente si proclamano e ritengono cristiani, giusti, buoni e via dicendo, ma invero sono ipocriti, falsi e pagani di cuore e nemmeno vogliono più cambiare o comprendere.

Perciò,

Mc 13:13 Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

Il nostro destino, il nostro futuro è nelle mani di Dio, malgrado tutto, a che vale affannarsi più di tanto una volta conosciuta la Verità nel cuore? Affanniamoci piuttosto per aiutare Dio in noi (testimonianza reale), impegniamoci a promuovere la speranza in noi prima di tutto, rincorrendo, amando e praticando la Giustizia, pregando per l’avvento del Suo Regno, soffrendo per le immancabili ritorsioni che dovremo subire che tuttavia non avranno mai il potere di annientarci perchè:

Ap.12:14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente.

Con le ali dello Spirito di Verità, con le ali dello Spirito Santo l’umanità (la donna) che è madre di Cristo in se stessa sarà salvata dall’azione mortale del serpente. Certo il deserto è luogo ben diverso dalla piazza della comunità, è distante, solitario. Questo è un mistero che possono intendere solo coloro cui è destinato. Ne ho parlato dettagliatamente nel mio lavoro “Ipotesi e riflessioni sull’Apocalisse di Giovanni” scaricabile anche da questo blog gratuitamente.

Perciò: preghiera, speranza e perseveranza. Guardate in alto, sempre, poiché il destino di ognuno non è posto nelle mani dell’uomo, per potente che sia, ma in quelle di Dio. Non è nella materialità il fonte della vita.

Anche e soprattutto nei momenti bui, drammatici, quando Dio pare nascosto o non esserci per la mancanza e l’assassinio di ogni giustizia nel mondo, sappiate per certo che non siamo lasciati soli. Ci sarà un epilogo e tutti riceveranno ciò che hanno scelto. Per consolarvi guardate alla natura, anch’essa soffre con noi ed a causa nostra; anch’essa umilmente sopporta ingiustizie e crudeltà immani ma si sacrifica perché l’uomo possa vivere, silenziosamente prega e continuando a vivere come può, attende fiduciosa il giorno di Salvezza . Nulla e nessuno potrebbe vivere oggi se non avesse questa promessa scritta nel profondo dell’anima fin dall’inizio.

Mt.25:34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.

Ed è un regno che sarà ad un tempo di questo mondo e dell’altro nel senso che anche nel mondo opererà la perfezione e sarà bandito qualsiasi male, come sta scritto:

Mt. 5:5 Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Imparate a vivere per queste cose e il vostro spirito diventerà forte, cercatele nelle Scritture e vi troverete conferma in mille forme. Il male ha il potere di annichilire il corpo e forse anche l’anima, con la sua sola immagine, ma solo per un certo tempo. Lo spirito invece è forte perché conosce la Verità e il destino ultimo di questa universale battaglia.

 

 

Natale 2013

Un augurio sincero a tutti gli affezionati Lettori di questo blog, a chiunque sia vivo, ed una grande esortazione a sopportare il penoso momento presente con pazienza e Speranza.

Non farsi condizionare interiormente dall’immondizia morale, sprituale, dalla falsità che sovrabbonda ovunque e spudoratamente avvolge ogni pretesa manifestazione di bene che appare sulla piazza, costituisce il primo passo di una presa di coscienza individuale ferma che ci permetta di volare nel deserto con ali di aquila e di guardare in alto in attesa della vera Liberazione che non verrà certo dagli uomini, dalle politiche o dal mondo.

Questo motivo soltanto regge ancora la nostra esistenza attuale fatta anche di solitudine, ma in vista della comunione perfetta.

Si affannano dunque invano i popoli, le nazioni si affaticano per nulla», per volere del Signore e sono sempre di più a rendersene conto personalmente ed anche dolorosamente; ma il Signore rimane per sempre e ciò che gli si è affidato anche solo con la preghiera non verrà corrotto, perduto o rubato da nessuno.

Non dimentichiamoci mai del Signore.

Tradire l’Amore

Questo post vuole essere un semplice invito alla riflessione su alcuni punti fondamentali della vita umana.

Non vi è nulla di apparentemente più indifeso dell’Amore, nulla di più bambino, nulla di più innocente e puro, nulla che sia più facile da offendere mortalmente e gratuitamente, tanto in se stessi quanto negli altri a meno di avere una Coscienza.

Non vi è nulla più dell’Amore che, ove immotivatamente  tradito, disprezzato e vilipeso,  faccia soffrire chi lo crede in sé autenticamente, come una parte fondamentale della propria vita. Che ciò venga fatto coscientemente o meno, il risultato oggettivo è sempre una ferita grave o talvolta  mortale negli attori. Chi opera e chi subisce. Chi tradisce l’Amore uccide invero l’Amore!

Ma esso è immortale e mai avrà fine ed allora cosa voglio dire?

Voglio affermare che colui che tradisce l’Amore lo uccide in sé prima di tutto perché mai più potrà guardarlo in volto autenticamente e serenamente senza provare una pena infinita.

Lo uccide a volte negli altri che, a causa del tradimento subito su un valore cardine, potrebbero anche morirne per il tremendo vuoto che avvertono in se oppure votarsi per reazione al suo rinnegamento.

Se un uomo non rispetta l’Amore, se non lo sa nemmeno più riconoscere, se non lo vuole difendere, se lo baratta facilmente con altre cose, allora è veramente un povero uomo perché l’Amore è il fondamento vero di ogni cosa che facciamo e senza di esso ogni cosa fatta tramonterà inesorabilmente in rovina, vanità e oblio.

Perciò chi ama veramente si sacrifica spesso in silenzio, non giudica, a volte anche contro ogni apparente buon senso, contro ogni logica mondana che vorrebbe indirizzarlo sulla via opposta. E il concetto stesso di Amore non può andare mai disgiunto da quello di disponibilità al sacrificio personale in difesa di una Giustizia verso gli altri, altrimenti non si tratta di vero amore ma di illusione.

Chi non ama autenticamente perciò abbandona facilmente, cambia, ignora, sorvola, mentisce. Sostituisce un Amore vero, capace anche di rimproverare e correggere o procurare sofferenza, con un altro fasullo più facile da accettare che blandisce largamente sui difetti della persona, sommergendola di menzogne fin dal primo momento. Il famoso Love Bombing, (bombardamento d’amore), tecnica vile utilizzata dalle sette e dai falsi di questo mondo per condurre le proprie vittime al macello consenzienti in tutto sfruttando una loro debolezza in campo affettivo, una zona d’ombra o un varco aperto nella loro coscienza che le rende in quel momento deboli e prede.

Chi invece si è trovato su questa strada per non volersi guardare dentro onestamente, si illude, spesso per tutta una vita, di poter mai trovare risposta al suo vuoto, ma alla fine, dopo tante illusioni vissute e immancabilmente tramontate rimane da solo, depredato di tutto, col vuoto più nero in se stesso poiché non è riuscito ad imparare nulla dalla vita.

La sacralità stessa del concetto d’Amore ci lega moralmente più di ogni altra cosa ai valori della Giustizia, della Vita, della Speranza, del futuro, di Dio, che è la Sorgente dell’Amore.

DIO è AMORE!

Tradire o calpestare l’Amore pertanto ci allontana necessariamente da tutto questo e  SICURAMENTE ci porta passo passo su di una china diversa, opposta.

Vivere con l’Amore è costruire la casa sulla roccia; venne sì la fiumana  (perché le fiumane le tempeste, le contrarietà investono tutti prima o poi), ma quella casa non crollò perché era forte, costruita sulla roccia.

Come può dunque costruire bene una casa, una unione, una società, una famiglia, se stesso, l’uomo che scarta a priori la Roccia per antonomasia, l’uomo che non conosce più nemmeno quale sia e dove sia? La scienza ed i pressing del mondo  hanno quasi cancellato dalle menti questo concetto, sostituendolo con quello di una giustizia razionale, ponderata, mentale, logica, a misura d’uomo, che tuttavia non riesce ad ottemperare ai suoi fini dichiarati e lascia sempre più a piedi i propri fautori, quando meno se lo aspettano.

La roccia di Cristo deve perciò essere posta a fondamento di ogni  agire e concepire umano altrimenti possono accadere facilmente cose impensabili che solo la vanità del mondo riesce in qualche modo a dissimulare, anestetizzare ed occultare, ma esse segnano indelebilmente, quali cicatrici dolenti nello spirito, coloro che hanno dovuto vivere tali eventi.

Tanti uomini camminano su dei baratri nascosti e non lo sanno fino a quando non vi cascano e si fanno male. Ed allora la loro rovina è grande seppur superficialmente mitigata da mille possibili ipocrisie, giustificazioni e consolazioni.

Tutto ciò che si era appoggiato, sviluppato, costruito negli anni su di un amore ritenuto pieno, ma che invero non lo era, corolla nel momento della prova e dell’impietosa rivelazione della verità! E sono famiglie, esistenze, persone, amicizie rovinate. Dramma infinito che poi magari l’orgoglio personale contribuisce a cristallizzare e rendere del tutto irreversibile, inguaribile.

Attenzione, non è un giudizio il mio, nei confronti di nessuno.

E le vittime poi sono spesso tirate verso il baratro della disperazione o della reazione in senso opposto.

Ecco, queste dovrebbero considerare che subire dolorosamente un tradimento del proprio Sacro è una rivelazione di Verità per quanto infinitamente dolorosa possa essere. Non per questo viene mai meno il Valore che è stato tradito. Perché dunque gettarsi dal lato opposto?

Perché cioè disporsi a fare ad altri quello che non vorremmo avere subito personalmente?

E’ sicuramente un discorso duro, nei primi momenti, ma agendo con ponderazione, nel tempo, quando le ferite si siano rese meno dolorose, allora è un ragionamento che è possibile accettare e condividere.

La coscienza e le azioni

Mi chiedo spesso, all’udire notizie di crimini efferati o di azioni sconsiderate e malvagie, che aggiungono un male ulteriore all’umanità già di per se sofferente, cosa ne sia della coscienza di coloro che le compiono.  Quale è il limite di coscienza che fa la differenza fra chi le compie e chi no ed anche fra la condanna e il perdono (da parte di Dio). Gesù disse a nostra istruzione: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno; …  ma fino a quando non sapranno?

Chi di noi non ha mai compiuto per incoscienza azioni sconsiderate, che solo per un caso fortuito (o per provvidenza divina), non hanno provocato del male ad altri? Se esamino il mio passato con la consapevolezza di un quasi sessantenne vedo chiaramente in quante occasioni i limiti della mia giovane, immatura coscienza o la leggerezza nella considerazione per gli altri avrebbero potuto giocarmi dei brutti tiri con conseguenze potenzialmente gravissime. Non è successo nulla, ma ad altri, a volte, è andata peggio. Perché?

La coscienza intesa come pura consapevolezza interiore delle proprie azioni è il solo elemento che è in grado di porci in relazione logica e diretta col Bene, con la Giustizia, col Prossimo, con Dio. Infatti essa conduce naturalmente alla compassione cioè a considerare l’altro e ciò che ci circonda come parte di noi stessi. In altre parole la coscienza, considerando l’altro, amplia in tal modo i suoi orizzonti, guardando solo alla propria individualità invece si rinsecchisce e si limita a proprio danno. La coscienza dell’uomo è già naturalmente  limitata in varia misura ed ordine, da cui la necessità dell’umiltà che sola ci permette di oltrepassare, riconoscendoli, i nostri limiti personali e naturali. Questo perché la coscienza è l’occhio dell’anima. Essa vede e prevede infatti, quando sia bene formata integra e matura, tutte le conseguenze dell’umano agire in modo globale, completo, prudente, impedendo all’uomo di compiere errori fatali per se o gli altri. A meno di essere autolesionisti, tutti quanti prima di agire dovrebbero considerare le conseguenze che tale agire comporta e questo nella misura più ampia possibile riguardo a tutte le sue ripercussioni future. Ma qui vi è appunto un problema che riguarda il limite della coscienza umana. Al pari di colui che subisce la paresi completa di una parte del corpo, fatto che può portare il malato a negligere ed ignorare totalmente la parte colpita al punto che questa, essendo del tutto insensibile può ferirsi, infettarsi, e non curata, condurre tutto il corpo a setticemia mortale, così accade su un altro piano a colui che compie il male per pura incoscienza delle sue conseguenze,  forse per leggerezza, forse sedotto e convinto dall’idea che possano esistere scorciatoie facili all’esistenza. La sua “paresi”, in questo caso è proprio l’incapacità di considerare le cose e le azioni nella loro globalità e ciò infatti riconduce ad uno stile di vita nichilistico, stigmatizzabile in: cogli l’attimo; del domani non v’è certezza.

La legge di Dio, il suo insegnamento, quindi, divengono una cognizione indispensabile al fine di chiarificare ed orientare la coscienza, dandoci la nozione del male (peccato) e fornendoci le chiavi per comprendere, la luce necessaria per vedere. La coscienza illuminata in tal modo ci fa comprendere e vedere come compiere il male, anche per noncuranza, verso altri danneggerà inevitabilmente noi stessi in un tempo presente o futuro, perché la Vita di cui tutti fruiamo è unica e chi maledice la Vita nell’altro, fuori di se stesso, la maledice prima ancora in se stesso. Perciò chi ha sposato la Legge di Dio non può assolutamente pensare di compiere il male deliberatamente, ma se ne guarda attentamente.

Dio parla in un modo o in un altro, ma non si fa attenzione. Parla nel sogno, visione notturna, quando cade il sopore sugli uomini e si addormentano sul loro giaciglio; apre allora l’orecchio degli uomini e con apparizioni li spaventa, per distogliere l’uomo dal male e tenerlo lontano dall’orgoglio, per preservarne l’anima dalla fossa e la sua vita dalla morte violenta. Giobbe 14-18

Il limite della coscienza (incoscienza), nel fare il male è stato ed ancora  può essere una attenuante per ammettere il perdono di Dio e dell’uomo. Ma questo è sempre meno un percorso possibile perché anche nell’autolimitare volontariamente la propria coscienza esiste una responsabilità per le conseguenze che ne possono derivare. Si assiste oggi all’assurdo (secondo la pura logica), all’autolesionismo di coloro che provano piacere chiudendo gli occhi e bene sapendo che durante la corsa hanno la probabilità di sbattere contro un ostacolo, a volte costituito purtroppo da altre persone, evidentemente non considerate come tali. Così abbiamo sempre più i drogati, gli ubriachi al volante o in altri posti di responsabilità, e via dicendo. Tutti costoro appartengono ad una categoria che autolimita, spesso volontariamente, la propria coscienza e che non considera, non vede o non vuol vedere, di conseguenza, l’impatto negativo verso la Vita che la loro azione reca. Questo aspetto della realtà nelle loro considerazioni non esiste o quasi. Non voglio pensare a quali molteplici motivazioni più o meno gravi possono condurre le persone a tale comportamento e non è mio compito giudicarle. Ma certamente, in qualche modo, dovranno rispondere di fronte a Colui che ha creato la Vita e la coscienza e passare a loro volta, in un tempo futuro (azione della Provvidenza, non della rivalsa), attraverso esperienze dolorose, malattie incluse, simili a quelle che hanno causato; ciò non per vendetta ma fino a quando non abbiano compreso, cioè fino a quando non sia stata  ripristinata l’integrità e la giusta funzione della loro coscienza. Questo indipendentemente dal perdono della colpa o dalla condanna, indipendentemente dalla Misericordia divina ed umana.

I gravami che vengono generati in tal modo, creano infatti delle ferite, delle lacune gravissime nell’individuo che compie tali azioni, cioè nello stato della sua coscienza. Se non verranno riparate egli non può accedere alla Vita in modo pieno e nessuno se non lui stesso ha il potere di riparale appunto vivendo intimamente e personalmente, prendendo coscienza di ciò che volle altrove ignorare.

Vi sono poi coloro la cui coscienza più non esiste ed è pertanto inguaribile. Stento ad immaginarmi come tal tipo di persone possano essersi generate e in qual modo riescano a vivere. Ma la Scrittura ci dice che esistono ed operano sempre e comunque il Male. Per loro un’altra strada è preparata e questo problema ormai non ci riguarda se non per puro monito ed avvertimento.

La scimmia

Questo articolo mi permette di affrontare contemporaneamente 2 temi: uno generale, che riguarda l’impossibilità di sussistenza di un BENE puro ed autentico in questo mondo, analizzando le cause che mantengono in atto tale situazione; l’altro particolare, che riguarda la cura delle malattie operata col metodo omeopatico. In questi mesi sto iniziando a scoprire cosa sia veramente l’omeopatia; il caso volle che in google libri ritrovassi il trattato del Medico Samuele Hahnemann, padre dell’omepoatia, inerente la cura e le problematiche delle mattie croniche. Conoscevo da sempre il principio dei simili  su cui tale medicina si basa, ammettendolo per vero e sacrosanto ed avevo dell’omeopatia un nozione comune, generale, superficiale, inesatta. Presenziai pure attentamente ad una visita omeopatica  da parte di un medico specializzato nel ramo ad un mio parente, ma non ebbi mai il modo di potermi realmente avvicinare alla pratica di tale medicina, trovando piuttosto laborioso ed improbabile il reperimento dell’esatto simile di una malattia nel mezzo della enormità di repertori infiniti di: sintomi, sostanze, orari, condizioni che vengono determinate e ricercate al fine di individuare il rimedio più esattamente simile. Del resto, i risultati nulli del trattamento omeopatico prescritto dal medico al mio parente non mi incoraggiavano all’approfondimento della materia. Ho letto parte del libro e il risultato è stato: Claudio, non ti hanno mai voluto far sapere cosa veramente è l’omeopatia! Te l’hanno presentata come un medicina improbabile, fantasiosa, quasi impotente, lunga e dagli effetti dubbi o condizionati dall’autosuggestione.  Ma Il libro sulle malattie croniche di Hahnemann riflette invece lo spirito e la Scienza di un vero Medico che, pur con i limiti materiali dell’epoca, ha rivelato di essere un Grande in senso scientifico, spirituale , intuitivo ed umano, lasciandoci una eredità immensa che purtroppo (è naturalmente una opinione personale), è stata in parte avariata proprio da molti di coloro che dovevano custodirla e tramandarla, nello Spirito prima di tutto.

Alcune prove eseguite sulla mia persona con farmaci omeopatici da me scelti mi hanno infine tolto ogni dubbio sulla effettiva efficacia di questa medicina geniale e potente il cui studio genuino dovrebbe invece essere propagato nelle scuole al posto di tante inutili materie. Ma questo non si farà mai perché toglierebbe affari ed affaracci a certa gente dando a ciascuno la possibilità di gestire in autonomia gran parte della propria salute oltre che di capire tante altre cose; ciò non è utile al buon gioco del sistema.

Quando l’aspetto commerciale o politico si impone in una realtà, lo Spirito di Bene, quale esso sia, viene immancabilmente perduto, tradito, violentato, adulterato.

In quel libro io ho ritrovato invece lo spirito autentico del Medico, riconoscendolo simile a quello con il quale mi sono dedicato per anni, pur non essendo laureato, alla ricerca della salute e del benessere dei conigli che ho ricevuto in custodia.

Ora, ciò premesso, affronteremo il tema generale esprimendo una legge che credo sia universalmente constatabile. In questo mondo quando un Bene autentico viene rivelato, scoperto, donato all’umanità, sia esso il Vangelo, la scienza omeopatica o altro, immancabilmente viene suscitata la sua “scimmia” ovvero il suo falso simigliante che opera instancabilmente in modo da sostituirsi o sovrapporsi al soggetto originale cercando di riscuoterne il credito presso gli uomini. il Male che si traveste al fine di risultare invisibile, inesistente, imita sempre e necessariamente il bene quasi perfettamente…MA NON LO E’, non potrà mai esserlo malgrado ogni suo sforzo ed espediente!

Ogni bene puro ed autentico, rivelato apertamente ed ingenuamente, finisce perciò, presto o tardi per fornire al male una ulteriore occasione di travestimento ed azione!

Guardiamo alla Verità di Cristo ed alla istituzione ecclesiastica che ne è venuta, guardiamo all’omeopatia come era in origine e come viene intesa oggi. Guardiamo alle scoperte scientifiche ed all’uso che ne fanno le grandi multinazionali della medicina, le “lobbies” dei medici, dei farmacisti e via dicendo.

Perciò Cristo insegnava in parabole; un modo per far annunciare ed insegnare la verità senza esporla completamente alla contaminazione del maligno che, Lui sapeva, sarebbe immancabilmente avvenuta.

Perciò tutto questo mi insegna a dubitare grandemente di tutti coloro che pare stringano in pugno la soluzione definitiva dei problemi dell’umanità. Ciò non potrà avvenire che in un Giorno solo, come rivelatoci della Scritture.

Nel tempo presente e fino a quel Giorno il Bene, quello con la B maiuscola, può albergare, crescere e fruttificare solo nel cuore puro dell’uomo e giammai sulle piazze del mondo. Un tuorlo d’uovo, ricco di proteine ed altri preziosi elementi nutritivi, non può essere impunemente esposto all’atmosfera di questo mondo, pena la sua corruzione immediata e inevitabile a causa dei batteri.

Così la verità pura, il Bene puro ed essenziale.

Perciò dobbiamo sempre coltivare la Speranza e vegliare sul Bene dentro di noi malgrado fuori ogni cosa pare degenerare al peggio. Il messaggio Cristiano ci ha detto e predetto tutto. Vegliate e pregate sempre perché l’azione della Giustizia non vi colpisca. E’ infatti sospeso sulle teste dell’umanità, di tutti noi,  un infinito  carico di iniquità regresse e presenti che reclamano giustizia e la Giustizia, prima o poi, dovrà avere corso.

La Tristezza

C’è un sentimento dell’uomo, una espressione dell’animo suo che passa a volte inosservata,  muta.  E’ vissuta tante volte in segreto;  una “cosa” che nasce dall’interno, spesso non riconducibile a motivazioni precisamente individuabili.

La tristezza può avere molte facce e diversi parenti come: rimpianto, depressione, afflizione; può essere sostenuta da cause organiche, psicologiche, animiche, da fatti subiti ed in questo mondo non mancano certo i motivi che la possono suscitare.

Qualcuno recentemente ha affermato di non voler vedere cristiani tristi perché il cristianesimo è gioia.

Mi permetto di dissentire almeno in parte. Infatti, se a costui non piacciono le chiese piene di piagnoni e flagellanti, a me, ancor meno, piacciono i sorrisi posticci, esagerati, ostentati, vuoti, d’occasione. Sanno di falsità e muffa e la falsità è sicuramente articolo peggiore e meno incolpevole della tristezza, la quale riflette unicamente, al peggio,  una condizione, una debolezza tutta umana, una debolezza di cui può soffrire solo chi ha ancora un animo sensibile e vivo; non certo gli ipocriti, o gli spietati.

L’animo umano, io ritengo, abbia anche il diritto di poter essere triste senza essere perciò fuori dalla grazia di Dio, magari ritirato in se stesso per non disturbare gli altri, senza per questo rinunciare alla Speranza di un miglior Bene a venire. Noi siamo comunque liberi perché Cristo ci ha liberato anche da coloro che amerebbero vederci tutti uguali e conformi al loro disegno.

Poi mi sono venute in mente le parole del Vangelo sulla tristezza che  Cristo patì nei Getsemani:  -L’anima mia è triste fino alla morte… ed ancora, rivolgendosi ai suoi, ma anche ad ogni vero cristiano di ogni tempo: voi avrete afflizione nel mondo, ma coraggio…., io vi vedrò di nuovo, si rallegrerà il vostro cuore ed allora nessuno potrà togliervi la vostra gioia. E qui  Gesù parla evidentemente di una gioia che è, al presente, negata all’uomo fedele a Gesù dall’azione, dalla natura stessa del mondo, gioia che verrà all’uomo restituita nella sua autenticità e pienezza solo dall’incontro reale, pieno, diretto e personale con Lui.

Ora, evidentemente,  con certe affermazioni che vorrebbero veder bandita la tristezza (o forse coloro che ne provano il sentimento), si vuole solo ribadire che il Cristo è già venuto per alcuni ovvero che il Regno di Dio compiuto in terra è solo ed è già ora la chiesa cattolica romana.

Per tali ragioni questa uscita sulla tristezza quale sentimento da mettere all’indice,  sulla tristezza in toto, senza tener conto dei motivi e della natura di questa tristezza, non mi pare essere un contributo all’affermazione della verità.

Ho allora guardato in me stesso. Io mi sento in pace, generalmente, perché so cosa sta facendo Dio per l’umanità tutta e quindi anche per me. Tuttavia sono spesso triste o se vogliamo, avverto un profondo senso di mestizia interiore a causa di quello che vedo attorno a me, a causa di tutto il bene impedito a esistere dall’arroganza degli empi che avverto,   che comprendo nelle sue vie e nei suoi fini troppo numerosi e complessi per potersi solo riassumere in parole.

Io non potrei mai essere o mostrarmi gioioso con un mondo simile davanti agli occhi anche se so e credo che un giorno esso finirà per sempre! La mia natura umana e terrena vi si ribella in ogni modo, pur facendone parte non si rassegna alla rinuncia ad una giustizia vera, migliore e superiore. Preferisco sopportare, pazientare e pregare. Questo mi insegna il Vangelo: non a cambiare il mio stato d’animo per imposizione o per convenzione al fine di dimostrare qualcosa agli altri come fanno i “venditori di padelle”.  La tristezza autentica, come la gioia vera, sono due sorgenti spontanee che sgorgano dal nostro cuore in seguito alla constatazione, al vissuto di realtà oggettive, esistenziali.  Non credo che Cristo sorridesse quando era flagellato o mentre portava la croce o quando sudava sangue; soffrì anche Lui docilmente e umanamente ciò che la volontà di Dio gli diceva di fare. Ecco, non è anche la tristezza, sopportata docilmente, con pazienza, una nostra croce fra le tante? Che dovremmo dimostrare ancora ed a chi? Non è questo sopportare senza venir meno nell’amore e nella fede il primo ed autentico messaggio cristiano?Certo non ci imbellettiamo con facce da funerale, nemmeno osiamo mostrare fuori ciò che sentiamo, ma la tristezza c’è perché non è bello quello che si vede e si subisce; non è bello affatto quello che cercano di fare all’umanità tutta.

Quale tipo di gioia desideriamo possedere e trasmettere ad altri? Quella della superficialità, dell’incoscienza, dell’imprevidenza?

Ciascuno comprenderà come a questo modo di intendere la cosa sia legato tutto un universo che qualifica profondamente gli uomini che gli appartengono. Avrete capito che, come la gioia, anche la tristezza può assumere una natura mendace, falsa, mondana, opportunistica.

Cristo per primo, pure essendo una cosa sola col Padre, provò tristezza mortale; gli uomini che gli sono veramente fedeli provano tristezza a causa del peso iniquo del mondo, poiché vivono nella sua Comunione sia nel bene che nel male a causa della giustizia violata e finché non venga il suo Giorno che brillerà come folgore da un capo all’altro del cielo. La fede, insieme con la speranza, infatti, bilancia, mitiga la tristezza che pure c’è; ciò che sappiamo e crediamo dovrà avvenire un giorno e per sempre annullerà ciò che avviene ora  a causare tristezza d’animo. Il Signore tergerà ogni lacrima sul suo monte Santo!

Ma il momento della gioia, quella vera è, io credo, riservato al futuro, quando di nuovo si vedrà un Futuro, oggettivamente e non solo per fede e speranza in Colui che deve venire pure essendo già fra noi.  In altre parole se il nostro spirito non crolla né patisce, la carne ha le sue debolezze innate e volerle negare o annullare prematuramente cambia di poco la realtà e la sostanza delle cose; sicuramente invece questo modo di fare incrementa efficacemente la fabbrica dell’ipocrisia.

Anche il messaggio delle Beatitudini ci parla di questa nostra tristezza:

Beati voi che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete,
perché riderete.
22 Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.

ed ancora:

Colui che deve andare in prigionia,
andrà in prigionia;
colui che deve essere ucciso di spada
di spada sia ucciso.
In questo sta la costanza e la fede dei santi.
Ap 13:10

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