Molteplicità ed Unità dell’essere

Il problema dell’individualità, della conseguente molteplicità degli esseri viventi, delle diversità, che da sempre è pretesto o sta all’origine  di sopraffazioni, conflitti di ogni tipo, genocidi, discriminazioni, è uno status della natura umana e generalmente della vita in questo mondo. La diversità non può non condurre, presto o tardi, a situazioni conflittuali. Chi ne parla come di arricchimento non ne considera che uno degli aspetti, una parte del tutto.

Per cercare di redimere il problema dobbiamo capire da cosa origini la diversità di opinioni, di pelle, di spirito che caratterizza ogni essere umano in primo luogo.

Ammessa l’esistenza di un Creatore di tutte le cose e di due progenitori originali dell’umanità tutta, secondo le Scritture Ebraico-Cristiane, possiamo subito constatare come l’inizio della diversità, dell’individuazione e differenziazione degli esseri umani coincida con l’entrata in scena del peccato originale e quindi del concetto di separazione dall’Unità che con esso è avvenuto.

Un discorso analogo potremmo farlo per quanto riguarda le Verità ed esso ci aiuterà meglio a comprendere. Ammessa l’esistenza possibile di una sola verità (in Dio), come è accaduto che esistano oggi tante “verità” diverse che si pretendono essere assolute nell’uomo?

Da ciò si può comprendere che fino a quando l’uomo (Adamo ed Eva) esisteva concordemente, in armonia con lo Spirito del Creatore, la sua individualità (e relativa libertà), potevano tranquillamente e felicemente coesistere all’interno dell’infinita dimensione di Dio, senza costrizione o conflitto,  in piena libertà, garantite dall’osservanza attenta portata alla Legge di Dio. Così anche le loro “verità” non erano in contraddizione con la Verità di Dio ma coesistevano armonicamente al suo interno essendone ispirate ed illuminate. Contribuivano ad esserne innumerevoli e meravigliose manifestazioni!

Nel momento in cui i progenitori furono indotti a commettere il peccato, lo spirito  loro (l’intento), divenne ≠ DIVERSO da quello di Dio, prevaricante, deviante e necessariamente dovettero da Lui staccarsi, differenziarsi, dando origine ad entità (anche spirituali), separate ed alla infinita catena di nascite-morti, differenziazioni evolutive o involutive, che attraverso innumerevoli generazioni, nei loro figli, ha portato all’umanità che conosciamo, con tutti i suoi problemi e contraddizioni, ma soprattutto con la proprie individualità e diversità, tutte motivate, certo, ma tutte quante immancabilmente carenti, lacunose, imperfette, inferme ad onta della presunzione spesso esattamente contraria di molti.

Ne consegue che il cammino di redenzione dell’umanità deve necessariamente ricondurre ad una riunificazione spirituale sempre più alta e pura ed infine alla perfetta unità come anticipato da Cristo nella sua preghiera.

perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
Giovanni 17,21

Si comprende facilmente perché la via per realizzare questo altissimo e finale traguardo non può essere quella della chiesa (intendo comunità, assemblea), della politica, della coercizione, della prevaricazione più o meno occultate dietro nobili intenti  dichiarati o pretese interpretazioni della sacra scrittura. Fra questi soggetti e la vera Unità o Chiesa di Dio troveremo  la medesima differenza che sta tra un “Frankestein” assemblato, ricucito alla meglio ed animato da forze vitali infime ed un uomo sano, vivo e vegeto nel pieno della sua forza.

La Via vera che conduce all’Unità con Dio può essere solo spirituale e deve essere ricercata,  riconosciuta SPONTANEAMENTE, individualmente, mediante la comprensione e il buon, LIBERO GIUDIZIO dell’uomo, di ogni uomo, alla luce delle esperienze vitali maturate in tutte le sue generazioni, il cui retaggio non è assente dalla sua coscienza profonda. Questo non implica affatto una dissoluzione o la cancellazione di ciò che uno è, è stato, sarà, bensì una valorizzazione. Per poter raggiungere questo Traguardo, che corrisponde anche al raggiungimento della felicità, dell’eternità, alla pienezza intramontabile dell’esistenza, del Paradiso, della contemplazione di Dio, invero molte cose di se l’uomo dovrà lasciare, ma si tratta solo di cose che egli crede esser buone e  sue a causa della menzogna ed iniquità operante ed invece per nulla gli appartengono. La sua identità di essere perciò deve essere solo purificata, riscoperta e ristabilita, non annientata. Gesù infatti afferma:

Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore, se così non fosse ve l’avrei detto
Giovanni 14, 2

E’ comprensibile come l’avversario di Dio cercherà in ogni tempo di sviare l’uomo dal poter conseguire questo Traguardo, prima di tutto mediante l’insegnamento e la generazione di infinite false dottrine e verità, traviando, seducendo o annichilendo le coscienze con tutti i mezzi a sua disposizione.

Ma solo Cristo ha parlato veracemente una volta per tutte e Lui noi dobbiamo  comprendere, seguire e raggiungere perché, solo,  ha salvato realmente il mondo.

Io sono la Via, la Verità, la Vita.

Fare in noi chiarezza su questo punto è molto importante perché ci eviterà per sempre di cadere nella rete dei “bigottismi”, dei comunismi e dei fascismi e di tutti gli altri “carrozzoni” partoriti dall’impotenza umana a credere realmente. Ciò farà di noi degli esseri sempre vivi, liberi, responsabili ed indipendenti soprattutto dentro, oltre ogni imposizione o seduzione che potremmo dover subire da parte del mondo.

Perciò:

  • Io rispetterò la Legge di Dio, i Comandamenti e la Legge d’Amore sopra ogni cosa solo perché so in me stesso, realizzo,  conosco oltre ogni dubbio, che questa Legge è la sola che può consentire a tutti di Vivere in perfezione ed in armonia, in eterno, di avere futuro e di instaurare una giustizia eterna.
  • Io non lo farò per imposizione di chicchessia (nemmeno di Dio), ma perché questa Legge è ora scritta nel mio cuore a caratteri indelebili, amata, agognata, stimata assolutamente come il maggior Bene che un uomo può possedere e perciò custodita ad ogni costo, se occorre anche occultata, ma sempre viva ed attiva. Mi riconosco in questa Legge; è ormai parte della mia genetica spirituale ed originale.

Questa piena consapevolezza interiore,  personalmente raggiunta che sia, impedirà naturalmente all’uomo che la ritiene di agire contro la Legge, così come l’istinto di sopravvivenza ci impedisce di compiere atti autolesionistici del nostro corpo. La Legge non è più un dettato calato dall’alto ad istruzione ma che non salva nessuno e condanna tutti mettendo in evidenza il peccato; in Cristo essa diviene sigillo di garanzia, ed è amata come la vita stessa dall’uomo consapevole perché ormai sempre più scritta nel suo cuore.

 

Un piccolo esempio:

Due persone che non si conoscevano e si incontrano riconoscendosi simili per intenzione e valori amati, arrivano ad un certo punto dell’esistenza a identificarsi in un medesimo spirito, in un medesimo intento, in un solo slancio, per tutta una vita o anche solo per compiere un’opera, un tratto del cammino. Questo fatto li rende totalmente protesi verso lo stesso fine e quanto più è alta, precisa e definita questa identificazione tanto più i due pure essendo e rimanendo individui diversi e distinti diventano e sono UNO nel cuore e negli atti. Pur conservando la loro diversità ed individualità operano nel segno e nella condivisione del medesimo spirito. Chi li vede potrà dire: -Sono forse fratelli? Se parlo con uno è come se avessi qui presente anche l’altro-

Ecco una piccola immagine di quello che deve accadere ed accadrà per ogni uomo in relazione allo Spirito di Dio, che è spirito di Amore, di Sapienza, di Giustizia; è il medesimo Spirito di Gesù che dona vita alla creazione tutta. E’ l’Amore incondizionato che crea, lega, sostiene, evolve e salva tutto l’universo nei secoli e per l’eternità.

Infiniti spiriti esistono e si possono seguire, adottare, insegnare, imitare, amare. Con molti spiriti, virtuosi, intelligenti, ingannatori è possibile che l’uomo trovi anche solo per un breve periodo dell’esistenza, una sua identificazione temporanea, un modello di vita, un traguardo ispirante o seducente e con essi finirà per unirsi e identificarsi; poi fattane l’esperienza completa, giungendo a scorgerne il fine limitato o insoddisfacente rimarrà probabilmente deluso e cambierà molte volte, cercherà qualcosa di nuovo e di meglio cui appigliarsi oppure diverrà ipocrita e falso pur di non voler mai riconoscere la verità in se stesso. Ne deriva che certe esperienze si compiano a volte tragicamente in una intera esistenza, ma quale retaggio lasciano, quale impagabile tesoro, pur conseguito a caro prezzo! Cristo è venuto a consigliarci, a mostrarci la via migliore perché queste esperienze non siano infinite e e sterili. E nel cuore, nell’animo, queste esperienze vengono per cosi dire “distillate” concentrate, purificate, ridotte alla loro essenzialità e valenza universale in un procedimento inconscio previsto dalla nostra natura, oserei dire “automatico”. Esse, in bene ed in male, vanno ad edificare l’anima, le danno forma, peso, sapore, Valore, direzione, evoluzione o involuzione, la illuminano o la ottenebrano. Vengono in essa iscritte indelebilmente perché nemmeno un capello dell’uomo sia perduto. E tramite queste esperienze vitali, a loro volta dirette e determinate dalle scelte che l’uomo opera durante la sua vita, l’anima procede o recede sulla strada di Dio e della Verità, si arricchisce o si perde, vive o muore sempre assistita perfettamente dalla universale Provvidenza e Benevolenza divina, ma in totale libertà col fine di fare emergere la sua autentica e pura natura originale.

Mi direte: – Ma allora una stessa anima si reincarna più volte? –

Questo è un problema che può avere differenti risposte, che dipendono dal lato dal quale lo si affronta.

Visto dal basso, dalla parte e dalla piccola statura dell’uomo corporeo, la sua vita è unica ed irripetibile, finita,  stabilita tra il momento del concepimento o della nascita e quello della morte. Questa esistenza porterà comunque un suo frutto, di qualità buona o cattiva, grande o piccolo che sia non importa. Quell’uomo morirà una sola volta ed il corpo con cui si identificava andrà in decomposizione. L’uomo dunque NON SI REINCARNA e le sue azioni buone o cattive sono sottoposte a giudizio (poi vedremo di chi) rimanendo iscritte, registrate nella sua anima immortale.

Visto dalla parte dello spirito, si potrebbe certamente dire che uno stesso spirito può avere numerose ed infinite incarnazioni, tanto è vero che lo Spirito di Dio dovrebbe essere e sarà sicuramente un giorno “incarnato”, residente in tutti gli uomini e negli angeli  nel Regno di Dio. Uno stesso spirito può dunque essere assunto, “ospitato”, condiviso ed amato da infiniti esseri e quindi avere anche molte incarnazioni essendo per sua natura eterno ed infinito.

Anche l’anima, essendo il livello di vita mediante tra lo spirito e i corpi può dunque essere condivisa con molte, differenti esistenze corporee, può, in altre parole, registrare e contenere svariate esperienze vitali secondo una logica che per noi è arduo comprendere ma il cui fine è quello dichiarato precedentemente ovvero di portare l’uomo a giudicare consapevolmente la realtà della sua esistenza da Adamo in poi con una coscienza piena, profonda, pura e giusta.

Quando Dio infine sorge nell’uomo, come in Gesù ci è stato mostrato esempio vivente, il Giudizio eterno sarà finalmente pronunciato nella luce della Verità. Tutti lo potranno vedere e verificare sia che torni a loro vantaggio sia che li condanni. Sarà evidenza universalmente inconfutabile e a quel punto tutti gli operatori di iniquità e menzogna rimarranno senza cibo né acqua in eterno, non potendo più operare il male che è loro proprio e connaturale, il male che sono voluti diventare resistendo anche all’Amore di Dio!

Non vi sarà pertanto più distinzione necessaria fra Unità e Molteplicità dell’essere ma solo Vita piena e perfetta in totale libertà, in Dio, con Dio, grazie a Dio. Ciascuno potrà essere come più gli piace, certo di camminare su una terra pulita da ogni inganno, agguato, sopruso, maldicenza e con uomini che hanno confermato nella sola Unità possibile il proprio Spirito.

 

BUON NATALE!

A tutti gli affezionati lettori si questo blog, il migliore Augurio di un Natale pieno, vero e e vivo nello Spirito del Signore.

Colgo l’occasione per rendere disponibile un libro grande e prezioso, ricco di Sapienza dello Spirito Santo che io ho soltanto confezionato, riprendendo fedelmente i testi dal sito:

http://www.augustinus.it.

Si tratta dei

Commenti al Vangelo ed alla Lettera di S. Giovanni

di S. Agostino da Ippona, vescovo, filosofo, padre e dottore della Chiesa.

Questo e-book gratuito e senza fine di lucro in formato .epub  di oltre 2000 pagine è stato fatto unicamente al fine di promuoverne la lettura anche su telefonino o tablet avendo un indice, i caratteri e la conseguente impaginazione ridimensionabili a volontà, caratteristica preziosa per render comoda la lettura a chiunque voglia saziarsi poco alla volta ed in ogni anche piccolo momento disponibile utilizzando device di piccole dimensioni.

Si tratta di un approfondito, sapiente, vero e preziosissimo “Catechismo delle origini“, un compagno inseparabile e fedele per chiunque sia in cerca di Verità. Un modello di ragionamento ed introspezione in grado di rivelare e spiegare mirabilmente incredibili particolari della Scrittura e al fine di dimostrarne la assoluta coerenza nel corso del tempo. Esso costringe ed aiuta la persona a porsi importanti interrogativi, a confrontare la propria coscienza religiosa alla luce della Verità testimoniata, proclamata e spiegata mirabilmente e senza inganni o sofosticazioni fraudolente.

Cose che un vero Cristiano non dovrebbe mai,  assolutamente ingorare.

Il testo può essere letto semplicemente scaricando il file sul proprio celulare, tabelt o PC, utilizzando poi una App  per leggere i file EPUB (epub reader) o meglio, per chi possiede un account GOOGLE, caricandolo sul proprio cloud google drive ed aprendolo da quella posizione verrà caricato nella biblioteca personale di google, elaborato e reso disponibile alla lettura da ogni posizione in pochi minuti.

Auspico che questo libro possa nutrire efficacemente chiunque ne abbia il bisogno. Queste cose oggi non si insegnano quasi più se non per sommi capi e senza troppe spiegazioni eppure chi ama la Verità non le può in nessun modo ignorare. Qui sono contenuti i fondamenti del Cristianesimo!

Buona lettura e meditazione!

Nuova edizione libro su Apocalisse di Giovanni

Sono lieto di comunicare ai gentili Lettori che il mio libro:

 Ipotesi  e Riflessioni sull’Apocalisse di Giovanni, sulla fine dei tempi e del mondo.

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Acquistando il libro in tale sede i lettori fruiranno automaticamente di tutti gli aggiornamenti ed ampliamenti futuri delle edizioni medesime.

 

Alla fine siamo giunti …

Non sfuggirà alla maggior parte delle persone attente, io credo, il segnale magari confuso, che pur proviene forte da questo tempo di crisi globale dei valori, delle persone, delle certezze, degli orientamenti, delle motivazioni,  della comprensione inter-umana. Molti avvertono, per un verso o per l’altro, che qualcosa di grave e forte è in atto nel mondo o meglio: che qualcosa che già era celatamente presente si è mosso, questa volta in maniera decisa, repentina, inarrestabile. E nel fare questo, si è finalmente scoperto, è stato visto!

La mia sensazione è che sia in atto, col pretesto della necessità improrogabile di sanare lacune mortali per la società civile e l’economia, un colpo di mano vero e proprio vòlto ad espropriare in maniera ancor più definitiva e totale  l’uomo della sua potestà su se stesso, in ogni direzione possibile ed immaginabile. Proprio a tal fine sono state da lungo tempo progettate, premeditate e messe in atto tutte le azioni a ciò predisponenti, come ad esempio l’accumulo di debiti inauditi da parte degli stati e politiche incredibilmente dissennate – ove non criminali – che sono sfociate in questa crisi, la cui eventuale e posticcia soluzione avrà come contrappeso obbligato la perdita di quel poco di libertà e Verità che l’uomo ancora possiede oltre che la creazione di una nuova casta di “paria” privati di tutto, quale sacrificio utile, programmato e necessario alla risoluzione di questo problema altrimenti irrisolvibile.

Vero è che questo momento sta conformandosi in modo impressionante (contribuendo però a illuminarle), a cose oscure preannuziate nei Profeti e nel nuovo Testamento. Lo vediamo bene dalle connotazioni che ogni giorno si fanno sempre meno confuse in quanto, rivelandosi le sue azioni, si rivela dettagliatamente il profilo morale di colui che agisce dietro i poteri e gli uomini di potere, il potere reale, che seduce le menti,muove  le economie, le leggi vitali e i valori del mondo, non quello di facciata che noi ci illudiamo ogni volta di eleggere … democraticamente. Di riflesso, su gran parte dell’umanità, si rende manifesta in opere la sua vera intenzione.

Sebbene il principio che agisce non da oggi soltanto sia presente nel mondo, tuttavia ci era impossibile prevedere, se non a grandi linee, quale abito avrebbe assunto e quali vie particolari avrebbe percorso per tentare di giungere al suo fine. Il suo fine, da sempre, non è quello di essere un amico dell’uomo, non è un fine di vita ma di morte, di espropriazione e di sfruttamento assoluto, usuraio, logorante, ricattatorio, estremo dell’umanità e di ciò che essa possiede in se stessa. Avete già capito di stiamo parlando: stiamo parlando del serpente antico, del diavolo e satana, di colui che fu (è tuttora e sarà sempre), omicida fin dal principio dei tempi e di se stesso.

Ma come possiamo leggere questi avvenimenti odierni alla luce delle sacre Scritture e trarne utili suggerimenti per la nostra vita?

Lc 21:36 Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Vediamo cosa si può arguire con un semplice ragionamento.

Si parla in questi anni di mercati, di globalizzazione, di governo delle banche che impongono i propri dictat perfino alla politica, in nome della premente necessità dovuta ad una crisi economica senza precedenti che proprio loro hanno creato in gran parte. Ma dietro questo abito concreto e terrestre, non è raro scorgere come siano presenti manifestazioni  di un potere superiore, un potere di tipo sacerdotale, che con la scusa di garantire un patrocinio morale spesso indica a questi suoi servi, anche con la forza dell’imperio, qualora fosse necessaria, cosa sia più opportuno fare. Lo spirito che poi anima e suscita questo potere rimane ancor più celato, occulto alla visione umana. Tutti sanno infatti che satana si traveste da angelo di luce. E’ così che scopriamo, poco a poco, di essere in verità  governati da tutt’altre persone che quelle che appaiono da noi scelte , si fa per dire, da tutt’altro potere, da un vero e proprio IMPERIO che però ha saputo nascondersi per lungo tempo dietro innumerevoli cortine di poteri particolari in modo da non poter esser precisamente individuato e da non suscitare perciò il naturale, fisiologico rigetto nelle masse che esso inganna, corrompe e seduce da sempre in modo profondo, spietato e totale. Il suo corpo è invisibile e può essere identificato in quel tacito “così fan tutti” cioè in   modi di agire comuni a certe categorie di persone che pure, senza quasi comunicare fra loro, si trovano ad adorare, praticare, condividere, vivere le stesse leggi nel cuore e di conseguenza ad assumere i medesimi comportamenti nella realtà vitale. Tali raggruppamenti o insiemi, spesso trasversali, di persone di fatto costituiscono con le loro varie differenziazioni gli organi, le membra di un corpo,  ognuna esercitante la propria funzione coordinata con l’agire delle altre; tutte quante indirizzate, anche non consapevolmente, ad un unico obiettivo che potremo precisamente constatare alla fine e che viene perseguito, determinato dallo spirito immondo che sta al di sopra e dentro a tutto questo.

Il primo accostamento con le Scritture che mi viene alla mente è il seguente, dato che tali entità, con tutto il corollario di potenze: industriali, politiche, multinazionali, massonerie, mafie, centri di potere, corruzioni personali e collettive, fittamente interconnesse ad ogni livello nel nome della comune convenienza e nel disprezzo della giustizia più elementare, costituisce di fatto un regno ed un corpo che ora più che mai sta impegnandosi nella realizzazione di un imperio assoluto, totale, di portata mondiale.

Ora la Scrittura dice:

Luca 4:5 Il diavolo lo condusse in alto e, mostrandogli in un istante tutti i regni della terra, gli disse:
Luca 4:6 «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio.

Con questo abbiamo una vaga idea della “topografia” e tipologia di questo immenso e potente regno mondiale e sappiamo chi sta veramente al vertice di ogni potere di questo mondo eleggendo di fatto i suoi rappresentanti: il satana! Naturalmente egli non è il padrone ultimo di tutto, ma per un certo tempo  stabilito da Dio risulta essere l’interlocutore obbligato di gran parte dell’umanità ed il persecutore, l’uccisore di un’altra parte.

I  suoi frutti amari e terribili si vedono in chiaro ogni giorno di più.

Nelle visioni del profeta Daniele 7:1-23  viene fornita la descrizione della quarta bestia qui identificata come un regno diverso da tutti gli altri che sporgerà sulla terra prima della fine, del giudizio di Dio e del reintegrato possesso dei regni che si trovano sotto al cielo ai suoi Santi. Grandemente indicative le connotazioni fornite sul fatto che tale bestia o regno avesse una potenza spaventosa, denti di ferro e artigli di bronzo (potrebbero a pieno diritto simboleggiare la potenza industriale, l’era tecnologica), divorasse   e stritolasse tutta la la terra e calpestasse ciò che avanzava (sprechi assurdi da parte dei corrotti e del consumismo borioso inculcato ai popoli come coltura, necessario allo sviluppo e alla crescita tumorale di tutto il sistema),  tutta la terra potrebbe significare globalizzazione cui nulla e nessuno sfuggirà.

Ma in Apocalisse 13 , 11 troviamo anche descritta una altra bestia (il piccolo corno descritto da Daniele)  che aveva corna come di agnello ma parlava come un dragone….

Il dragone è sempre Satana, il serpente. Qui vediamo quindi l’anticristo: agnello in aspetto ingannevole, che però parla, cioè predica  come satana. Qui è necessaria una spiegazione, il parlare come satana significa che propri servendosi di parole apparentemente giuste, inconfutabili e sante egli perseguirà il suo inganno a danno di coloro che gli sono destinati.

2 Ts 2:11-12 E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.

Assistiamo oggi più che mai all’operazione in atto che mira ad edificare una statua vivente alla Menzogna.

Osserviamo attentamente tutte le forme di comunicazione che ci circondano da ogni lato: notiziari, pubblicità, informazione scientifica e non, trascinamenti verso una spiritualità che smpre proclamasi rinnovata, ma non certo nella Verità! Vi sono oggi modi di intendere, di interpretare la realtà vitale e morale, il rapporto con la natura stessa, che sono profondamente aberranti e vengono sospinti nella mente degli uomini usando la persuasione, la seduzione, il ricatto vitale ed ogni altra via percorribile al fine di  mutare, sovvertire, attentare a quei valori morali, cardinali e sacrali che appartengono naturalmente allo spirito dell’uomo e dovrebbero invece rimanere inviolabili, protetti nel segreto del cuore perché a tutti gli effetti solo questi possono reggere degnamente la vita umana nel presente e per il futuro. Si sta insomma seducendo l’umanità ad aprirsi e “denudarsi indiscriminatamente sulla piazza comune” (la chiamano condivisione), ad adottare nuovi valori a vivere  e pensare secondo leggi diverse da quelle di Dio.

Chiunque è pagano di cuore vi aderirà con convinzione estrema senza possibilità di difesa, subendo l’azione dell’inganno fino in fondo.

Mt 13:24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli,così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti.

Chi non è corazzato spiritualmente contro questa azione non vi può resistere e ne cade vittima, ne viene cioè persuaso, credendo di fare il bene. Contribuisce perciò col suo essere e le sue azioni ad ingigantire e rendere potente nel mondo la gigantesca, edificanda  statua  in onore della Bestia (e della menzogna), che sta crescendo oggi più rapidamente che mai. Lo vediamo anche da fenomeni sociali amorali emergenti, dilaganti, inquietanti, che si affermano rapidamente in certi substrati popolari, trovando nelle menti disorientate ad arte, il loro pabulum elettivo; lo vediamo dalla sempre più marcate incorrispondenza fra “etichette” e “contenuti reali” delle cose, ad ogni livello, prima di tutto nell’ambito della Giustizia e della Verità.

Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia  e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?». Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago. Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta. Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia. Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

Credo proprio che negli anni a venire l’umanità avrà ogni occasione per constatare la pienezza, la realtà e la consistenza di queste parole profetiche poiché, io ritengo che proprio a questi fini stia indirizzandosi l’azione di globalizzazione inarrestabile in atto forte anche del patrocinio morale della grande prostituta.

Che fare allora?

La sola certezza del fedele a Cristo è che alla fine di tutto questo Egli interverrà a salvare quelli che debbono essere salvati, a riprendersi il Regno in nome del Padre suo cui appartiene per cacciarne fuori per l’eternità chi non ha titolo; sì perché questa tribolazione dell’umanità in atto ed a venire sarà l’ultima, quella in cui verranno decise le sorti di ogni essere.

In questi frangenti:

Lc 17:33 Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà, chi invece la perde  (per causa mia e del Vangelo), la salverà.

Ciò insegna a sacrificarsi, proprio in momenti come questi, in nome della fedeltà ai valori cristiani e di Dio, malgrado al tempo presente tutto paia congiurare per annientarli o meglio adulterarli, sostituirli, affinché siano ingannati, fuorviati e sedotti tutti quelli che falsamente si proclamano e ritengono cristiani, giusti, buoni e via dicendo, ma invero sono ipocriti, falsi e pagani di cuore e nemmeno vogliono più cambiare o comprendere.

Perciò,

Mc 13:13 Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

Il nostro destino, il nostro futuro è nelle mani di Dio, malgrado tutto, a che vale affannarsi più di tanto una volta conosciuta la Verità nel cuore? Affanniamoci piuttosto per aiutare Dio in noi (testimonianza reale), impegniamoci a promuovere la speranza in noi prima di tutto, rincorrendo, amando e praticando la Giustizia, pregando per l’avvento del Suo Regno, soffrendo per le immancabili ritorsioni che dovremo subire che tuttavia non avranno mai il potere di annientarci perchè:

Ap.12:14 Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente.

Con le ali dello Spirito di Verità, con le ali dello Spirito Santo l’umanità (la donna) che è madre di Cristo in se stessa sarà salvata dall’azione mortale del serpente. Certo il deserto è luogo ben diverso dalla piazza della comunità, è distante, solitario. Questo è un mistero che possono intendere solo coloro cui è destinato. Ne ho parlato dettagliatamente nel mio lavoro “Ipotesi e riflessioni sull’Apocalisse di Giovanni” scaricabile anche da questo blog gratuitamente.

Perciò: preghiera, speranza e perseveranza. Guardate in alto, sempre, poiché il destino di ognuno non è posto nelle mani dell’uomo, per potente che sia, ma in quelle di Dio. Non è nella materialità il fonte della vita.

Anche e soprattutto nei momenti bui, drammatici, quando Dio pare nascosto o non esserci per la mancanza e l’assassinio di ogni giustizia nel mondo, sappiate per certo che non siamo lasciati soli. Ci sarà un epilogo e tutti riceveranno ciò che hanno scelto. Per consolarvi guardate alla natura, anch’essa soffre con noi ed a causa nostra; anch’essa umilmente sopporta ingiustizie e crudeltà immani ma si sacrifica perché l’uomo possa vivere, silenziosamente prega e continuando a vivere come può, attende fiduciosa il giorno di Salvezza . Nulla e nessuno potrebbe vivere oggi se non avesse questa promessa scritta nel profondo dell’anima fin dall’inizio.

Mt.25:34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.

Ed è un regno che sarà ad un tempo di questo mondo e dell’altro nel senso che anche nel mondo opererà la perfezione e sarà bandito qualsiasi male, come sta scritto:

Mt. 5:5 Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Imparate a vivere per queste cose e il vostro spirito diventerà forte, cercatele nelle Scritture e vi troverete conferma in mille forme. Il male ha il potere di annichilire il corpo e forse anche l’anima, con la sua sola immagine, ma solo per un certo tempo. Lo spirito invece è forte perché conosce la Verità e il destino ultimo di questa universale battaglia.

 

 

Tradire l’Amore

Questo post vuole essere un semplice invito alla riflessione su alcuni punti fondamentali della vita umana.

Non vi è nulla di apparentemente più indifeso dell’Amore, nulla di più bambino, nulla di più innocente e puro, nulla che sia più facile da offendere mortalmente e gratuitamente, tanto in se stessi quanto negli altri a meno di avere una Coscienza.

Non vi è nulla più dell’Amore che, ove immotivatamente  tradito, disprezzato e vilipeso,  faccia soffrire chi lo crede in sé autenticamente, come una parte fondamentale della propria vita. Che ciò venga fatto coscientemente o meno, il risultato oggettivo è sempre una ferita grave o talvolta  mortale negli attori. Chi opera e chi subisce. Chi tradisce l’Amore uccide invero l’Amore!

Ma esso è immortale e mai avrà fine ed allora cosa voglio dire?

Voglio affermare che colui che tradisce l’Amore lo uccide in sé prima di tutto perché mai più potrà guardarlo in volto autenticamente e serenamente senza provare una pena infinita.

Lo uccide a volte negli altri che, a causa del tradimento subito su un valore cardine, potrebbero anche morirne per il tremendo vuoto che avvertono in se oppure votarsi per reazione al suo rinnegamento.

Se un uomo non rispetta l’Amore, se non lo sa nemmeno più riconoscere, se non lo vuole difendere, se lo baratta facilmente con altre cose, allora è veramente un povero uomo perché l’Amore è il fondamento vero di ogni cosa che facciamo e senza di esso ogni cosa fatta tramonterà inesorabilmente in rovina, vanità e oblio.

Perciò chi ama veramente si sacrifica spesso in silenzio, non giudica, a volte anche contro ogni apparente buon senso, contro ogni logica mondana che vorrebbe indirizzarlo sulla via opposta. E il concetto stesso di Amore non può andare mai disgiunto da quello di disponibilità al sacrificio personale in difesa di una Giustizia verso gli altri, altrimenti non si tratta di vero amore ma di illusione.

Chi non ama autenticamente perciò abbandona facilmente, cambia, ignora, sorvola, mentisce. Sostituisce un Amore vero, capace anche di rimproverare e correggere o procurare sofferenza, con un altro fasullo più facile da accettare che blandisce largamente sui difetti della persona, sommergendola di menzogne fin dal primo momento. Il famoso Love Bombing, (bombardamento d’amore), tecnica vile utilizzata dalle sette e dai falsi di questo mondo per condurre le proprie vittime al macello consenzienti in tutto sfruttando una loro debolezza in campo affettivo, una zona d’ombra o un varco aperto nella loro coscienza che le rende in quel momento deboli e prede.

Chi invece si è trovato su questa strada per non volersi guardare dentro onestamente, si illude, spesso per tutta una vita, di poter mai trovare risposta al suo vuoto, ma alla fine, dopo tante illusioni vissute e immancabilmente tramontate rimane da solo, depredato di tutto, col vuoto più nero in se stesso poiché non è riuscito ad imparare nulla dalla vita.

La sacralità stessa del concetto d’Amore ci lega moralmente più di ogni altra cosa ai valori della Giustizia, della Vita, della Speranza, del futuro, di Dio, che è la Sorgente dell’Amore.

DIO è AMORE!

Tradire o calpestare l’Amore pertanto ci allontana necessariamente da tutto questo e  SICURAMENTE ci porta passo passo su di una china diversa, opposta.

Vivere con l’Amore è costruire la casa sulla roccia; venne sì la fiumana  (perché le fiumane le tempeste, le contrarietà investono tutti prima o poi), ma quella casa non crollò perché era forte, costruita sulla roccia.

Come può dunque costruire bene una casa, una unione, una società, una famiglia, se stesso, l’uomo che scarta a priori la Roccia per antonomasia, l’uomo che non conosce più nemmeno quale sia e dove sia? La scienza ed i pressing del mondo  hanno quasi cancellato dalle menti questo concetto, sostituendolo con quello di una giustizia razionale, ponderata, mentale, logica, a misura d’uomo, che tuttavia non riesce ad ottemperare ai suoi fini dichiarati e lascia sempre più a piedi i propri fautori, quando meno se lo aspettano.

La roccia di Cristo deve perciò essere posta a fondamento di ogni  agire e concepire umano altrimenti possono accadere facilmente cose impensabili che solo la vanità del mondo riesce in qualche modo a dissimulare, anestetizzare ed occultare, ma esse segnano indelebilmente, quali cicatrici dolenti nello spirito, coloro che hanno dovuto vivere tali eventi.

Tanti uomini camminano su dei baratri nascosti e non lo sanno fino a quando non vi cascano e si fanno male. Ed allora la loro rovina è grande seppur superficialmente mitigata da mille possibili ipocrisie, giustificazioni e consolazioni.

Tutto ciò che si era appoggiato, sviluppato, costruito negli anni su di un amore ritenuto pieno, ma che invero non lo era, corolla nel momento della prova e dell’impietosa rivelazione della verità! E sono famiglie, esistenze, persone, amicizie rovinate. Dramma infinito che poi magari l’orgoglio personale contribuisce a cristallizzare e rendere del tutto irreversibile, inguaribile.

Attenzione, non è un giudizio il mio, nei confronti di nessuno.

E le vittime poi sono spesso tirate verso il baratro della disperazione o della reazione in senso opposto.

Ecco, queste dovrebbero considerare che subire dolorosamente un tradimento del proprio Sacro è una rivelazione di Verità per quanto infinitamente dolorosa possa essere. Non per questo viene mai meno il Valore che è stato tradito. Perché dunque gettarsi dal lato opposto?

Perché cioè disporsi a fare ad altri quello che non vorremmo avere subito personalmente?

E’ sicuramente un discorso duro, nei primi momenti, ma agendo con ponderazione, nel tempo, quando le ferite si siano rese meno dolorose, allora è un ragionamento che è possibile accettare e condividere.

Natale ?

Quale risulta essere  il significato attuale di questa festa?

Non è possibile credere di celebrare Colui che nacque in una stalla per salvare il mondo intero (e spesso ingrato) coi riti pagani del tempo attuale. Orge di clamore, di consumo e spreco, di celebrazione orgogliosa del sé e  della mercificazione totale nelle quali diviene sempre più arduo rintracciare del Sacro che non sia quello relegato al ruolo infame di “reggitor di moccoli” delle umane consuetudini o tradizioni. Tutto ciò serve per distogliere dal vero, serva a illudere l’uomo e il nostro cuore, se non succube di questo, ce lo dice chiaramente facendoci avvertire ogni volta di più il vuoto cui questa strada conduce.

La Celebrazione deve pertanto essere interiore e, meglio ancora, dovrebbe essere continua, svincolata dalle date e dai tempi. La ricorrenza del calendario è null’altro che un appunto, un pro-memoria e la festa dovrebbe costituire l’occasione per essere materialmente ed interiormente liberi dagli impegni mondani al fine di ritirarsi in se stessi per pregare, meditare, riconciliarsi con Dio e gli uomini, pensare a cosa faremo domani secondo il Signore. Come i cristiani degli inizi che, a causa dell’aggressione del paganesimo, celebrarono il Signore nelle catacombe, di nascosto, così oggi io credo siamo in una situazione analoga o ancor peggiore, dato che il paganesimo stesso si è rivestito quasi perfettamente di cristianità, l’ha voluta direttamente  impersonare per colpire nel profondo l’essenza e lo Spirito stesso di questa Fonte basilare per l’uomo. La nostra catacomba attuale sia dunque il segreto del cuore rischiarato dal lume dell’intelletto che dobbiamo proteggere e custodire puri sopra ogni cosa.

Ricordiamoci sempre del Signore che sempre è presente, anche nel momento più buio. Lui ci ha già salvati infallibilmente, tutti quanti. Sia lode e gloria al Signore per sempre nei cuori di tutti gli uomini di buona volontà che gli appartengono da sempre. Nessuno potrà mai sottrarglieli e questo è il nostro vero Natale.

Un augurio di bene a tutti gli affezionati lettori ed al mondo perché ciò che è ancora vivo sappia riscuotersi e comprendere la sua vera forza in attesa che tutti i nemici nascosti vengano posti a sgabello dei piedi del Signore. Allora si alzerà la potenza del Popolo Santo che gli pppartiene.

Le “contraddizioni” di Dio nella Bibbia

Vi è un interrogativo suscitato in molte persone circa il comportamento di Dio nell’antico Testamento. Ne sintetizzo il senso: come  è possibile che il Dio degli ebrei abbia dato il Comandamento  NON UCCIDERE ed abbia contestualmente ordinato di sterminare (Deut . 7,16),  i popoli pagani che Israele avrebbe incontrato entrando nella terra promessa oltre che di mettere a morte quei componenti del popolo di Israele che avessero a loro volta infranto alcuni Comandamenti della Legge medesima?

Si potrebbe rispondere semplicemente e senza tema di sbagliare:

L’uomo non è a casa sua e non è padrone di nulla nemmeno della propria vita ed esistenza; il creato e tutto quello che lo circonda appartiene a Dio che ne è il creatore, il Signore a tutti gli effetti. Quando si è ospiti in casa di qualcun altro bisogna sottostare alla legge di quella casa che viene dettata dal padrone con indiscutibile potestà e diritto. A maggior ragione quando il padrone è il Signore di ogni cosa e di ogni esistenza. Invece l’uomo è avvezzo a dettare ovunque la propria legge e vorrebbe far ciò anche con Dio ma non gli riesce.

Per cercare comunque  una spiegazione plausibile,  ragionata, che soddisfi un po’ la nostra umanità permettendoci di condividere principi di giustizia e fatti sempre salvi i diritti assoluti di Dio,  dobbiamo innanzitutto immedesimarci nella situazione di quei momenti, pensare con quali uomini Dio si trovò interagire. Abbiamo un popolo in stato  di dura schiavitù che viene liberato dopo molte generazioni,  dall’intervento potente, indubitabile,  diretto e manifesto di Dio, del suo Dio che durante la schiavitù era rimasto in silenzio pure ascoltando i gemiti di Israele, forse quasi dimenticato dai più.

Esodo 3:6 E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.

In quel momento Dio offre conferma alle parole pronunziate molte generazioni prima quando disse a Giacobbe:

Genesi 46:3 Riprese: «Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te un grande popolo.

La prima domanda che sorge è questa: avrebbe potuto Dio agire diversamente di fronte ad Israele e soprattutto a Faraone? Vedendo quante piaghe ci sono volute per piegare l’Egitto al suo volere, e le molte resistenze di Mosè e di Israele, credo proprio di no. Evidentemente quei popoli non avrebbero tenuto  in considerazione chiunque non si fosse mostrato con il suo corollario di temibile potenza e gloria e Dio ha dovuto dimostrare ad amici e nemici di essere il maggiore anche in questo.

E’ arguibile, conoscendo la natura umana, che prima che  Dio si rivelasse a Mosè, dando inizio all’Esodo, le sue promesse fatte a Giacobbe siano rimaste nel campo dell’improbabile umano o racchiuse nel “limbo”per la stragrande maggioranza degli ebrei, magari serbate in segreto nelle speranze lontane del loro cuore. D’altro canto, il popolo egizio con la sua enorme cultura idolatrica, con la sua magia potente, col suo sistema politico religioso forte, presente e determinato, deve aver sicuramente influenzato anche la formazione mentale di quel popolo che deteneva in schiavitù.  Dalle parole pronunciate da alcuni di loro durante le peripezie nel deserto si comprende che qualcosa dell’Egitto era comunque rimasto in loro e doveva essere tolto di mezzo affinché Israele potesse essere in tutto il popolo che Dio gradiva.

Esodo 16:2 Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne.
Esodo 16:3 Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nel paese d’Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatti uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine».

Dio decide ad un certo punto di mostrarsi e farsi riconoscere indubitabilmente da tutto il popolo, ma vediamo che, messo alla prova nel deserto, quel popolo si dimentica presto di quello che ha appena visto e vissuto direttamente.

Come prima cosa Dio procede alla sua liberazione dal potente e spietato giogo egiziano, come seconda proclama la sua Legge ed instaura la propria Alleanza con Israele suggellata dall’accettazione promessa di quel popolo ad osservare la Legge medesima. In virtù di questa Alleanza stipulata proclama Israele  sua proprietà preziosa, suo strumento eletto per entrare ed agire a tutti gli effetti nel mondo cosa che sarà poi compiuta con l’ incarnazione del suo Verbo in un uomo: il Messia, il figlio di Dio.

La legge di Dio, peraltro già nota per sommi capi ai loro padri, è data per inculcare, per mostrare al popolo quale sia la vera Giustizia, per istruirlo a scegliere la via del bene e rigettare quella del male per togliere dai loro cuori ogni residuo di mentalità idolatrica appartenente all’Egitto ed ai popoli che avrebbero incontrato in seguito. Per potere fare ciò è assolutamente necessario sapere in primo luogo cosa è il bene e cosa è il male e proprio nella Legge di Mosè questo appare chiaramente delineato; grazie ad essa si comincia a formare nel popolo la coscienza e la conoscenza del proprio peccato, cioè di quello che lo divide da Dio. La Legge di Dio contempla 3 soggetti principali cui l’uomo pio deve rendere tributo, giustizia ed amore:

  • Dio, principio di tutte le cose e di tutti gli esseri,
  • l’altro, il prossimo, il vicino, il fratello
  • i genitori ovvero le proprie origini

Tutti e tre questi soggetti, ciascuno a loro modo, danno la loro vita affinchè l’uomo viva e pertanto chi uccide o vilipende costoro è reo di morte, secondo il dettato di Dio, perché agisce contro la propria vita. Che la realizzazione delle conseguenze avvenga per mano di uomini comandati da Dio in  tal senso oppure per ricaduta di conseguenze naturali non è rilevante. Anche l’idolatria pertanto è punibile con la morte, secondo questa lettura, in quanto è legge di morte e non di vita.

Da notare che questa Legge viene accepita inizialmente dal popolo in uno scenario di applicazione molto materiale, concreto, con implicazioni dirette e norme riguardanti la vita terrena e  il comportamento all’interno della comunità; la giustizia che in esse viene mostrata è, in un primo momento, assai simile, nella funzione e nell’obiettivo, a quella della legge di natura: in natura accade che la morte inevitabile del debole o del malato serve a  fortificare la specie; il soggetto debole pare avere quasi la funzione di far deviare su di se, proprio perché debole, tutte le cose negative, malattie comprese, distraendole quindi dagli altri soggetti più forti e trascinandole con se alla morte;  nelle legge di Dio data a quel popolo vi è qualcosa di analogo che viene dimostrato e stigmatizzato: non più la morte del debole fortifica la razza, ma la morte del peccatore purga il popolo (solo in seguito, col Cristo, si farà distinzione più precisa fra peccato e peccatore), laddove la morte al peccatore viene inferta, quindi stabilita quale conseguenza immediata del proprio peccato.

Quello di natura, che era adottato quale legge dai pagani, e quello di Israele sono quindi due modi apparentemente simili e solo parzialmente efficaci di toglier il male di mezzo al popolo; ma quello di Israele ha evidentemente qualcosa in più nel metodo, nello scopo immediato ed ancor più in quello finale; mira cioè ad identificare, MOSTRARE, collegare direttamente le conseguenze mortifere con la gravità estrema del male compiuto per cosciente scelta umana.

Notiamo come questo costituisca  già il primo inizio di innalzamento di quel popolo su ali di aquila da parte di Dio e come già in questa Legge siano contenute  pur in embrione tutte le più alte verità spirituali che, pure emergendo a tratti già in  tutto l’insegnamento successivo, verranno rivelate pienamente in seguito con la riaffermazione della medesima Legge operata da Gesù giunta che fu, a giudizio di Dio, la pienezza del tempo. Ciò avvenne  in forza della Giustizia spirituale, Giustizia che obbliga, in un certo senso, all’istituzione del perdono e della Grazia da parte di Dio per primo, proprio per poter essere Giustizia fino in fondo; ma questo era un ulteriore passo verso il cielo di quel cammino iniziato da Israele con l’Esodo. Naturalmente, nel popolo ebraico sono sempre esistite “primizie”, uomini che intesero, ancor prima dell’avvento di Gesù, lo Spirito puro della Legge. Vediamo quindi come il perdono delle colpe umane è sempre esistito presso Dio ma a patto che ci fosse una controparte cioè un Sacrificio unito naturalmente alla sincera volontà di ravvedimento dell’uomo. Per le colpe involontarie bastavano inizialmente i sacrifici prescritti di animali, ma per ottenere il perdono quelle più gravi ed intenzionali dovette scarificarsi il Figlio di Dio, l’Agnello per eccellenza.

Deuteronomio 7:9 Riconoscete dunque che il Signore vostro Dio è Dio, il Dio fedele, che mantiene la sua alleanza e benevolenza per mille generazioni, con coloro che l’amano e osservano i suoi comandamenti;
Deuteronomio 7:10 ma ripaga nella loro persona coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma nella sua stessa persona lo ripaga.

Con la Legge viene quindi data una prima misura della Giustizia a quel popolo e insieme, vengono date delle norme applicative il cui scopo è quello di  mostrare senza possibilità d’equivoco che la Giustizia infranta conduce effettivamente alla morte colui che la commette. Ecco quindi la funzione centrale della notissima norma: vita per vita, occhio per occhio e dente per dente. Essa afferma semplicemente un concetto di pareggio, di bilancio ponendo l’offeso sullo stesso piano dell’offensore, in comunicazione diretta ed immediata. Per quanto poi riguarda il contrasto apparente col Comandamento Non uccidere, laddove  si comanda invece di lapidare gli adulteri, i dediti alla magia, i maldicenti i genitori, i sodomiti, gli idolatri e via dicendo, occorre accettare che in tale contesto il sacerdote o il giudice o il popolo operavano quale braccio esecutivo di Dio, così come quando Israele dovrà in seguito sterminare e scacciare  i popoli che dimoravano nella sua Terra promessa.  Dio afferma in previsione di ciò:

Esodo 34:10 Il Signore disse: «Ecco io stabilisco un’alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessun paese e in nessuna nazione: tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera del Signore, perché terribile è quanto io sto per fare con te:
Esodo 34:11 Osserva dunque ciò che io oggi ti comando. Ecco io scaccerò davanti a te l’Amorreo, il Cananeo, l’Hittita, il Perizzita, l’Eveo e il Gebuseo.
Esodo 34:12 Guardati bene dal far alleanza con gli abitanti del paese nel quale stai per entrare, perché ciò non diventi una trappola in mezzo a te.
Esodo 34:13 Anzi distruggerete i loro altari, spezzerete le loro stele e taglierete i loro pali sacri.
Esodo 34:14 Tu non devi prostrarti ad altro Dio, perché il Signore si chiama Geloso: egli è un Dio geloso.
Esodo 34:15 Non fare alleanza con gli abitanti di quel paese, altrimenti, quando si prostituiranno ai loro dèi e faranno sacrifici ai loro dèi, inviteranno anche te: tu allora mangeresti le loro vittime sacrificali.
Esodo 34:16 Non prendere per mogli dei tuoi figli le loro figlie, altrimenti, quando esse si prostituiranno ai loro dèi, indurrebbero anche i tuoi figli a prostituirsi ai loro dèi.

Questo è ciò che possiamo dire se vogliamo credere a Dio ed alla verità di quanto riferito nei libri della Scrittura.

Naturalmente questa posizione offrirà anche a molti perversi, in tutta la storia umana, un modo eccellente per mascherare i propri delitti quale “Volontà di Dio”, ma così facendo non capiscono che si rivelano indubitabilmente agli occhi di Dio che li può giudicare ed indirizzare per quello che sono.

Quindi, viene rimarcato senza dubbio alcuno che esiste una bella differenza fra l’uccidere, magari con inganno e premeditazione l’inerme, il fratello o anche Dio stesso negli altri e l’uccidere solo per ottemperare la volontà del Dio sommo ed unico, ovvero nel compiere questa azione non per interesse o vizio personale come accade per l’omicida, ma come dolorosa, inevitabile necessità per estirpare il male di mezzo ed intorno ad Israele che doveva poi servire al disegno di salvezza di tutta l’umanità.

Deuteronomio 7:16 Sterminerai dunque tutti i popoli che il Signore Dio tuo sta per consegnare a te; il tuo occhio non li compianga; non servire i loro dèi, perché ciò è una trappola per te.

Altrove Dio afferma:

Deuteronomio 32:39 Ora vedete che io, io lo sono
e nessun altro è dio accanto a me.
Sono io che dò la morte e faccio vivere;
io percuoto e io guarisco
e nessuno può liberare dalla mia mano.

Questo lo dice per affermare solennemente un principio di proprietà assoluta della vendetta e del giudizio che egli solo può svolgere con vera Giustizia e che pertanto non può essergli sottratta in alcun modo dall’uomo, come può avvenire ad esempio per l’omicida a causa di un torto subito.

Tutta la storia dell’Esodo appare permeata sebbene con qualche defezionte temporanea, durante le quali Dio non risparmiò neppure gli ebrei infedeli, da questo trasporto ad eseguire in tutto la volontà del Signore da parte del popolo che pure non era univocamente integro né ancora perfetto. E’  in questa ottica che lo sterminio dei popoli idolatri e di coloro che in Israele erano rei di morte per le infrazioni alla Legge non può riconsiderarsi nel comandamento Non Uccidere, non lo può in quel momento storico e con Dio presente in mezzo a loro, visti anche i limiti oggettivi che permanevano nell’uomo di allora.

La durezza dei mezzi impiegati è presumibilmente proporzionata alla natura bruta degli attori e al loro scarso livello di comprensione spirituale, non certo ad un capriccio o contraddizione di Dio. Egli guarda  primariamente alla salvezza di coloro che ritiene di dover salvare essendo onnisciente oltre il tempo, lo spazio, i meandri e le coltri ingannevoli dei cuori umani. Pertanto il comandamento non uccidere è certamente Legge di validità universale, eterna ed assoluta nel regno di Dio ed ovunque a differenza della legge cosiddetta del taglione che rimane un insieme di norme applicative di governo terreno della giustizia, valide fino a quando non sarebbero state riformate,  anche se dettate da Dio. Il grado di comprensione spirituale di cui il popolo di Israele si rivelava progressivamente capace parrebbe quindi scandire i tempi della miglior rivelazione di Dio.

A riprova di ciò troviamo  nel profeta Geremia un altro importantissimo passo scritturale che parrebbe essere altamente contraddittorio, dopo che Dio ebbe in Esodo,  Levitico, Numeri e Deuteronomio,  dettato e ribadito in ogni modo una grandissima, articolata quantità di norme inerenti i sacrifici rituali di animali e gli olocausti:

Geremia 7:21 Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: «Aggiungete pure i vostri olocausti ai vostri sacrifici e mangiatene la carne!
Geremia 7:22 In verità io non parlai né diedi comandi sull’olocausto e sul sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dal paese d’Egitto.
Geremia 7:23 Ma questo comandai loro: Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo;  [camminate sempre sulla strada  della giustizia che vi ho trasmesso n.d.a.] perché siate felici.

E’ evidente che la forma o la codificazione simbolica in cui le verità divine furono annunciate e fatte praticare a Israele non poteva prescindere, almeno nelle fasi iniziali di quel processo di elevazione del popolo su ali di aquila, da ciò che già quel popolo conosceva fin dai suoi antenati o vedeva praticare abitualmente dai popoli vicini pur assistendo già dall’inizio ad una modifica in senso migliorativo delle norme rituali al fine di innestarvi fin dal primo momento quel germe di Giustizia, quel tocco divino che, all’evidenza di quello che è giunto fino a noi, doveva mancare totalmente negli altri popoli pagani e idolatri non eletti. In questo contesto dobbiamo vedere, necessariamente, le motivazioni di legislazioni sacre che poi verranno addirittura dichiarate quali pratiche inutili alla salvezza (cfr. Ebrei 10, 11  ), ma il cui significato verrà sublimato in modo trascendente fino ad illuminarne il più alto, intramontabile ed autentico significato spirituale. E così siamo giunti a Cristo che, unico, completerà o compirà tutto il senso della Legge.

Qui si deduce che sulla terra  il regno di Dio è il cuore puro dell’uomo soltanto (per ora) e lì, infatti, tale Legge di Dio assume, manifesta e mantiene tutto il suo valore sacrale assoluto ed eterno che le è proprio; Non uccidere  è Legge perenne di vita eterna insieme alle altre!

In altre parole chi ha nel cuore il Regno di Dio che comanda sopra ogni altra cosa non uccide mai né gli viene mai chiesto di farlo dal Signore; chi ha nel cuore il mondo che regna, invece, può darsi che si trovi ad uccidere in molti modi e non certo incolpevoli.

Se consideriamo Dio come soggetto primario, come Origine dell’azione, come accadde sicuramente ai tempi dell’Esodo in cui si servì direttamente di Israele per dare corso al suo disegno, chi andrà a contestare a Lui: – perché mai hai sterminato Sodoma o hai fatto perire gli abitanti della terra nel diluvio e non li hai perdonati? Perché non hai avuto pietà degli egiziani e li hai fatti perire nel mare? Chi, ancora, andrà a confutare a Dio di non aver salvato il suo Figlio diletto dalla croce?

Noi siamo come argilla nelle mani del Vasaio; chi potrà dirgli: – Perché fai così?-

Accontentiamoci quindi di capire quel che possiamo, ma senza mai tralasciare l’umiltà e la Speranza. Non dimentichiamolo mai. La morte è comunque in tutti noi e Dio ha il potere di dare la vita o di toglierla a chi vuole e non per questo lo si potrà mai definire ingiusto perché se non fosse assolutamente giusto non potrebbe essere eterno. Anche il dono di poter capire qualcosa di Lui ci è all’evidenza donato. Cosa possediamo di nostro che non ci sia stato donato dall’alto?

Chi può comprendere comprenda.

Quando nulla basta a nulla


Questa crisi mondiale, che non è soltanto economica, mi dà spunto per una riflessione generale

Siamo di fronte ad un momento di resa dei conti, questo mi pare evidente.

Una crisi definita ” profonda e strutturale” significa solo una cosa: quello che si è costruito fino ad ora si rivela tarato fin nelle midolla, viziato fin dalla sua origine; il sistema è come un secchio pieno di buchi che occorre riempire senza sosta, all’infinito. Ora i buchi (che sono tutte le opere dei ladri), sono troppi, hanno “figliato” e si sono anche allargati a causa dell’iniquità incommensurabile di alcuni, della connivenza di altri, dell’impotenza di altri ancora.

La sensazione è che tutte le misure fin qui attuate non servano e non serviranno a rinchiudere la bocca dell’abisso che sta aprendosi di fronte all’economia di questo pianeta. Il problema, credo, finirà per interessare, presto o tardi, tutti i valori umani, tutti quelli che si sono voluti basare, in ultima analisi, sull’economia ed i suoi guadagni. L’albero piantato nel cuore da molti  in fretta e furia,  in tempi di abbondanza e senza troppe domande sulla propria qualità genetica, sta ora ricoprendo il pianeta con i suoi frutti marcescenti ed inutili a tutti, soffocando ciò che solo per il fatto di non essere arrogante, appare debole e disprezzabile come la natura. Il problema si è manifestato nel mondo economico, ma in verità credo si tratti di una questione di principio che trova le sue prime origini nelle leggi che governano la Giustizia universale. Se noi consideriamo tutte le astuzie, tutti i soprusi, tutti i furti e delitti che sono stati perpetrati nel tempo, molti dei quali  legalmente istituzionalizzati e occultati grazie a leggi e leggine promulgate ad hoc  dalla categoria dei furbi  di questo pianeta (tale definizione è un puro  un eufemismo),  alle spalle degli Onesti, dei Deboli, degli Indifesi,  dei Vergini, otterremo una lista infinita di gravissimi capi d’accusa che non verrà  cancellata o dimenticata così presto. Ma questo giochetto di rapina, che si credeva potesse impunemente andare avanti all’infinito, ha raggiunto oggi il suo limite anche perché ormai sono in troppi ad averlo imparato e praticato a loro volta e gli equilibri secolari sono così compromessi irrimediabilmente. Quando valori quali: la giustizia, la carità, l’etica, l’onore, la democrazia, il servizio, la vocazione, il sacrificio, la santità divengono pure definizioni prive di ogni contenuto sostanziale utilizzate cinicamente proprio per nascondere il fatto che si sta sistematicamente premeditando e operando l’esatto contrario per assicurarsi, nella migliore delle ipotesi,  le continuità di privilegi inauditi dietro il loro comodo paravento, ecco che più nulla basta a niente e a nessuno.
Quando questi valori, in una società, non servono  più ad educare, a emancipare il popolo ed i giovani, ad edificare una società migliore, ma solo tentano, ingannandole dal principio, di fabbricare vittime ingenue ad uso e consumo dei perfidi, dei pedofili e dei perversi di ogni specie, oppure di ottenere dei figli dell’iniquità peggiori prosecutori dei loro maestri, allora si impone la necessità che tali valori vengano momentaneamente accantonati, seppelliti per poco sotto una grossa pietra, non perché non abbiano più il loro valore reale ed intrinseco, ma perché non devono poter servire da grimaldello o da porta attraverso la quale i perfidi riescano ad entrare laddove non devono e non possono. Non bisogna mostrare perle ai porci per intenderci e nemmeno fargliele lontanamente intravvedere. Hanno mai pensato gli educatori ed i programmatori delle società che in un paese non possono essere tutti laureati per stare dietro una bella scrivania, lavorare poco e guadagnare molto? Secondo voi, questi cervelloni, non hanno previsto che non si potevano vendere automobili all’infinito alle persone? E perché ci sono lavori mal retribuiti e mal tutelati a differenza di altri super retribuiti con un mucchio di privilegi  taciuti ed ingiustificabili? Tutto ciò in una repubblica democratica fondata sul lavoro?  Che balle ci hanno raccontato fin da bambini? E via dicendo…. Per le loro previsioni hanno a disposizione tutta la demoscopea possibile, studi statistici di ogni genere ed anche di più. Fino a quando credevano di poter crescere in quel modo e soprattutto: hanno mai guardato a spese di chi o di cosa si rendevano possibili tali guadagni ed incrementi del PIL? Vendendo di sottobanco a prezzi stracciati le libertà e le risorse vitali delle persone di oggi e di domani, storpiando coi miraggi e le false promesse le loro coscienze, la loro percezione della realtà, proponendo e facendo accettare alle masse, come cosa buona e santa, modelli di esistenza quale quello consumistico che è sbagliato perché non ha mai rispettato la giustizia più elementare verso l’uomo, le cose, la natura. E così oggi i nodi trascurati per decenni sono venuti al pettine, non ancora tutti a mio parere.

Le parole di Isaia non suonano perciò così lontane o improbabili, aliene, in certi momenti che oggi stiamo attraversando o che si stanno a mio avviso largamente annunciando fin d’ora:

Isaia 24:19 A pezzi andrà la terra,
in frantumi si ridurrà la terra,
crollando crollerà la terra.

Isaia 24:20 Certo, barcollerà la terra come un ubriaco,
vacillerà come una tenda;
peserà su di essa la sua iniquità,
cadrà e non si rialzerà.

Isaia 24:21 In quel giorno il Signore punirà
in alto l’esercito di lassù
e qui in terra i re della terra.

Quando questo fenomeno di “Limite raggiunto” si concretizza in un sistema globalizzato, relativamente alle azioni inique che vi si compiono, ogni sforzo fatto per risollevare la situazione viene vanificato  presto o tardi dalle conseguenze di ritorno delle azioni precedenti, dal gravame enorme, insostenibile degli errori o dei delitti precedentemente compiuti che sono divenuti metodo, usanza consolidata, leggi o consuetudini strutturali delle società, né è possibile più cambiare sistema per guastarne uno nuovo e tirare avanti ancora un poco perché ormai tutti quanti sono stati interessati dal fenomeno degenerativo-strutturale ed anche gli stessi strumenti della “cura” lo sono! Non vi sono più a parere dello scrivente ed a meno di qualche tardiva scoperta dell’ultimo minuto, che prolungherebbe di poco l’agonia, campi, terreni, aree vergini da sfruttare e martoriare ancora per ottenere quei facili guadagni che in passato erano garantiti facendo queste azioni di rapina ed omicidio sistematici; in nessun settore ciò è oggi ancora possibile impunemente, soprattutto a carico dell’uomo il quale, dopo tante violenze, ingiustizie, vessazioni subite sta imparando a sua volta  a commetterle oppure a guardarsi da esse come prima non avveniva. E’ passato l’entusiasmo primiero dei “vergini”, e nessuno vuole oggi sacrificare se stesso in vantaggio di un sistema odioso che violenta, che parassita legalmente o meno ogni azione, ogni intento, vanificandolo mortalmente ancor sul nascere. Ci vorrà ben altro per convincere ancora una volta l’uomo a metterci l’anima in quello che fa come avveniva quando i popoli si schieravano pronti alla morte per difendere un ideale o un altro, ma credendoci davvero. Non serviranno i coltelli puntati alla gola, nè i fucili alla schiena, non serviranno i ricatti, le astute e lubriche prolusioni degli imbonitori della politica o della religione, non servirà la psicologia, non servirà il capestro economico, NON SERVIRANNO I SACRIFICI UMANI CHE COSTORO VORREBBERO VOLENTIERI ATTUARE PUR DI SALVARSI ANCORA UNA VOLTA, MA CHE NON SONO LORO CONCESSI NELLA MISURA IN CUI VORREBBERO ATTUARLI. Il patto è irrimediabilmente infranto poiché è stato tradito fin dall’inizio e l’uomo ora lo sa e lo comprende!

GUAI ALL’UOMO CHE CONFIDA NELL’UOMO!

L’umanità ora ha compreso o sta per farlo; essa è stata  crudamente disillusa nei suoi miraggi da quelli stessi che glieli avevano propinati e che ancora, ciechi, siedono sui loro troni e tronetti di cartapesta ignari che il fuoco sta per divorarli tutti quanti. Essi ricostituiscono con l’arroganza che è loro propria le loro forze, si riorganizzano ogni volta per essere peggio di ciò che erano di prima, nella speranza di prevalere, di riguadagnare ad ogni costo il tempo perduto, di rivalersi crudelmente sui piccoli, ma forse questa potrebbe essere la loro ultima volta; lo spero di cuore, ma se anche così non fosse , la parabola discendente, per questa genia credo proprio sia irrimediabilmente iniziata.

Quando preghiamo:  – Venga il Tuo Regno… – lo facciamo invocando ogni volta, sperando che finisca presto il regno di quelli che ora e da sempre dominano la terra con ingiustizia spietata. Questo certo avverrà; come e quando lo stabilirà Dio solo, nella sua assoluta giustizia, ma noi, vigilando e riflettendo, possiamo coglierne i segni premonitori nel nostro cuore seppur vaghi o ancora indefiniti.

Questa pare proprio essere la fine del mondo o solo il suo inizio; ma invece è unicamente la fine del loro mondo, che non funziona più ogni giorno che passa e, credo proprio, sempre meno funzionerà per il futuro, senza speranza di potersi mai più riciclare in alcun modo.

Non resta che attendere l’esito.

Salmi 13:1 Al maestro del coro. Di Davide.
Lo stolto pensa: «Non c’è Dio».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.

Salmi 13:2 Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c’è uno che cerchi Dio.

Salmi 13:3 Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
più nessuno fa il bene, neppure uno.

Salmi 13:4 Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?

Salmi 13:5 Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.

Salmi 13:6 Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.

Chi ha fede, chi non vive di arroganza, ingiustizia e sopruso non deve comunque temere nulla perchè il Signore è Fedele; lo so, è a volte difficile anche per me che vado “predicando” queste cose che mi escono dal cuore  ma, … pensateci ogni tanto e vedrete uno spiraglio di luce.

Luca 21:28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Salmi 74:11 Annienterò tutta l’arroganza degli empi, [dice il Signore]
allora si alzerà la potenza dei giusti.

L’adulterio

Gesù ha esteso il giudizio della Legge di Dio, nei riguardi dell’adulterio e di conseguenza anche di ogni altro peccato, fino a toccarne la sua prima manifestazione nel cuore umano.

Matteo 5:27 Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;

Matteo 5:28 ma io vi dico: chiunque guarda una donna (soltanto) per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

A questo aggiungiamo un consiglio che procede sulla stessa linea estremamente pura:

Matteo 5:29 Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

Matteo 5:30 E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

Ma poi aggiunge:

Matteo 15:18 Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo.

Matteo 15:19 Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.

Viene allora da riflettere su cosa si deve fare se, come Gesù afferma, il cuore stesso è la sorgente dello scandalo e del peccato? Forse che l’uomo deve strapparselo per salvarsi?

Cosa intendeva dire Gesù con tutto questo insegnamento che dichiara in purezza e verità i dettati della Legge di Dio? Intendeva forse porre una condizione che all’uomo normale risulta impraticabile? Voleva forse dichiarare implicitamente che tutti sono già condannati nella loro stessa natura? Nessuno infatti odia la propria carne e sono davvero pochi gli uomini che non bramano, quantomeno in embrione, nel cuore, ciò che loro manca o solo appare bello prima ancora di guardare se sia legittimo. Il moto istintuale, basso, vegetativo, animale, infatti, precede e prescinde sempre dalla volontà della mente nell’uomo normale. Gli ipocriti o i superficiali solitamente seppelliscono e negano totalmente questa scomoda, implicita evidenza della condizione umana, ma non per questo essa, in loro, sparisce nel nulla. Spesso diviene anzi ancor più insidiosa perché non più riconosciuta per ciò che oggettivamente è.

Con questo Gesù afferma prima di tutto una Verità assoluta. E’ poi più che verosimile che abbia detto in tal modo intendendo rivolgersi particolarmente a tutti coloro che, come i Farisei, ritenevano di potersi giustificare da soli, interpretando la Legge di Dio spingendone fino all’assurdo l’applicazione  secondo accezione letterale,  partorendo una serie infinita di usanze, tradizioni, ritualità esteriori, liturgie che di per se non possono salvare l’uomo naturale da ciò che oggettivamente è. E’ sempre una forma di idolatria fare questo cioè costruire un simulacro di terra alla Legge divina che invece è Spirito e Vita, credendo che  possa salvarci mediante le sue assurde esasperazioni.

Gesù, io credo, volle precisare, rivolgendosi specialmente a chi esagerava  l’interpretazione e l’applicazione delle leggi di Mosè,  l’estremo limite cui effettivamente giunge la Legge di Dio. Volle in tal modo fare riflettere. Nella pratica di di essa con una pretesa esattezza umana, qualsiasi comportamento, anche di poco mancante, rispetto a tale limite verrebbe dalla Legge inevitabilmente condannato; ne deriva quindi che nessuno di quelli poteva essere giustificato in questo modo; ma essi lo avrebbero potuto comprendere solo scendendo di un poco, con umiltà dai pulpiti della millantata perfezione che si erano costruiti e conquistati nelle generazioni. Inutile precisare che questo messaggio di portata universale vale anche per i “farisei”di oggi, comunque siano travestiti e nulla ha a che fare con una questione razziale o religiosa ma solo con i contenuti di giustizia propri delle persone. Comprendiamo quindi che l’azione del volere umano diretto ad ottenere l’autopurificazione si rivela incapace di penetrare e correggere i misteriosi ed imperscrutabili anfratti del cuore, di scindere il legame pernicioso ed oneroso che incatena l’uomo rendendolo succube del peccato.

Luca 11:39 Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è (rimane) pieno di rapina e di iniquità.

Potrebbe sembrare una condanna o un’invettiva durissima, ma era solo un monito in toni accesi, non perché i Farisei fossero imperfetti nella Legge, ma perché rifiutarono di riconoscerlo.

Giovanni 9:41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».

All’uomo vengono quindi presentate da Cristo due vie possibili: quella difficilissima di realizzare in se la Legge di Dio fino ad assoluti e totali livelli di perfezione, a costo di cavarsi occhi e tagliarsi mani, oppure quella (ben più logica e praticabile), di affidarsi alla misericordia di Dio usando a sua volta  misericordia verso il prossimo, essendo cosciente delle proprie  (da se stesso), inguaribili debolezze.

L’esperienza pratica ci mostra con larga messe di esempi come laddove l’uomo abbia scelto la prima possibilità si sia immancabilmente giunti (salvo forse rarissime eccezioni che tuttavia confermano la regola), a produrre una larga messe di perfetti ipocriti, falsi con gli altri e con se stessi a tal punto da non riuscire nemmeno più a riconoscersi come tali.

Ecco, io credo, perché hanno inventato le flagellazioni, i cilici, i digiuni, le mortificazioni, umiliato la donna con burqua ed ogni altra barbara usanza. Ecco perché condannano a morte i sessualmente diversi. Ecco perché condannano a morte! Condannado a morte tutte queste manifestazioni dell’umanità essi in realtà tentano di esorcizzare quella stessa natura che si riconoscono dentro e che non possono in nessun modo scrollare da se stessi, una natura che reagisce potente agli stimoli suoi propri, malgrado ogni forma di castrazione e penitenza autoiflitta, malgrado ogni ferma volontà tesa a impedirlo, malgrado ogni preghiera ripetuta con la bocca all’infinito.

Quando infatti “quel tipo di santo” o eterno aspirante a tale condizione deve scontrarsi duramente, ogni giorno, con la propria natura corporale, animale ed i suoi limiti, piuttosto che riconoscere umilmente la propria insufficienza di fronte ad essa, sarà portato preferibilmente a nascondere la propria macchia incolpando di essa ciò che è invece null’altro che un elemento in se innocente, ma col naturale potere di eccitare la sua brama. Così, colui che nel cuore è ladro, sarà più facilmente pronto a d accusare, giudicare e condannare assolutamente colui che ostenta una ricchezza che egli desidera invece possedere ardentemente rivelando così a Dio di essere peggiore di lui.  Io credo che un vero Santo possa rimanere indifferente e puro anche in mezzo ad un circolo di donne provocanti ed invece quell’agire di iniqua castrazione e repressione inevitabilmente perpetrato da molte religioni, per lo più a carico delle donne ma non solo, a mio parere prova proprio il contrario di quello che si vorrebbe affermare; prova che oltre a non essere santi, i sedicenti perfetti sono pure grandissimi ipocriti, incapaci di comprendere i principali fondamenti reali dell’insegnamento religioso e dello Spirito di Dio.

E siccome alla fine non possono non rendersi conto di tutto ciò ecco che si riducono, si determinano ad operare solo per curare il loro aspetto esteriore, pilotare falsamente il giudizio e la considerazione degli uomini, sola cosa che a loro in fondo interessa.

Davvero accade che le persone si qualificano per sempre di fronte a Dio in comportamenti come questi!

Dunque Cristo ci dice, giustamente, che basta meno di una piuma per infrangere la Legge di Dio, basta meno di una piuma perchè la nostra anima pesi troppo sul piatto della bilancia ma, per chi sa e può ascoltare e a differenza da quanto vi hanno lasciato capire fino ad ora, non lo dice per condannarci o accusarci come invece ha fatto per millenni certa religione aliena da Dio. Lo dice perché diveniamo coscienti delle tare che l’essere umano, volente o nolente, reca in se stesso. In base a ciò è scritto giustamente:

Romani 3:23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,
Romani 3:24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.

Romani 3:4 Impossibile! Resti invece fermo che Dio è verace e ogni uomo mentitore,

Giovanni 8:7 E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».

In sostanza possiamo così riassumere l’insegnamento di Gesù riguardo all’adulterio ma anche al peccato in generale:

La Legge di Dio non verrà mai meno e insiste su ogni cosa creata, ma tu, uomo, devi avere presente che sei sottomesso fin dalla nascita al regime del peccato, e questa sottomissione è uno status quo della tua attuale natura; il peccato e la sua legge, nel tuo cuore, comandano spesso, coi fatti, più della tua stessa volontà manifesta. Se credi di poterti santificare solo con la tua volontà e con le opere umane di devozione e penitenza sbagli profondamente perché invece otterrai solo il sepolcro imbiancato ovvero il tuo guscio esteriore puro (forse), ma all’interno ogni sorta di marciume permarrà indisturbata anche se sepolto nel cuore in un vaso dal coperchio di piombo. Dato che nessuno può giudicare il cuore umano, se non Dio, come puoi pretendere tu di guarirlo dal male con pratiche umane? Questo perché sei un essere nato schiavo del peccato ed il peccato ha, in varia misura, un potere ed imperio reale su di te avendo un dominio più o meno esteso su parti del tuo cuore che la tua volontà non può direttamente controllare (brame, passioni, istinti ecc.). Il confronto giudiziale con la Legge di Dio schiaccerebbe immancabilmente e soprattutto anche il più puro o giusto fra gli uomini proprio a causa di esse.

Allora che fare?

Noi sappiamo che Cristo è venuto a liberare l’uomo dal giogo della Legge, che lo condurrebbe impietosamente  e sicuramente ad un giudizio di condanna, mediante il perdono, la grazia e la misericordia; non che per questo la Legge sia abolita o sminuita di importanza, al contrario, ma una nuova via, più diritta, comprensibile, ragionevole e praticabile viene aperta all’uomo da Cristo. Essa favorisce ed incoraggia la presa di coscienza del proprio limite e, al contrario, invita l’uomo a farsi eunuco della propria volontà in favore di quella di Dio; invita l’uomo che sia cosciente della propria imperfezione e limitatezza ad affidarsi a Dio in ogni cosa, anche nell’ottenere liberazione dal proprio peccato, per quanto inconfessabile o imperdonabile possa sembrargli.

Isaia 1:18 «Su, venite e discutiamo»dice il Signore.
«Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.

Isaia 1:19 Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.

Non si dice all’uomo: – liberati dal male !-, ma lo si invita a pregare il Padre con un –Liberaci dal male! – E’ Lui che libera dunque!

Abbiamo assistito invece, nella storia di quasi tutte le religioni, ad un fiorire, ad un proliferare di posizioni, usanze ed insegnamenti tanto assoluti quanto assurdi che di queste parole di Gesù e della volontà di Dio tutto hanno colto meno che lo Spirito suo e l’intento.

Gesù non intendeva, con ciò che ha detto, fare dell’umanità una massa di persone sessualmente inibite o deviate, in vario grado, Egli non intendeva “castigare” o mutilare l’indole naturale umana affermando che anche il solo guardare  o desiderare è peccato d’adulterio commesso nel cuore.

Il suo ragionamento era diverso e potrebbe così esprimersi:

Voi tutti, che fate dell’applicazione rigorosa e formale della Legge il vostro assoluto punto di forza, di giudizio ed elezione state bene attenti, perché io vi conosco bene, so perfettamente che dentro non siete affatto esenti da certi istinti malgrado tutti i vostri duri sforzi e se sarete così rigidi e spietati nel giudicare gli altri (condannando a morte), quello che portate addosso e che a Dio non si può nascondere, varrà a farvi sicuramente condannare. Noi sappiamo che Cristo è venuto a liberare l’uomo dal giudizio della Legge mediante il perdono, la misericordia ed il dono di se stesso.

Con questo, vale sempre per tutti il Comandamento di non peccare cioè di non rendersi complici con la propria volontà dei propri istinti, di  cercare di non aggiungere, ma di sottrarre il peso della nostra personale intenzione e volontà a quello dell’eredità negativa che già portiamo addosso, grande o piccola che sia. Il rispetto del prossimo e l’amore per la vita altrui, da soli, dovrebbero essere un deterrente più che valido e ragionevole contro l’induzione a peccare oltre che un parametro per giudicare la effettiva gravità dell’azione peccaminosa.

Giovanni 8:11 Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più».

In proposito, voglio ribadire ancora una volta che la soggezione al peccato, dalla quale tutto il genere umano è gravato, non ha nulla a che fare con la concupiscenza della carne nè si trasmette ai discendenti per mezzo di essa, come sostenuto erroneamente e non so in quale tipo di buona o cattiva fede da alcuni Padri della Chiesa ( Agostino, Ambrogio). La dimostrazione evidente, che loro non potevano prevedere, sta oggi nei figli nati dalla fecondazione in vitro, che pur essendo totalmente alieni dal concorso della libidine umana, hanno, in merito ai rapporti col peccato, una natura uguale a quella di tutti. Si tratta quindi, come ho già affermato di uno status dell’umana natura, di un livello di esistenza in cui l’uomo si è calato che si procrastina più per una trasmissione di tipo genetico che non magico e misterioso.

Il Vasaio

L’azione di Dio sull’uomo, durante i secoli è stata in più riprese paragonata al lavoro del vasaio. Cercherò di chiarire come questo sia un aspetto assai importante nel lungo processo di purificazione e separazione dei valori di Bene e di Male in questo mondo affinché si attuino le premesse per la nuova Creazione che come sappiamo sarà assolutamente pura dall’empietà e dal male in ogni sua forma…

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