Natale 2013

Un augurio sincero a tutti gli affezionati Lettori di questo blog, a chiunque sia vivo, ed una grande esortazione a sopportare il penoso momento presente con pazienza e Speranza.

Non farsi condizionare interiormente dall’immondizia morale, sprituale, dalla falsità che sovrabbonda ovunque e spudoratamente avvolge ogni pretesa manifestazione di bene che appare sulla piazza, costituisce il primo passo di una presa di coscienza individuale ferma che ci permetta di volare nel deserto con ali di aquila e di guardare in alto in attesa della vera Liberazione che non verrà certo dagli uomini, dalle politiche o dal mondo.

Questo motivo soltanto regge ancora la nostra esistenza attuale fatta anche di solitudine, ma in vista della comunione perfetta.

Si affannano dunque invano i popoli, le nazioni si affaticano per nulla», per volere del Signore e sono sempre di più a rendersene conto personalmente ed anche dolorosamente; ma il Signore rimane per sempre e ciò che gli si è affidato anche solo con la preghiera non verrà corrotto, perduto o rubato da nessuno.

Non dimentichiamoci mai del Signore.

Quando Dio…. non risponde

Sono in molti a porsi spesso questo interrogativo: Ho pregato molto ma non ho ottenuto risposta alcuna da Dio. Perché?

Perciò, in molti si rivolgono spesso e preferibilmente alla Madonna o ai Santi, per non dire di peggio, pensando che siano più inclini ad accogliere le istanze e i desideri umani e che riescano in qualche modo ad ottenere una intercessione favorevole presso Colui che pare troppo giusto e duro per esaudire, comprendere l’uomo ed averne compassione.

Io credo che non ci sia nulla di più sbagliato di questo modo di pensare ed intendere il nostro rapporto col Divino.

1G 4:16 Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.

Il motivo è semplice: se Dio è Amore, Egli non ha bisogno di intercessioni per sapere e comprendere i drammi degli uomini e tanto meno prenderà “lezioni” da una qualsiasi delle sue creature, per quanto Santa, visto che tutto ciò che esse possono esprimere trova la sua prima sorgente in Dio stesso. Quando Dio accoglie una intercessione da parte di una creatura, lo fa per attestare che tale Creatura è nel suo amore; è una attribuzione d’amore fatta verso l’intercessore ed un’ approvazione del suo modo di presentare ragionatamente l’intercessione. Possiamo anche dire che essendo Dio onnisciente gli era perfettamente preconosciuta l’istanza che sarebbe poi stata avanzata.

Pertanto l’intercessione e relativa preghiera presenta un rischio cioè che con essa si possa offendere Dio. Uno dice: davvero Dio è amore ma io pregando Maria e i Santi mi rivolgo proprio a coloro che incarnano l’aspetto più comprensivo  di tale amore di Dio, all’aspetto più prossimo alla mia natura umana, ovvero cerco di avvicinare Dio per il suo lato più impetrabile dal mio punto di vista.  Questo è un ragionamento che sembra umanamente corretto, ma invece è stolto ed anche blasfemo perché pretende di dividere in Dio ciò che ci fa comodo da ciò che non ci aggrada, ciò che ci è vicino da ciò che ci è lontano. Ma Dio è UNO e nessuno potrà predendere di dividerlo impunemente o di piegarlo alle viziose abitudini umane. E poi noi abbiamo già un avvocato presso Dio che è Cristo:

1Gv 2, 1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. 2 Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

e se non bastasse:

Rm 8,26 Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili;

Dunque chi cerca altre cose oltre a quelle date da Dio corre il rischio reale di incappare in un inganno di larghissime volute, atroce e funesto, ma evidentemente non tutti sono in grado di comprendere le cose alla luce della ragione  e della Verità senza esperire prima la loro esperienza diretta.

Tornando al tema iniziale: quando Dio non pare rispondere alle nostre istanze, ciò non è che una nostra sensazione umana dovuta alla piccolezza del nostro considerare la realtà esistenziale. Questo accade perché noi possiamo solo a fatica e superficialmente considerare ciò che ci circonda da vicino, il rapporto con alcune persone a noi legate, forse predisporre qualcosa del domani, forse ricordarci di qualcosa di ieri. Ma Dio ha presente esattamente ogni cosa, il passato il presente, il futuro di ogni esistenza ed il tutto, per quanto lo riguarda, rientra sotto la legge assoluta di giustizia oltre che quella di Amore.

Quando il bambino implora con insistenza il genitore per avere un dolcetto ed il genitore amoroso non lo esaudisce perché conosce che il quel momento gli scatenerebbe l’acetone e la malattia, il bimbo non se ne rende conto perché ignaro delle cose più grandi di lui e pensa che il genitore non lo ami e non ascolti la sua preghiera; ma quale è invece la verità? Tutti siamo in grado di conoscerla se poniamo la nostra mente sul piano delle più ampie vedute del genitore, ma essa non si vede ed originano errate considerazioni se ci ostiniamo nella mentalità limitata del bambino. Se poi il bambino caparbio si mette alla ricerca di caramelle presso sconosciuti che in apparenza sembrano più benevolenti o santi dei suoi genitori, per aggirarne il diniego ed ottenere il suo soddisfacimento, sappiamo bene tutti in cosa potrebbe incorrere oltre al male fisico sicuro causato dall’assunzione di qualcosa che per lui è nocivo.

Ora dovremmo considerare che il percorso vitale umano non è tutto gioia e felicità come certi vanno predicando e pretendono falsamente di ostentare .

La fede in Dio, la preghiera, l’osservanza reale della Legge di Dio nella vita, l’amore fondamentale per la Verità e per il Prossimo ci danno sì un’ancora di sicurezza e pace interna, ma non sono affatto garanzia o diritto acquisito ad una vita tranquilla, ad una via larga e spaziosa. Chi predica questo è un mentitore ed un apostolo dell’ipocrisia per non dir di peggio.

La vita del cristiano, invece, passa necessariamente, a volte, attraverso le valli oscure, le ingiustizie subite impietosamente, la morte dell’ego, la tristezza infinita dei momenti, la visione e il peso del Male, la Croce, per dirla in parola semplice. Questo è il Calice reale della nuova Alleanza che accettiamo di bere e condividere col Cristo, un calice che non ci è gradito umanamente ma che beviamo in onore dell’Alleanza stipulata con Dio da Gesù che lo bevve per primo anche per noi. Questa è la nostra celebrazione di fede, la nostra messa reale e quotidiana di Cristiani amanti di Dio.

Voi avrete afflizione nel mondo, disse Gesù e questa afflizione passa a volte anche attraverso il dubbio di non essere stati ascoltati da Dio. Ma non è così e verso la fine della vita ciascuno se ne renderà conto oggettivamente guardandosi all’indietro. Con la Fede noi possiamo trovare consolazione e spiegazione assai prima ed evitare di incorrere nell’errore di rivolgerci al soggetto sbagliato credendolo dio.

Guardiamoci dall’idolatria!

Il tempo delle prediche e degli insegnamenti credo sia per me sul finire. Penso che non scriverò più altre cose su questo blog perché ritengo che per ora possano bastare. Il momento della lotta si avvicina ed in tal caso solo i fatti possono parlare.

Il mio è un Augurio fondato di Speranza a tutti gli affezionati Lettori ed all’umanità per la forza e la santità del nostro Dio.

Qualsiasi cosa possa accadere fra gli uomini non temete e guardate in alto.

Buona Pasqua tutti.

Natale ?

Quale risulta essere  il significato attuale di questa festa?

Non è possibile credere di celebrare Colui che nacque in una stalla per salvare il mondo intero (e spesso ingrato) coi riti pagani del tempo attuale. Orge di clamore, di consumo e spreco, di celebrazione orgogliosa del sé e  della mercificazione totale nelle quali diviene sempre più arduo rintracciare del Sacro che non sia quello relegato al ruolo infame di “reggitor di moccoli” delle umane consuetudini o tradizioni. Tutto ciò serve per distogliere dal vero, serva a illudere l’uomo e il nostro cuore, se non succube di questo, ce lo dice chiaramente facendoci avvertire ogni volta di più il vuoto cui questa strada conduce.

La Celebrazione deve pertanto essere interiore e, meglio ancora, dovrebbe essere continua, svincolata dalle date e dai tempi. La ricorrenza del calendario è null’altro che un appunto, un pro-memoria e la festa dovrebbe costituire l’occasione per essere materialmente ed interiormente liberi dagli impegni mondani al fine di ritirarsi in se stessi per pregare, meditare, riconciliarsi con Dio e gli uomini, pensare a cosa faremo domani secondo il Signore. Come i cristiani degli inizi che, a causa dell’aggressione del paganesimo, celebrarono il Signore nelle catacombe, di nascosto, così oggi io credo siamo in una situazione analoga o ancor peggiore, dato che il paganesimo stesso si è rivestito quasi perfettamente di cristianità, l’ha voluta direttamente  impersonare per colpire nel profondo l’essenza e lo Spirito stesso di questa Fonte basilare per l’uomo. La nostra catacomba attuale sia dunque il segreto del cuore rischiarato dal lume dell’intelletto che dobbiamo proteggere e custodire puri sopra ogni cosa.

Ricordiamoci sempre del Signore che sempre è presente, anche nel momento più buio. Lui ci ha già salvati infallibilmente, tutti quanti. Sia lode e gloria al Signore per sempre nei cuori di tutti gli uomini di buona volontà che gli appartengono da sempre. Nessuno potrà mai sottrarglieli e questo è il nostro vero Natale.

Un augurio di bene a tutti gli affezionati lettori ed al mondo perché ciò che è ancora vivo sappia riscuotersi e comprendere la sua vera forza in attesa che tutti i nemici nascosti vengano posti a sgabello dei piedi del Signore. Allora si alzerà la potenza del Popolo Santo che gli pppartiene.

Guarire con la mente

Quello che sto per dire non pretende affatto di avere valore di prova, tanto meno di prova scientifica e non pretende nemmeno di essere un metodo valido per tutti e in ogni caso di malattia possa presentarsi. Si tratta solo di alcune esperienze, osservazioni e ragionamenti personali che però potrebbero servire a motivare ed aiutare colui che si sentisse liberamente ispirato a svilupparle. Solo Dio è onnisciente e queste cose sono comunque cose umane con tutti i loro limiti seppure, a volte, di grandissima utilità.

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Il Calice

C’è un Calice pesante e triste che sta sempre davanti al Signore di tutto l’Universo. Più che un calice pare un oceano, tanto grande è il numero di coloro che in ogni tempo sono vittime inermi e incolpevoli di atroci ingiustizie.

Apocalisse 6:10 E gridarono a gran voce:
«Fino a quando, Sovrano,
tu che sei santo e verace,
non farai giustizia
e non vendicherai il nostro sangue
sopra gli abitanti della terra?».

Apocalisse 6:11 Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro.

Abbiamo qualche dubbio sul fatto che esistano molti tipi di uccisione? Oggi pare prevalere quella inapparente causata dal peso spropositato di leggi, adempimenti , imposizioni ed oneri connessi al ricatto più brutale verso la propria esistenza, che possono ad un tratto divenire insostenibili alla persona fino a far decadere in lei il senso naturale della sua dignità, del proprio onore, della propria forza. Queste cose,  in fondo, hanno lo scopo di farci  perdere la speranza nel Bene affinché ci concediamo anima e corpo al Male.

Gli empi, che sono poi coloro che si sono fatti carnefici consapevoli dei loro fratelli, a vario titolo e per propria utilità, hanno operato in modo da cucire la bocca e la lingua alle proprie vittime, affinché nemmeno potessero più lamentarsi e denunciare; hanno operato per corrompere il giudizio degli uomini, portando la loro infezione fin dentro la genetica delle leggi della società civile,  per conseguire a se stessi tutte le vie dell’impunità, la ricchezza ingiusta e quella specie di ridicola onnipotenza di cui vanno fortemente fieri.

Sì, questa è la perfezione dell’opera loro! Questa è la maturazione della loro pianta in attesa che venga il Mietitore il cui giudizio nessuno può comprare in nessun modo e a nessun prezzo. Egli non si può ricattare in alcun modo, Egli conosce ogni cosa anche la più segreta e non dimentica e giudica infallibilmente; Egli non tarderà un minuto oltre il tempo giusto per agire come deve!

Questo poco, (che non è poco), serva a consolare e guidare chi è nella sofferenza più cieca, affinché non compia atti irreparabili di autolesionismo. Sappiano coloro che sono disperati che esiste un motivo più che valido per dire ogni giorno: devo arrivare ancora a domani! Porto la mia sofferenza sapendo che il mio destino ultimo è nella mani del Signore e non degli uomini! Egli solo potrà rendermi vera giustizia e non permetterà che le porte degli inferi prevalgano contro la mia piccola Chiesa, contro il Tempio della mia Giustizia che io onoro e mi rifiuto di infrangere malgrado tutto.Devo vivere il più a lungo possibile sperando di vedere il Giorno del Signore!

E’ scritto che voi  miti erediterete la terra! E’ scritto che voi  piangenti sarte consolati da Dio stesso. E’ scritto ed è verissimo, che tutto questo Male un giorno avrà fine e con esso i suoi infami sacerdoti. Tutto ciò non per opera dell’uomo, ma per la Giustizia di Dio.

Pensateci bene: quale potere per longevo e grande sia stato ha potuto sfidare i secoli? Quale idolo non è stato mai rovesciato? Guardate bene in alto, alzate il capo invece che abbassarlo. Anche il mendicante può guardare il cielo, anche colui che siede nel fango! Dentro di voi ha inizio la vostra Libertà.

Non giudicare!

Non giudicate per non essere giudicati! questo insegna il Vangelo (Mt 7,1).

All’uomo non appartiene il Giudizio e se lo esercita questo diviene assai facilmente strumento di ingiustizia ad onta delle apparenze. Parlo del giudizio assoluto, di valore morale, non di quello esercitato nella società come dolorosa necessità per cercare di produrre un simulacro di giustizia che pure non sfugge esso stesso a questa verità.

Dobbiamo riflettere molto sul fatto che il comportamento esteriore, manifesto dell’uomo, – la sola cosa di lui visibile e pertanto giudicabile da altri uomini – è quasi sempre  condizionato. Con questo voglio dire che l’intento, l’impulso iniziale che ha condotto a quel determinato atto o comportamento che ci si appresta a giudicare sia in bene che in male non è quasi mai espresso in purezza; il comportamento medesimo non è che una risultante di quell’intento modulato da altri, molteplici e difficilmente individuabili fattori condizonanti. Il giudizio pertanto può essere fatto solo da chi (Dio), sa vedere limpidamente in fondo al cuore quali siano gli intenti e le volontà primarie dell’essere che ha davanti.

Il condizionamento è a volte palese, molto spesso occulto, invisibile, insospettato eppure, proprio per questo, ancor più potente. Siamo condizionati ad es., quando entriamo in un ambiente stressante, contrario al buon vivere ed agiamo nervosamente, ci adiriamo, bestemmiamo, così come siamo altrettanto condizionati, questa volta in positivo, dall’esatto contrario cioè da un ambiente naturale, sereno,  a misura d’uomo. La medesima persona può dunque bestemmiare o lodare Dio a seconda dell’ambiente in cui si trova. E vorremmo giudicare e giudicarci in assoluto sulla base di queste manifestazioni esteriori? E’ fin troppo evidente che qualcosa in questo modo di ragionare non quadra. E’ infatti grande la differenza fra Dio che vede e giudica il “fondo” dei cuori conoscendo ognuno fin dall’origine e l’uomo che vede e giudica secondo esteriorità, immediatezza, secondo ciò che appare. E’ proprio questo giudizio alla maniera umana, sbagliato per sua natura ed impostazione, che infine gonfia e sostanzia l’anima pagana della società e del mondo, anima, ambiente ideale dove l’iniquità può espletare al meglio le sue arti.

Per quanto poi riguarda il problema della nostra carità o della nostra fede, del nostro ritenerci e professarci fedeli a Cristo, rilevo che esiste un rischio analogo ovvero che l’influenza di quanto di pessimo ci circonda, possa metterle duramente alla prova. Il timore che  ho è quello di vederle cadere miseramente davanti alle prove, alle situazioni difficili che possono venirci incontro e delle quali non possiamo assolutamente prevedere il rigore cioè la gravità con cui verranno a combattere contro i nostri Credi o Principi sacrosanti. Non mi sento affatto certo di me stesso se ipotizzo di essere messo in certe situazioni che pure si verificano nell’umano contesto, ma confido nel mio dialogo con lo Spirito.

Se crediamo veramente, nulla e nessuno, fino alla morte, potranno mai smuoverci dalla nostra fede, ma io ho talvolta timore, preoccupazione di essermi ingannato anche su me stesso e qui emerge fortemente la funzione e l’utilità estrema della preghiera, del dialogo con Dio, come fosse un ormeggio di nave da rinforzare in previsione di una tempesta.

Gesù stesso pregò perché non venisse meno la fede negli apostoli di fronte alle prove consistenti in satana che, per concessione di Dio, vaglia come grano la purezza dell’agire umano:

Luca 22:31 Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano;
Luca 22:32 ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli».

Comprendiamo quindi il significato del “non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male” con cui preghiamo; si tratta semplicemente di un timore espresso a Dio in forma di preghiera che ha come scopo non quello di limitare l’azione purificante di Dio ma quello di farci prendere coscienza continua della nostra debolezza umana di fronte alle prove, alle tentazioni che pure egli permette per il nostro bene.

Rendiamoci quindi conto che, deprivato il giudizio umano da ogni valore di verità, crolla di conseguenza tutto un universo di opinioni, dicerie, convinzioni, azioni e reazioni basate su di esse, che costituisce gran parte del costrutto vitale di una società, che regola e determina i suoi rapporti di forze e valori interni.

Tutto ciò non vale nulla di fronte a Dio semplicemente perché non è basato su Verità!

Comprendiamo di conseguenza perché  all’avvento del regno di Dio in terra corrisponderà inevitabilmente il crollo, lo sconvolgimento della società, della “città” della terra così come le intendiamo adesso e così come sono state previste e descritte mediante tutti gli svariati simbolismi apocalittici; verrà infatti demolito il fondamento, il principio stesso su cui, da sempre, queste realtà sono edificate. I tempi nuovi dunque passeranno inderogabilmente attraverso una presa di coscienza dell’uomo nella Verità come mai avvenne in passato ed a fronte di questo mutamento vi saranno degli sconfitti totali che saranno coloro che solo grazie alla menzogna ed alle sue costruzioni ed opportunità vivevano bene in questa dimensione facendo di essa il loro paradiso a danno degli altri. Non sto parlando qui dei peccatori dei quali Gesù afferma:

Giovanni 8:34 Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.

Sto parlando degli empi ovvero di coloro che del peccato sono schiavi, ma in una altro senso cioè non vittime ma artefici coscienti della propria schiavitù per avere voluto rigettare la Verità. Non sappiamo chi siano, ma è ragionevole ritenere che tali persone esistano visti i frutti prodotti dal loro albero.

Oggi un altro essere umano si è dato fuoco per questioni economiche.  Una ennesima vittima della disperazione estrema in cui indubbiamente altri uomini lo hanno anche indirettamente costretto. Seppure il giudizio su persone non si può dare per i limiti umani sopra cennati è necessario ribadire che queste cose verranno precisamente  e certamente  imputate a qualcuno che ora vive molto bene (come il ricco epulone), ridendosela dei poveri  e dei guasti che contribuisce attivamente a creare. Quando Cristo dirà loro:

Matteo 25:41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Matteo 25:42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;

essi allora cascheranno dalle nuvole perché sarà rivelata apertamente e tragicamente tutta la loro iniquità, da loro stessi dimenticata ed ignorata al punto di non crederla nemmeno più esistente e reale. Questa sarà la loro tragedia se non vorranno cambiare!

E’ davvero triste, disarmante, deludente constatare come in un paese cosiddetto “civile”, accadano ancora di queste cose. E’ incomprensibile come non esista quantomeno una soglia minima di avere che non sia franca da ogni ipoteca o balzello perché vitale alla sussistenza dell’uomo. Non abbiamo tutti egualmente il bisogno di mangiare e bere, di respirare? Ebbene l’affanno che queste situazioni di vessazione assoluta creano nell’uomo è tale da togliere anche il respiro e causarne l’affanno dell’anima.

In un paese i cui governi  civili e spirituali si attribuiscono sempre ed invariabilmente ogni miglior attributo di santità,  umanità e democrazia, il non garantire un minimo vitale alle persone tutte è peccato grave, inescusabile come e più dell’omicidio  oltre che testimonianza squallida e pur verace dell’inganno in cui siamo nati, cresciuti e viviamo da sempre! Chi uccide in questo modo inapparente elude forse la giustizia umana ma mai, certo, quella divina che saprà bene come esigere il suo da tutti coloro che a vario titolo, in ogni tempo e non solo da oggi, hanno contribuito a gettare le fondamenta ed accrescere l’edificio schiacciante del sistema iniquo che causa queste tragedie assolute dell’umanità.

Il tempo corre veloce e mentre per l’uomo si appressa un futuro luminoso e pieno di Vita, dopo le tempeste stabilite, per il sistema di questo mondo ed i suoi adepti il tempo è breve, sul finire.

Le prove, le tragedie, le cose spiacevoli che accadono intono a noi e qualche volta ci colpiscono direttamente sono fatte per farci aprire gli occhi in modo da vedere come e quando agiscono coloro che mai ci vorrebbero vedere liberi e felici, capaci di vivere della Verità rendendo coscientemente gloria a Dio. Verranno alla luce poco a poco tutti costoro, non dubitiamone. Già molto si è visto, ma il meglio deve ancora venire.

Quando tutte queste cose cominceranno ad accadere (ed accadono), guardate in alto perché la vostra liberazione è vicina.

Credere – Le ragioni della Fede e del razionalismo

Mi sono chiesto molte volte che cosa, in fondo in fondo, orienti, determini le persone a credere o non credere a certe verità  così come, d’altro canto, alle menzogne permettendo quindi la consumazione di inganni a volte atroci a loro danno . La cosa mi interessa particolarmente per quanto concerne l’aspetto della fede e della religione, ma non solo; vedremo come partendo da questo interrogativo sia possibile  generare un ampio corollario  di ragionamenti i quali ci aiuteranno a comprendere  l’uomo e ad indirizzare meglio,  di conseguenza,  la nostra vita.

Il ragionamento filosofico di coloro che incarnano una posizione scettica o negazionista, minuziosamente ragionata, riguardo all’esistenza di cose sovrannaturali, può essere anche accolto, ma non con valore assoluto. Concordo sul fatto da costoro rilevato che esistano effettivamente nei comportamenti dei popoli e proporzionalmente al loro grado di ignoranza, atteggiamenti comuni, direi morbosi, inclini ad accogliere acriticamente ogni preteso fatto meraviglioso,  preternaturale. Ciò non fornisce tuttavia la prova della non esistenza di piani esistenziali differenti da quello  materiale e immediatamente sensibile. Questo avviene perché da sempre la prospettiva di un evento miracoloso che infranga le ordinarie leggi di natura, sollevando anche solo nell’immaginario l’umanità dai gioghi pesanti di questa e consolandola dei timori più oscuri che essa prova, ottiene come risultato una accettazione estesa, annegando in questo impeto ogni stimolo ad una analisi critica dell’evento.

Se le realtà interiori esistessero – ed esistono – avrebbero su tutto il sistema materiale-sensoriale un superiore ruolo di determinanza dovuto proprio alla loro natura. Pertanto, il razionalismo, può anche, in determinati contesti, essere applicato alla fede con vantaggio, mentre la fede viene esclusa a priori e dalle sue origini dal razionalismo il quale parrebbe soltanto accettare come probante ciò che emerge unicamente dalle esperienze sensoriali, direttamente constatabile, provabile, ripetibile, quantificabile. Siccome la fede si rivolge necessariamente e per sua natura a cose o a caratteristiche di un soggetto non concretizzabili oggettivamente – altrimenti non sarebbe proprio necessaria – essa non può, in nessun caso essere contemplata dal ragionamento razionale e scientifico fine a se stesso, riducendosi in questo caso la diatriba tra le due parti ad un dialogo tra un sordo e un muto, dove uno, pur udendo, non può parlare e l’altro, potendo parlare, non ha i mezzi per udire.

La fede, non potendosi dimostrare con la ragione proprio ai ragionatori appare loro una forma di azzardo o di “investimento personale” ad altissimo rischio su cose non direttamente accertabili per coloro che ragionano sì con intelligenza ma solo basandosi esclusivamente sulla logica cerebrale e sui dati oggettivi forniti dal proprio apparato sensorio. Possiamo ammettere questo, poiché la fede si ancora su evidenze spesso molto personali ed interiori, che non sono altrettanto trasmissibili e condivisibili al pari di una esperienza sensoriale o scientifica. Tuttavia questo non significa né preclude il fatto che nell’uomo vi sia un’altro apparato, diverso dal sensorio, con funzione simile, ma rivolto massimamente verso la sua interiorità. Le scoperte della psicologia, relativamente recenti, ci dicono che l’interiorità umana è un sistema complesso, articolato, funzionale, con le sue leggi, i suoi linguaggi simbolici ed i suoi molti lati oscuri che  la scienza e la psicologia, ancora, non hanno potuto penetrare completamente. Esse hanno tuttavia il merito di averci dissipato molti fra i meandri oscuri che alimentavano la superstizione, compresa quella  che è radicata e tuttora coltivata all’interno delle religioni.

Ma vediamo da vicino in motivi e gli orientamenti del credere che un uomo può avere:

Penso che Credere sia, in ultima analisi, l’atto esprimente il riconoscersi e il ritrovarsi profondamente nei valori dichiarati o dimostrati di un determinato soggetto e nelle sue manifestazioni.

Chi è sinceramente alla ricerca del Dio Sommo contemporaneamente riscoprirà in se stesso i motivi di un grado sempre crescente di affinità con Lui, fino a raggiungere la completa identificazione col medesimo. E’ un percorso che tende necessariamente alla realizzazione dell’Unità, in modo ancor più completo che nell’unione coniugale o nel figlio per essa concepito concepito.

Una domanda semplice, chiara ed elementare mi è stata posta: Perché noi cristiani dobbiamo credere che il nostro Dio o il nostro insegnamento religioso, sia migliore di quello professato da altre religioni? In altre parole, quali sono le motivazioni per credere in questo Dio e non in un altro? Perché affidarci  al magistero cristiano piuttosto che  al magistero ebraico, islamico, buddista e via dicendo. Cercherò di rispondere spiegando il tragitto personale per cui sono giunto a certe conclusioni.

DIO è UNO SOLO! Pertanto non si tratta di credere o di seguire un Dio o l’altro ma, al più, di decidere quale forma di adorazione o di educazione religiosa sia  per noi la più adatta allo scopo di conoscerlo amarlo, raggiungerlo.

Chiariamo subito che Dio, in qualunque modo e sotto qualunque nome si voglia indicarlo non può essere che UNO come una  ed univoca è necessariamente la Verità. Dunque lo stesso Dio per tutti da cui tutto è nato. Già il poter riconoscere intimamente il valore, il peso e la Verità di questa affermazione crea a molte persone grossi problemi di logica e soprattutto di coerenza col proprio vissuto. Il primo passo per avere una conoscenza di Dio è proprio questo: saper comprendere, riconoscere e percepire il motivo della sua unicità. Di conseguenza tutte le manifestazioni, le religioni, le dottrine, le fedi debbono essere considerate, anche dove non siano manifestamente errate  o travisate,  come parziali, provvisorie; strumenti, veicoli recanti i germi della verità, utili a quel popolo, in quel periodo storico (anche lunghissimo), in quel contesto, per indirizzare l’uomo verso la totale conoscenza di Dio che sarà compiuta per tutti solo con l’instaurarsi del suo Regno sulla terra, cioè quando vedremo “faccia a faccia” e non “come in uno specchio”, per usare le parole di Paolo apostolo. Vediamo quindi – parlo per immagine – che la cima della medesima, altissima montagna sacra può essere raggiunta o quantomeno avvicinata tramite percorsi ed orientamenti assai differenti fra loro e partendo da “luoghi mentali” assolutamente distanti, sia nel tempo, sia nello spazio, sia nella logica. Ma l’obiettivo eterno iscritto, insito nella natura umana è sempre uno per tutti: salire nel punto più elevato possibile dal quale sarà poi facile vedere e giudicare esattamente tutto quello che all’intorno si trova più in basso. Le religioni, in particolare quelle rivelate, sono dunque quei sentieri che si percorrono a piedi, o con animali da soma  per salire alla cima e realizzare così la propria, percepita vocazione spirituale. Ma vi è un altro tracciato, non meno importante scritto questa volta all’interno dell’uomo, DI OGNI UOMO, il quale è un po’ come la sua mappa personale, la sua bussola e che gli permette di valutare ed apprezzare i progressi o i regressi del suo incedere, del suo percorso nell’avvicinarsi, nell’integrarsi a Dio. Sapere di possedere questo strumento interiore ed innato è il secondo passo per poter credere in maniera solida e dirigerci verso l’autentico BENE. A nulla servirebbe infatti sapersi orientare perfettamente mediante la stella polare, ben sapendo che indica il nord, se non si conoscesse qual’è la sua immagine o la sua posizione in mezzo ad altre stelle per poterla esattamente ed indubitabilmente identificare fra le tante  simili.

Luca 10:22 Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».

Nel cuore di ogni uomo, infatti esiste, innato in ognuno, un complesso di fattori e di cognizioni che sono in grado di guidarlo esattamente ed infallibilmente, nel lungo termine; la cosiddetta coscienza, che non si fa sentire soltanto come rimorso per una cattiva azione compiuta, ma è un vero e proprio sistema capace di interagire con i pensieri e l’attività vitale dell’uomo, sebbene spesso permanga inascoltato, misconosciuto, travisato,  impedito, sottovalutato proprio dall’uomo esteriore con pretese di razionalità.

La religione, ma anche la scienza,  quale essa sia, non possono mai prescindere dalla coscienza individuale, non possono mai prevaricare su di essa quando invece dovrebbero aiutarne in modo puro, disinteressato e fedele lo sviluppo e la presa di cognizione difendendola efficacemente da tutte le innumerevoli manovre occulte, astute, menzognere, le quali tendono elettivamente ad alterarla o impedirla nelle sue funzioni. Inutile dire che abbiamo di fronte un binomio (credo-coscienza individuale) che risulta essere delicatissimo in quanto la menzogna può compiere a danno di esso dei guasti notevolissimi, travisando, nascondendo, invertendo le funzioni che ognuno dei suoi componenti dovrebbe avere originariamente. Perciò il processo del Credere è così spesso travagliato, sofferto e molti inganni e disillusioni vede e subisce durante il suo divenire prima di poter approdare in un porto sicuro.

Il riconoscimento di Dio.

Supponiamo di non sapere nulla di Dio, anzi disponiamoci ad esaminare tutto quanto può assomigliargli; non sapendo nulla di certo possiamo ritenere che Dio può essere qualsiasi cosa o essere cada sotto le nostre percezioni possedendo certe caratteristiche. Si faranno subito avanti molti pretendenti alla carica di “Dio”. Esaminiamoli dunque alla luce della nostra coscienza ovvero alla luce di quello che sentiamo essere dentro di noi amabile, desiderabile, bello, giusto, eterno sopra ogni cosa.

Guardiamo per prima cosa che cosa desiderano da noi i possibili “Dio” e cosa sono disposti a concederci, anche alla luce delle esperienze vissute in passato dai nostri antenati.

Si presenta il denaro, Mammoona e dice: – io ti posso concedere ogni cosa bella e desiderabile, lecita o illecita  che tu vedi in questo mondo, basta che mi rendi adeguato sacrificio in te su alcune cose: devi essere assolutamente fedele e sacerdote alle mie Leggi che imparerai ad utilizzare e praticare nel tempo e che io stesso ti insegnerò e nulla ti sarà precluso perché tutto ciò che è nel mondo, vita umana compresa, si può comprare, è solo questione di prezzo! L’unico limite nell’ottenere ciò sei tu stesso.

Si presenta un uomo che dice: io ho molto potere e credito nella società e te ne concederò una gran parte soltanto se tu mi servirai come un servo fedele e diverrai attuatore fedele, senza dare un giudizio morale, della mia volontà presso altri. Ti rammento che il Potere è una qualità superiore che domina, oltre che sul denaro, anche le coscienze degli uomini fornendo benefici che il denaro da solo non può concedere. Ti sentirai simile a Dio.

Si presenta un prete che dice: – Io ti insegnerò la vera via di Dio e sarai bene accetto e onorato all’interno della nostra comunità, in essa avrai un posto tuo e navigherai in acque tranquille, col vento sempre a favore, le faccende della tua vita saranno benedette dal Signore se farai fedelmente ciò che io ti dico. Io stesso pregherò e chiederò ad altri di per te.

Si presenta Gesù che dice: – Sarai mio amico se farai ciò che ti dico; io ti offro la porta stretta e la croce, ma per giungere alla Vita; tuttavia il mio giogo è soave e leggero.

Vediamo che qualsiasi aspirante ad essere Dio o miraglio della propria esistenza richiede invariabilmente all’uomo di osservare e praticare la sua legge, la sua volontà e promette in cambio un miglioramento dell’esistenza presente o futura, ma mentre i primi tre propongono in cambio qualcosa di allettante che ha riscontro concreto riguardo alla vita materiale, il Cristo avanza una proposta affatto diversa, praticamente opposta. Ne deduco che i primi tre lavorano per conquistarsi l’uomo attraverso i sensi la ragione mostrando la CONVENIENZA, mentre il quarto, Gesù, uccide la convenienza dei sensi e parla al cuore, all’interiorità dell’uomo, mostrando prima di tutto, e primo fra tutti, non ai sensi, ma all’intelligenza dell’anima, un ragionamento, una grandissimo disegno di Giustizia!

Matteo 5:1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
Matteo 5:2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
Matteo 5:3 «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Matteo 5:4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Matteo 5:5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Matteo 5:6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.

E questo, una volta inteso a livello personale illumina il cuore di una luce incomparabile, attiva la speranza, cambia efficacemente la vita degli uomini in una condizione migliore.

Come  scegliere dunque e perché?

INDISPENSABILITA’ ASSOLUTA DELLA FEDE PER FARE UN PASSO DECISIVO CHE VADA OLTRE LE EVIDENZE DI SENSI

Il fattore discriminante in una scelta del genere non può che essere che il contenuto intimo dell’uomo, della persona e la scelta avverrà sia per una scelta istintiva, simpatica, consonante, sia attraverso un processo ragionato, magari integrato da tratti di esperienza vitale; sebbene una certa influenza possa essere temporaneamente esercitata dal proprio contesto sociale e culturale è da ritenere che nel lungo o lunghissimo periodo la sua rilevanza tenda a scemare completamente perché, prima o poi quella persona dovrà confrontarsi con la veridicità di quanto prima ritenuto come verità.

Se assumiamo come centro ideale l'uomo, esistono cose amabili che si muovono verso di esso ed altre che invece ne vengono repulse, allontanate. Per fare un esempio materiale e relativo al corpo, possiamo dire che i principi nutritivi del corpo appartengono alla prima categoria in quanto dopo esser stati assunti vengono trattenuti, mentre i veleni, gli scarti, appartengono alla seconda perchè il corpo, se anche li dovesse assumere in forma inconsapevole tende per suo immutabile principio ad allontanarli, ad espellerli da se con ogni mezzo possibile. Ora se questa forma di "intelligenza" sa operare automaticamente a prescindere dall'attività cerebrale e dalla cognizione del soggetto, a maggior ragione ciò accade per quello che riguarda le azioni emotive, intelligenti volitive o coscienti  della persona ed i relativi oggetti che ne costituiscono la sintesi pratica.

Paragonando quindi l’oggetto del credere ad un alimento ideale per la coscienza, per  la mente e per lo spirito umano possiamo trarre alcune conclusioni.

  1. L’uomo ha generalmente bisogno di credere in qualcosa; necessita di un appoggio, abbisogna di sperare, proprio come, generalmente, prova la fame e la sete; evidentemente ciò accade perchè si sente incompleto, mancante, debole, imperfetto in se stesso ed aspira naturalmente a conseguire una miglior condizione eterna. Se infatti possedesse già tutto ciò di cui abbisogna non gli servirebbe più di credere in nulla possedendo già tutto in se stesso. A riprova di ciò consideriamo gli egoisti e i presuntuosi, gli empi, i pieni di se che idealmente, auto illudendosi (ma evidentemente sbagliano), di essere il meglio sotto ogni aspetto, tendono a credere solo a se stessi disprezzando di conseguenza tutto quello che è al di fuori non contemplato o considerato degno nel proprio ego o che muove contro di esso. Chi è sazio, dunque non mangia, mentre a chi è fortemente affamato si può credere inizialmente di poter propinare di tutto, anche cibi avariati o deliberamene avvelenati quali potrebbero essere ad esempio le menzogne delle sette di ogni genere. Proprio nel campo della religione cioè del bisogno, della fame dello Spirito questa legge è valida, ma non reggerà sul lungo periodo proprio a causa della coscienza umana e dell’azione di Dio che vigila sulla sua Parola.
  2. L’uomo per indole naturale è portato a credere più facilmente in cose che sono affini, rispecchianti, collineari a quei valori e desideri che già possiede e soprattutto ama in se stesso. Ma il “se stesso” ha vari “strati di “contenuti, vari livelli dei quali il più profondo, che è quello spirituale, è anche il più importante e determinante nel lungo periodo. Le altre stratificazioni di contenuti appartengono invece all’anima ed alla mente e sono o dovrebbero essere utili e strumentali al livello spirituale che molto spesso non appare, sembra essere assente, noncurante o addormentato. Tutto questo porta nel tempo e nelle generazioni ad una costruzione coerente che si delinea infine come un via di cui si eredita il passato o il trascorso e della quale si vive, edificandolo il futuro. Ognuno ha sempre il potere di mutare la direzione di questo percorso, a ragion veduta ed in funzione di ciò che ritiene essere meglio oppure può decidere di mantenerla e di avanzare in essa.
  3. E’ quindi necessario, generalmente, che l’uomo sappia riscuotersi dalla sua naturale indolenza e trovi il motivo ed il coraggio per agire diversamente, discernendo e rifiutando le adulazioni, il fascino, il blandire dei falsi e cattivi maestri per accettare e sposare in se la verità.

Quando nulla basta a nulla


Questa crisi mondiale, che non è soltanto economica, mi dà spunto per una riflessione generale

Siamo di fronte ad un momento di resa dei conti, questo mi pare evidente.

Una crisi definita ” profonda e strutturale” significa solo una cosa: quello che si è costruito fino ad ora si rivela tarato fin nelle midolla, viziato fin dalla sua origine; il sistema è come un secchio pieno di buchi che occorre riempire senza sosta, all’infinito. Ora i buchi (che sono tutte le opere dei ladri), sono troppi, hanno “figliato” e si sono anche allargati a causa dell’iniquità incommensurabile di alcuni, della connivenza di altri, dell’impotenza di altri ancora.

La sensazione è che tutte le misure fin qui attuate non servano e non serviranno a rinchiudere la bocca dell’abisso che sta aprendosi di fronte all’economia di questo pianeta. Il problema, credo, finirà per interessare, presto o tardi, tutti i valori umani, tutti quelli che si sono voluti basare, in ultima analisi, sull’economia ed i suoi guadagni. L’albero piantato nel cuore da molti  in fretta e furia,  in tempi di abbondanza e senza troppe domande sulla propria qualità genetica, sta ora ricoprendo il pianeta con i suoi frutti marcescenti ed inutili a tutti, soffocando ciò che solo per il fatto di non essere arrogante, appare debole e disprezzabile come la natura. Il problema si è manifestato nel mondo economico, ma in verità credo si tratti di una questione di principio che trova le sue prime origini nelle leggi che governano la Giustizia universale. Se noi consideriamo tutte le astuzie, tutti i soprusi, tutti i furti e delitti che sono stati perpetrati nel tempo, molti dei quali  legalmente istituzionalizzati e occultati grazie a leggi e leggine promulgate ad hoc  dalla categoria dei furbi  di questo pianeta (tale definizione è un puro  un eufemismo),  alle spalle degli Onesti, dei Deboli, degli Indifesi,  dei Vergini, otterremo una lista infinita di gravissimi capi d’accusa che non verrà  cancellata o dimenticata così presto. Ma questo giochetto di rapina, che si credeva potesse impunemente andare avanti all’infinito, ha raggiunto oggi il suo limite anche perché ormai sono in troppi ad averlo imparato e praticato a loro volta e gli equilibri secolari sono così compromessi irrimediabilmente. Quando valori quali: la giustizia, la carità, l’etica, l’onore, la democrazia, il servizio, la vocazione, il sacrificio, la santità divengono pure definizioni prive di ogni contenuto sostanziale utilizzate cinicamente proprio per nascondere il fatto che si sta sistematicamente premeditando e operando l’esatto contrario per assicurarsi, nella migliore delle ipotesi,  le continuità di privilegi inauditi dietro il loro comodo paravento, ecco che più nulla basta a niente e a nessuno.
Quando questi valori, in una società, non servono  più ad educare, a emancipare il popolo ed i giovani, ad edificare una società migliore, ma solo tentano, ingannandole dal principio, di fabbricare vittime ingenue ad uso e consumo dei perfidi, dei pedofili e dei perversi di ogni specie, oppure di ottenere dei figli dell’iniquità peggiori prosecutori dei loro maestri, allora si impone la necessità che tali valori vengano momentaneamente accantonati, seppelliti per poco sotto una grossa pietra, non perché non abbiano più il loro valore reale ed intrinseco, ma perché non devono poter servire da grimaldello o da porta attraverso la quale i perfidi riescano ad entrare laddove non devono e non possono. Non bisogna mostrare perle ai porci per intenderci e nemmeno fargliele lontanamente intravvedere. Hanno mai pensato gli educatori ed i programmatori delle società che in un paese non possono essere tutti laureati per stare dietro una bella scrivania, lavorare poco e guadagnare molto? Secondo voi, questi cervelloni, non hanno previsto che non si potevano vendere automobili all’infinito alle persone? E perché ci sono lavori mal retribuiti e mal tutelati a differenza di altri super retribuiti con un mucchio di privilegi  taciuti ed ingiustificabili? Tutto ciò in una repubblica democratica fondata sul lavoro?  Che balle ci hanno raccontato fin da bambini? E via dicendo…. Per le loro previsioni hanno a disposizione tutta la demoscopea possibile, studi statistici di ogni genere ed anche di più. Fino a quando credevano di poter crescere in quel modo e soprattutto: hanno mai guardato a spese di chi o di cosa si rendevano possibili tali guadagni ed incrementi del PIL? Vendendo di sottobanco a prezzi stracciati le libertà e le risorse vitali delle persone di oggi e di domani, storpiando coi miraggi e le false promesse le loro coscienze, la loro percezione della realtà, proponendo e facendo accettare alle masse, come cosa buona e santa, modelli di esistenza quale quello consumistico che è sbagliato perché non ha mai rispettato la giustizia più elementare verso l’uomo, le cose, la natura. E così oggi i nodi trascurati per decenni sono venuti al pettine, non ancora tutti a mio parere.

Le parole di Isaia non suonano perciò così lontane o improbabili, aliene, in certi momenti che oggi stiamo attraversando o che si stanno a mio avviso largamente annunciando fin d’ora:

Isaia 24:19 A pezzi andrà la terra,
in frantumi si ridurrà la terra,
crollando crollerà la terra.

Isaia 24:20 Certo, barcollerà la terra come un ubriaco,
vacillerà come una tenda;
peserà su di essa la sua iniquità,
cadrà e non si rialzerà.

Isaia 24:21 In quel giorno il Signore punirà
in alto l’esercito di lassù
e qui in terra i re della terra.

Quando questo fenomeno di “Limite raggiunto” si concretizza in un sistema globalizzato, relativamente alle azioni inique che vi si compiono, ogni sforzo fatto per risollevare la situazione viene vanificato  presto o tardi dalle conseguenze di ritorno delle azioni precedenti, dal gravame enorme, insostenibile degli errori o dei delitti precedentemente compiuti che sono divenuti metodo, usanza consolidata, leggi o consuetudini strutturali delle società, né è possibile più cambiare sistema per guastarne uno nuovo e tirare avanti ancora un poco perché ormai tutti quanti sono stati interessati dal fenomeno degenerativo-strutturale ed anche gli stessi strumenti della “cura” lo sono! Non vi sono più a parere dello scrivente ed a meno di qualche tardiva scoperta dell’ultimo minuto, che prolungherebbe di poco l’agonia, campi, terreni, aree vergini da sfruttare e martoriare ancora per ottenere quei facili guadagni che in passato erano garantiti facendo queste azioni di rapina ed omicidio sistematici; in nessun settore ciò è oggi ancora possibile impunemente, soprattutto a carico dell’uomo il quale, dopo tante violenze, ingiustizie, vessazioni subite sta imparando a sua volta  a commetterle oppure a guardarsi da esse come prima non avveniva. E’ passato l’entusiasmo primiero dei “vergini”, e nessuno vuole oggi sacrificare se stesso in vantaggio di un sistema odioso che violenta, che parassita legalmente o meno ogni azione, ogni intento, vanificandolo mortalmente ancor sul nascere. Ci vorrà ben altro per convincere ancora una volta l’uomo a metterci l’anima in quello che fa come avveniva quando i popoli si schieravano pronti alla morte per difendere un ideale o un altro, ma credendoci davvero. Non serviranno i coltelli puntati alla gola, nè i fucili alla schiena, non serviranno i ricatti, le astute e lubriche prolusioni degli imbonitori della politica o della religione, non servirà la psicologia, non servirà il capestro economico, NON SERVIRANNO I SACRIFICI UMANI CHE COSTORO VORREBBERO VOLENTIERI ATTUARE PUR DI SALVARSI ANCORA UNA VOLTA, MA CHE NON SONO LORO CONCESSI NELLA MISURA IN CUI VORREBBERO ATTUARLI. Il patto è irrimediabilmente infranto poiché è stato tradito fin dall’inizio e l’uomo ora lo sa e lo comprende!

GUAI ALL’UOMO CHE CONFIDA NELL’UOMO!

L’umanità ora ha compreso o sta per farlo; essa è stata  crudamente disillusa nei suoi miraggi da quelli stessi che glieli avevano propinati e che ancora, ciechi, siedono sui loro troni e tronetti di cartapesta ignari che il fuoco sta per divorarli tutti quanti. Essi ricostituiscono con l’arroganza che è loro propria le loro forze, si riorganizzano ogni volta per essere peggio di ciò che erano di prima, nella speranza di prevalere, di riguadagnare ad ogni costo il tempo perduto, di rivalersi crudelmente sui piccoli, ma forse questa potrebbe essere la loro ultima volta; lo spero di cuore, ma se anche così non fosse , la parabola discendente, per questa genia credo proprio sia irrimediabilmente iniziata.

Quando preghiamo:  – Venga il Tuo Regno… – lo facciamo invocando ogni volta, sperando che finisca presto il regno di quelli che ora e da sempre dominano la terra con ingiustizia spietata. Questo certo avverrà; come e quando lo stabilirà Dio solo, nella sua assoluta giustizia, ma noi, vigilando e riflettendo, possiamo coglierne i segni premonitori nel nostro cuore seppur vaghi o ancora indefiniti.

Questa pare proprio essere la fine del mondo o solo il suo inizio; ma invece è unicamente la fine del loro mondo, che non funziona più ogni giorno che passa e, credo proprio, sempre meno funzionerà per il futuro, senza speranza di potersi mai più riciclare in alcun modo.

Non resta che attendere l’esito.

Salmi 13:1 Al maestro del coro. Di Davide.
Lo stolto pensa: «Non c’è Dio».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.

Salmi 13:2 Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c’è uno che cerchi Dio.

Salmi 13:3 Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
più nessuno fa il bene, neppure uno.

Salmi 13:4 Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?

Salmi 13:5 Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.

Salmi 13:6 Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.

Chi ha fede, chi non vive di arroganza, ingiustizia e sopruso non deve comunque temere nulla perchè il Signore è Fedele; lo so, è a volte difficile anche per me che vado “predicando” queste cose che mi escono dal cuore  ma, … pensateci ogni tanto e vedrete uno spiraglio di luce.

Luca 21:28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Salmi 74:11 Annienterò tutta l’arroganza degli empi, [dice il Signore]
allora si alzerà la potenza dei giusti.

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