BUON NATALE!

A tutti gli affezionati lettori si questo blog, il migliore Augurio di un Natale pieno, vero e e vivo nello Spirito del Signore.

Colgo l’occasione per rendere disponibile un libro grande e prezioso, ricco di Sapienza dello Spirito Santo che io ho soltanto confezionato, riprendendo fedelmente i testi dal sito:

http://www.augustinus.it.

Si tratta dei

Commenti al Vangelo ed alla Lettera di S. Giovanni

di S. Agostino da Ippona, vescovo, filosofo, padre e dottore della Chiesa.

Questo e-book gratuito e senza fine di lucro in formato .epub  di oltre 2000 pagine è stato fatto unicamente al fine di promuoverne la lettura anche su telefonino o tablet avendo un indice, i caratteri e la conseguente impaginazione ridimensionabili a volontà, caratteristica preziosa per render comoda la lettura a chiunque voglia saziarsi poco alla volta ed in ogni anche piccolo momento disponibile utilizzando device di piccole dimensioni.

Si tratta di un approfondito, sapiente, vero e preziosissimo “Catechismo delle origini“, un compagno inseparabile e fedele per chiunque sia in cerca di Verità. Un modello di ragionamento ed introspezione in grado di rivelare e spiegare mirabilmente incredibili particolari della Scrittura e al fine di dimostrarne la assoluta coerenza nel corso del tempo. Esso costringe ed aiuta la persona a porsi importanti interrogativi, a confrontare la propria coscienza religiosa alla luce della Verità testimoniata, proclamata e spiegata mirabilmente e senza inganni o sofosticazioni fraudolente.

Cose che un vero Cristiano non dovrebbe mai,  assolutamente ingorare.

Il testo può essere letto semplicemente scaricando il file sul proprio celulare, tabelt o PC, utilizzando poi una App  per leggere i file EPUB (epub reader) o meglio, per chi possiede un account GOOGLE, caricandolo sul proprio cloud google drive ed aprendolo da quella posizione verrà caricato nella biblioteca personale di google, elaborato e reso disponibile alla lettura da ogni posizione in pochi minuti.

Auspico che questo libro possa nutrire efficacemente chiunque ne abbia il bisogno. Queste cose oggi non si insegnano quasi più se non per sommi capi e senza troppe spiegazioni eppure chi ama la Verità non le può in nessun modo ignorare. Qui sono contenuti i fondamenti del Cristianesimo!

Buona lettura e meditazione!

Quando Dio…. non risponde

Sono in molti a porsi spesso questo interrogativo: Ho pregato molto ma non ho ottenuto risposta alcuna da Dio. Perché?

Perciò, in molti si rivolgono spesso e preferibilmente alla Madonna o ai Santi, per non dire di peggio, pensando che siano più inclini ad accogliere le istanze e i desideri umani e che riescano in qualche modo ad ottenere una intercessione favorevole presso Colui che pare troppo giusto e duro per esaudire, comprendere l’uomo ed averne compassione.

Io credo che non ci sia nulla di più sbagliato di questo modo di pensare ed intendere il nostro rapporto col Divino.

1G 4:16 Noi abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.

Il motivo è semplice: se Dio è Amore, Egli non ha bisogno di intercessioni per sapere e comprendere i drammi degli uomini e tanto meno prenderà “lezioni” da una qualsiasi delle sue creature, per quanto Santa, visto che tutto ciò che esse possono esprimere trova la sua prima sorgente in Dio stesso. Quando Dio accoglie una intercessione da parte di una creatura, lo fa per attestare che tale Creatura è nel suo amore; è una attribuzione d’amore fatta verso l’intercessore ed un’ approvazione del suo modo di presentare ragionatamente l’intercessione. Possiamo anche dire che essendo Dio onnisciente gli era perfettamente preconosciuta l’istanza che sarebbe poi stata avanzata.

Pertanto l’intercessione e relativa preghiera presenta un rischio cioè che con essa si possa offendere Dio. Uno dice: davvero Dio è amore ma io pregando Maria e i Santi mi rivolgo proprio a coloro che incarnano l’aspetto più comprensivo  di tale amore di Dio, all’aspetto più prossimo alla mia natura umana, ovvero cerco di avvicinare Dio per il suo lato più impetrabile dal mio punto di vista.  Questo è un ragionamento che sembra umanamente corretto, ma invece è stolto ed anche blasfemo perché pretende di dividere in Dio ciò che ci fa comodo da ciò che non ci aggrada, ciò che ci è vicino da ciò che ci è lontano. Ma Dio è UNO e nessuno potrà predendere di dividerlo impunemente o di piegarlo alle viziose abitudini umane. E poi noi abbiamo già un avvocato presso Dio che è Cristo:

1Gv 2, 1 Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. 2 Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

e se non bastasse:

Rm 8,26 Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili;

Dunque chi cerca altre cose oltre a quelle date da Dio corre il rischio reale di incappare in un inganno di larghissime volute, atroce e funesto, ma evidentemente non tutti sono in grado di comprendere le cose alla luce della ragione  e della Verità senza esperire prima la loro esperienza diretta.

Tornando al tema iniziale: quando Dio non pare rispondere alle nostre istanze, ciò non è che una nostra sensazione umana dovuta alla piccolezza del nostro considerare la realtà esistenziale. Questo accade perché noi possiamo solo a fatica e superficialmente considerare ciò che ci circonda da vicino, il rapporto con alcune persone a noi legate, forse predisporre qualcosa del domani, forse ricordarci di qualcosa di ieri. Ma Dio ha presente esattamente ogni cosa, il passato il presente, il futuro di ogni esistenza ed il tutto, per quanto lo riguarda, rientra sotto la legge assoluta di giustizia oltre che quella di Amore.

Quando il bambino implora con insistenza il genitore per avere un dolcetto ed il genitore amoroso non lo esaudisce perché conosce che il quel momento gli scatenerebbe l’acetone e la malattia, il bimbo non se ne rende conto perché ignaro delle cose più grandi di lui e pensa che il genitore non lo ami e non ascolti la sua preghiera; ma quale è invece la verità? Tutti siamo in grado di conoscerla se poniamo la nostra mente sul piano delle più ampie vedute del genitore, ma essa non si vede ed originano errate considerazioni se ci ostiniamo nella mentalità limitata del bambino. Se poi il bambino caparbio si mette alla ricerca di caramelle presso sconosciuti che in apparenza sembrano più benevolenti o santi dei suoi genitori, per aggirarne il diniego ed ottenere il suo soddisfacimento, sappiamo bene tutti in cosa potrebbe incorrere oltre al male fisico sicuro causato dall’assunzione di qualcosa che per lui è nocivo.

Ora dovremmo considerare che il percorso vitale umano non è tutto gioia e felicità come certi vanno predicando e pretendono falsamente di ostentare .

La fede in Dio, la preghiera, l’osservanza reale della Legge di Dio nella vita, l’amore fondamentale per la Verità e per il Prossimo ci danno sì un’ancora di sicurezza e pace interna, ma non sono affatto garanzia o diritto acquisito ad una vita tranquilla, ad una via larga e spaziosa. Chi predica questo è un mentitore ed un apostolo dell’ipocrisia per non dir di peggio.

La vita del cristiano, invece, passa necessariamente, a volte, attraverso le valli oscure, le ingiustizie subite impietosamente, la morte dell’ego, la tristezza infinita dei momenti, la visione e il peso del Male, la Croce, per dirla in parola semplice. Questo è il Calice reale della nuova Alleanza che accettiamo di bere e condividere col Cristo, un calice che non ci è gradito umanamente ma che beviamo in onore dell’Alleanza stipulata con Dio da Gesù che lo bevve per primo anche per noi. Questa è la nostra celebrazione di fede, la nostra messa reale e quotidiana di Cristiani amanti di Dio.

Voi avrete afflizione nel mondo, disse Gesù e questa afflizione passa a volte anche attraverso il dubbio di non essere stati ascoltati da Dio. Ma non è così e verso la fine della vita ciascuno se ne renderà conto oggettivamente guardandosi all’indietro. Con la Fede noi possiamo trovare consolazione e spiegazione assai prima ed evitare di incorrere nell’errore di rivolgerci al soggetto sbagliato credendolo dio.

Guardiamoci dall’idolatria!

Il tempo delle prediche e degli insegnamenti credo sia per me sul finire. Penso che non scriverò più altre cose su questo blog perché ritengo che per ora possano bastare. Il momento della lotta si avvicina ed in tal caso solo i fatti possono parlare.

Il mio è un Augurio fondato di Speranza a tutti gli affezionati Lettori ed all’umanità per la forza e la santità del nostro Dio.

Qualsiasi cosa possa accadere fra gli uomini non temete e guardate in alto.

Buona Pasqua tutti.

Natale ?

Quale risulta essere  il significato attuale di questa festa?

Non è possibile credere di celebrare Colui che nacque in una stalla per salvare il mondo intero (e spesso ingrato) coi riti pagani del tempo attuale. Orge di clamore, di consumo e spreco, di celebrazione orgogliosa del sé e  della mercificazione totale nelle quali diviene sempre più arduo rintracciare del Sacro che non sia quello relegato al ruolo infame di “reggitor di moccoli” delle umane consuetudini o tradizioni. Tutto ciò serve per distogliere dal vero, serva a illudere l’uomo e il nostro cuore, se non succube di questo, ce lo dice chiaramente facendoci avvertire ogni volta di più il vuoto cui questa strada conduce.

La Celebrazione deve pertanto essere interiore e, meglio ancora, dovrebbe essere continua, svincolata dalle date e dai tempi. La ricorrenza del calendario è null’altro che un appunto, un pro-memoria e la festa dovrebbe costituire l’occasione per essere materialmente ed interiormente liberi dagli impegni mondani al fine di ritirarsi in se stessi per pregare, meditare, riconciliarsi con Dio e gli uomini, pensare a cosa faremo domani secondo il Signore. Come i cristiani degli inizi che, a causa dell’aggressione del paganesimo, celebrarono il Signore nelle catacombe, di nascosto, così oggi io credo siamo in una situazione analoga o ancor peggiore, dato che il paganesimo stesso si è rivestito quasi perfettamente di cristianità, l’ha voluta direttamente  impersonare per colpire nel profondo l’essenza e lo Spirito stesso di questa Fonte basilare per l’uomo. La nostra catacomba attuale sia dunque il segreto del cuore rischiarato dal lume dell’intelletto che dobbiamo proteggere e custodire puri sopra ogni cosa.

Ricordiamoci sempre del Signore che sempre è presente, anche nel momento più buio. Lui ci ha già salvati infallibilmente, tutti quanti. Sia lode e gloria al Signore per sempre nei cuori di tutti gli uomini di buona volontà che gli appartengono da sempre. Nessuno potrà mai sottrarglieli e questo è il nostro vero Natale.

Un augurio di bene a tutti gli affezionati lettori ed al mondo perché ciò che è ancora vivo sappia riscuotersi e comprendere la sua vera forza in attesa che tutti i nemici nascosti vengano posti a sgabello dei piedi del Signore. Allora si alzerà la potenza del Popolo Santo che gli pppartiene.

Guarire con la mente

Quello che sto per dire non pretende affatto di avere valore di prova, tanto meno di prova scientifica e non pretende nemmeno di essere un metodo valido per tutti e in ogni caso di malattia possa presentarsi. Si tratta solo di alcune esperienze, osservazioni e ragionamenti personali che però potrebbero servire a motivare ed aiutare colui che si sentisse liberamente ispirato a svilupparle. Solo Dio è onnisciente e queste cose sono comunque cose umane con tutti i loro limiti seppure, a volte, di grandissima utilità.

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Il Calice

C’è un Calice pesante e triste che sta sempre davanti al Signore di tutto l’Universo. Più che un calice pare un oceano, tanto grande è il numero di coloro che in ogni tempo sono vittime inermi e incolpevoli di atroci ingiustizie.

Apocalisse 6:10 E gridarono a gran voce:
«Fino a quando, Sovrano,
tu che sei santo e verace,
non farai giustizia
e non vendicherai il nostro sangue
sopra gli abitanti della terra?».

Apocalisse 6:11 Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro.

Abbiamo qualche dubbio sul fatto che esistano molti tipi di uccisione? Oggi pare prevalere quella inapparente causata dal peso spropositato di leggi, adempimenti , imposizioni ed oneri connessi al ricatto più brutale verso la propria esistenza, che possono ad un tratto divenire insostenibili alla persona fino a far decadere in lei il senso naturale della sua dignità, del proprio onore, della propria forza. Queste cose,  in fondo, hanno lo scopo di farci  perdere la speranza nel Bene affinché ci concediamo anima e corpo al Male.

Gli empi, che sono poi coloro che si sono fatti carnefici consapevoli dei loro fratelli, a vario titolo e per propria utilità, hanno operato in modo da cucire la bocca e la lingua alle proprie vittime, affinché nemmeno potessero più lamentarsi e denunciare; hanno operato per corrompere il giudizio degli uomini, portando la loro infezione fin dentro la genetica delle leggi della società civile,  per conseguire a se stessi tutte le vie dell’impunità, la ricchezza ingiusta e quella specie di ridicola onnipotenza di cui vanno fortemente fieri.

Sì, questa è la perfezione dell’opera loro! Questa è la maturazione della loro pianta in attesa che venga il Mietitore il cui giudizio nessuno può comprare in nessun modo e a nessun prezzo. Egli non si può ricattare in alcun modo, Egli conosce ogni cosa anche la più segreta e non dimentica e giudica infallibilmente; Egli non tarderà un minuto oltre il tempo giusto per agire come deve!

Questo poco, (che non è poco), serva a consolare e guidare chi è nella sofferenza più cieca, affinché non compia atti irreparabili di autolesionismo. Sappiano coloro che sono disperati che esiste un motivo più che valido per dire ogni giorno: devo arrivare ancora a domani! Porto la mia sofferenza sapendo che il mio destino ultimo è nella mani del Signore e non degli uomini! Egli solo potrà rendermi vera giustizia e non permetterà che le porte degli inferi prevalgano contro la mia piccola Chiesa, contro il Tempio della mia Giustizia che io onoro e mi rifiuto di infrangere malgrado tutto.Devo vivere il più a lungo possibile sperando di vedere il Giorno del Signore!

E’ scritto che voi  miti erediterete la terra! E’ scritto che voi  piangenti sarte consolati da Dio stesso. E’ scritto ed è verissimo, che tutto questo Male un giorno avrà fine e con esso i suoi infami sacerdoti. Tutto ciò non per opera dell’uomo, ma per la Giustizia di Dio.

Pensateci bene: quale potere per longevo e grande sia stato ha potuto sfidare i secoli? Quale idolo non è stato mai rovesciato? Guardate bene in alto, alzate il capo invece che abbassarlo. Anche il mendicante può guardare il cielo, anche colui che siede nel fango! Dentro di voi ha inizio la vostra Libertà.

La ricerca del Bene

Sono convinto che siano in molti fra gli uomini a cercare fondamentalmente il Bene, malgrado le apparenze e le incomprensioni inevitabili, gli abiti spesso ripugnanti che potrebbero indossare. Cosa vuole dire ciò?

Significa solo una cosa: che il Bene è fondamentalmente presente in molti anche se (me compreso naturalmente), possono sbagliare profondamente nel modo di cercarlo e conseguirlo!

Perchè allora il Bene non esce e trionfa, perchè non si vede o addirittura si nasconde ?

Perchè sopra di esso è stato costruito tutto un universo di falsità, un mondo che in fondo costituisce l’interfaccia avariata di valutazione ed interazione dell’uomo con l’uomo.

Abbiamo quindi davanti o accanto un uomo troppo spesso rivestito con un apparato sensorio, cognitivo, razionale che non funziona come dovrebbe per svariatissimi e spesso incolpevoli motivi quali: ristrettezze materiali, angherie e ingiustizie subite a iosa, incomprensioni, limiti mentali, ignoranza, depressione, malattia, falsa istruzione ecc.

Ora tutta l’accortezza che dobbiamo avere in noi stessi è quella di non lasciarci mai condizionare nel profondo a credere in  tutto e per tutto a quel che si vede ed appare. Così potremo trovarci, a torto o a ragione, anche a litigare o a disapprovare energicamente il nostro prossimo, il suo agire, ma in modo superficiale provvisorio, funzionale al momento, che non deve mai implicare l’odio o la pronuncia di sentenze assolute. Certo ciò può accadere, ma mai faremo di questo un fatto irrevocabile nel tentativo di far prevalere  sopra tutte la nostra ragione e verità.

Con questo modo di agire noi neghiamo la nostra forza profonda all’azione del Male che ha fomentato e fomenta ancor oggi, in ogni modo, queste incomunicabilità ed incomprensioni con conseguenti pregiudizi proprio per spingerci ad odiare con tutto il nostro cuore dei fantasmi, delle apparenze, dei sembianti che invece, a parere dello scrivente, non rispecchiano la vera sostanza dell’uomo che è fondamentalmente degna e buona.

Ora dobbiamo tener presente che questo sarà rivelato completamente e senza dubbio solo col Giudizio divino, dove ogni apparenza cadrà e verrà trafitta dalla Luce di Dio.

Allora l’umanità si riconoscerà veramente per quello che è in realtà e Verità ed il male in ogni sua forma potrà essere espulso per sempre dalla creazione e dalla sua coscienza rendendo possibile la Comunione universale e perfetta di tutti i Figli di Dio col proprio Padre e creatore.

Queste sono cose da tenere sempre ben presenti nel mondo difficile che sta venendo avanti proprio con lo scopo di farcele dimenticare e spingerci a commettere atti estremi -veri e propri riti di consacrazione di noi stessi al Male – da cui non si ritorna che assai dolorosamente e difficilmente.

Le “contraddizioni” di Dio nella Bibbia

Vi è un interrogativo suscitato in molte persone circa il comportamento di Dio nell’antico Testamento. Ne sintetizzo il senso: come  è possibile che il Dio degli ebrei abbia dato il Comandamento  NON UCCIDERE ed abbia contestualmente ordinato di sterminare (Deut . 7,16),  i popoli pagani che Israele avrebbe incontrato entrando nella terra promessa oltre che di mettere a morte quei componenti del popolo di Israele che avessero a loro volta infranto alcuni Comandamenti della Legge medesima?

Si potrebbe rispondere semplicemente e senza tema di sbagliare:

L’uomo non è a casa sua e non è padrone di nulla nemmeno della propria vita ed esistenza; il creato e tutto quello che lo circonda appartiene a Dio che ne è il creatore, il Signore a tutti gli effetti. Quando si è ospiti in casa di qualcun altro bisogna sottostare alla legge di quella casa che viene dettata dal padrone con indiscutibile potestà e diritto. A maggior ragione quando il padrone è il Signore di ogni cosa e di ogni esistenza. Invece l’uomo è avvezzo a dettare ovunque la propria legge e vorrebbe far ciò anche con Dio ma non gli riesce.

Per cercare comunque  una spiegazione plausibile,  ragionata, che soddisfi un po’ la nostra umanità permettendoci di condividere principi di giustizia e fatti sempre salvi i diritti assoluti di Dio,  dobbiamo innanzitutto immedesimarci nella situazione di quei momenti, pensare con quali uomini Dio si trovò interagire. Abbiamo un popolo in stato  di dura schiavitù che viene liberato dopo molte generazioni,  dall’intervento potente, indubitabile,  diretto e manifesto di Dio, del suo Dio che durante la schiavitù era rimasto in silenzio pure ascoltando i gemiti di Israele, forse quasi dimenticato dai più.

Esodo 3:6 E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.

In quel momento Dio offre conferma alle parole pronunziate molte generazioni prima quando disse a Giacobbe:

Genesi 46:3 Riprese: «Io sono Dio, il Dio di tuo padre. Non temere di scendere in Egitto, perché laggiù io farò di te un grande popolo.

La prima domanda che sorge è questa: avrebbe potuto Dio agire diversamente di fronte ad Israele e soprattutto a Faraone? Vedendo quante piaghe ci sono volute per piegare l’Egitto al suo volere, e le molte resistenze di Mosè e di Israele, credo proprio di no. Evidentemente quei popoli non avrebbero tenuto  in considerazione chiunque non si fosse mostrato con il suo corollario di temibile potenza e gloria e Dio ha dovuto dimostrare ad amici e nemici di essere il maggiore anche in questo.

E’ arguibile, conoscendo la natura umana, che prima che  Dio si rivelasse a Mosè, dando inizio all’Esodo, le sue promesse fatte a Giacobbe siano rimaste nel campo dell’improbabile umano o racchiuse nel “limbo”per la stragrande maggioranza degli ebrei, magari serbate in segreto nelle speranze lontane del loro cuore. D’altro canto, il popolo egizio con la sua enorme cultura idolatrica, con la sua magia potente, col suo sistema politico religioso forte, presente e determinato, deve aver sicuramente influenzato anche la formazione mentale di quel popolo che deteneva in schiavitù.  Dalle parole pronunciate da alcuni di loro durante le peripezie nel deserto si comprende che qualcosa dell’Egitto era comunque rimasto in loro e doveva essere tolto di mezzo affinché Israele potesse essere in tutto il popolo che Dio gradiva.

Esodo 16:2 Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne.
Esodo 16:3 Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nel paese d’Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatti uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine».

Dio decide ad un certo punto di mostrarsi e farsi riconoscere indubitabilmente da tutto il popolo, ma vediamo che, messo alla prova nel deserto, quel popolo si dimentica presto di quello che ha appena visto e vissuto direttamente.

Come prima cosa Dio procede alla sua liberazione dal potente e spietato giogo egiziano, come seconda proclama la sua Legge ed instaura la propria Alleanza con Israele suggellata dall’accettazione promessa di quel popolo ad osservare la Legge medesima. In virtù di questa Alleanza stipulata proclama Israele  sua proprietà preziosa, suo strumento eletto per entrare ed agire a tutti gli effetti nel mondo cosa che sarà poi compiuta con l’ incarnazione del suo Verbo in un uomo: il Messia, il figlio di Dio.

La legge di Dio, peraltro già nota per sommi capi ai loro padri, è data per inculcare, per mostrare al popolo quale sia la vera Giustizia, per istruirlo a scegliere la via del bene e rigettare quella del male per togliere dai loro cuori ogni residuo di mentalità idolatrica appartenente all’Egitto ed ai popoli che avrebbero incontrato in seguito. Per potere fare ciò è assolutamente necessario sapere in primo luogo cosa è il bene e cosa è il male e proprio nella Legge di Mosè questo appare chiaramente delineato; grazie ad essa si comincia a formare nel popolo la coscienza e la conoscenza del proprio peccato, cioè di quello che lo divide da Dio. La Legge di Dio contempla 3 soggetti principali cui l’uomo pio deve rendere tributo, giustizia ed amore:

  • Dio, principio di tutte le cose e di tutti gli esseri,
  • l’altro, il prossimo, il vicino, il fratello
  • i genitori ovvero le proprie origini

Tutti e tre questi soggetti, ciascuno a loro modo, danno la loro vita affinchè l’uomo viva e pertanto chi uccide o vilipende costoro è reo di morte, secondo il dettato di Dio, perché agisce contro la propria vita. Che la realizzazione delle conseguenze avvenga per mano di uomini comandati da Dio in  tal senso oppure per ricaduta di conseguenze naturali non è rilevante. Anche l’idolatria pertanto è punibile con la morte, secondo questa lettura, in quanto è legge di morte e non di vita.

Da notare che questa Legge viene accepita inizialmente dal popolo in uno scenario di applicazione molto materiale, concreto, con implicazioni dirette e norme riguardanti la vita terrena e  il comportamento all’interno della comunità; la giustizia che in esse viene mostrata è, in un primo momento, assai simile, nella funzione e nell’obiettivo, a quella della legge di natura: in natura accade che la morte inevitabile del debole o del malato serve a  fortificare la specie; il soggetto debole pare avere quasi la funzione di far deviare su di se, proprio perché debole, tutte le cose negative, malattie comprese, distraendole quindi dagli altri soggetti più forti e trascinandole con se alla morte;  nelle legge di Dio data a quel popolo vi è qualcosa di analogo che viene dimostrato e stigmatizzato: non più la morte del debole fortifica la razza, ma la morte del peccatore purga il popolo (solo in seguito, col Cristo, si farà distinzione più precisa fra peccato e peccatore), laddove la morte al peccatore viene inferta, quindi stabilita quale conseguenza immediata del proprio peccato.

Quello di natura, che era adottato quale legge dai pagani, e quello di Israele sono quindi due modi apparentemente simili e solo parzialmente efficaci di toglier il male di mezzo al popolo; ma quello di Israele ha evidentemente qualcosa in più nel metodo, nello scopo immediato ed ancor più in quello finale; mira cioè ad identificare, MOSTRARE, collegare direttamente le conseguenze mortifere con la gravità estrema del male compiuto per cosciente scelta umana.

Notiamo come questo costituisca  già il primo inizio di innalzamento di quel popolo su ali di aquila da parte di Dio e come già in questa Legge siano contenute  pur in embrione tutte le più alte verità spirituali che, pure emergendo a tratti già in  tutto l’insegnamento successivo, verranno rivelate pienamente in seguito con la riaffermazione della medesima Legge operata da Gesù giunta che fu, a giudizio di Dio, la pienezza del tempo. Ciò avvenne  in forza della Giustizia spirituale, Giustizia che obbliga, in un certo senso, all’istituzione del perdono e della Grazia da parte di Dio per primo, proprio per poter essere Giustizia fino in fondo; ma questo era un ulteriore passo verso il cielo di quel cammino iniziato da Israele con l’Esodo. Naturalmente, nel popolo ebraico sono sempre esistite “primizie”, uomini che intesero, ancor prima dell’avvento di Gesù, lo Spirito puro della Legge. Vediamo quindi come il perdono delle colpe umane è sempre esistito presso Dio ma a patto che ci fosse una controparte cioè un Sacrificio unito naturalmente alla sincera volontà di ravvedimento dell’uomo. Per le colpe involontarie bastavano inizialmente i sacrifici prescritti di animali, ma per ottenere il perdono quelle più gravi ed intenzionali dovette scarificarsi il Figlio di Dio, l’Agnello per eccellenza.

Deuteronomio 7:9 Riconoscete dunque che il Signore vostro Dio è Dio, il Dio fedele, che mantiene la sua alleanza e benevolenza per mille generazioni, con coloro che l’amano e osservano i suoi comandamenti;
Deuteronomio 7:10 ma ripaga nella loro persona coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma nella sua stessa persona lo ripaga.

Con la Legge viene quindi data una prima misura della Giustizia a quel popolo e insieme, vengono date delle norme applicative il cui scopo è quello di  mostrare senza possibilità d’equivoco che la Giustizia infranta conduce effettivamente alla morte colui che la commette. Ecco quindi la funzione centrale della notissima norma: vita per vita, occhio per occhio e dente per dente. Essa afferma semplicemente un concetto di pareggio, di bilancio ponendo l’offeso sullo stesso piano dell’offensore, in comunicazione diretta ed immediata. Per quanto poi riguarda il contrasto apparente col Comandamento Non uccidere, laddove  si comanda invece di lapidare gli adulteri, i dediti alla magia, i maldicenti i genitori, i sodomiti, gli idolatri e via dicendo, occorre accettare che in tale contesto il sacerdote o il giudice o il popolo operavano quale braccio esecutivo di Dio, così come quando Israele dovrà in seguito sterminare e scacciare  i popoli che dimoravano nella sua Terra promessa.  Dio afferma in previsione di ciò:

Esodo 34:10 Il Signore disse: «Ecco io stabilisco un’alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessun paese e in nessuna nazione: tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera del Signore, perché terribile è quanto io sto per fare con te:
Esodo 34:11 Osserva dunque ciò che io oggi ti comando. Ecco io scaccerò davanti a te l’Amorreo, il Cananeo, l’Hittita, il Perizzita, l’Eveo e il Gebuseo.
Esodo 34:12 Guardati bene dal far alleanza con gli abitanti del paese nel quale stai per entrare, perché ciò non diventi una trappola in mezzo a te.
Esodo 34:13 Anzi distruggerete i loro altari, spezzerete le loro stele e taglierete i loro pali sacri.
Esodo 34:14 Tu non devi prostrarti ad altro Dio, perché il Signore si chiama Geloso: egli è un Dio geloso.
Esodo 34:15 Non fare alleanza con gli abitanti di quel paese, altrimenti, quando si prostituiranno ai loro dèi e faranno sacrifici ai loro dèi, inviteranno anche te: tu allora mangeresti le loro vittime sacrificali.
Esodo 34:16 Non prendere per mogli dei tuoi figli le loro figlie, altrimenti, quando esse si prostituiranno ai loro dèi, indurrebbero anche i tuoi figli a prostituirsi ai loro dèi.

Questo è ciò che possiamo dire se vogliamo credere a Dio ed alla verità di quanto riferito nei libri della Scrittura.

Naturalmente questa posizione offrirà anche a molti perversi, in tutta la storia umana, un modo eccellente per mascherare i propri delitti quale “Volontà di Dio”, ma così facendo non capiscono che si rivelano indubitabilmente agli occhi di Dio che li può giudicare ed indirizzare per quello che sono.

Quindi, viene rimarcato senza dubbio alcuno che esiste una bella differenza fra l’uccidere, magari con inganno e premeditazione l’inerme, il fratello o anche Dio stesso negli altri e l’uccidere solo per ottemperare la volontà del Dio sommo ed unico, ovvero nel compiere questa azione non per interesse o vizio personale come accade per l’omicida, ma come dolorosa, inevitabile necessità per estirpare il male di mezzo ed intorno ad Israele che doveva poi servire al disegno di salvezza di tutta l’umanità.

Deuteronomio 7:16 Sterminerai dunque tutti i popoli che il Signore Dio tuo sta per consegnare a te; il tuo occhio non li compianga; non servire i loro dèi, perché ciò è una trappola per te.

Altrove Dio afferma:

Deuteronomio 32:39 Ora vedete che io, io lo sono
e nessun altro è dio accanto a me.
Sono io che dò la morte e faccio vivere;
io percuoto e io guarisco
e nessuno può liberare dalla mia mano.

Questo lo dice per affermare solennemente un principio di proprietà assoluta della vendetta e del giudizio che egli solo può svolgere con vera Giustizia e che pertanto non può essergli sottratta in alcun modo dall’uomo, come può avvenire ad esempio per l’omicida a causa di un torto subito.

Tutta la storia dell’Esodo appare permeata sebbene con qualche defezionte temporanea, durante le quali Dio non risparmiò neppure gli ebrei infedeli, da questo trasporto ad eseguire in tutto la volontà del Signore da parte del popolo che pure non era univocamente integro né ancora perfetto. E’  in questa ottica che lo sterminio dei popoli idolatri e di coloro che in Israele erano rei di morte per le infrazioni alla Legge non può riconsiderarsi nel comandamento Non Uccidere, non lo può in quel momento storico e con Dio presente in mezzo a loro, visti anche i limiti oggettivi che permanevano nell’uomo di allora.

La durezza dei mezzi impiegati è presumibilmente proporzionata alla natura bruta degli attori e al loro scarso livello di comprensione spirituale, non certo ad un capriccio o contraddizione di Dio. Egli guarda  primariamente alla salvezza di coloro che ritiene di dover salvare essendo onnisciente oltre il tempo, lo spazio, i meandri e le coltri ingannevoli dei cuori umani. Pertanto il comandamento non uccidere è certamente Legge di validità universale, eterna ed assoluta nel regno di Dio ed ovunque a differenza della legge cosiddetta del taglione che rimane un insieme di norme applicative di governo terreno della giustizia, valide fino a quando non sarebbero state riformate,  anche se dettate da Dio. Il grado di comprensione spirituale di cui il popolo di Israele si rivelava progressivamente capace parrebbe quindi scandire i tempi della miglior rivelazione di Dio.

A riprova di ciò troviamo  nel profeta Geremia un altro importantissimo passo scritturale che parrebbe essere altamente contraddittorio, dopo che Dio ebbe in Esodo,  Levitico, Numeri e Deuteronomio,  dettato e ribadito in ogni modo una grandissima, articolata quantità di norme inerenti i sacrifici rituali di animali e gli olocausti:

Geremia 7:21 Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: «Aggiungete pure i vostri olocausti ai vostri sacrifici e mangiatene la carne!
Geremia 7:22 In verità io non parlai né diedi comandi sull’olocausto e sul sacrificio ai vostri padri, quando li feci uscire dal paese d’Egitto.
Geremia 7:23 Ma questo comandai loro: Ascoltate la mia voce! Allora io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo;  [camminate sempre sulla strada  della giustizia che vi ho trasmesso n.d.a.] perché siate felici.

E’ evidente che la forma o la codificazione simbolica in cui le verità divine furono annunciate e fatte praticare a Israele non poteva prescindere, almeno nelle fasi iniziali di quel processo di elevazione del popolo su ali di aquila, da ciò che già quel popolo conosceva fin dai suoi antenati o vedeva praticare abitualmente dai popoli vicini pur assistendo già dall’inizio ad una modifica in senso migliorativo delle norme rituali al fine di innestarvi fin dal primo momento quel germe di Giustizia, quel tocco divino che, all’evidenza di quello che è giunto fino a noi, doveva mancare totalmente negli altri popoli pagani e idolatri non eletti. In questo contesto dobbiamo vedere, necessariamente, le motivazioni di legislazioni sacre che poi verranno addirittura dichiarate quali pratiche inutili alla salvezza (cfr. Ebrei 10, 11  ), ma il cui significato verrà sublimato in modo trascendente fino ad illuminarne il più alto, intramontabile ed autentico significato spirituale. E così siamo giunti a Cristo che, unico, completerà o compirà tutto il senso della Legge.

Qui si deduce che sulla terra  il regno di Dio è il cuore puro dell’uomo soltanto (per ora) e lì, infatti, tale Legge di Dio assume, manifesta e mantiene tutto il suo valore sacrale assoluto ed eterno che le è proprio; Non uccidere  è Legge perenne di vita eterna insieme alle altre!

In altre parole chi ha nel cuore il Regno di Dio che comanda sopra ogni altra cosa non uccide mai né gli viene mai chiesto di farlo dal Signore; chi ha nel cuore il mondo che regna, invece, può darsi che si trovi ad uccidere in molti modi e non certo incolpevoli.

Se consideriamo Dio come soggetto primario, come Origine dell’azione, come accadde sicuramente ai tempi dell’Esodo in cui si servì direttamente di Israele per dare corso al suo disegno, chi andrà a contestare a Lui: – perché mai hai sterminato Sodoma o hai fatto perire gli abitanti della terra nel diluvio e non li hai perdonati? Perché non hai avuto pietà degli egiziani e li hai fatti perire nel mare? Chi, ancora, andrà a confutare a Dio di non aver salvato il suo Figlio diletto dalla croce?

Noi siamo come argilla nelle mani del Vasaio; chi potrà dirgli: – Perché fai così?-

Accontentiamoci quindi di capire quel che possiamo, ma senza mai tralasciare l’umiltà e la Speranza. Non dimentichiamolo mai. La morte è comunque in tutti noi e Dio ha il potere di dare la vita o di toglierla a chi vuole e non per questo lo si potrà mai definire ingiusto perché se non fosse assolutamente giusto non potrebbe essere eterno. Anche il dono di poter capire qualcosa di Lui ci è all’evidenza donato. Cosa possediamo di nostro che non ci sia stato donato dall’alto?

Chi può comprendere comprenda.

Quando nulla basta a nulla


Questa crisi mondiale, che non è soltanto economica, mi dà spunto per una riflessione generale

Siamo di fronte ad un momento di resa dei conti, questo mi pare evidente.

Una crisi definita ” profonda e strutturale” significa solo una cosa: quello che si è costruito fino ad ora si rivela tarato fin nelle midolla, viziato fin dalla sua origine; il sistema è come un secchio pieno di buchi che occorre riempire senza sosta, all’infinito. Ora i buchi (che sono tutte le opere dei ladri), sono troppi, hanno “figliato” e si sono anche allargati a causa dell’iniquità incommensurabile di alcuni, della connivenza di altri, dell’impotenza di altri ancora.

La sensazione è che tutte le misure fin qui attuate non servano e non serviranno a rinchiudere la bocca dell’abisso che sta aprendosi di fronte all’economia di questo pianeta. Il problema, credo, finirà per interessare, presto o tardi, tutti i valori umani, tutti quelli che si sono voluti basare, in ultima analisi, sull’economia ed i suoi guadagni. L’albero piantato nel cuore da molti  in fretta e furia,  in tempi di abbondanza e senza troppe domande sulla propria qualità genetica, sta ora ricoprendo il pianeta con i suoi frutti marcescenti ed inutili a tutti, soffocando ciò che solo per il fatto di non essere arrogante, appare debole e disprezzabile come la natura. Il problema si è manifestato nel mondo economico, ma in verità credo si tratti di una questione di principio che trova le sue prime origini nelle leggi che governano la Giustizia universale. Se noi consideriamo tutte le astuzie, tutti i soprusi, tutti i furti e delitti che sono stati perpetrati nel tempo, molti dei quali  legalmente istituzionalizzati e occultati grazie a leggi e leggine promulgate ad hoc  dalla categoria dei furbi  di questo pianeta (tale definizione è un puro  un eufemismo),  alle spalle degli Onesti, dei Deboli, degli Indifesi,  dei Vergini, otterremo una lista infinita di gravissimi capi d’accusa che non verrà  cancellata o dimenticata così presto. Ma questo giochetto di rapina, che si credeva potesse impunemente andare avanti all’infinito, ha raggiunto oggi il suo limite anche perché ormai sono in troppi ad averlo imparato e praticato a loro volta e gli equilibri secolari sono così compromessi irrimediabilmente. Quando valori quali: la giustizia, la carità, l’etica, l’onore, la democrazia, il servizio, la vocazione, il sacrificio, la santità divengono pure definizioni prive di ogni contenuto sostanziale utilizzate cinicamente proprio per nascondere il fatto che si sta sistematicamente premeditando e operando l’esatto contrario per assicurarsi, nella migliore delle ipotesi,  le continuità di privilegi inauditi dietro il loro comodo paravento, ecco che più nulla basta a niente e a nessuno.
Quando questi valori, in una società, non servono  più ad educare, a emancipare il popolo ed i giovani, ad edificare una società migliore, ma solo tentano, ingannandole dal principio, di fabbricare vittime ingenue ad uso e consumo dei perfidi, dei pedofili e dei perversi di ogni specie, oppure di ottenere dei figli dell’iniquità peggiori prosecutori dei loro maestri, allora si impone la necessità che tali valori vengano momentaneamente accantonati, seppelliti per poco sotto una grossa pietra, non perché non abbiano più il loro valore reale ed intrinseco, ma perché non devono poter servire da grimaldello o da porta attraverso la quale i perfidi riescano ad entrare laddove non devono e non possono. Non bisogna mostrare perle ai porci per intenderci e nemmeno fargliele lontanamente intravvedere. Hanno mai pensato gli educatori ed i programmatori delle società che in un paese non possono essere tutti laureati per stare dietro una bella scrivania, lavorare poco e guadagnare molto? Secondo voi, questi cervelloni, non hanno previsto che non si potevano vendere automobili all’infinito alle persone? E perché ci sono lavori mal retribuiti e mal tutelati a differenza di altri super retribuiti con un mucchio di privilegi  taciuti ed ingiustificabili? Tutto ciò in una repubblica democratica fondata sul lavoro?  Che balle ci hanno raccontato fin da bambini? E via dicendo…. Per le loro previsioni hanno a disposizione tutta la demoscopea possibile, studi statistici di ogni genere ed anche di più. Fino a quando credevano di poter crescere in quel modo e soprattutto: hanno mai guardato a spese di chi o di cosa si rendevano possibili tali guadagni ed incrementi del PIL? Vendendo di sottobanco a prezzi stracciati le libertà e le risorse vitali delle persone di oggi e di domani, storpiando coi miraggi e le false promesse le loro coscienze, la loro percezione della realtà, proponendo e facendo accettare alle masse, come cosa buona e santa, modelli di esistenza quale quello consumistico che è sbagliato perché non ha mai rispettato la giustizia più elementare verso l’uomo, le cose, la natura. E così oggi i nodi trascurati per decenni sono venuti al pettine, non ancora tutti a mio parere.

Le parole di Isaia non suonano perciò così lontane o improbabili, aliene, in certi momenti che oggi stiamo attraversando o che si stanno a mio avviso largamente annunciando fin d’ora:

Isaia 24:19 A pezzi andrà la terra,
in frantumi si ridurrà la terra,
crollando crollerà la terra.

Isaia 24:20 Certo, barcollerà la terra come un ubriaco,
vacillerà come una tenda;
peserà su di essa la sua iniquità,
cadrà e non si rialzerà.

Isaia 24:21 In quel giorno il Signore punirà
in alto l’esercito di lassù
e qui in terra i re della terra.

Quando questo fenomeno di “Limite raggiunto” si concretizza in un sistema globalizzato, relativamente alle azioni inique che vi si compiono, ogni sforzo fatto per risollevare la situazione viene vanificato  presto o tardi dalle conseguenze di ritorno delle azioni precedenti, dal gravame enorme, insostenibile degli errori o dei delitti precedentemente compiuti che sono divenuti metodo, usanza consolidata, leggi o consuetudini strutturali delle società, né è possibile più cambiare sistema per guastarne uno nuovo e tirare avanti ancora un poco perché ormai tutti quanti sono stati interessati dal fenomeno degenerativo-strutturale ed anche gli stessi strumenti della “cura” lo sono! Non vi sono più a parere dello scrivente ed a meno di qualche tardiva scoperta dell’ultimo minuto, che prolungherebbe di poco l’agonia, campi, terreni, aree vergini da sfruttare e martoriare ancora per ottenere quei facili guadagni che in passato erano garantiti facendo queste azioni di rapina ed omicidio sistematici; in nessun settore ciò è oggi ancora possibile impunemente, soprattutto a carico dell’uomo il quale, dopo tante violenze, ingiustizie, vessazioni subite sta imparando a sua volta  a commetterle oppure a guardarsi da esse come prima non avveniva. E’ passato l’entusiasmo primiero dei “vergini”, e nessuno vuole oggi sacrificare se stesso in vantaggio di un sistema odioso che violenta, che parassita legalmente o meno ogni azione, ogni intento, vanificandolo mortalmente ancor sul nascere. Ci vorrà ben altro per convincere ancora una volta l’uomo a metterci l’anima in quello che fa come avveniva quando i popoli si schieravano pronti alla morte per difendere un ideale o un altro, ma credendoci davvero. Non serviranno i coltelli puntati alla gola, nè i fucili alla schiena, non serviranno i ricatti, le astute e lubriche prolusioni degli imbonitori della politica o della religione, non servirà la psicologia, non servirà il capestro economico, NON SERVIRANNO I SACRIFICI UMANI CHE COSTORO VORREBBERO VOLENTIERI ATTUARE PUR DI SALVARSI ANCORA UNA VOLTA, MA CHE NON SONO LORO CONCESSI NELLA MISURA IN CUI VORREBBERO ATTUARLI. Il patto è irrimediabilmente infranto poiché è stato tradito fin dall’inizio e l’uomo ora lo sa e lo comprende!

GUAI ALL’UOMO CHE CONFIDA NELL’UOMO!

L’umanità ora ha compreso o sta per farlo; essa è stata  crudamente disillusa nei suoi miraggi da quelli stessi che glieli avevano propinati e che ancora, ciechi, siedono sui loro troni e tronetti di cartapesta ignari che il fuoco sta per divorarli tutti quanti. Essi ricostituiscono con l’arroganza che è loro propria le loro forze, si riorganizzano ogni volta per essere peggio di ciò che erano di prima, nella speranza di prevalere, di riguadagnare ad ogni costo il tempo perduto, di rivalersi crudelmente sui piccoli, ma forse questa potrebbe essere la loro ultima volta; lo spero di cuore, ma se anche così non fosse , la parabola discendente, per questa genia credo proprio sia irrimediabilmente iniziata.

Quando preghiamo:  – Venga il Tuo Regno… – lo facciamo invocando ogni volta, sperando che finisca presto il regno di quelli che ora e da sempre dominano la terra con ingiustizia spietata. Questo certo avverrà; come e quando lo stabilirà Dio solo, nella sua assoluta giustizia, ma noi, vigilando e riflettendo, possiamo coglierne i segni premonitori nel nostro cuore seppur vaghi o ancora indefiniti.

Questa pare proprio essere la fine del mondo o solo il suo inizio; ma invece è unicamente la fine del loro mondo, che non funziona più ogni giorno che passa e, credo proprio, sempre meno funzionerà per il futuro, senza speranza di potersi mai più riciclare in alcun modo.

Non resta che attendere l’esito.

Salmi 13:1 Al maestro del coro. Di Davide.
Lo stolto pensa: «Non c’è Dio».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.

Salmi 13:2 Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c’è uno che cerchi Dio.

Salmi 13:3 Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
più nessuno fa il bene, neppure uno.

Salmi 13:4 Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?

Salmi 13:5 Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.

Salmi 13:6 Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.

Chi ha fede, chi non vive di arroganza, ingiustizia e sopruso non deve comunque temere nulla perchè il Signore è Fedele; lo so, è a volte difficile anche per me che vado “predicando” queste cose che mi escono dal cuore  ma, … pensateci ogni tanto e vedrete uno spiraglio di luce.

Luca 21:28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Salmi 74:11 Annienterò tutta l’arroganza degli empi, [dice il Signore]
allora si alzerà la potenza dei giusti.

L’adulterio

Gesù ha esteso il giudizio della Legge di Dio, nei riguardi dell’adulterio e di conseguenza anche di ogni altro peccato, fino a toccarne la sua prima manifestazione nel cuore umano.

Matteo 5:27 Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;

Matteo 5:28 ma io vi dico: chiunque guarda una donna (soltanto) per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

A questo aggiungiamo un consiglio che procede sulla stessa linea estremamente pura:

Matteo 5:29 Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

Matteo 5:30 E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

Ma poi aggiunge:

Matteo 15:18 Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l’uomo.

Matteo 15:19 Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi, gli omicidi, gli adultèri, le prostituzioni, i furti, le false testimonianze, le bestemmie.

Viene allora da riflettere su cosa si deve fare se, come Gesù afferma, il cuore stesso è la sorgente dello scandalo e del peccato? Forse che l’uomo deve strapparselo per salvarsi?

Cosa intendeva dire Gesù con tutto questo insegnamento che dichiara in purezza e verità i dettati della Legge di Dio? Intendeva forse porre una condizione che all’uomo normale risulta impraticabile? Voleva forse dichiarare implicitamente che tutti sono già condannati nella loro stessa natura? Nessuno infatti odia la propria carne e sono davvero pochi gli uomini che non bramano, quantomeno in embrione, nel cuore, ciò che loro manca o solo appare bello prima ancora di guardare se sia legittimo. Il moto istintuale, basso, vegetativo, animale, infatti, precede e prescinde sempre dalla volontà della mente nell’uomo normale. Gli ipocriti o i superficiali solitamente seppelliscono e negano totalmente questa scomoda, implicita evidenza della condizione umana, ma non per questo essa, in loro, sparisce nel nulla. Spesso diviene anzi ancor più insidiosa perché non più riconosciuta per ciò che oggettivamente è.

Con questo Gesù afferma prima di tutto una Verità assoluta. E’ poi più che verosimile che abbia detto in tal modo intendendo rivolgersi particolarmente a tutti coloro che, come i Farisei, ritenevano di potersi giustificare da soli, interpretando la Legge di Dio spingendone fino all’assurdo l’applicazione  secondo accezione letterale,  partorendo una serie infinita di usanze, tradizioni, ritualità esteriori, liturgie che di per se non possono salvare l’uomo naturale da ciò che oggettivamente è. E’ sempre una forma di idolatria fare questo cioè costruire un simulacro di terra alla Legge divina che invece è Spirito e Vita, credendo che  possa salvarci mediante le sue assurde esasperazioni.

Gesù, io credo, volle precisare, rivolgendosi specialmente a chi esagerava  l’interpretazione e l’applicazione delle leggi di Mosè,  l’estremo limite cui effettivamente giunge la Legge di Dio. Volle in tal modo fare riflettere. Nella pratica di di essa con una pretesa esattezza umana, qualsiasi comportamento, anche di poco mancante, rispetto a tale limite verrebbe dalla Legge inevitabilmente condannato; ne deriva quindi che nessuno di quelli poteva essere giustificato in questo modo; ma essi lo avrebbero potuto comprendere solo scendendo di un poco, con umiltà dai pulpiti della millantata perfezione che si erano costruiti e conquistati nelle generazioni. Inutile precisare che questo messaggio di portata universale vale anche per i “farisei”di oggi, comunque siano travestiti e nulla ha a che fare con una questione razziale o religiosa ma solo con i contenuti di giustizia propri delle persone. Comprendiamo quindi che l’azione del volere umano diretto ad ottenere l’autopurificazione si rivela incapace di penetrare e correggere i misteriosi ed imperscrutabili anfratti del cuore, di scindere il legame pernicioso ed oneroso che incatena l’uomo rendendolo succube del peccato.

Luca 11:39 Allora il Signore gli disse: «Voi farisei purificate l’esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è (rimane) pieno di rapina e di iniquità.

Potrebbe sembrare una condanna o un’invettiva durissima, ma era solo un monito in toni accesi, non perché i Farisei fossero imperfetti nella Legge, ma perché rifiutarono di riconoscerlo.

Giovanni 9:41 Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane».

All’uomo vengono quindi presentate da Cristo due vie possibili: quella difficilissima di realizzare in se la Legge di Dio fino ad assoluti e totali livelli di perfezione, a costo di cavarsi occhi e tagliarsi mani, oppure quella (ben più logica e praticabile), di affidarsi alla misericordia di Dio usando a sua volta  misericordia verso il prossimo, essendo cosciente delle proprie  (da se stesso), inguaribili debolezze.

L’esperienza pratica ci mostra con larga messe di esempi come laddove l’uomo abbia scelto la prima possibilità si sia immancabilmente giunti (salvo forse rarissime eccezioni che tuttavia confermano la regola), a produrre una larga messe di perfetti ipocriti, falsi con gli altri e con se stessi a tal punto da non riuscire nemmeno più a riconoscersi come tali.

Ecco, io credo, perché hanno inventato le flagellazioni, i cilici, i digiuni, le mortificazioni, umiliato la donna con burqua ed ogni altra barbara usanza. Ecco perché condannano a morte i sessualmente diversi. Ecco perché condannano a morte! Condannado a morte tutte queste manifestazioni dell’umanità essi in realtà tentano di esorcizzare quella stessa natura che si riconoscono dentro e che non possono in nessun modo scrollare da se stessi, una natura che reagisce potente agli stimoli suoi propri, malgrado ogni forma di castrazione e penitenza autoiflitta, malgrado ogni ferma volontà tesa a impedirlo, malgrado ogni preghiera ripetuta con la bocca all’infinito.

Quando infatti “quel tipo di santo” o eterno aspirante a tale condizione deve scontrarsi duramente, ogni giorno, con la propria natura corporale, animale ed i suoi limiti, piuttosto che riconoscere umilmente la propria insufficienza di fronte ad essa, sarà portato preferibilmente a nascondere la propria macchia incolpando di essa ciò che è invece null’altro che un elemento in se innocente, ma col naturale potere di eccitare la sua brama. Così, colui che nel cuore è ladro, sarà più facilmente pronto a d accusare, giudicare e condannare assolutamente colui che ostenta una ricchezza che egli desidera invece possedere ardentemente rivelando così a Dio di essere peggiore di lui.  Io credo che un vero Santo possa rimanere indifferente e puro anche in mezzo ad un circolo di donne provocanti ed invece quell’agire di iniqua castrazione e repressione inevitabilmente perpetrato da molte religioni, per lo più a carico delle donne ma non solo, a mio parere prova proprio il contrario di quello che si vorrebbe affermare; prova che oltre a non essere santi, i sedicenti perfetti sono pure grandissimi ipocriti, incapaci di comprendere i principali fondamenti reali dell’insegnamento religioso e dello Spirito di Dio.

E siccome alla fine non possono non rendersi conto di tutto ciò ecco che si riducono, si determinano ad operare solo per curare il loro aspetto esteriore, pilotare falsamente il giudizio e la considerazione degli uomini, sola cosa che a loro in fondo interessa.

Davvero accade che le persone si qualificano per sempre di fronte a Dio in comportamenti come questi!

Dunque Cristo ci dice, giustamente, che basta meno di una piuma per infrangere la Legge di Dio, basta meno di una piuma perchè la nostra anima pesi troppo sul piatto della bilancia ma, per chi sa e può ascoltare e a differenza da quanto vi hanno lasciato capire fino ad ora, non lo dice per condannarci o accusarci come invece ha fatto per millenni certa religione aliena da Dio. Lo dice perché diveniamo coscienti delle tare che l’essere umano, volente o nolente, reca in se stesso. In base a ciò è scritto giustamente:

Romani 3:23 tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,
Romani 3:24 ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.

Romani 3:4 Impossibile! Resti invece fermo che Dio è verace e ogni uomo mentitore,

Giovanni 8:7 E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».

In sostanza possiamo così riassumere l’insegnamento di Gesù riguardo all’adulterio ma anche al peccato in generale:

La Legge di Dio non verrà mai meno e insiste su ogni cosa creata, ma tu, uomo, devi avere presente che sei sottomesso fin dalla nascita al regime del peccato, e questa sottomissione è uno status quo della tua attuale natura; il peccato e la sua legge, nel tuo cuore, comandano spesso, coi fatti, più della tua stessa volontà manifesta. Se credi di poterti santificare solo con la tua volontà e con le opere umane di devozione e penitenza sbagli profondamente perché invece otterrai solo il sepolcro imbiancato ovvero il tuo guscio esteriore puro (forse), ma all’interno ogni sorta di marciume permarrà indisturbata anche se sepolto nel cuore in un vaso dal coperchio di piombo. Dato che nessuno può giudicare il cuore umano, se non Dio, come puoi pretendere tu di guarirlo dal male con pratiche umane? Questo perché sei un essere nato schiavo del peccato ed il peccato ha, in varia misura, un potere ed imperio reale su di te avendo un dominio più o meno esteso su parti del tuo cuore che la tua volontà non può direttamente controllare (brame, passioni, istinti ecc.). Il confronto giudiziale con la Legge di Dio schiaccerebbe immancabilmente e soprattutto anche il più puro o giusto fra gli uomini proprio a causa di esse.

Allora che fare?

Noi sappiamo che Cristo è venuto a liberare l’uomo dal giogo della Legge, che lo condurrebbe impietosamente  e sicuramente ad un giudizio di condanna, mediante il perdono, la grazia e la misericordia; non che per questo la Legge sia abolita o sminuita di importanza, al contrario, ma una nuova via, più diritta, comprensibile, ragionevole e praticabile viene aperta all’uomo da Cristo. Essa favorisce ed incoraggia la presa di coscienza del proprio limite e, al contrario, invita l’uomo a farsi eunuco della propria volontà in favore di quella di Dio; invita l’uomo che sia cosciente della propria imperfezione e limitatezza ad affidarsi a Dio in ogni cosa, anche nell’ottenere liberazione dal proprio peccato, per quanto inconfessabile o imperdonabile possa sembrargli.

Isaia 1:18 «Su, venite e discutiamo»dice il Signore.
«Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.

Isaia 1:19 Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.

Non si dice all’uomo: – liberati dal male !-, ma lo si invita a pregare il Padre con un –Liberaci dal male! – E’ Lui che libera dunque!

Abbiamo assistito invece, nella storia di quasi tutte le religioni, ad un fiorire, ad un proliferare di posizioni, usanze ed insegnamenti tanto assoluti quanto assurdi che di queste parole di Gesù e della volontà di Dio tutto hanno colto meno che lo Spirito suo e l’intento.

Gesù non intendeva, con ciò che ha detto, fare dell’umanità una massa di persone sessualmente inibite o deviate, in vario grado, Egli non intendeva “castigare” o mutilare l’indole naturale umana affermando che anche il solo guardare  o desiderare è peccato d’adulterio commesso nel cuore.

Il suo ragionamento era diverso e potrebbe così esprimersi:

Voi tutti, che fate dell’applicazione rigorosa e formale della Legge il vostro assoluto punto di forza, di giudizio ed elezione state bene attenti, perché io vi conosco bene, so perfettamente che dentro non siete affatto esenti da certi istinti malgrado tutti i vostri duri sforzi e se sarete così rigidi e spietati nel giudicare gli altri (condannando a morte), quello che portate addosso e che a Dio non si può nascondere, varrà a farvi sicuramente condannare. Noi sappiamo che Cristo è venuto a liberare l’uomo dal giudizio della Legge mediante il perdono, la misericordia ed il dono di se stesso.

Con questo, vale sempre per tutti il Comandamento di non peccare cioè di non rendersi complici con la propria volontà dei propri istinti, di  cercare di non aggiungere, ma di sottrarre il peso della nostra personale intenzione e volontà a quello dell’eredità negativa che già portiamo addosso, grande o piccola che sia. Il rispetto del prossimo e l’amore per la vita altrui, da soli, dovrebbero essere un deterrente più che valido e ragionevole contro l’induzione a peccare oltre che un parametro per giudicare la effettiva gravità dell’azione peccaminosa.

Giovanni 8:11 Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch’io ti condanno; và e d’ora in poi non peccare più».

In proposito, voglio ribadire ancora una volta che la soggezione al peccato, dalla quale tutto il genere umano è gravato, non ha nulla a che fare con la concupiscenza della carne nè si trasmette ai discendenti per mezzo di essa, come sostenuto erroneamente e non so in quale tipo di buona o cattiva fede da alcuni Padri della Chiesa ( Agostino, Ambrogio). La dimostrazione evidente, che loro non potevano prevedere, sta oggi nei figli nati dalla fecondazione in vitro, che pur essendo totalmente alieni dal concorso della libidine umana, hanno, in merito ai rapporti col peccato, una natura uguale a quella di tutti. Si tratta quindi, come ho già affermato di uno status dell’umana natura, di un livello di esistenza in cui l’uomo si è calato che si procrastina più per una trasmissione di tipo genetico che non magico e misterioso.

Qualcuno mi spieghi…

Nell’anno 1998 il pontefice Giovanni Paolo II beatificò il cardinale Alojzije Viktor Stepinach che certamente  non fu estraneo al genocidio balcanico. Viste le inconfutabili fotografie e le repertazioni storiche presenti anche nel libro di Marco Aurelio Rivelli:  “L’Arcivescovo del genocidio” che credo si possano collocare senza dubbi al di sopra di ogni tentativo potente di revisionismo storico  tuttora in atto con incredibile spudoratezza, la cosa non mi pare esattamente un bruscolino tale da passarci sopra. Mi lascia molto, molto perplesso. E’ la logica stessa che mi spinge in continuazione ad interrogarmi sul caso. La chiesa che ora parla di leggenda nera a carico di Stepinach dovrebbe solo ricordarsi di aver previdentemente concluso concordati per lei vantaggiosi sia con il Nazismo sia col Fascismo e che tuttora continua a riceverne i benefici. Siccome nessuno dà niente per niente, ci rimane ancora da conoscere precisamente cosa lei abbia messo sul piatto di controparte della bilancia. Viene solo un’ipotesi da fare alla luce dei fatti: ancora una volta, deve trattarsi della santificazione e  benedizione indispensabile a qualsiasi regime per poter farsi strada nelle coscienze degli uomini, potersi efficacemente accreditare per ottenere più facilmente la loro fede con convinzione profonda, come è indispensabile per costruire ogni torre di Babele.

E’ poi strana questa differenza fra ciò che predicano, invocando sempre il martirio come testimonianza (addosso gli altri), ed il fatto di avere mancato quasi totalmente,  in quella occasione, di rendere questo Servizio  alla Verità ed alle coscienze dei propri fedeli, scendendo a compromessi diplomatici e non su principi che non dovrebbero MAI essere oggetto di compromesso, almeno da parte di Santi quali si proclamano a vicenda ed a ogni occasione. Certo Padre Massimiliano Kolbe, per citarne uno, non è stato il loro modello, ma piuttosto parrebbe l’eccezione. Comunque Dio giudicherà certamente con giustizia queste cose che a noi è dato di sapere solo per testimonianze riferite. A Lui rimettiamo naturalmente ogni cosa ma questo non ci impedisce di fare le nostre valutazioni.

Ora Benedetto XVI beatifica Giovanni Paolo II al quale, con tutte le disgrazie e le ingiustizie presenti al mondo, si riconosce un solo miracolo, (di cui alcuni nella chiesa avanzano pure dubbi)  e guarda caso, in beneficio di una suora. (mi pare si possa ravvisare un conflitto di interesse qui!).

Mi par poi di ricordare, che non appena fu eletto al soglio si premurasse per prima cosa di farsi costruire una piscina.

Inoltre, quella storia della pallottola che sarebbe stata deviata (ma non abbastanza), dalla mano di Maria come mai ha avuto come seguito un bel vetro antiproiettile sulla “papamobile”? Forse che la Provvidenza divina fornisce più incerte garanzie delle difese umane? E da quando?

Non capisco bene … o forse capisco troppo, più di quanto mi sarebbe permesso  …

Qualcuno mi spieghi in cosa consiste questo tipo di santità o beatitudine, quale è la sua utilità. A me pare che stiano fabbricando, esclusivamente per loro uso e consumo, un paradiso su misura, esclusivo per quelli che sono a loro immagine e somiglianza.

Ben venga! Questo soltanto sia il loro paradiso.

Non mi pare inappropriato ricordare qui queste parole:

Sapienza 15:3 Conoscerti [o Dio], infatti, è giustizia perfetta,
conoscere la tua potenza è radice di immortalità.
Sapienza 15:4 Non ci indusse in errore
né l’invenzione umana di un’arte perversa,
né la sterile fatica dei pittori,
immagini deturpate di vari colori,
Sapienza 15:5 la cui vista provoca negli stolti il desiderio,
l’anelito per una forma inanimata di un’immagine morta.
Sapienza 15:6 Amanti del male e degni di simili speranze
sono coloro che fanno, desiderano e venerano gli idoli.

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