Il lato oscuro della chiesa


Il primo capitolo del libro, Il Canto della Sorgente, come avrete potuto constatare, è, per un certo numero di pagine, interessato da pesanti confutazioni alla dottrina ed all’operato della Chiesa cristiana, ed in particolare di quella detta Romana e Cattolica. Non che le altre chiese o comunità siano indenni dai fenomeni che ho descritto, ma conoscendo bene la maestra si inquadreranno di conseguenza anche tutte le allieve. Ripeto ai benpensanti che potranno ritenere le cose esposte in questo sito come pure ipotesi e che esse servono solo da supporto per poter uscire dagli acquitrini di un ragionamento che ormai ristagna da 2000 anni. Con chi abbiamo a che fare veramente? Perché sconfessare proprio il sacerdozio? Può sembrare strano quel parlare di magia, in merito alla chiesa, che più volte io ho rinnovato nei miei scritti, additando il sacerdozio e le chiese degli uomini come principali fautori della stessa.

Eppure le Scritture ci mettono ampiamente in guardia contro il falso sacerdozio:

Perciò dice il Signore, Dio di Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: «Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io mi occuperò di voi e della malvagità delle vostre azioni. Oracolo del Signore. Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho lasciate scacciare e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; di esse non ne mancherà neppure una». Oracolo del Signore.
Geremia 23, 2-4

Molti pastori hanno devastato la mia vigna, hanno calpestato il mio campo. Hanno fatto del mio campo prediletto un deserto desolato, lo hanno ridotto una landa deserta, in uno stato deplorevole; sta desolato dinanzi a me. È devastato tutto il paese, e nessuno se ne dà pensiero.
Geremia 12, 10-11

Ma tali cani avidi, che non sanno saziarsi, sono i pastori incapaci di comprendere. Ognuno segue la sua via, ognuno bada al proprio interesse, senza eccezione.
Isaia 56, 11
 

Poiché così mi ha parlato il Signore: «Come per la sua preda ruggisce il leone o il leoncello, quando gli si raduna contro tutta la schiera dei pastori, e non teme le loro grida né si preoccupa del loro chiasso, così scenderà il Signore degli eserciti per combattere sul monte Sion e sulla sua collina. Come gli uccelli proteggono i loro pulcini, così il Signore degli eserciti proteggerà Gerusalemme; egli la proteggerà, ed essa sarà salvata, la risparmierà ed essa sarà liberata».
Isaia 31, 4-5

Ora però vorrei tentare di spiegare a mio modo per quale via sono giunto a queste considerazioni. Già i Profeti d’Israele accusarono Babilonia di essersi affaticata coi sortilegi fin dalla sua tenera età e se questo fatto poteva essere facilmente riscontrato, anche a posteriori, nella Babilonia storica ed in generale in tutto il mondo pagano antico, ai nostri giorni, in epoca moderna, gli stessi fatti parrebbero essere molto meno probabili, documentabili ed in generale poco plausibili, specialmente se ascritti a carico di quel sacerdozio che si proclama cristiano. In più, esistono ai giorni nostri, come in passato, quelli che si dichiarano essere maghi, astrologi, fattucchieri, demonolatri e che riconoscono apertamente di dedicarsi a pratiche pagane per cercare di soddisfare i propri voleri o quelli dei loro clienti. Tutti costoro, così facendo, attirano clamorosamente su di sé l’attenzione degli uomini, coprendo molto efficacemente, nel contempo, altre figure ben più notevoli, che possono così agire nell’ombra di una totale invisibilità e insospettabilità. Non si possono insomma vedere con gli occhi della logica comune poiché la dominano completamente, detenendo tutti gli strumenti utili per condizionare la sua formazione. Ho già scritto sul fatto che gli empi, in generale, coltivano e possiedono, più o meno consciamente, alcune conoscenze che sono neglette agli uomini comuni e che permettono loro di acquisire un certo tipo di potere nella realtà materiale, un potere occulto quindi, che certo non spaventa i figli di Dio, ma che può sovente intralciare, danneggiare o fuorviare pesantemente tutti coloro che ancora non vedono chiaramente dentro sé stessi. Ma da dove viene questo potere e da dove le conoscenze? Perché, se è davvero reale, esiste un tale potere? Pur non avendone conoscenza personale particolareggiata, giacché non ne sono cultore, ho elementi per ritenere che queste facoltà, in verità, “esistano”, quantomeno come possibilità relative di influenzare la realtà vivente di questo mondo. Molto “clamore” è poi sicuramente aggiunto dall’azione della menzogna che, unita all’ignoranza, ne aumenta considerevolmente gli effetti apparenti. In generale, direi che questi “poteri” originano da un declassamento, da una proiezione su un piano enormemente inferiore, da una frammentazione di ciò che naturalmente dovrebbe costituire alcuni dei poteri manifesti, di Dio, di Cristo e d’ogni figlio di Dio quando sia divenuto come il suo Maestro. Tale declassamento, o meglio, degrado, si è attuato nel momento in cui l’uomo ha deciso di continuare a godere di privilegi paradisiaci anche dopo che dal paradiso fu allontanato. Egli perciò ha cercato di ottenere da altri e per vie artificiose, ciò che Dio ormai gli negava a causa della sua acquisita indegnità. Ed è perciò che questi “poteri” e i loro sacerdoti, si fanno forti di tutto quello che all’uomo terreno manca. Ed è per questo che faranno di tutto affinché all’uomo manchi sempre qualcosa e questo implica necessariamente che l’uomo venga assolutamente tenuto lontano da Dio, con ogni mezzo. Noi vedremo, infatti, la loro potenza crescere smisuratamente alla presenza di fame, ingiustizia, disagio sociale, disperazione, morte, malattia, incomprensione, odio, povertà ! In mezzo a queste cose le forze occulte del male trovano il loro ambiente di sviluppo ottimale e il loro pabulum elettivo. In queste situazioni la loro presenza e il loro ruolo assumeranno pertanto carattere di evidente (ma falsa) indispensabilità di fronte alla logica umana. Per avere un’idea della forza di cui sto parlando, bisogna prima capire lo scenario in cui avvengono queste azioni. Ogni qualvolta si ha a che fare con soggetti malvagi, che agiscono nelle tenebre, in modo occulto, dobbiamo aspettarci per certo che, collegata ad ogni loro manifestazione o aspetto palese, dichiarato alla luce del sole, ve ne sia un’altra invisibile, nascosta dietro la prima, che si muove ed agisce attivamente nella direzione diametralmente opposta. Questo è il succo della perversione dell’animo ed il frutto che ne nasce sicuramente è l’ipocrisia. Un pallido esempio può essere fatto additando certe forme di pubblicità ingannevole, laddove i pregi di un prodotto, magnificati in ogni modo davanti allo spettatore, servono invece a nascondere altrettanti difetti celati e diametralmente opposti, che altrimenti mostrerebbero la qualità scadente della mercanzia, o in quale punto la merce è carente. Questo anteporre un gran paravento mirabile, colorato, affascinante, suggestivo, per impedire che si veda lo schifo che c’è veramente dietro di esso, è un modo di agire vecchio come il mondo in cui gli uomini continuano statisticamente ed incredibilmente a cascare così come fossero di fronte ad un abilissimo mago-prestidigitatore che rende invisibili le sue vere azioni palesando gesti belli, attraenti e teatrali, a volte, esagerati oltre misura. Ho scritto nei libri che da questo schema di valore generale non esulano affatto le propagande, i riti, le parate e tutte le azioni sceniche che ci è dato di osservare nelle piazze e nei luoghi comunitari durante la nostra vita (vedi ad es.  le parate del nazismo). Il punto difficile semmai è di saper bene individuare quale tipo di falsità si cela dietro di esse. Bisogna soltanto farci l’occhio con un po’ d’allenamento. In pratica, grazie a questi trucchi, succede troppo spesso che siano gli schiavi stessi, resi ciechi, a mantenere, giustificare e difendere i privilegi, le ingiuste prerogative del loro aguzzino. Non rimane cosa più triste da constatare a questo mondo. Ma il profeta Zaccaria consiglia a chi ha orecchi per intendere:

 -…A Sion mettiti in salvo tu che abiti con la figlia di Babilonia….- ( Zaccaria 3, 11).

Facciamo un piccolo esempio, solo per ipotesi. Poniamo il caso che vi sia un medico disonesto che, invero, ama solo la ricchezza sopra ogni cosa. Quello è il suo fine vero e nessun altro! Egli in cuor suo se ne frega del prossimo, figuriamoci dei pazienti coi loro malanni, non procurano altro che impicci! Ma fuori di se stesso, egli non può manifestare un “solo pelo” di quel che ha nel cuore, altrimenti la sua prosperosa ed ingannevole carriera non potrebbe nemmeno iniziare. Che fare dunque? Si costruisce premeditatamente o inconsciamente il paravento, l’immagine buona, dietro i quali nascondere nella maniera più insospettabile il proprio cuore malvagio. E questo non dopo la laurea, ma dal primo giorno in cui è stato capace di interagire con la realtà, perché, in questo esempio, è la realtà oggettiva che abita nel suo cuore che comanda e determina tutto il resto, perfino il fatto di nascondere abilmente sé stessa agli occhi di colui che ne è il portatore. In tal modo e in forza di questa contingenza, egli “edificherà”, in se stesso, l’abito più adatto al contesto in cui si troverà ad operare ed infine ne risulterà una persona la cui immagine ispira la massima fiducia di serietà, competenza, onestà, altruismo e quant’altro possa servire allo scopo. Il tipico sepolcro imbiancato su cui la gente cammina senza sapere cosa in esso è contenuto! In questo, che è un esempio puro, semplice ed estremo, per far vedere quali siano le forze vettoriali operanti in questi giochi, osserveremo che tanto più sarà oggettivamente vera la realtà interiore di quel soggetto, quella che ospita i desideri malvagi del suo cuore, prepotentemente maggiore sarà l’immagine esteriore che viene edificata giorno dopo giorno in proporzione, secondo necessità. Questo è un assioma con valore di legge generale. Non si vuole affermare che tutti i medici disonesti siano così perversi, ma solo che tutti coloro il cui cuore è perverso agiscono necessariamente e proporzionatamente in questo modo e li ritroveremo perciò mescolati, mimetizzati in mezzo agli altri. Questo è il loro segreto nascosto. Si può esserne ragionevolmente certi.

Questi tali sono falsi apostoli, operai fraudolenti, che si mascherano da apostoli di Cristo. Ciò non fa meraviglia, perché anche satana si maschera da angelo di luce. Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia; ma la loro fine sarà secondo le loro opere.
2Corinzi 11, 13-15

Questa non è profezia, ma semplicissima conoscenza delle leggi interne della realtà, però avrà anche valore di profezia, finché dura il mondo. Chi conosce questo modo di agire, tuttavia,…. li attende al varco. Vi sono poi altri elementi che possono costituire indizio per intuire che dietro l’abito o il paravento bonario siano in opera azioni occulte, anche di tipo magico o extracosciente, di tutt’altro segno. Tutte le volte che si pretende l’unione di una comunità orante secondo un’unica intenzione altrui, v’è da sospettare che questo sia fatto per canalizzare e modulare energie di tipo economico, lavorativo, psichico, mentale, emotivo, spirituale. Il fine è di concentrarle in una direzione determinata dal volere, non sempre palese, di colui che organizza quella comunità, o di colui che al di sopra “riceve” in dono “l’apporto” da molte comunità. L’elemento quantitativo ovvero, ad es., la quantità di denaro raccolta, se si tratta di un’opera di solidarietà, di preghiere, se si tratta di un’opera meno materiale, gioca un ruolo decisivo e ne qualifica indubitabilmente l’effetto oltre che la natura. Infatti, l’aiuto portato ai bisognosi sarà direttamente proporzionale alla cifra, alla quantità di denaro raccolto. Ma questo non costituisce per nulla garanzia che tutto il denaro, donato a questo fine, vada laddove dovrebbe andare ovvero produca il bene di quelle persone per le quali venne donato. Non mancano le prove tangibili di questo fenomeno, che avviene frequentemente nonostante si tratti di cose materiali piccole e facilmente controllabili, come cibo, denaro, vesiti, ecc. ecc. . A maggior ragione, cosa o chi ci garantisce che questo storno di “risorse” per altri, opposti fini non avvenga ancor più proprio laddove gli uomini comuni non posseggono occhi per vedere? Crediamo che la santità di Dio dipenda in qualche modo dalla quantità di preghiere, di rosari o dal numero di quelli che sono presenti alla preghiera o all’ adorazione? Crediamo che Egli abbia bisogno di ottenere santificazione da parte dei sacerdoti? Oppure è già Santo comunque, di per sé stesso? Chi ha davvero interesse affinché grandi e differenti comunità si concentrino, preferibilmente a tempo pieno, su preghiere estenuanti, ripetitive e con grande trasporto psico-emotivo? Sono queste forze a costituire le Energie di Dio? Che povero Dio sarebbe..! E quand’anche ciò fosse, sarebbe motivo sufficiente per essere accettati nel suo Spirito? Crediamo che il rapporto con Dio sia improntato alla contabilità “dare – avere”, ai bilanci o alla miserabile logica della raccomandazione (léggi intercessione) e della bustarella (léggi indulgenza)? Per lo stesso motivo per il quale si celebrano impunemente, nelle chiese cristiane, funerali con diverso grado di importanza e pompa, come se la morte non fosse la stessa pena di valenza uguale per tutti, così anche tutti i loro riti sono permeati da questo ed altri strani “aspetti quantitativi” della fede o delle sue manifestazioni il che è, a mio avviso, elemento probante della presenza di operazioni occulte o di menzogna dietro tali paraventi. Voglio dire che laddove i fattori spazio, tempo, quantità risultano determinanti al fine del conseguimento di un dato obiettivo, ciò significa che quell’obiettivo appartiene ad una realtà che non è spirituale, ma in qualche modo relativa e quindi necessariamente imperfetta, non assoluta. Ma di questo ho parlato ampiamente nei miei libri e non vorrei andare oltre i limiti di questo piccolo riassunto. Per tutte queste cose, io ho confutato alla chiesa di avere a suo tempo scatenato guerre e pestilenze, l’ho avvertita di essere divenuta la matrice dell’ingiustizia e del peccato, la sorgente dell’idolatria e del razzismo, di ingrassare sui problemi degli uomini e di “nutrirsi” dei loro peccati, di avere stipulato un patto con morte e inferno. Per questo, anche, concordo pienamente con altri, nell’identificala infine con il nome di Babilonia la grande dell’Apocalisse, o meglio, seguendo le indicazioni di altri profeti, come la figlia di Babilonia (che è la stessa cosa). Il suo vero fine è quello di sostituirsi all’ego delle persone , per vivere in loro, a spese loro e a danno di Dio, e questo deve fare obbligatoriamente con i suoi fedeli, e con ogni uomo, come il più insidioso dei parassiti, in grado di togliere progressivamente alla persona la visione limpida del proprio spirito, di enuclearla del Sé per farne uno strumento docile, amorfo e convinto nelle sue mani, una portatrice passiva di “cromosomi” che non appartengono né mai potranno appartenere all’uomo o a Dio. Ciò è verificabile, nella storia, ogniqualvolta la chiesa ha potuto agire senza freni, senza che vi fosse qualcuno in grado di opporsi a lei efficacemente. Questo è Babilonia! Questa è l’opera e la strategia di satana! Questo sono i grandi prodigi che ella compie ed ostenta sulle piazze, davanti alle assemblee; privata di esse, infatti, sarebbe immediatamente ridotta a nulla, a differenza di Dio che invece rimane per sempre, con o senza il numero, con o senza il consenso e la forza della piazza. Tutti i dogmi, le regole d’obbedienza, umiltà, contrizione e sottomissione nascondono dietro lo scopo dichiarato, apparentemente giusto ed incontestabile, soltanto i mezzi reali che essa, in totale malafede, utilizza per raggiungere il dominio interiore dell’uomo e lo scopo che ho poc’anzi accennato. Si tratta, per di più, di una malafede talmente assimilata alla sua natura, talmente interiorizzata e fatta propria, che essa nemmeno si rende conto di quello che sta raccogliendo in vista del gran Giorno.

Sono solo ipotesi queste? Provocazioni? Forse

Nelle pagine di questa serie, sono contenuti alcuni stralci che riporto solo per avere un’idea del soggetto singolare di cui stiamo trattando che comunque non permea solo la chiesa, ma ha addentellati, in varia proporzione, dentro ad ogni comunità umana della terra. Dico subito che non ha pregio, secondo me, il fatto di dichiarare frettolosamente le sue ormai inoccultabili colpe come “errori del passato” o “peccato di alcuni suoi figli” in quanto questo è in contrasto logico e aperto con i “crismi” di unità, infallibilità, santità che essa si è pretenziosamente attribuita fin dagli inizi. Di fatto, essa non può misconoscere le proprie tradizionali fondamenta che sa benissimo non poggiare sulla roccia di Cristo! Un corpo come quello della chiesa, non può perdere la coda, come una lucertola quando viene afferrata per la stessa, ogni qualvolta si scopre in difetto o in pericolo di vita. Come può una madre amorosa, quale essa si proclama, abbandonare i propri figli al loro destino sebbene abbiano errato? Se, infatti, l’unità predicata vale prima, quando tutto va bene, deve valere anche dopo, altrimenti qualcuno potrebbe avere l’impressione che essa si libera vilmente delle parti imbarazzanti come fosse un verme solitario (tenia) che, pur di sopravvivere e non essere rigettato completamente, scarica pezzi vivi di sé ogniqualvolta diventa troppo lungo o irritante per l’intestino dell’ospite. E poi, se non si ritengono in nessun modo implicati, perché chiedono scusa? Perché non restituiscono il quadruplo delle loro frodi come fece Zaccheo il gabelliere?

Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo;
Luca 19, 7-9

Il vecchio detto: – Le bestie perdono il pelo ma non il vizio – vale tuttora e se ciò è vero, allora ognuno vedrà un giorno chiaramente con chi ha davvero a che fare. Certo, gli aspetti che ora apparirebbero anacronistici o ripugnanti, perché troppo brutali e rivelatori al secolo presente non emergono più alla luce del sole, dal momento che, con una sapiente operazione di “lifting”, sono stati ben nascosti in profondità, ma da lì continuano, a condizionare ancor meglio il soggetto che non sia accorto per quello che da da bere e da mangiare al proprio Spirito.

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2 commenti

  1. dicembre 20, 2008 a 9:42 pm

    Mia cara Maria, diciamo meglio che Babilonia è presente nella chiesa o anche che quella che si dice una in realtà è una convivenza delle due, quella vera e quella falsa. Però quella falsa è quella che appare, perché domina e detta legge (ad es. potere temporale) mentre quella vera, essendo spirituale, non si può vedere così facilmente. L’argomento è difficile da trattare, ma semplicissimo una volta compreso e dovresti approfondire senza fretta questo aspetto che è trattato sia nei miei libri sia in diverse altre pagine di questo sito. Dio comunque non teme nulla e quello che la chiesa insegna è dopotutto verità, solo che bisogna saperla sfrondare dalle aggiunte umane e pagane. L’insegnamento di base, che nemmeno loro però applicano pur predicandolo è giusto.Fai dunque meglio di loro e sviluppa in te la giustizia di Dio come baluardo ad ogni inganno del maligno.

  2. maria said,

    dicembre 20, 2008 a 8:58 pm

    mamma mia,ma è davvero vero che Babilonia è la nostra Chiesa?Ma allora che si deve fare per salvarsi?


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