Il mistero dell’Iniquità


L’evento di cui voglio discutere in questa pagina è di grandissima importanza se si vuole ben comprendere il meccanismo “evolutivo” e storico dell’affermarsi del Regno dei cieli, da Cristo in poi, sulla terra e nell’uomo. Ho già toccato altrove questi argomenti, ma credo sia opportuno farne piccola sintesi proprio per focalizzare l’attenzione su uno degli aspetti finora più velati del messaggio apostolico. E’ un bene, finora, che essi siano restati nell’ombra poiché la loro diffusa, prematura conoscenza sarebbe stata controproducente per l’avvento del Regno. In questa dissertazione sono individuati come principali attori: l’intenzione e l’azione di satana contro l’eredità del Cristo, l’astuzia di Dio, gli errori e le debolezze umane, che fornirono al padre della menzogna l’appiglio ed il travestimento utili e necessari per entrare da padrone nella chiesa cristiana di questo mondo. Dimostrerò che l’azione del demonio era stata prevista da Dio fin dagli inizi, che Dio l’ha beffata con astuzia, che gli errori umani, pur condannabili, sono serviti comunque ad assecondare il disegno di Dio, anche se hanno condotto a partorire visioni aberranti della realtà Teologica. Iniziando dalla parola del profeta Daniele, sotto riportata, conosciamo che esiste qualcuno in grado di dissipare, di annientare la potenza del popolo santo, essendo vincolato il compimento universale di tutte le cose alla preventiva scomparsa di questo soggetto. A rigor di logica, si comprende che costui è satana, con tutti i costrutti che lo precedono, lo accompagnano e lo seguono fin dai tempi del paradiso terrestre. Il pensarlo già sconfitto a seguito del sacrificio di Cristo è Verità assoluta, che tuttavia è constatabile e pienamente partecipabile solo da coloro che il Cristo lo hanno dimorante in sé stessi, in coloro, dunque, che sono già giunti al Traguardo umano oppure che, pur non essendo ancora arrivati, hanno fede in Lui. Per contro, la stessa verità oggettiva non è ancora tangibile per tutti coloro che di Cristo si limitano a parlare. Il Cristo, in loro, è ancora distante, confuso, pur essendo già venuto, e conseguentemente anche il regno di Dio è distante, necessita ancora di un percorso più o meno lungo e sofferto per essere vivo nei loro cuori. Ritengo che quest’ultima condizione sia quella più largamente diffusa fra noi, pur non essendo mai preclusa la Via a nessuno in ogni momento e da qualsiasi “distanza”. L’umanità ha perciò un grosso problema che la perseguita, che si riproduce al suo interno, che porta morte ed annichilimento, avvilimento della potenza della santità che in lei è geneticamente innata. Questo è il primo assunto in base alle scritture, pienamente convalidato da un’esperienza di vita ormai millenaria, che prosegue apparentemente inalterata, nei suoi valori fondamentali, anche dopo il Cristo. Il secondo assunto è che tale problema ha una sua evoluzione, una sua propria “vita” all’interno della storia umana. Sarebbe veramente tragico l’esito di questa evoluzione se Dio non fosse intervenuto dall’inizio in difesa dell’uomo volgendo infallibilmente il problema “satana” o il “mistero dell’iniquità” verso la valle della sua morte eterna, la geenna, la discarica dei rifiuti dell’universo materiale e spirituale. L’intervento di Dio, a questo santissimo fine, si è reso attuale con la rivelazione di Cristo nel mondo ed è poi proseguito fedelmente, pur nel quasi totale oblio dell’uomo, fino ai giorni nostri. Ora il frutto di quest’azione sapiente è sul punto di maturare completamente ed un piccolo richiamo dell’attenzione su di esso si rende opportuno per delineare ancor meglio qual è il percorso della Salvezza. L’incontro tra l’assoluta Verità di Dio, fedelmente resa da Cristo in questo mondo, e l’umanità, allo stato: relativa, impura, incosciente, schiava del peccato, non poteva istantaneamente, come per magia, produrre il trionfo compiuto, istantaneo del Regno di Dio, come molti pretesero e credettero, bensì avrebbe dovuto prima generare una sorta di “onda spuria” ovvero una “realtà intermedia”, provvisoria, capace cioè di evolvere estremamente sia verso il bene che verso il male in eguale misura. La Parola del Verbo avrebbe dovuto, ancora, compiere un’opera incontrastabile, profonda di purificazione universale degli uomini e delle loro coscienze mediante il costante confronto che avviene durante la vita dell’uomo ed è perciò soggetto al tempo. – La natura non fa salti (ovvero procede per gradi) – rileva un saggio osservatore e lo stesso può certo dirsi per il Creatore della natura. Cristo lo aveva chiaramente preannunciato, paragonando il Regno dei cieli che viene ad una rete calata nel mare che cattura ogni genere di pesci: sia buoni, sia cattivi. Questa fase dell’evoluzione umana, nella quale la Parola divina rivelata in Cristo evolve al suo compimento, incubandosi nel cuore dell’umanità, è durata quasi due millenni ; millenni di crescente silenzio dello Spirito di Dio, millenni in cui molte volte gli uomini ebbero tragicamente a chiedersi: – Ma Dio dov’è?- Il silenzio di Dio, l’eclisse apparente di Dio, hanno così consentito anche alle forze ed ai cavalieri del male di avere un loro tempo e spazio ove potersi liberamente confrontare con l’annuncio del Regno di Dio e così esprimere e manifestare incondizionatamente la loro esatta natura, la propria intima essenza e malefica paternità, senza alcun tipo di limite o impedimento. La mala pianta ha così ripreso a crescere, subito dopo il tramonto del Sole , con maggior vigore di prima e ciò era assolutamente indispensabile affinché di essa non restasse nella terra nessun altro “seme quiescente”, ma si potesse compiutamente estirparla giudicandola dal suo frutto. Abbiamo tutti assistito, dopo la dipartita del Maestro, ad un progressivo scadimento dell’Autenticità Spirituale dei “suoi” pretesi ministri e vicari, ad una graduale mondanizzazione della spontanea, sincera spiritualità cristiana iniziale, ad una contestuale scomparsa delle manifestazioni e dei miracoli autentici operati in origine dall’uomo per investitura dello Spirito di Dio . Parimenti, per altro verso, si è avuto un incremento esponenziale del potere temporale (e dell’arroganza), delle istituzioni religiose cristiane, si è ottenuto finalmente il loro riconoscimento ufficiale da parte di mondo e re (si è perciò instaurato un connubio, un immondo, sudicio mercato fra queste due regalità originariamente del tutto inconciliabili, filosoficamente e spiritualmente antitetiche ); è diminuito grandemente (pur senza mai venir meno completamente), il numero dei martiri (testimoni fedeli di Dio), con o senza effusione di sangue, si è venuta consolidando una probante, scandalosa, inaccettabile divisione dei cristiani. Vi è stata, infine, una serie di continue trasformazioni delle chiese condizionate e cogenerate sui loro corrispondenti e conseguenti vizi di interpretazione teologica, nonché sugli “interessi particolari” che in esse, di volta in volta, dominavano. Ora, nell’era spaziale, tutti comprendono come un piccolissimo errore iniziale nel calcolo della traiettoria di un missile, ad es., sia in grado di generare clamorosi fallimenti nel raggiungimento dell’obiettivo prefisso. Analogamente è avvenuto col cristianesimo: alcuni piccoli accidenti iniziali, piccole incrinature, alcune debolezze umane trascurate, posizionate strategicamente duemila anni fa, hanno generato senza che nessuno quasi se ne rendesse conto una voragine, un abisso, a dividere nettamente la volontà di Dio e di Cristo da quella degli uomini che pure a Lui pretendono riferirsi. Ma questo non è il fatto rilevante ai nostri fini poiché una colpevole diversità di volontà fra l’uomo e Dio è in atto fin dal tempo del peccato originale. V’è di più e questo sì rappresenta il vero salto di qualità nell’azione del male, questo soltanto ha tutte le connotazioni per poter costituire e spiegare il mistero dell’iniquità, nonché per risultare ingannevole e perfido al massimo grado. Quando Paolo afferma: – Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene.-, parla in modo velato e per le orecchie che devono intendere… di un fenomeno che sta già avvenendo in seno alle comunità (chiese) del suo tempo, poiché, posto fuori di esse, il discorso non avrebbe alcun senso. Fuori dalle chiese, l’iniquità e il paganesimo erano certo presenti da sempre, naturalmente, questo è innegabile, ma, appunto, ciò non costituisce mistero! E’ solo dopo che venne calata nel mare, da Cristo, la rete del regno di Dio che nella chiesa (la rete), si sono raccolti certi tipi di “pesce” di dimensioni e tipologie spirituali ben precise. Così come, al seguito di pesci buoni, commestibili è facile trovare e pescare anche i loro predatori elettivi, altrettanto, nella chiesa primitiva iniziarono da subito a confluire elementi con diversa intenzione originale. La predicazione del Vangelo infatti si accompagnava allora a segni e prodigi grandiosi, operati dagli apostoli investiti della potenza dello Spirito Santo e questi fatti menavano clamori nel mondo. Furono certo in molti a vedere in quei miracoli il modo per coronare concretamente i loro interiori deliri di onnipotenza e i sogni impossibili di un paganesimo sempre più frustrante, ma pur sempre assai comodo da vivere. Proprio in quei momenti il mistero dell’iniquità, come afferma S. Paolo, si deve essere messo in moto alla grande. Dobbiamo pensare di aver di fronte l’umanità tutta, dobbiamo sapere che in lei si nasconde abilmente, in infinite parti e mutevoli forme, un principio malvagio che dall’uomo pretende solo la morte, la schiavitù, lo sfruttamento più totale della vita ai suoi fini di universale nullità e di assoluto potere. Dobbiamo sapere che satana si “riveste” d’umanità come di un ostaggio perfetto per non essere colpito da Dio né riconosciuto dall’uomo stesso. Dio infatti ama l’uomo, sua creatura, e non commetterà mai ingiustizia contro di lui, per nessun motivo. Come, dunque, risolvere questo problema e restituire alla sua creazione la Vita originaria senza che chi è indegno di essa vi possa mai più partecipare? E’ largamente provata, già nella chiesa nascente ed ancor più nei secoli successivi, la presenza e l’attività contestuale di individui con fini opposti (con tutte le variazioni percentuali possibili nella loro stessa composizione), di persone pure ed impure, di veri e falsi profeti, di servi di Dio e del maligno o di qualsiasi altro idolo (falsi dottori). E’ largamente provato che in seno ad essa si svolsero e si svolgono tuttora, in totale dispregio dell’insegnamento di Cristo, crudeli lotte per il potere, prova ne siano le inaccettabili divisioni che perdurano fino ai giorni nostri. Questo è proprio il mistero dell’iniquità in svolgimento e risoluzione cui accenna S. Paolo. Il risultato finale di tale ribollire di eventi poco trasparenti non poteva che essere uno solo secondo la genuina dottrina di Cristo: – Se uno vuole toglierti il mantello dagli anche la tunica-, insegnò, e così è stato fatto proprio a cominciare dalla sua Chiesa. In essa, chi pretendeva con arroganza il potere terreno a tutti i costi è stato più che tacitamente assecondato, proprio a cominciare dalla volontà di Dio. I lupi, dunque, proprio all’interno della chiesa, hanno divorato e sottomesso con l’oppressione gli agnelli, dopo essersi camuffati da pastori o da pecore forti e grasse, per poter meglio nuocere, secondo il loro cuore malvagio, senza poter essere visti o contrastati in alcun modo dall’uomo. Gli squali hanno ucciso (reso martiri, prigionieri o schiavi) tutti i pesci minori e veramente buoni dentro alla rete, senza che Dio, apparentemente, avesse nulla da eccepire. Per dirla con le parole del profeta Malachia, si sono, proprio nella chiesa più che altrove, proclamati beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio restano impuniti. Così è avvenuto, i servi superbi si sono impossessati del potere all’interno della denominata Casa del Padrone  mentre questi è lontano, partito per un lungo viaggio, ed hanno cominciato a crapulare con gli amici, a bere ed ubriacarsi di potere, a percuotere i compagni loro sottoposti, approfittando in ogni modo di quell’autorità appartenente ad un Signore in cui non hanno mai davvero creduto, ma che tuttavia fa loro molto comodo per abusare in modo perverso dell’ingenuo uomo, dei piccoli che in fondo al cuore, anche facendo parte della chiesa, hanno davvero creduto a Cristo fino in fondo. Tutte le volte che in una società, in un consorzio umano si scopre, dopo lunghe e difficili indagini, che il criminale ricercato rivestiva insospettabilmente gli abiti e i ruoli del tutore della legalità, si assiste ad uno sconcerto delle menti: – Ma come….e noi che andavamo denunciando i delitti a colui che invece li commissionava….noi che imploravamo giustizia da colui che assassinava….!- E’ questa una considerazione che, quando avesse a verificarsene il caso, gli uomini rimuovono troppo frettolosamente dai propri ricordi o non vorrebbero mai dover fare perché mostra loro una verità assolutamente cruda e indigesta; mostra a loro, che presumevano di vedere bene, che in realtà sono stati perfettamente ciechi e ingannati! Tutte queste persone, ed ognuno che non sia assolutamente puro e perfetto secondo Dio, in caso di attualità effettiva del Regno di Dio, brucerebbero inestinguibilmente poiché in quel Regno ogni iniquità viene a trovarsi nel suo inferno ed anche tutto ciò che ad essa è legato in modo vitale, organico, animico ecc. Ecco dunque, chi lo trattiene (riferendosi al mistero dell’iniquità), contempla proprio tutti coloro che per disparati motivi che non sta a me giudicare mantengono in atto questo connubio innaturale, questa “emulsione” fra uomo puro ed impuro, vuoi per ignoranza, vuoi per debolezza, vuoi per interesse ecc. ecc. Ho già spiegato che poi esistono spiriti che hanno tutta la convenienza a mantenere in eterno questa situazione mista poiché da essa attingono a piene mani il loro paradiso. L’azione di Dio ha dovuto pertanto fronteggiare questo “problemino” e , a tal fine, non ha fatto altro che applicare fedelmente la sua immutabile Sapienza eterna. Ha lasciato prosperare pienamente, anche sotto il suo vessillo, le nature perverse, addirittura assecondandole ed anche contrastando superficialmente coloro che amava . Ha lasciato che esse si innestassero subdolamente sull’albero della Continuità Apostolica (anche se ciò è avvenuto solo in modo dopotutto superficiale, dato che il Regno di Dio, per nostra fortuna, non consiste in quel tipo di chiesa,) ed ha consentito deliberatamente che quest’innesto parassitario e balordo attecchisse pienamente, producesse pianta e frutto secondo la sua specie. Gli apostoli, certo non tutti ed in modo esplicito, furono sicuramente messi al corrente della cosa a venire ed operarono affinché il loro predicare e la loro testimonianza fosse di incitamento sia per i veri fedeli che per quelli falsi (è lo stesso motivo per cui Dio fa sorgere il sole sia sui giusti che sugli ingiusti) il poco rimanente, poi, fu completato dai manipolatori e dai falsificatori del messaggio cristiano, che non sono certo mancati nella lunga storia della chiesa. Perciò, prevedendo lo stravolgimento della sua autentica dottrina, Cristo avvertì i suoi amici della necessità di attendere in futuro un Paraclito, che ricordasse, prendendo del Suo, a tutti i suoi veri fedeli quello che Egli aveva detto. Il soffocamento e lo stravolgimento del primitivo messaggio cristiano ad opera dei falsi pastori e degli usurpatori di ogni specie, era quindi largamente previsto fin dall’inizio da Dio. Viceversa non si capirebbe perché talune profezie, come l’Apocalisse, non abbiano ad essere esplicite nei loro contenuti, ma siano state protette, sigillate, in tutto o in parte, dagli sguardi impuri coi ben noti artifizi di linguaggio. In questa situazione paradossale, comunque, è accaduto che gli empi hanno finito per credere del tutto di essere veramente gli eletti di Dio ed hanno impegnato completamente sé stessi applicandosi a perseguire una strada assolutamente seducente per loro, una strada confezionata con arte Divina, in modo che nemmeno uno di loro potesse sfuggire al fascino di questo miraggio, seguendo il quale la propria falsità spirituale può essere fatta sparire completamente, vantaggiosamente, senza bisogno di alcun sacrificio personale. Questo però rimane solo un abile nascondimento o camuffamento, non già una vera redenzione di fronte a Dio, e la differenza sarà tragicamente constatabile solo alla fine dei tempi. Come scrive il profeta Malachia al 3, 18., parlando di quel Giorno: -Voi allora vi convertirete e vedrete la differenza fra il giusto e l’empio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.- Già…. allora vedrete, allora vi convertirete…allora! Questo passo della Scrittura, anche nelle sue righe precedenti tratta proprio del mistero dell’iniquità e si integra perfettamente nel nostro discorso sugli empi e sulla deviazione fatale del sacerdozio di vocazione e volontà umana. I riferimenti disseminati lungo la S. Scrittura sono comunque molti di più; essi poi divengono sempre meno apparenti e perciò più incisivi e taglienti quando si rinvengono all’interno delle Lettere apostoliche. Io le definirei parole che l’orecchio difficilmente può udire pure essendo sano e forte, ma esse sono come dei fari silenti, utilissimi allo Spirito dell’uomo, se pervaso dallo Spirito di Dio. Solo certe “antenne” sono in grado di captare davvero il senso di quelle parole, proprio per non interferire negativamente con gli eventi che stanno contestualmente svolgendosi in tutt’altro senso. Non v’è più molto da dire, nella teoria, su questo mistero che mistero più non è. Bisogna piuttosto vedere come esso permea influentemente tutto l’operato della cristianità e il ricostruirne alcuni fra i tanti diverticoli è una impresa enorme, ma può servire a ciascuno per rendersi conto di molte altre cose.

Udii l’uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume, il quale, alzate la destra e la sinistra al cielo, giurò per colui che vive in eterno che tutte queste cose si sarebbero compiute fra un tempo, tempi e la metà di un tempo, quando sarebbe finito colui che dissipa le forze del popolo santo.
Daniele 12, 7.

Annienterò tutta l’arroganza degli empi, allora si alzerà la potenza dei giusti.
Salmi 74, 11.

…di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione,colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell’iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all’apparire della sua venuta, l’iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità.
2 Tessalonicesi 2, 2-12

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3 commenti

  1. stefano said,

    dicembre 19, 2014 a 10:35 pm

    Eh! Se ci fossero come Lei un quattro miliardi sulla terra! Iniquità sparirebbe come le tenebre al mattino, e cosi, Signore Gesù avrebbe meno lavoro da compiere. Bravo, molte osservazioni profondissime, pochi hanno la capacità di vedere questo lato doloroso del cammino del umanità.

  2. corrado said,

    settembre 12, 2012 a 2:41 pm

    Bellissima analisi. Davvero complimenti !!

  3. Anonimo said,

    febbraio 15, 2012 a 10:37 pm

    Bell’articolo, un pò impegnativo ma davvero interessante.


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