Il vero Battesimo


Il termine: Battesimo significa immersione,lavacro, abluzione.

Apprendiamo dalle Scritture come esistano diversi battesimi ed esistono diversi “modi” di battezzare, ma anche qui la chiesa ha dovuto corrompere ogni cosa per impedire al fedele di intendere quale sia il vero e concreto significato veicolato, contenuto in questa pratica rituale o Sacramento, come è stato chiamato, nell’intento di trasformare malignamente la sua natura semplice e pura, che doveva possedere in origine, in un atto rituale insulso e pernicioso che sempre più ricorda le pratiche degli istrioni, nella misura in cui esso si allonatana dal suo contenuto vero, scomodo e, diciamolo pure,…. poco commerciabile. Ed è poco commerciabile poiché la Realtà di Cristo è poco commerciale!

Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: “dal Cielo”, ci risponderà: “perché dunque non gli avete creduto?” se diciamo “dagli uomini”, abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta».
Matteo 21, 25-26

…si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Marco 1, 4

«Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo».
Marco 10, 37-38

La verità oggettiva di partenza del nostro ragionamento è che l’uomo nasce mortale, finito, imperfetto e, nello stato in cui si trova naturalmente, è più facilmente soggetto alle azioni, alle istruzioni ed alle influenze del male anche a causa del cosiddetto peccato originale, che effettivamente condizionerebbe di per sè pesantemente l’evoleversi della sua natura, portandolo a divenire più simile ad un animale che a un figlio di Dio. Ci sono dati perciò dei rimedi o contromisure a questo stato di sudditanza dell’uomo dal peccato e tutti, necessariamente, fanno capo a Cristo, a quello che ha voluto lasciarci. Questo è quanto il cristiano deve sapere ed accettare.

Il battesimo può essere rituale, quale atto simbolicamente esprimente la sua funzione reale, ma può e deve essere soprattutto predicato, ed ovviamente inteso interiormente nella sostanza, dalla persona che lo riceve, cioè che lo accoglie coscientemente nel suo cuore. Il battesimo è sostanzialmente un atto-proposito di purificazione e sacrificio interiore, è l’inizio di una reale, fattiva rinascita, è un Atto di conversione reale a Dio della propria vita riconosciuta non giusta secondo il vero insegnamento di Cristo, che è quello dell’intraprendere la via stretta ed impervia, del portare la propria croce, del dare la propria vita per il suo Nome e tutte le altre cose che ho ampiamente trattato nel Canto della Sorgente pur senza menzionare esplicitamente il Battesimo. Occorre quindi, a questo fine, che la decisione di ricevere il Battesimo, origini liberamente dall’uomo e dalla sua maturata autocoscienza. Nessun battesimo sarà efficace se non vi sono queste condizioni così come nessun discorso, per quanto erudito ed attento, servirà a comunicare alcunché ove diretto verso soggetti che non possono sentire o comprendere il suo significato; nessun battesimo ha il potere di togliere magicamente i peccati senza il consenso, la disposizione, la umile collaborazione, il sacrificio e la volontà dell’uomo stesso che lo portano ad affidarsi completamente a Dio!

Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione.
Romani 6, 4-5

E allora cosa ha fatto invece la chiesa?

La chiesa ha commesso un abominio, come sua consuetudine e ben dice di loro il profeta Isaia:

«A chi vuole insegnare la scienza? A chi vuole spiegare il discorso? Ai bambini divezzati, appena staccati dal seno? Sì: precetto su precetto, precetto su precetto, norma su norma, norma su norma, un pò qui, un pò là» . Con labbra balbettanti e in lingua straniera parlerà a questo popolo colui che aveva detto loro: «Ecco il riposo! Fate riposare lo stanco. Ecco il sollievo!». Ma non vollero udire. E sarà per loro la parola del Signore: «precetto su precetto, precetto su precetto, norma su norma, norma su norma, un pò qui, un pò là», perché camminando cadano all’indietro, si producano fratture, siano presi e fatti prigionieri.
Isaia 28, 9-13

La chiesa ha bestemmiato Dio per secoli e terrorizzato immotivatamente gli uomini, affermando che i bambini che non subiscono il rito del lavacro e morissero prima di riceverlo, finiscono al limbo o all’inferno e comunque non possono salvarsi. La chiesa ha contraddetto le parole di Cristo per proprio interesse!

Che significa infatti:

Matteo 18:3 «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli

Li prende addirittura ad esempio di innocenza e di purezza degna del Regno di Dio e loro invece li accusano di essere tutti, indiscriminatamente, latori ed eredi del peccato originale.

Matteo 18:10 Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli [ i loro spiriti], nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Luca 18:16 Allora Gesù li fece venire avanti e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio.

Luca 18:17 In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà»

Negli ultimi tempi, la chiesa ha dovuto addolcire questa sua durezza perché sempre più insostenibile al comune buon senso, dicendo che ora non vanno più all’inferno, ma rimangono affidati alla grande misericordia di Dio. Si tratta solo di una muta di pelle, dato che tutti gli altri teoremi coinvolgenti il valore rituale, non solo del battesimo, rimangono inalterati; dato che il battesimo rituale è di fatto il primo lasciapassare* o “marchio” per essere considerati normali nelle loro comunità per non essere cioè emarginati, come avviene nei pollai allorché vi si mette un pollo che ha le penne di un colore diverso dalla maggioranza; esso viene subito beccato, cacciato, calpestato, impedito a nutrirsi e spesso condotto alla morte prematura dall’insieme dei “normali”.

[*Il lasciapassare consiste nel fatto che l’essere formalmente battezzati testimonia che comunque, al di là del merito religioso, si è accettato, per amore o per forza, di sottoscrivere un accordo societario, oneroso e vincolante con la chiesa ed è questo ciò che a loro veramente importa.]

Questa, ai fatti, è troppo spesso la dimensione e la legge della loro carità! Certamente grazie alla trepidazione, che i genitori provano per il futuro dei propri figli, anche molti non praticanti o non credenti sono infine costretti, nel dubbio atroce che gli è stato suscitato ad arte, a rimettere i propri nelle loro mani, sottostando così ad un vero e proprio ricatto ed intimidazione occulta, un plagio subito, articolo in cui tutti i preti, a mio avviso, sono specialisti. La loro teologia ha saputo partorire volumi su volumi per giustificare alla logica questi comportamenti ipocriti della chiesa tesi sempre ad attribuire tutto il potere al rito in sè stesso, ma nessuno di essi può aver valore o potere su un piccolo inerme che ancora, quasi, non sa di essere al mondo, se non quello di gettare, sotto le apparenze della falsa pietà, il primo “rampino” su di lui e sui suoi genitori, o di rinforzare quelli che eventualmente già vi fossero precedentemente impiantati. Intendiamoci, se si avesse la certezza dell’intenzione pura e genuina della chiesa, non vi sarebbe in fondo nulla di male in ciò, al massimo si potrebbe eccepire….Ma la chiesa, invece, ha utilizzato anche questo **sacramento per un fine diverso da quello dichiarato apertamente, cioè per assicurare prima di tutto a sè stessa una continuità, un’altra via aperta per continuare all’infinito a parassitare la coscienza, la vita dell’uomo, impedendogli di comunicare con Dio.

** ….La parola “sacramentum” fa il suo ingresso ufficiale nella terminologia ecclesiastica ad opera di Tertulliano, il quale traduce in latino il termine “mistero” con “sacramentum”. Anche la vulgata di Girolamo presentatasi come un aggiornamento e un perfezionamento delle traduzioni latine soprannominate “vetus itala”, conserva questa traduzione e con essa dobbiamo segnalare l’introduzione di neologismi teologici in chiara funzione liturgica (ad. es. “Maria, piena di grazia” anziché “favorita dalla grazia”). Lo stesso Lutero nel 1520 con il suo trattato “La cattività babilonese della chiesa” denuncia l’abuso linguistico del termine “sacramento” come una corruzione del significato filologico del corrispettivo termine greco. Il termine sacramento già in auge nella prassi giudiziaria romana e nel culto di Mitra viene assimilato nella prassi linguistica cristiana e degenera in ambiente cattolico, nei secoli successivi, con la teologia sacramentalista. (tratto da un articolo della Chiesa Evangelica) ]

Essa ha nascosto così una delle vie della salvezza, un insegnamento prezioso alla ragione, poichè l’uomo che conoscesse davvero questa Via e la praticasse, non avrebbe più bisogno di loro in eterno e tornerebbe a possedere in sé stesso il vero potere e valore di ogni cosa, anche dei riti.

Ho parlato di rampini, sebbene sarebbe più corretto dire austori, perché mi riesce difficile qualificare in modo semplice l’azione parassitaria di sottile di infiltrazione ed espugnazione che la chiesa compie verso le coscienze degli uomini utilizzando abilmente anche le formule di rito come quelle del battesimo. Come ho più volte ripetuto, la vera forza della chiesa è quella di saper utilizzare la Verità o parte di essa per il suo fine malvagio, producendo opere che somigliano, quali banconote perfettamente contraffatte, alle opere del bene, ma che invece conducono gli ignari da tutt’altra parte.

Ma guardiamolo bene le connotazioni mostruose di questo battesimo esercitato (imposto in tutti i sensi), di norma su soggetti del tutto inconsapevoli a pochi giorni o mesi dalla nascita.

Si dice a questi bambini pressocché inetti, che loro sono battezzati per richiesta dei genitori, i quali hanno effettivamente il compito di provvedere al loro bene fino a che duri tempo della loro insufficienza; si dice in fretta e furia che sono battezzati nella morte di Cristo: concetto giustissimo che tuttavia non so quanti cristiani adulti saprebbero spiegare in parole povere. Premesso il fatto che l’apparente richiesta di questo rito per il figlio non avviene troppo spesso per libera decisione dei genitori, ma al fine di evitare “conseguenze sociali spiacevoli alla vita del figlio alla faccia della caritàcristiana”, tutto il rituale appare e vale come opera di espugnazione ed incantamento operati sulla persona e su coloro che sono i suoi diretti famigliari. Mi spiego:

Invece che insegnare concretamente cosa siano il battesimo nella morte di Cristo, la rinascita per acqua e Spirito ecc. ecc., tutto il processo dei “misteri sacramentali” mira infine a far domandare, accettare, sottoscrivendo impegni per tutta la vita verso la chiesa; non la nuda e pura Verità evangelica, ma la verità evangelica secondo la chiesa, la verità mediata dalla chiesa, il Cristo della chiesa, il Cristo cioè che lei ha tratteggiato ed effigiato nei secoli secondo come le faceva comodo. L’inganno è sottile e, incredibilmente, molti ci cascano come sprovveduti ritenendo che non sia in fondo un gran male condividere queste piccole incongruenze; sta di fatto, però, che essi non ne vedono chiaramente l’ingombro reale e l’azione subdola che esercitano nell’anima umana. Infatti ella si presenta ai fedeli con l’abito di un insegnamento quasi sempre assai erudito, profondamente ortodosso e meditato in ogni suo dettaglio; un insegnamento che è dopotutto esatto nei suoi termini teorici e che lascia intravvedere spiragli del cielo. Perciò Cristo già ebbe a dire: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno.…- e lo schema non è cambiato; ora sulla cattedra di Cristo si sono seduti loro la cui istruzione è comunque utile, ma il suo risultato positivo o negativo dipenderà infine dallo spirito della persona che la riceve cioè dalla sua reale buona o cattiva volontà che gli impedirà o meno di fare secondo le loro opere. Nelle opere io includo perciò anche i riti, i modi di intendere praticamente e fattivamente la verità che essi annunciano sforzandosi, per fede o per convenienza, di rimanere formalmente fedeli alle loro origini dichiarate.

Ricordo ancora che io non voglio condannare nessuno, sto solo descrivendo uno spirito, fra i molti che ancora aleggiano nella chiesa; ma credo che sarà proprio esso a vincere ed a sottomettere, infine, tutti gli altri per i noti motivi che ho esposto in più sedi.

Ecco allora le due domande importanti:

E’ possibile adempiere il battesimo pur senza sottomettersi al rito formale ed imposto?

La risposta è senz’altro affermativa. Infatti, il vero ed unico Battesimo è l’azione di separazione e purificazione che Dio esercita incessantemente sulla creazione e sull’uomo per renderli perfetti, eterni e puri secondo la Sua volontà; separando assolutamente e universalmente il bene dal male, la luce dalle tenebre, il vero dal falso, l’empio dal giusto e ciò anche e soprattutto all’interno della vita, della conoscenza e della coscienza di ogni essere, affinché possa conquistare, possedere, ereditare l’eternità. Perciò si insegna che il diluvio, prima grande purificazione e lavacro dell’umanità operata da Dio è prefigurazione del Battesimo; ma battesimo è anche la Creazione stessa in quanto separazione della luce dalle tenebre, battesimo è quindi la rinascita a nuova vita quale separazione decisa della propria esistenza dal male in ogni sua forma. Chi, seguendo l’insegnamento di Cristo, decidesse di convertire realmente la propria vita assumendosene il giogo, si fa non solo battezzare da Dio, ma adempie allo stesso tempo tutti gli altri sacramenti, senza necessitare di alcun rito formale che può solo servire a veicolare, a contenere, a simboleggiare, a comunicare degli insegnamenti cristiani. Così l’intima e decisa sottomissione dell’uomo alla volontà di Dio in Cristo diventa necessariamente confessione a Lui dei nostri peccati, comunione con Lui e sacrificio, unzione nello Spirito di Dio, matrimonio con Dio, sacerdozio, cresima. Ciò è anche professione di rinunzia a satana. Tante definizioni per esprimere e comunicare i molti aspetti di una stessa realtà vera e sostanziale che è semplicemente il vivere nel Signore, concretamente, già da ora, in questo mondo che ancora non Lo vuol conoscere. Dunque, non è importante, ai fini della salvezza, sottostare o meno al rito, ma conoscere quale sia la sua valenza in rapporto a Dio ed alla nostra vita; ritengo che ora più che mai il cristiano debba maturare in sé queste considerazioni. Né possiamo dire che valga qualcosa la scusa dell’umiltà, tesa a giustificare un comportamento ipocrita . Uno afferma di non essere d’accordo con la chiesa, ma per umiltà si sottomette ad essa. Ebbene, anche in questo caso, rispondo: umiliatevi piuttosto davanti a Dio! Questo è ciò che conta davvero! Umiltà non è mai l’essere proni o succubi di fronte alla menzogna altrimenti saremmo solo degli inermi, inutili soldati di Cristo!

Quale è dunque il battesimo che ci salva davvero?

Vero battesimo è tutto quello che noi sappiamo, per fede, ricevere ed accettare da Dio, affinché sia la sua volontà a plasmare e purificare in noi l’uomo a Lui gradito. Perciò esistono diversi tipi e forme di battesimo ovvero diverse “medicine” che Egli usa di tempo in tempo per curare il nostro male. Pertanto Giovanni Battista battezzava con acqua predicando la conversione a Dio al suo popolo, Cristo fu battezzato in seguito con la sofferenza e la morte di croce in vece nostra, a causa dei nostri peccati che ha voluto prendersi in carico liberamente, a noi venne infine, grazie a Cristo, un battesimo di Spirito Santo e fuoco.

Lungo tutte le tappe dell’evoluzione umana a Dio e della sua conseguente purificazione, troviamo il battesimo più adatto che è anche assimilabile, nel suo significato simbolico, al calice della volontà di Dio ed al martirio ovvero alla Testimonianza resa unicamente da una vita, lunga o corta che sia, vissuta secondo il Signore, fedelmente alla Sua volontà. Quest’ultimo simbolo, il calice, è forse il più completo e rivelatore in quanto accettare di bere quel calice non è forse come accogliere un battesimo interno, profondo e medicamentoso, anche se amaro?

Ma il problema che forse sta più a cuore alla gente è quello dei piccoli morti prematuramente senza aver ricevuto il battesimo. Cosa aggiunge o cosa toglie ai piccoli questo rito? Nel merito della loro salvezza, nulla, dato che non comprendono, non agiscono, non professano, non concordano, non dissentono; invece, all’universale provvidenza di Dio, questo fatto toglie tutto, subordinando una cosa eccelsa e grandissima come la Salvezza eterna di un Uomo, alla banalità o disponibilità di questo atto sacerdotale. Ho spiegato nel Canto della Sorgente quali sono le vie che per partecipare alla Salvezza che Dio ha predisposto per tutti, anche in caso di morte prematura o in mancanza di figli carnali. La Sua Provvidenza non può aver confini. Qui sarebbe troppo lungo il ripetermi.

cosa dice Agostino:

La morte che qualsiasi persona, anche senza aver ricevuto il lavaggio di rigenerazione, subisce per rendere testimonianza a Cristo, ha efficacia per la remissione dei peccati come se fossero rimessi al fonte battesimale. Gesù ha detto: Se qualcuno non avrà la rinascita nell’acqua e nello Spirito non entrerà nel regno dei cieli. Ma in un altro testo fece eccezione per i martiri, perché non meno in generale disse: A chi mi avrà reso testimonianza davanti agli uomini anche io renderò testimonianza davanti al Padre mio che è nei cieli. In un altro passo dice: Chi perderà la sua anima per me, la ritroverà . Per questo motivo è stato scritto: Preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi santi . Nulla quindi è più prezioso della morte per cui sono rimessi i peccati e sovrabbondano i meriti. Non hanno infatti molto merito coloro che non potendo rimandare la propria morte sono stati battezzati e ricevuta la remissione dei peccati sono usciti da questa vita.
Città di Dio lib. XIII

nota dell’autore

Si voglia rilevare come in questo secondo brano di Agostino, a fronte dell’insegnamento in sè corretto che uguaglia ed identifica, nel significato e nel valore, il battesimo con una vita cristianamente coerente nel Signore, si proponga già subdolamente il rito del fonte battesimale quale sostitutivo o elemento primario della salvezza; già in queste parole il rito sta iniziando a scalzare la sostanza e la priorità del valore dell’insegnamento spirituale dal cuore dei fedeli. Evidentemente questo scambio è avvenuto di pari passo allo scadimento ed al tradimento spirituale dei cosiddetti ministri del culto. Agostino infatti si salva in extremis affermando che il merito di chi si limita al rito, non potendo rimandare la propria morte, è dopotutto irrisorio, non così ha insegnato praticamente la chiesa, come possiamo anche vedere nel traffico delle indulgenze a pagamento ed in tutte le forme di monetizzazione e cartolarizzazione dello Spirito che essa ha operato ed opera ancor oggi.

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1 commento

  1. armando said,

    luglio 31, 2012 a 10:13 pm

    infatti viene prima la fede e dopo il battessimo e non viceversa solo se uno crede può ricevere questa grazia infatti perciò il battesimo viene definito professione di fede


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