La preghiera nella malattia


Perché pregare nella malattia

Questo appunto sulla preghiera è dedicato a quanti sono nella sofferenza di malattie gravi o inguaribili ed è il seguito di un’altra pagina sulla preghiera: La preghiera efficace

Cari fratelli, penso spesso a quanto possa essere infinitamente triste l’animo di chi viene colpito nel corpo o nella mente da malattia e non si può difendere perchè non sà, non ha coscienza di alcune cose.

La vita dell’uomo sarebbe migliore se potesse conoscere alcuni principi, ma per avere questa nozione è bene sia previdente, perchè non si può acquisire in tempo utile quando il danno è ormai irreparabile. Sto chiaramente parlando relativamente a questa esistenza terrena dell’uomo e ciò non preclude nulla alla infinita misericordia e provvidenza di Dio che piove su ogni essere creato e ne travalica il limite temporale, esistenziale, relativo.

Occorre sapere che il corpo ha in se naturalmente delle potenti forze di reazione e riparazione dei guasti causati dalla malattia, ma queste forze, troppo spesso non sono sufficienti ad ottenere la guarigione, magari perchè ostacolate inconsapevolmente dall’uomo stesso che non ne comprende il meccanismo o vuole “bruciare i tempi di azione che, per via naturale, possono essere anche molto lunghi, ma di un’efficacia assolutamente genuina perché giusti in se stessi.  Da ciò deduciamo subito che è meglio prevenire ovvero prepararsi per tempo all’eventuale insorgenza di malattia nel nostro corpo, anche con una condotta ordinata della propria vita e rifuggente ogni eccesso sconsiderato, così come da ogni forma di esasperazione salutistica.

Ma in altri casi, invece, su certe persone convergono ed agiscono spietatamente conseguenze di volontà perfide, di errori ed iniquità provenienti da altri e per loro questo carico può improvvisamente rivelarsi insostenibile. Molte sono le vie palesi e nascoste attraverso cui una malattia può colpirci in ogni momento della vita. Nessuno possiede la panacea, ma tutti dobbiamo morire, questo sia ben chiaro. Non vogliate fare un’idolatria del benessere fisico, ma cercate invece quale possa essere lo stato di spirito, anima e corpo migliore per poter seguire utilmente il Signore! Questo atteggiamento del proprio spirito è la prima Medicina universale per l’uomo.

Senza voler rinunciare alle cure mediche disponibili ed opportune spesso anche indispensabili (e nemmeno ad una loro attenta valutazione da parte nostra quando se ne abbia la capacità), e senza promettere miracoli (pur possibili sempre e silenziosamente), vorrei tuttavia parlare, per quello che conosco, della forza e del ruolo importante della preghiera nella malattia.

C’è un momento particolare in cui la mente dell’uomo è più lucida e meglio disposta a comprendere, a dialogare profondamente con se stesso e con Dio ed è solitamente nelle ore intorno all’alba, dopo che il  sonno abbia ripulito la mente dalle impressioni negative del giorno precedente e prima che la mente sia nuovamente impressionata dalla vita del mondo del giorno successivo. In questo momento è possibile meditare, comprendere e soprattutto pregare con un notevole grado di lucidità e coscienza. Anche se il Signore ascolta sempre, siamo noi invero ad essere migliori in quelle ore, più ricettivi e sensibili.

Comunque, quale sia l’ora del giorno o della notte ogni tempo è buono per pregare. Allora io sono convinto che ogni malattia trovi nella preghiera umile fatta con fede, fatta anche per beneficio di altri, ma prima di tutto per se, un potente rimedio, a patto che da quella preghiera nasca, nell’uomo che la pronuncia, una rinnovata, genuina disponibilità verso Dio, una disponibilità ritrovata che voglia concedere a Dio di guidarci anche per il futuro nelle scelte ordinarie della vita.

Se infatti abbiamo fede in Dio per chiedere una guarigione, dobbiamo averla, a maggior ragione, anche quando si tratta di vivere normalmente. Diversamente la cosa non può avere senso né coerenza e finiremmo per distruggere durante la vita quello che Lui vorrebbe costruire; distruggeremmo cioè li Regno della Giustizia da cui, per quanto riguarda il corpo, deriva direttamente la salute dei viventi. Dobbiamo reimparare a fidarci di Dio, ancor prima di averne bisogno, prima che sia troppo tardi ed i tempi ci sfuggano di mano.

Nella misura in cui sapremo affidarci a Lui con fiducia saremo esauditi e questo perchè solo la nostra fede incondizionata e diretta in Dio gli da la possibilità di agire efficacemente (pensate quanto potere ha l’uomo!). Non serve a nulla struggersi di lacrime e sofferenza se poi si rimane pavidamente indulgenti con quello di se stessi che non va bene; sarebbe solo un’ inutile auto commiserazione che a Dio non farà né caldo né freddo; egli guarda invece nel nostro profondo, guarda all’intenzione primaria che sta alla radice di tutto il nostro agire, oltre le innumerevoli stratificazioni ed imbellettamenti dell’ ipocrisia e dell’autoignoranza di se stessi che la rivestono, spesso, anche davanti ai nostri stessi occhi. Fidatevi veramente di Lui in ogni cosa e vedrete chiaramente anche ciò che di voi stessi non conoscevate, che non sospettavate, e che, anche con la manifestazione della malattia, contribuisce ad avvicinarvi alla morte, ma soprattutto ad avvilire la vita e le sue manifestazioni. Pregate come se foste totalmente ignoranti, totalmente poveri di tutto, totalmente impotenti a difendervi; esprimeteGli solo l’afflato libero del Vostro cuore; dimenticatevi di ogni convinzione e convenzione umana in questo dialogo, siate poveri, nudi senza vergogna e nascondimento di fronte a Lui che vi ha creato e non abbiate timore di sbagliare qualcosa perchè Egli comprende tutto e vi conosce uno per uno senza fallo. Siate certi che Dio vi ama come nessuno può fare e che farà sempre il Meglio per voi in ogni momento, anche attraverso vie del tutto imprevedibili ed invisibili, perchè nessuno possa gridare al miracolo e mettersi poi a vendere i biglietti per lo spettacolo d’inganno sulle piazze. Ora i biglietti si vendono solo per i falsi miracoli o per le sceneggiate teatrali. Se miracolo ci sarà, lo saprete molto probabilmente e senza dubbio soltanto voi.

Date tempo a Dio ed Egli ve ne darà, dategli fede e ne riceverete 100 volte e così via.

Ma poi dovete essere consci, e disposti, nell’umiltà e nella preghiera, ad accettare ed ammettere anche un’altra verità o possibilità che potrebbe non piacervi. Nel caso, pur non conseguendo una piena guarigione, voi potrete vivere la malattia in modo diverso. Ci sono, ad es., malattie croniche o genetiche che non possono essere rimesse solo grazie ai processi naturali di guarigione, per quanto aiutati in ogni modo, ma richiederebbero, a causa della profondissima inveterazione delle cause che le hanno generate, un intervento Divino diretto per il malato, intervento che potrebbe essere anche inopportuno e non vantaggioso in relazione alla sua situazione particolare, avendo Dio previsto per esso un’altro disegno, un altro percorso di salvezza di ben più lunga portata ed efficacia strategica. Le vie di Dio non sono le vie umane, ricordiamocelo sempre, ma la sua Pietà giunge su ogni essere, per molte vie, sempre! Ora dobbiamo necessariamente arguire che se questo miracolo non avviene nei modi e tempi che noi vorremmo ciò deve essere a seguito di ragioni precise, anche se a noi ignote o incomprensibili, in cui sono implicate direttamente, la Giustizia e la Carità di Dio e dell’uomo. Vi sono persone ammalate che patiscono su se stesse conseguenze dovute ad altri (ad es. antenati); esse tuttavia, portando questa loro croce, ottemperano così al principio della Carità universale e vivono una situazione prevista e concordata nel loro spirito con la Provvidenza divina. Essi finiranno così per guarire loro stessi ed altri, anche se magari moriranno senza vedere questa loro grande giustizia con gli occhi del corpo. Essi però avranno un gran tesoro nei cieli. Voglio dire a coloro che soffrono apparentemente senza speranza che comunque qualcosa si può sempre migliorare, solo sapendo, riconoscendo ed attribuendo una motivazione, uno spirito di giustizia al persistere delle proprie sofferenze ovvero cercando di modificare il nostro atteggiamento nel confronto della malattia che si è costretti inevitabilmente a subire. Ricordatevi bene che proprio nel momento della debolezza umana, allora Dio è forte e vicino in voi! Nessuno è mai lasciato completamente solo ed ognuno, nella preghiera, può dedicare, consacrare la propria sofferenza a Dio ottenendone un sollievo, consapevolezza, speranza e forse anche il miracolo.

Il saper dire, accettandola in ogni caso: -Sia fatta la Tua volontà !- in ogni frangente è comunque il mezzo più potente anche per ottenere una guarigione insperabile ed uno stato di vita sicuramente migliori, assicurando comunque il nostro futuro. Il processo di auto-consapevolezza spirituale e la guarigione procedono infatti di pari passo ed uno aiuta l’altro.

Questi è il Dio che io conosco e voglio semplicemente testimoniarvi.

Leggi anche: Guarire con la mente

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13 commenti

  1. sofia pappalardo said,

    ottobre 28, 2015 a 12:12 pm

    Ho perso due splendidi genitori, siamo rimaste io mia sorella i nostri mariti e bambini . vorremmo star bene siamo ossessionate dalle malattie. Grazie

    • ottobre 29, 2015 a 7:52 am

      Cercate di avere fede nella forza che è in voi, di capirla, di sentirla, di non ostacolarla. Anche la preghiera aiuta in questo senso e più di tutto aiuta Dio. La vita, corta o lunga che sia, bisognerebbe viverla in modo giusto cioè con proprietà e conoscenza di se stessi, sapendo interiormente che non è la nostra meta finale ma solo un passaggio. L’uomo deve sapere e credere di essere superiore alla malattia, anche se talvolta soccombe ad essa. Le ossessioni comunque sono da evitare perchè sempre irrazionali e perciò negative.
      Un caro saluto

  2. giga said,

    maggio 8, 2014 a 11:54 am

    Io ho pregato tanto…ho chiesto a Dio, alla Madonna , ai miei Santi protettori la grazia di guarire mia madre dal cancro….ma non sono stata esaudita!Mia madre e’ morta!Io mi domando allora quale e’ la funzione della preghiera…!Se e’ vero che chiedendo ti sara’ esaudito, se e’ vero che se bussi ti sara’ aperto…perche’ il Signore non mi ha concesso quello che gli avevo implorato?Non so piu’ cosa pensare…so solo che non mi viene piu’ spontaneo pregare e che mia mamma mi manca terribilmente!

  3. maria said,

    novembre 23, 2012 a 9:29 pm

    chi non ha passato prove nella vita ……ma tutte queste ci aiutano ad avvicinarci più a l signore gesù e cosi attento ad ogni cosa che lui sa benissimo che siamo deboli ma imlplorando il suo soccorso egli si farà sentire per mezzo di rivelazioni nello spirito nei suoi interventi adoperando ogni cosa o persona che ci può aiutare vi invito a chiamare gli angeli che vi proteggeranno dalle avversità vi benedico e chi leggerà il messaggio fa che possa essere toccato dall’amore di dio con il suo calore tepore amen maria

  4. Anonimo said,

    febbraio 5, 2012 a 6:15 pm

    Ciao, mi chiamo Luciano, ho un cancro con metastasi ossea, ora anche nei polmoni, una settimana fa, mi hanno detto che ormai non ce piu nulla da fare, la medicina si ferma qui, sono un malato terminale, e vorrei rispondere a Maria, tu dici che la preghiera non serva molto in questi casi, ti posso dire che è il contrario, se non avessi la preghiera e la certezza che Gesù mi stà vicino, mi aiuta a capire, a sopprtare, mi aiuta a dire veramente “sia fatta la Tua volontà”, a saper donare tutto questo a Dio, se non avessi il dono della preghiera, non saprei sopportare, ogni giorno lo sento vicino, anzi ogni momento.
    Grazie a Claudiodellavalle, per caso ho trovato questo sito, molto bello, leggere il tuo scritto, mi ha dato ancora piu sollievo, grazie.
    Luciano.

    • febbraio 5, 2012 a 8:03 pm

      Caro Luciano, ti ringrazio innanzitutto per il coraggio della tua testimonianza che è franca e sincera e mi dà modo di conoscerti nel cuore, di sentirti molto vicino. Quale che sia il tuo destino, sappi che quello che stai portando non sarà privo di frutti per te che dovresti insegnare ad altri nella tua condizione ciò che hai ben capito nel tempo della tua sofferenza. In questo sarai certamente maggiore di me perché chi sa soffrire e pregare allo stesso tempo è un grande per Dio ancor prima che per l’uomo. Sei tu, con le tue semplici parole, che mi stai rincuorando grandemente e te ne ringrazio e ringrazio Dio perché ci ha fatti incontrare. Per quanto posso anche io pregherò per te, ma pregherò specialmente affinché tu possa abbracciare la Luce che già intravedi e che, ne sono certo, è molto vicina a te; quello che accadrà poi non sta a me deciderlo anche se umanamente desidererei vederti guarito completamente. Cerca di essere sereno per quel che puoi e curati dei dolori in ogni modo possibile perché la sofferenza del corpo cerca di piegare la mente e lo spirito. Non smettere mai di considerare la possibilità di una tua guarigione cioè cerca di ragionare con Dio… di discorrere con Lui del tuo problema. So che già lo fai, ma continua, può darsi che ti proponga un incarico presso gli uomini e ti dia quindi il tempo ed il modo per espletarlo.
      Se avessi piacere e voglia di parlare in privato postami la tua mail e ti risponderò; sarebbe per me un piacere ed una ricchezza.Poi la elimino subito dai commenti pubblici.
      Ciao grande fratello mio.

  5. Mr.Loto said,

    febbraio 26, 2011 a 11:57 am

    Ho letto con molta attenzione il tuo post e la risposta che hai dato a Maria; oltre a conoscere questo genere di cose in modo profondo riesci anche a scrivere in modo esaustivo ….. infatti mi riesce difficile aggiungere qualcosa che tu non abbia già detto.
    Mi sento solo di sottolineare il fatto che molte persone si rivolgono a Dio con preghiere solo in caso di necessità, solo per chiedere aiuto, mentre penso sia molto importante ringraziarLo tutti giorni, soprattutto quando le cose sembrano andare bene.
    Per avere un’idea di come possa essere “sbilanciato” questo atteggiamento si può provare a pensare a come ci sentiremmo noi se avessimo un amico che si fa vedere ogni tanto solo quando ha bisogno di qualcosa da noi per poi scomparire del tutto negli altri momenti.

    Un caro saluto

  6. anonimo said,

    novembre 11, 2009 a 8:09 pm

    Signor emio aiutami a guarire da quello che tu sai……..te ne prego……

  7. carla said,

    gennaio 22, 2009 a 9:25 am

    Non so a cosa credere, vorrei una risposta a tanti interrogativi, ho problemiin casa e con il lavoro e mi sembra che nessuno mi ascolti

    • gennaio 22, 2009 a 10:02 am

      Ti consiglio di credere in ciò che Ami o che vorresti amare, esso ti condurrà in un luogo migliore di quello che adesso ritieni.
      ciao

  8. dicembre 20, 2008 a 10:40 pm

    Mia cara Maria, so cosa sono i tumori ossei e comprendo il tuo stato d’animo.Ti voglio dire quello che penso. La sofferenza è innegabile e purtroppo noi non siamo ancora il figlio di Dio tanto da poter porre un rimedio radicale e giusto a tali situazioni. Io non so se tuo cugino sia credente, ma tu che lo sei puoi fare molto con la tua preghiera anche se non si vedranno molto probabilmente dei risultati esteriori. Intanto sappi che lo Spirito del Signore è già con tutti coloro che sono nella sofferenza. Questo non vuole dire che con un colpo di bacchetta magica li guarirà, anche se ciò è sempre a Lui possibile, ma vuole dire che sarà in loro e che porterà quella croce troppo pesante insieme a loro. Lo so bene che non è questa una consolazione come tu la vorresti, ma se riesci a crederlo, e ti posso personalmente assicurare che è vero, vedrai almeno un inizio di qualcosa di nuovo e non solo la fine di una esistenza. Considera, anche se nessuno vorrebbe essere naturalmente messo in quelle condizioni, che fatti del genere accadono su certe persone per diversi possibili motivi. In generale, io ritengo che quegli esseri sfortunati si accollano spesso pesi e gravami che provengono da altri, da altre azioni, da altre ingiustizie; alle volte si accollano la parte più pesante e negativa di un’eredità genetica o di un “debito” altrui. Questi sono accordi presi tra il loro spirito e la provvidenza divina ancor prima della nascita. Fatti del genere testimoniano senza dubbio, io ritengo, che quelle persone sono soggetti di beatitudine: Beati voi che ora piangete perchè riderete… e queste persone piangono e sono afflitte.
    La preghiera aiuta il malato perchè mette a disposizione dello stesso la nostra energia di essere sano, la nostra speranza, la nostra vicinanza, la nostra disponibilità in spirito. Se poi, ad esempio noi possiamo essere più vicini al malato di Dio, perchè magari egli non era credente, con la nostra preghiera e disponibilità d’animo Dio si farà vicino a lui servendosi di noi che gli siamo invece vicini, Dio si rivestirà di noi per farsi meglio accettare, se occorresse. Per lenire almeno in parte le sofferenze del corpo vi è il narcotico, per lenire quelle dell’anima vi è la preghiera e la nostra fede farà in modo da comunicarsi al malato semmai ne avesse bisogno e permetterà così a Dio di agire meglio su di lui, di agire secondo il suo meglio che non è molto spesso quello che noi riteniamo debba essere il meglio. Dio ragiona in un’altra logica, in un’altra prospettiva infinitamente superiore a quella umana che è limitata a questa breve esistenza che non sa come essere eterna anche se lo vorrebbe. Dio sapeva perfettamente in ogni dettaglio di tutta la sofferenza del genere umano fin dal tempo di Eva, se avesse voluto disporre diversamente l’avrebbe fatto prima che accadesse. Quindi il mio consiglio non è di chiedere a Dio o peggio pretendere, la guarigione, anche se ciò, lo comprendo perfettamente, è giustificabile. Io direi di chiedere a Dio, con fede che lo farà, il Bene della persona amata. Dio lo farà lo stesso, stanne tranquilla, ma il fatto di pregare con fede aiuta te a comprendere come ed in che modo agisce e magari ti suggerisce tramite il tuo cuore come fare qualcosa per lui, anche di piccolo, ma che in quei momenti estremi ha per il malato un valore incalcolabile. La fede ti evita di cadere nella trappola e nel baratro della disperazione cieca. Non essere turbata di fronte alla morte perché tutti dobbiamo in qualche modo morire prima o poi, l’importante sarebbe riuscire a portare qualche frutto a Dio, ma la Provvidenza non ci lascia mai soli. Io non ti conosco ma pregherò anch’io per tuo cugino proprio perché ho fede in te avendo udito le tue parole. Comprendi come funziona?
    Un caro saluto e un augurio a che tu possa vedere quella luce che stai cercando. Se vorrai parlare con me di cose fondamentali scrivimi pure senza problemi (non ho molto tempo), il tuo indirizzo e mail in un post oppure cercami su skype col mio nome e cognome.

  9. maria said,

    dicembre 20, 2008 a 9:15 pm

    giovedi’ hanno operato mio cugino di un tumore osseo molto grave,soffre ,ma cosa posso fare per lui?Dovra’ soffrire per morire,gia’ cosa posso fare per lui?Caro claudio non credo che la preghiera serva molto in questo caso…grazie


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