Sul valore dei riti sacerdotali


Prendendo a spunto la parola dell’apostolo Paolo, nella Lettera agli Ebrei (9, 23 e ss.), emerge un evidente controsenso tra l’operare del sacerdozio cristiano e la volontà espressa di Cristo: -…fate questo in memoria di me…- Paolo, infatti, afferma che Gesù, quale sommo sacerdote dei beni futuri, si differenzia dal sacerdozio levitico di mosaica memoria perché, diversamente da quello, entrò nel santuario celeste, (che è il cuore di Dio), una volta per tutte, con l’offerta del proprio sangue, a differenza dei sommi sacerdoti d’Israele che invece entravano nel tempio di Gerusalemme recando sangue di bestie, offrendo sangue altrui. Come mai , allora, i sacerdoti cristiani continuano, oggi come allora, ad offrire sangue altrui sui loro altari? Essi, infatti, offrono in continuazione il sangue di Cristo, il sangue di un agnello altrui appunto, altrui perché è l’Agnello di Dio.

Come mai Lo imitano in tutto meno che nel tipo di sacrificio che egli richiese di perpetuare all’uomo in Sua memoria? Non che il piccolo sacrificio richiesto all’uomo (…ciascuno prenda la sua croce e mi segua…) possa avere ambizione di sostituire o completare quello operato da Cristo, esso è però indispensabile all’uomo stesso, è un giogo soave e leggero che tuttavia dobbiamo accettare di portare perché altrimenti la condivisione, la Comunione col Corpo e Sangue di Cristo (comunione, cioè, della vita attuale), non potrà mai dirsi ne esser tale; altrimenti l’offerta a Dio dell’Agnello, come sembrerebbe essere quella della Messa, assume solo il valore, per Lui offensivo, del “reso senza frutto” come nella parabola dei Talenti. L’agnello che bisogna invece offrire a Dio e che sarà da lui gradito, senza dubbio, è il Cristo realizzato in noi tramite il nostro sacrificio, e ciò avviene sempre quando accettiamo relamente di vivere come Lui ci ha insegnato. Altro che Messa, altro che sacerdoti…. ognuno può comprendere, realizzare e celebrare questo vero Sacrificio che attraverso il simbolo rituale, liturgico ci viene soltanto raffigurato e ricordato.

Che amici o familiari sono, infatti, quelli che accettano di condividere solo i vantaggi e i benefici in una comunione, ma rifiutano sdegnosamente ogni altra cosa? Non è forse comunione interessata questa? Il matrimonio, non è una comunione nel bene e nel male sorretta superiormente ed infallibilmente dall’Amore? E cosa diranno costoro, quando scopriranno che il giogo che non hanno voluto nemmeno considerare era invece la loro unica medicina contro la morte? A che serve avere davanti il rimedio se poi non si accetta di assumerlo e non si ha fede nel Medico? A che serve dire -Credo in Cristo!- se poi non lo si vuole condividere in tutto? Come mai, sempre seguendo S. Paolo, continuano ad adorare all’interno di templi costruiti da mani d’uomo, pur proclamandosi, per loro ammissione, sotto una Nuova Alleanza? Ed ancora, perché continuano a reiterare riti inutili (sacramenti compresi), che, come afferma Paolo, (Ebrei 10, 11) non possono mai eliminare i peccati, prova ne sia che bisogna rinnovarli continuamente? Perché, col loro agire hanno declassato subdolamente anche il Sacrificio di Cristo in questa categoria dei riti inutili? La risposta probabilmente sta in questa frasetta che ha sedotto segretamente il loro cuore verso la via larga e spaziosa, verso la via facile….. Ebrei 10:18Ora, dove c’e perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato.-

Si sono dimenticati che però, per ottenere il perdono vero, bisogna prima essere e rimanere in Cristo, e che rimanere in Cristo significa assumere per sempre la disposizione intima a rinunciare a molte cose (sacrificio-offerta dell’uomo), per poter esserne liberati e poterle poi riavere in totale pienezza e proprietà.

La faciloneria arrogante con cui molti credono di aver ottenuto il perdono chiedendo semplicemente scusa (o pel solo fatto di dirsi cristiani e di avere partecipato qualche sacramento) e ritegono di non essere perciò tenuti ad offrire più nulla di sé a Dio, ma bensì autorizzati a prendere e pretendere tutto da altri giudicati “inferiori”, ha selezionato così i soggetti giusti per i quali, la stessa faciloneria è stata in un certo modo incoraggiata nei messaggi apostolici.

Dalla lettera agli Ebrei

…Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era ancora aperta la via del santuario, finché sussisteva la prima Tenda. Essa infatti è una figura per il tempo attuale, offrendosi sotto di essa doni e sacrifici che non possono rendere perfetto, nella sua coscienza, l’offerente, trattandosi solo di cibi, di bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni umane, valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate. Cristo invece, venuto come sommo sacerdote di beni futuri, attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano di uomo, cioè non appartenente a questa creazione, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalla opere morte, per servire il Dio vivente?
Ebrei 9, 9-14

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3 commenti

  1. maria said,

    febbraio 6, 2009 a 9:36 pm

    ma no,claudio non è cosi’…io non ti offendo sai,pero’ alla s.messa ci vado volentieri non come andare al bar,ma per ringraziare il Signore di tutto quello che mi da, emi piace farlo con chi la pensa come me. ciao

  2. maria said,

    gennaio 25, 2009 a 5:54 pm

    e la s.messa allora? come fate a denigrarla cosi’?

    • gennaio 31, 2009 a 4:39 pm

      Denigrare significa sminuire ingiustamente ed in malafede, diffamare. Se ritieni che io stia facendo questo, allora non hai proprio capito nulla di quanto ho scritto. Comunque se ti va meglio detto in questo modo, io ritengo che tutta la vita dell’uomo dovrebbe essere un Messa ovvero un ricordo vivente, condiviso e vissuto del Sacrificio di Cristo. Quelli che la messa la frequentano così come si frequenta un bar per prendere l’aperitivo domenicale dovrebbero pensare a queste cose.


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