I giovani facciano attenzione


I giovani, il nostro futuro!

Ho avuto più volte occasione di osservarli da vicino, dal “pulpito” della mia età matura; si trattava per lo più di scolaresche di diversa età, estrazione sociale, indirizzo di studio. Ho provato sempre nei loro confronti un grandissimo senso di simpatia, di fiducia, di affetto. Una sensazione “in generale” naturalmente. Ho avuto l’impressione netta, la percezione quasi concreta di come essi siano espressione di una grande forza, di una energia nativamente pulita, vergine, capace di per se di operare grandissime cose se suscitata, incoraggiata, lasciata sviluppare, stimolata, istruita nel modo giusto, senza false intenzioni. Questo, io ritengo, siano i giovani nella stragrande maggioranza.

Ma ho colto allo stesso tempo anche un’altro segnale ed è quello di una loro diffusa, gravissima, ignorata debolezza, di una loro grande fragilità costituzionale di fronte alla realtà della vita che si apprestano ad affrontare. Ho visto che molti paiono vivere, ragionare ed esistere in un falso piano, in una dimensione fittizia, condizionata, simili a piante ornamentali certo  bellissime, coltivate con ogni attenzione e nutrimento sotto la protezione di una serra, che però, ad un tratto, saranno spostate da quel luogo  e quasi sicuramente condotte ad una ben diversa esistenza in qualche ambiente non così adatto al loro splendore a volte esagerato o troppo artefatto che è anche causa di fragilità in misura ad esso proporzionale. Per altri giovani, quelli che invece della serra hanno avuto in sorte quale ambiente di crescita il deserto degli affetti e delle possibilità, la steppa della noncuranza oppure la discarica della società, ho visto accadere le stesse cose, ma per altro verso; ho cioè visto l’instaurarsi di forme di adattamento vitale imposto dalla propria condizione dura che li hanno resi simili ad erbe infestanti resistentissime, invadenti, sfruttatrici e prolifiche ma che non sanno produrre frutto né per se né per altri. (non sto giudicano nessuno, questo sia chiaro). Ed ho anche visto che i figli di oggi paiono essere più deboli di quelli di ieri, chi per un verso chi per un altro, spesso troppo deboli per poter sperare di uscire indenni da certe difficoltà che potrebbero assai facilmente incontrare.  Tutto ciò, incredibilmente rappresenta una manna per gli spacciatori, e tutti quanti i profittatori di debolezza altrui di cui, legalmente o meno, pullula ormai il nostro pianeta.Un tempo i giovani venivano quasi regolarmente comandati a macello nelle guerre, oggi appare essere in vigore una diversa forma di sacrificio programmato dei figli dell’uomo. Parrebbe che i sacerdoti macellai di questa società non possano proprio farne  a meno. Così infatti operano i  signori di questo mondo per riequilibrare il sistema iniquo da loro governato.

Ai giovani voglio soltanto dire di fare molta attenzione a ciò che viene loro insegnato e propinato intellettualmente in diversi modi durante il tempo della loro formazione.

Questa è infatti la porta, il canale che il nemico dell’uomo e di Dio utilizza per creare danni spesso irreversibili a loro carico ed a proprio vantaggio. Sì, perché anche a monte dell’alcolismo o della droga o della mafia si pone quasi sempre un problema di cultura trasmessa o inculcata prima di tutto.

Esso viene creato, laddove non esista già in forma di  carenza, utilizzando i mezzi di comunicazione, ed istruzione, che spesso con la scusa di “informare” la società sui fenomeni devianti o condannabili delle attività illecite (bullismo, droga, alcolismo, doping, tangenti etc.) lascia trasparire quasi con gioia come una sorta di tacito avallo a queste tendenze (un così fan tutti, pazienza, accettiamolo), lancia una moda, quasi un invito presentato sfacciatamente a tutti a conformarsi o, quantomeno, a provare la prima trasgressione ben sapendo che molti ne potranno cadere vittime in modo irrecuperabile. Questa è secondo il mio avviso una forma indiretta di omicidio e chi l’ha ordita dovrà un giorno risponderne.

L’altro mezzo è l’insegnamento ed a fianco di esso, è l’esempio concreto di coerenza fornito dagli adulti, dalla scuola, dai famigliari, dagli educatori laici e religiosi, dato che non solo le teorie vengono apprese dagli allievi, ma anche il comportamento di vita di coloro che insegnano e trasmettono valori ad organismi in crescita può essere, seppur inconsciamente, ritenuto quale insegnamento.

Quando, ad es., un professore di scuola insegna bene, la sua materia, con preparazione e competenza, è già molto perché allo stesso tempo dimostra di non essere un ladro e dà ai suoi allievi un esempio positivo di onestà, sia professionale che umana. Personalmente ho un concetto di insegnamento che supera di gran lunga quello della pura trasmissione di una conoscenza specifica ma si estende anche ad una paterna o fraterna condivisione delle proprie esperienze vitali. Tuttavia è già sufficiente l’insegnamento preciso della materia. Quando però si assiste ad insegnanti che non sanno o non vogliono svolgere la loro funzione come andrebbe svolta (e ce ne sono tantissimi, per mia esperienza, che fingono soltanto di insegnare), oltre al danno del mancato insegnamento che viene inflitto direttamente allo studente ne esiste un altro di grado superiore che verrà loro imputato ed è quello di inculcare indirettamente e costantemente, col loro comportamento incoerente, piccole dosi di un’etica falsa, di profonda disonestà. Essi mostrano a quei ragazzi tutti i giorni come la vita sia di proprietà dei furbi, dei profittatori, degli insipienti, degli ignoranti, dei raccomandati, dei collusi, dei mafiosi, dei lobbisti e via dicendo. E dobbiamo poi pensare che questi giovani così sedotti, convinti ed istruiti diverranno magari insegnanti a loro volta. Fortunato chi ha una famiglia che si oppone a queste cose fornendo un esempio diverso, disgraziato chi ha una famiglia che addirittura anticipa il lavoro al male di certi educatori. Questa catena con le relative convinzioni che sono infine divenute “scuola di vita”altamente specializzata ed articolata ormai procede già da diverse generazioni in modo sempre più diffuso, trasmettendosi molto efficacemente quasi fosse il modo per ottenere un privilegio esistenziale che, grande o piccolo che sia, è altamente desiderato ed approvato in molti contesti della società. Se la cosa poteva temporaneamente funzionare quando erano in pochi  a farlo, occorre sapere che non funzionerà più quando saranno in molti ad essere ignoranti, raccomandati, improduttivi, violenti, ignavi, viventi di rendita su inganni e falsità ordite in comune magari in tacito accordo col potere, che a sua volta finge di controllare ed invece tradisce spietatamente quell’innocenza dell’uomo che per primo va professando.

Voglio dire ai giovani che se, come è molto probabile, l’istruzione, gli esempi, le impostazioni loro fornite non sono corrispondenti a ciò che poi troveranno nella vita reale, verrà infine richiesto loro un prezzo da pagare per poter colmare questa loro lacuna ovvero per poter apprendere come vanno realmente le cose ed avere la possibilità di inserirsi attivamente nel tessuto sociale. Ora lo scopo del sistema di questo mondo, marcio fin dalle midolla sotto ogni profilo, è proprio quello di togliere a chi ancora la possiede la verginità, la purezza di intenti propria del bambino che ciascuno possiede alla nascita e proprio questo è generalmente il prezzo da pagare per essere bene accolti in società. Ho paragonato spesso il passaggio dall’età degli studi a una vita adulta come all’essere gettati in mezzo alla piazza di Sodoma per subire un ricatto secolare che già in molti hanno accettato sommessamente di subire ed hanno poi nascosto a loro volta per proteggere il loro “onore”. I giovani debbono sapere che chi insegna male, anche se si presenta sotto aspetti piacevoli, desiderabili, seducenti per qualche verso, è uno che farà loro del danno assoluto; è un agente di schiavitù futura, non importa in quale aspetto o per quale verso.

I giovani debbono solo imparare a sorvegliare gelosamente quello che loro appartiene; a identificare precisamente questo multiforme, assoluto nemico dell’uomo, a svelarne l’inganno ed allora molte cose potranno cambiare.

Io ho fiducia in loro e nell’Aiuto che verrà a salvaguardare ogni giustizia.

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4 commenti

  1. Ilaria said,

    settembre 12, 2013 a 9:53 pm

    Sono giovane, e ho vissuto quanto descritto sulla mia pelle.
    Sono cresciuta con l’idea ( non per colpa della mia famiglia) che meno fai, più scaltro sei e meglio vivi. (Ovvero, il cosiddetto “furbo”).
    Niente di più sbagliato. Ho sempre cercato la via più breve, e ho pagato lo scotto di queste scelte attraverso un vuoto esistenziale così grande, e una pochezza d’animo così immensa da devastare completamente la mia vita.
    So che è difficile una presa di coscienza soprattutto per noi giovani, nel mondo in cui viviamo ma se ascolterete voi stessi, se vi fermerete solo un po’ ad ascoltare la vostra voce interiore quando siete stanchi, delusi e afflitti, allora… sentirete ciò che è giusto.
    E non lasciatevi ingannare da chi vi dice che.. è giusto così, o “tanto cosa vuoi che ti faccia”. Sono solo specchietti per le allodole.
    Saluti 🙂

    • settembre 13, 2013 a 6:48 am

      Ti ringrazio per la tua testimonianza, avere il coraggio di guardare indietro ed ammettere: Ho sbagliato, – ti farà soffrire per un po’ ma ti rimette in gioco permettendoti di rigenerarti, procedere oltre, invece, continuare con ostinazione ti rende sempre più morto dentro. Spero che molti possano riflettere su questo.
      Grazie ed auguri per la tua vita.

  2. Ilaria said,

    settembre 12, 2013 a 9:47 pm

    Bellissimo articolo…

  3. maria said,

    gennaio 5, 2013 a 11:04 pm

    Grazie per questo articolo.


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