Omeopatia: bisogno di chiarezza

Scrivo questo articolo senza pretesa di essere esaustivo e con un intento preciso: quello di rendere alla Verità l’Onore che le spetta e soltanto per questo motivo esso compare in questo Blog dedicato all’uomo, a Dio ed alla spiritualità. Non pretendo di vendere nulla, di fidelizzare o convincere nessuno, ma soltanto di esporre la congruità di alcuni fatti personali di cui sono diretto testimone, che non devono essere ignorati da chiunque persegue un obiettivo di conoscenza, di Bene e di Verità. Anche la salute del corpo è necessaria ed auspicabile, specie quando sia possibile avere delle soluzioni oneste a disposizione e basti dissipare l’ignoranza per potervi accedere. IL PRESENTE ARTICOLO NON VUOL ESSERE IN ALCUN MODO INDICATIVO O SUGGESTIVO DI CURE O RIMEDI PARTICOLARI  E GLI ESEMPI ADDOTTI SONO SOLO A FINE ESPOSITIVO E TESTIMONIALE; SONO VALSI PER LA MIA PERSONA E NON COSTITUISCONO IN NESSUN MODO INDICAZIONE CURATIVA GENERALIZZATA. NESSUNO PUO’ ESIMERSI DALLO STUDIO E DALLA PRATICA DI QUESTA MATERIA CHE SEPPURE INNOCUA SOTTO IL PROFILO TOSSICOLOGICO NON VA PRESA IN NESSUN CASO ALLA LEGGERA. FORTUNATO CHI TROVASSE DI ESSA UN VERO MAESTRO. Omeopatia è la medicina o l’arte che cura le malattie con l’uso di numerose sostanze ricavate o elaborate dai 3 regni naturali le quali, assunte a dosi ponderali, siano in grado di produrre sull’organismo sano sintomi simili a quelli del male da curare. Non era questo, per me,  un concetto estraneo fin dalla mia giovane età in quanto è ben affermata culturalmente e sperimentalmente la relazione diretta Farmaco-Veleno ed è pure facilmente constatabile da chiunque come ogni sostanza ad azione  farmacologica abbia, collateralmente all’effetto curativo, una serie di controindicazioni spesso gravi o gravissime specie aumentando le dosi oltre i limiti consigliati. L’Omeopatia, come la vaccinazione, è una pratica di cura reattiva. Si basa sulla reazione che il rimedio diluito a dosi infinitesimali e adeguatamente dinamizzato è in grado di suscitare nell’organismo. Il suo meccanismo di azione resta ancor oggi un perfetto mistero al punto che sono in molti a farsene argomento per stabilire che Omeopatia = medicina del nulla, effetto placebo, ovvero che i risultati ottenuti sarebbero esclusivamente dovuti a suggestione del malato. Costoro però non ci spiegano come mai Omeopatia agisca egualmente sugli animali che non sono soggetti a questo tipo di suggestione. Per l’immagine controversa che l’Omeopatia presenta nel momento attuale e per i risultati nulli che potei verificare allorché un mio conoscente si fece curare da un rinomato e costoso medico omeopata, tale scienza venne da me tralasciata, fino al giorno in cui il caso mi portò a incontrare il Trattato sulla cura Malattie Croniche mediante l’Omeopatia di S. Hahnemann, il medico “Padre dell’Omeopatia”; testo rinvenuto su Google libri, ma  scaricabile liberamente da questo sito nella versione PDF da me parzialmente indicizzata e soprattutto completa di tutti i volumi dell’opera. Fu come un colpo di fulmine e mi diede l’impulso a ricercare e fare esperimenti su me stesso quanto alla reale efficacia dei rimedi omeopatici sull’organismo. Le mie elementari ma vive nozioni di chimica, botanica, erboristeria, medicina e fisiologia, oltre all’esperienza con le malattie e le vaccinazioni maturata negli anni come allevatore di animali mi permisero di comprendere subito quale era lo spirito di Samuele Hahnemann; riconobbi nella sua Opera lo spirito del vero Medico quale dovrebbe sempre essere, uno spirito ammirevole con cui sento di avere grande affinità, seppure ritenendomi assolutamente incapace a svolgere una missione così delicata e difficile quale è quella del medico. Ciononostante ritengo di avere qualcosa di importante da comunicare a tutti coloro che avessero il desiderio di provare a curare se stessi tramite questa scienza cui tutto si può imputare meno che il fatto di risultare nociva in caso di errata prescrizione o dosaggio. Per sapere cosa sia la medicina omeopatica nel suo aspetto tecnico e storico, rimando i lettori alla documentazione sovrabbondante e varia che si trova in rete, invitandoli a cercare, anche tramite i software di file sharing (E-mule), le opere e i materiali didattici che certo non mancano. Molti trattati dell’ottocento sono liberamente disponibili e scaricabili in google libri ed assai interessanti per vedere come la scienza omeopatica si sia evoluta nel tempo. Per le informazioni più moderne invece è importante saper discendere fin dall’inizio quando ci si trova di fronte a pseudo divulgazione scientifica mirante a soli a scopi commerciali o pateticamente narcisistici.  Qui incontriamo infatti il primo grande ed acerrimo nemico della scienza omeopatica che per sua natura dovrebbe essere invece la medicina semplice e preziosa, la medicina dei poveri, la medicina di tutti, medicina che non può nuocere per propria natura, ma solo, laddove ciò sia fattibile e possibile riesce produrre con pochissimo il sollievo dei corpi e delle menti ove non anche la guarigione completa e radicale di moltissime malattie. L’utilizzo di dosi infinitesimali di sostanze innocue od anche velenosissime, dinamizzate, la mette assolutamente al sicuro dal fatto di poter anche indirettamente nuocere alla salute per via chimica, a differenza di molti farmaci allopatici di uso anche comune. Il costo reale di questa medicina è di molte volte inferiore a quello della medicina tradizionale allopatica in quanto è possibile attraverso il meccanismo delle diluizioni ottenere, da 1 grammo di sostanza attiva o principio, quintali o tonnellate di medicinale omeopatico corrispondente, in varie diluizioni. Purtroppo però si è fatto in modo da adeguare il prezzo dei prodotti omeopatici a quello degli allopatici attraverso una serie di costi indiretti che si sono aggiunti al costo di produzione così che il guadagno dei produttori e commercializzatori sia doppiamente assicurato indipendentemente dal trattamento scelto. 

Tutto ciò tenendo presente che in condizioni ottimali d’uso e di scelta del rimedio una sola dose di 3 o cinque granuli/gocce può sovente protrarre la sua azione curativa fino ad oltre 20 gg.  e questo va evidentemente a detrimento di interessi molteplici e diversi. Non bastasse, si è fatto in modo di storpiare per bene questa medicina potente, semplice ed umile, ma infinitamente profonda e complessa, se ne è confezionata e propagata un’immagine falsata, dubbia agli occhi della gente comune – mi rincresce notarlo ma in fondo era prevedibile e logico che accadesse così-  ciò proprio da parte di taluni operatori del settore che sono preoccupati di renderla redditizia per se o ad impedire che essa vada a diminuire il giro d’affari di altre medicine, più che di renderla davvero utile ai pazienti ed all’umanità. A riprova, basti rendere noto a tutti che un tubo da 4 gr. di granuli omeopatici che in Francia costa circa 2 €, in Italia, non si sa come, ne costa ben  7 o più.!!!

Chi afferma che la medicina omeopatica funziona solo per effetto placebo, per suggestione, o mente sapendo bene di mentire, oppure può non essere stato in grado, per svariati motivi, di constatarne personalmente e direttamente sul proprio organismo gli effetti. I detrattori di questa medicina infatti trovano facile gioco per negarne l’efficacia in quanto ci sono alcuni problemi ancora irrisolti che ne impediscono un uso esteso e sempre ripetibile. Io credo infatti che la dimostrazione vera della sua efficacia possa essere constata compiutamente solo personalmente o attraverso persone con cui si riesce ad instaurare una perfetta intimità di comunicazione, di intenti, di spirito. Si tratta in ogni caso di una medicina ben oggettiva seppur non onnipotente. IO AFFERMO CHE I LIMITI DELL’OMEOPATIA SONO INVERO I LIMITI STESSI DELL’UOMO CHE LA APPLICA ed essi  possono essere molti e assai diversificati. Penso tuttavia che pregiudizio, ignoranza, ottusità, grettezza d’animo, disonestà intellettuale e morale siano fra i peggiori limitanti la sua utile applicazione, ancor più della limitata erudizione scientifica in materia. Visti i pro e i contro ho pertanto deciso di documentarmi approfonditamente ed iniziare a sperimentare su me stesso e per avere la massima certezza mi sono messo anche in condizione di produrre personalmente alcuni omeopatici partendo dalle materie prime  e procedendo secondo la prassi farmaceutica descritta da Hahnemann, anche se debbo asserire, a ragion veduta, che i farmaci commerciali delle grandi produttrici omeopatiche sono perfettamente validi ed efficaci. L’innocuità di questa medicina, che fa risentire i suoi effetti curativi o modificativi solo in caso di corrispondenza totale o parziale coi sintomi della malattia in atto, mi rese sicuro da effetti sgraditi ed imprevisti. La mia personale sperimentazione, pur datando solo un anno, mi ha permesso già di conseguire diverse e preziose conoscenze oggettive oltre che vantaggi per la mia salute, consentendomi di fare fronte efficacemente ad un certo numero di incomodi di cui a 60 anni un organismo normale comincia a risentire. In alcuni casi ho potuto verificare la corrispondenza con le indicazioni delle Materie Mediche e dei repertori, ma in altri e non pochi, ho scoperto anche aspetti ed azioni curative che in essi non figurano. Quando, ad esempio, si soffre da anni di un certo dolore fortissimo improvviso (nevralgia dorsale estesa fino ai denti ed ai visceri), ricorrente 6-7 volte l’anno, che abitualmente richiede non meno di 20 gocce di Novalgina per essere risolto, altrimenti decorre inevitabilmente male, si rimane piacevolmente meravigliati nello scoprire come 3-5 granuli o meglio gocce di Aconitum 7CH o 10 CH producano il medesimo effetto della Novalgina forse in un tempo appena superiore (20′), ma parimenti stabile e duraturo, senza causare effetti collaterali di sorta. Il dolore sparisce gradualmente, a volte riacutizzandosi per un breve tempo iniziale, si smorza poi in un modo così naturale che – pare perfino incredibile – lo si scorda completamente! Ci si dimentica di averlo avuto. Un’altro fatto probante fu quando mi schiacciai, solo di striscio, l’indice destro sotto un grosso vaso di cemento di oltre 1 quintale cosa che mi provocò all’istante sanguinamento abbondante, l’estirpazione quasi totale dell’unghia ad iniziare dalla radice ed una contusione grave al polpastrello con lacerazione traumatica interna del tessuto muscolare. Dopo averlo lavato dal sangue, disinfettato e fasciato il dito iniziava a “battere” di un dolore acuto come era prevedibile in una lesione del genere; Prevedevo di dover affrontare una notte davvero bruttina. Avevo in casa Hypericum Perf. 9 CH in granuli e mosso più dall’istinto che dallo studio lo presi ricordando vagamente che aveva azione sui nervi e le loro lesioni; erano le 4 del pomeriggio. In 5 secondi dall’assunzione sublinguale di 5 granuli del prodotto vidi scemare la parte acuta del dolore ed in capo ad un’ora il 95% della sintomatologia dolorosa era sparito. Potei passare una notte tranquilla rilevando nel contempo che l’Hypericum modificava positivamente anche la qualità del sonno, ma in un modo che non potrei o saprei descrivere. Potrei citare numerose esperienze personali di queste “scoperte” vere e proprie che ho fatto orientandomi seppur approssimativamente, nella mia quasi totale impreparazione, nella scelta del rimedio, spulciando le Materie Mediche di vari autori e tutto quanto riuscivo a trovare in rete sull’argomento. Provata personalmente e più volte, la reale efficacia del metodo omeopatico ho compreso che esso nasconde un universo infinito e meraviglioso ancora in gran parte da esplorare, ma che purtroppo esistono numerose difficoltà nella sua applicazione generalizzata in quanto ancora troppe variabili non esattamente quantificabili o conosciute sono proprie di questa medicina. La prima grossa variabile è il soggetto da curare col suo stato reattivo particolare che può essere elevato o quasi nullo anche in base al momento fisiologico o psicologico che vive. Non tutti reagiscono allo stesso modo e per sempre, stante una medesima malattia cui si applica un determinato rimedio. Alcuni poi non reagiscono affatto. Ho poi scoperto personalmente che la mente, ovvero l’atteggiamento mentale e spirituale del paziente, che siano aperti o di pregiudizio, influenzano considerevolmente l’azione del farmaco omeopatico. La seconda variabile è l’insieme dei sintomi della malattia, come vengono riferiti dal paziente e come vengono interpretati dal medico. Operando su se stessi questa importante variabile viene esclusa in quanto non vi sono intermediazioni tra il “senso” della malattia provato personalmente ed il “senso della cura o della sua efficacia” pure personalmente rilevato. Non vi è insomma nel caso dell’automedicazione la doppia interpretazione e traduzione dei linguaggi da affrontare e questo è il principale motivo per cui esorto le persone che se ne sentano in grado a studiare e sperimentare questa materia per curarsi. Non è raro il caso di scoprire effetti ulteriori e personali per un certo farmaco omeopatico, mai descritti nelle materie mediche. certamente è molto più facile curarsi in questo modo se ci si conosce bene e si sanno quali sono le tendenze del proprio organismo. La terza variabile è la Materia Medica risultato di diverse sperimentazioni sui sani, che consente la scelta dei rimedi più simili al male. Questi repertori, sono preziosissimi e ricchi di informazioni, ma scoraggerebbero anche un computer per la mole enorme di dati che occorre confrontare, relazionare fra loro e memorizzare, oltre che per i numerosi modi in cui è possibile farlo. Essi ben servono ad orientare nella scelta del rimedio, ma non possono mai sostituire la esperienza diretta e personale, la conoscenza INTIMA del farmaco e della malattia, conoscenze che spesso non possono essere descritte compiutamente ed esattamente a parole e tanto meno intese esattamente nello stesso modo da tutti coloro che le ascoltano. Anche l’interpretazione stessa dei sintomi di alcune malattie complesse o composite può dare adito a malintesi cioè ad un non esatta ed adeguatamente profonda comprensione della malattia nella sua essenza. Ma questo è un problema che riguarda tutta la medicina, non solo l’omeopatia. Inoltre, la gran parte dei repertori è stata prodotta diverso tempo fa e tante malattie in quest’epoca moderna si sono profondamente modificate insieme allo stato fisiologico degli organismi viventi; così come le guerre, che un tempo erano aperte e dichiarate ed ora tendono per lo più a divenire  guerre di logoramento, guerriglie, anche le malattie sempre più spesso evolvono verso una cronicizzazione inapparente, verso una strategia di logoramento dell’organismo, spesso stratificandosi una sull’altra, convivendo, senza mai dichiararsi univocamente ed apertamente con imponenti manifestazioni patologiche. Di più, sono sorte dopo Hahnemann, ad iniziare dai suoi allievi, numerose scuole omeopatiche diverse, che se da una parte hanno emendato alcuni errori o inesattezze incolpevoli della sua dottrina, dovute ai limiti della scienza del suo tempo, dall’altra hanno introdotto sia innovazioni utili che dannose e qui diviene davvero difficile giudicare poiché ogni scuola non manca di approfondite e sapienti argomentazioni a sostegno delle sue tesi. Anzi, si dice che ogni omeopata debba creare la sua  personale omeopatia in base ad esperienza e di ciò sono pienamente convinto. Ma se volessimo valutarle tutte non avremmo più tempo per combinare nulla. Io sono convinto che per giungere ad una guarigione esistano molteplici strade o vie possibili e quindi diversi rimedi omeopatici utilizzabili per la medesima malattia. Alcune vie sono più dirette ed altre meno, alcune brevi altre lunghe o lunghissime anche per il fatto che malattie acute si curano prima e meglio di malattie croniche inveterate. Spesso individuare l’esatto simile diventa impossibile perché è mia opinione che al giorno d’oggi più malattie, anche di tendenza opposta fra loro, paiono spesso coabitare nella stessa persona. Quindi bisogna sfogliarle poco a poco, applicando di volta in volta i rimedi più adatti. Vi sono malattie che amano essere quasi asintomatiche pur di riuscire a vivacchiare a lungo dentro l’organismo, e questo accade, io credo, in forza delle tante e troppe cure allopatiche e sintomatiche cui la nostra medicina tradizionale ci ha assuefatto, grazie al relativo stato di benessere, igiene e nutrizione dei popoli che ha provocato il parziale annichilamento di molte sintomatologie, senza eradicare però il male ed anzi contribuendo a crearne di nuovi, compositi e ben peggiori. Anche questo dato di fatto io l’ho potuto verificare su me stesso osservando come l’assunzione in sequenza di 4 omeopatici indicati dalle Materie Mediche come efficaci nel trattamento dell’artrosi, fossero efficaci a togliere ciascuno un aspetto o sintomo della mia personale malattia e da tutti alla fine ho ottenuto un miglioramento completo, una remissione dei sintomi invalidanti soddisfacente. Certamente so bene di non avere una spalla nuova, tuttavia oggi essa è in grado di svolgere il suo lavoro al 95% senza dolori fastidiosi e senza aver intossicato in alcun modo altri organi. Tenendo conto che da oltre due mesi non assumo più alcun omeopatico, per essa io ancora registro un miglioramento continuo. Alle volte (in un caso di influenza ricorrente da 3 anni e mai guarita veramente), il farmaco omeopatico, pure se non esattamente simile, l’ho notato interferire scombussolando questo equilibrio della malattia nell’organismo, facendo in modo che poi l’organismo trovasse da solo la via per vincerla o espellerla. Un altro fatto da non dimenticare consiste poi nel fatto che un farmaco omeopatico, in base alla sua azione caratteristica può curare contemporaneamente più mali anche diversamente dislocati, se presenti nello stesso organismo, così è per tutti gli omeopatici che sono detti Policresti, le cui indicazioni sono assai ampie e variegate. Occorre certo studio, applicazione ponderata ed equilibrata, ma soprattutto motivazione, dedizione, umiltà e sono convinto che molti potrebbero abbastanza semplicemente imparare a curasi in questo modo, anche perché non si è in genere obbligati a rinunciare alle cure tradizionali se queste si rendono necessarie per salvaguardare la vita del paziente, dato che l’omeopatia ha i suoi tempi che nelle malattie croniche sono lunghi mentre nelle acute abbastanza brevi. Io credo che l’omeopatia sia da utilizzare comunque con prudenza, cognizione e moderazione nel senso che essendo medicina reattiva è anch’essa soggetta alla legge dell’assuefazione allo stimolo. Assumendo troppi farmaci omeopatici diversi e troppo spesso non si resta mai intossicati, ma non si comprende quale ci è davvero utile e si corre il rischio di “stancare” il principio reattivo dell’organismo e quindi invalidare o ledere, anche se temporaneamente, proprio l’elemento che ci può far guarire. Personalmente devo ringraziare grandemente questa medicina che sull’orlo dei 60 anni mi ha mostrato cose meravigliose ed altre probabilmente da scoprire. Penso che potrebbe avere una notevole importanza in campo diagnostico, così come potrebbe servire a disinquinare i corpi di coloro che abitano in zone malsane come la terra dei fuochi.Mi ha mostrato quali meraviglie si celano nel Creato, mi ha fatto capire tante cose (oltre a quelle che già sapevo) sulla falsità che permea anche il mondo scientifico e medico (anche omeopatico intendiamoci), mi ha ridato una parte di salute e di benessere importante, mi ha aperto una strada verso la libertà dalla dipendenza assoluta e monopolistica dei farmaci. Grazie Dott. Samuele Hahnemann!

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