Quando nulla basta a nulla


Questa crisi mondiale, che non è soltanto economica, mi dà spunto per una riflessione generale

Siamo di fronte ad un momento di resa dei conti, questo mi pare evidente.

Una crisi definita ” profonda e strutturale” significa solo una cosa: quello che si è costruito fino ad ora si rivela tarato fin nelle midolla, viziato fin dalla sua origine; il sistema è come un secchio pieno di buchi che occorre riempire senza sosta, all’infinito. Ora i buchi (che sono tutte le opere dei ladri), sono troppi, hanno “figliato” e si sono anche allargati a causa dell’iniquità incommensurabile di alcuni, della connivenza di altri, dell’impotenza di altri ancora.

La sensazione è che tutte le misure fin qui attuate non servano e non serviranno a rinchiudere la bocca dell’abisso che sta aprendosi di fronte all’economia di questo pianeta. Il problema, credo, finirà per interessare, presto o tardi, tutti i valori umani, tutti quelli che si sono voluti basare, in ultima analisi, sull’economia ed i suoi guadagni. L’albero piantato nel cuore da molti  in fretta e furia,  in tempi di abbondanza e senza troppe domande sulla propria qualità genetica, sta ora ricoprendo il pianeta con i suoi frutti marcescenti ed inutili a tutti, soffocando ciò che solo per il fatto di non essere arrogante, appare debole e disprezzabile come la natura. Il problema si è manifestato nel mondo economico, ma in verità credo si tratti di una questione di principio che trova le sue prime origini nelle leggi che governano la Giustizia universale. Se noi consideriamo tutte le astuzie, tutti i soprusi, tutti i furti e delitti che sono stati perpetrati nel tempo, molti dei quali  legalmente istituzionalizzati e occultati grazie a leggi e leggine promulgate ad hoc  dalla categoria dei furbi  di questo pianeta (tale definizione è un puro  un eufemismo),  alle spalle degli Onesti, dei Deboli, degli Indifesi,  dei Vergini, otterremo una lista infinita di gravissimi capi d’accusa che non verrà  cancellata o dimenticata così presto. Ma questo giochetto di rapina, che si credeva potesse impunemente andare avanti all’infinito, ha raggiunto oggi il suo limite anche perché ormai sono in troppi ad averlo imparato e praticato a loro volta e gli equilibri secolari sono così compromessi irrimediabilmente. Quando valori quali: la giustizia, la carità, l’etica, l’onore, la democrazia, il servizio, la vocazione, il sacrificio, la santità divengono pure definizioni prive di ogni contenuto sostanziale utilizzate cinicamente proprio per nascondere il fatto che si sta sistematicamente premeditando e operando l’esatto contrario per assicurarsi, nella migliore delle ipotesi,  le continuità di privilegi inauditi dietro il loro comodo paravento, ecco che più nulla basta a niente e a nessuno.
Quando questi valori, in una società, non servono  più ad educare, a emancipare il popolo ed i giovani, ad edificare una società migliore, ma solo tentano, ingannandole dal principio, di fabbricare vittime ingenue ad uso e consumo dei perfidi, dei pedofili e dei perversi di ogni specie, oppure di ottenere dei figli dell’iniquità peggiori prosecutori dei loro maestri, allora si impone la necessità che tali valori vengano momentaneamente accantonati, seppelliti per poco sotto una grossa pietra, non perché non abbiano più il loro valore reale ed intrinseco, ma perché non devono poter servire da grimaldello o da porta attraverso la quale i perfidi riescano ad entrare laddove non devono e non possono. Non bisogna mostrare perle ai porci per intenderci e nemmeno fargliele lontanamente intravvedere. Hanno mai pensato gli educatori ed i programmatori delle società che in un paese non possono essere tutti laureati per stare dietro una bella scrivania, lavorare poco e guadagnare molto? Secondo voi, questi cervelloni, non hanno previsto che non si potevano vendere automobili all’infinito alle persone? E perché ci sono lavori mal retribuiti e mal tutelati a differenza di altri super retribuiti con un mucchio di privilegi  taciuti ed ingiustificabili? Tutto ciò in una repubblica democratica fondata sul lavoro?  Che balle ci hanno raccontato fin da bambini? E via dicendo…. Per le loro previsioni hanno a disposizione tutta la demoscopea possibile, studi statistici di ogni genere ed anche di più. Fino a quando credevano di poter crescere in quel modo e soprattutto: hanno mai guardato a spese di chi o di cosa si rendevano possibili tali guadagni ed incrementi del PIL? Vendendo di sottobanco a prezzi stracciati le libertà e le risorse vitali delle persone di oggi e di domani, storpiando coi miraggi e le false promesse le loro coscienze, la loro percezione della realtà, proponendo e facendo accettare alle masse, come cosa buona e santa, modelli di esistenza quale quello consumistico che è sbagliato perché non ha mai rispettato la giustizia più elementare verso l’uomo, le cose, la natura. E così oggi i nodi trascurati per decenni sono venuti al pettine, non ancora tutti a mio parere.

Le parole di Isaia non suonano perciò così lontane o improbabili, aliene, in certi momenti che oggi stiamo attraversando o che si stanno a mio avviso largamente annunciando fin d’ora:

Isaia 24:19 A pezzi andrà la terra,
in frantumi si ridurrà la terra,
crollando crollerà la terra.

Isaia 24:20 Certo, barcollerà la terra come un ubriaco,
vacillerà come una tenda;
peserà su di essa la sua iniquità,
cadrà e non si rialzerà.

Isaia 24:21 In quel giorno il Signore punirà
in alto l’esercito di lassù
e qui in terra i re della terra.

Quando questo fenomeno di “Limite raggiunto” si concretizza in un sistema globalizzato, relativamente alle azioni inique che vi si compiono, ogni sforzo fatto per risollevare la situazione viene vanificato  presto o tardi dalle conseguenze di ritorno delle azioni precedenti, dal gravame enorme, insostenibile degli errori o dei delitti precedentemente compiuti che sono divenuti metodo, usanza consolidata, leggi o consuetudini strutturali delle società, né è possibile più cambiare sistema per guastarne uno nuovo e tirare avanti ancora un poco perché ormai tutti quanti sono stati interessati dal fenomeno degenerativo-strutturale ed anche gli stessi strumenti della “cura” lo sono! Non vi sono più a parere dello scrivente ed a meno di qualche tardiva scoperta dell’ultimo minuto, che prolungherebbe di poco l’agonia, campi, terreni, aree vergini da sfruttare e martoriare ancora per ottenere quei facili guadagni che in passato erano garantiti facendo queste azioni di rapina ed omicidio sistematici; in nessun settore ciò è oggi ancora possibile impunemente, soprattutto a carico dell’uomo il quale, dopo tante violenze, ingiustizie, vessazioni subite sta imparando a sua volta  a commetterle oppure a guardarsi da esse come prima non avveniva. E’ passato l’entusiasmo primiero dei “vergini”, e nessuno vuole oggi sacrificare se stesso in vantaggio di un sistema odioso che violenta, che parassita legalmente o meno ogni azione, ogni intento, vanificandolo mortalmente ancor sul nascere. Ci vorrà ben altro per convincere ancora una volta l’uomo a metterci l’anima in quello che fa come avveniva quando i popoli si schieravano pronti alla morte per difendere un ideale o un altro, ma credendoci davvero. Non serviranno i coltelli puntati alla gola, nè i fucili alla schiena, non serviranno i ricatti, le astute e lubriche prolusioni degli imbonitori della politica o della religione, non servirà la psicologia, non servirà il capestro economico, NON SERVIRANNO I SACRIFICI UMANI CHE COSTORO VORREBBERO VOLENTIERI ATTUARE PUR DI SALVARSI ANCORA UNA VOLTA, MA CHE NON SONO LORO CONCESSI NELLA MISURA IN CUI VORREBBERO ATTUARLI. Il patto è irrimediabilmente infranto poiché è stato tradito fin dall’inizio e l’uomo ora lo sa e lo comprende!

GUAI ALL’UOMO CHE CONFIDA NELL’UOMO!

L’umanità ora ha compreso o sta per farlo; essa è stata  crudamente disillusa nei suoi miraggi da quelli stessi che glieli avevano propinati e che ancora, ciechi, siedono sui loro troni e tronetti di cartapesta ignari che il fuoco sta per divorarli tutti quanti. Essi ricostituiscono con l’arroganza che è loro propria le loro forze, si riorganizzano ogni volta per essere peggio di ciò che erano di prima, nella speranza di prevalere, di riguadagnare ad ogni costo il tempo perduto, di rivalersi crudelmente sui piccoli, ma forse questa potrebbe essere la loro ultima volta; lo spero di cuore, ma se anche così non fosse , la parabola discendente, per questa genia credo proprio sia irrimediabilmente iniziata.

Quando preghiamo:  – Venga il Tuo Regno… – lo facciamo invocando ogni volta, sperando che finisca presto il regno di quelli che ora e da sempre dominano la terra con ingiustizia spietata. Questo certo avverrà; come e quando lo stabilirà Dio solo, nella sua assoluta giustizia, ma noi, vigilando e riflettendo, possiamo coglierne i segni premonitori nel nostro cuore seppur vaghi o ancora indefiniti.

Questa pare proprio essere la fine del mondo o solo il suo inizio; ma invece è unicamente la fine del loro mondo, che non funziona più ogni giorno che passa e, credo proprio, sempre meno funzionerà per il futuro, senza speranza di potersi mai più riciclare in alcun modo.

Non resta che attendere l’esito.

Salmi 13:1 Al maestro del coro. Di Davide.
Lo stolto pensa: «Non c’è Dio».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.

Salmi 13:2 Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c’è uno che cerchi Dio.

Salmi 13:3 Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
più nessuno fa il bene, neppure uno.

Salmi 13:4 Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?

Salmi 13:5 Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.

Salmi 13:6 Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.

Chi ha fede, chi non vive di arroganza, ingiustizia e sopruso non deve comunque temere nulla perchè il Signore è Fedele; lo so, è a volte difficile anche per me che vado “predicando” queste cose che mi escono dal cuore  ma, … pensateci ogni tanto e vedrete uno spiraglio di luce.

Luca 21:28 Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Salmi 74:11 Annienterò tutta l’arroganza degli empi, [dice il Signore]
allora si alzerà la potenza dei giusti.

Il vantaggio della Giustizia

Quale vantaggio ha l’uomo che decide di vivere nella Giustizia rispettandola in ogni atto della sua vita?

Vivere nella giustizia significa non commettere MAI il male quando si hanno davanti tutte le possibilità e i mezzi o i poteri di farlo, proprio quando si è certi di non poter essere visti nè perseguiti o impediti dagli uomini, significa muovere anche contro la personale convenienza anzi, significa non considerarla nemmeno se prima non si  sia certi di non fare torto ad alcuno direttamente o indirettamente.

Ama il prossimo tuo come te stesso!

Usa cioè lo stesso metro di valutazione, la stessa cura, quando agisci per il tuo bene come quando la tua azione è rivolta nei confronti di altri. Concedi loro a priori lo stesso credito, rispetto, diritto di vivere, dignità, amore che concederesti a te. Ciò è cosa ben  diversa del volersi o doversi prendere in carico tutti i problemi materiali e le contingenze che sono fardello pesante degli uomini. Nemmeno Gesù lo ha voluto fare anche se avrebbe certamente potuto. Noi, causa i nostri limiti, non possiamo pretendere di metterci a strappare le erbe infestanti, il loglio, da tutti i campi del mondo o soltanto da quelli che stanno  intorno a noi; moriremmo estenuati senza poter concludere nulla di valido e le malerbe continuerebbero a ricrescere tranquillamente. Noi invece, possiamo iniziare dal nostro campo personale, grande o minuscolo che sia, a seminare seme puro, giusto, viglilandone la crescita e ciò significa appunto seminare, rendere presente e rispettato il concetto di giustizia, il suo germe, all’interno di ogni nostra azione. Seminare la Giustizia nel Principio delle cose, nel cuore nostro e perciò di ogni azione, permette di far sì che essa cresca ed agisca parimenti allo svilupparsi del contesto; con un minimo sforzo otterremo un grande risultato; seminarla invece a posteriori e dall’esterno è solo una battaglia persa in partenza. La giustizia nell’uomo deve essere preter intenzionale. Questo  possiamo fare subito, efficacemente e sicuramente. Quando altri vedranno il nostro campo crescere bene con la benedizione del Signore e malgrado  le immancabili avversioni di coloro che non amano la giustizia, cominceranno a porsi qualche domanda  e forse decideranno anch’essi di fare secondo il comandamento. Sarà dunque l’umanità, convertendosi alla giustizia, a dare al comandamento di Dio la forza sufficiente, le braccia, i mietitori convinti per compiere nel dettaglio quella redenzione del mondo che Cristo ci ha già donato e reso possibile col proprio esempio, insegnamento e sacrificio.

Questo è il solo comandamente in grado di rendere davvero giusta la bilancia delle umane azioni, intenzioni e ragionamenti. La reciprocità, ovvero il provare a rivoltare idealmente verso noi stessi la medesima azione che stiamo per fare nei confronti di altri ci aiuta a comprendere infallibilmente se essa appartiene alla giustizia o all’iniquità.

Mi si dirà che è difficile applicare questo nel mondo.

Io credo piuttosto che esista una visione, un’interpetaziome, un’accezione di questo comandamento che volutamente  rende difficile, improbo da applicare il Comandamento e ciò con lo scopo di non far vedere quale Bene invece possa derivare da esso ove giustamente messo in pratica. Molti fra i lettori che giungono su questo bolg alla ricerca di soluzioni “magiche” ai loro problemi, alla ricerca di preghiere potenti in grado di sconfiggere la sventura, la malattia, o le soverchianti avversità della vita, dovrebbero comprendere bene quanto dico perchè questo è il vero segreto per ottenere da Dio uno scudo potente, reale contro le avversità, non certo come lo promettono i “maghi” o come lo vorrebbe il mondo, ma in un modo che solo chi è con Dio riesce a comprendere.

Occorre sapere bene che Dio non interviene in forza della sofferenza dell’uomo, ma piuttosto contro l’ingiustizia perpetrata davanti al giusto!

Dunque, imparate ad essere giusti anche solo un po’ o quantomeno a non essere ingiusti ed avrete la difesa di Dio come canta il Salmo:

Salmi 90:3 Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Salmi 90:4 Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.
Salmi 90:5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
Salmi 90:6 la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Salmi 90:7 Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.
Salmi 90:3 Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
Salmi 90:4 Ti coprirà con le sue penne
sotto le sue ali troverai rifugio.
Salmi 90:5 La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte
né la freccia che vola di giorno,
Salmi 90:6 la peste che vaga nelle tenebre,
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.
Salmi 90:7 Mille cadranno al tuo fianco
e diecimila alla tua destra;
ma nulla ti potrà colpire.

La risposta di Dio, il suo aiuto, giungono sempre per tutti, solo in modalità, incisività e tempi differenti, a seconda del grado di perfezione, di coerenza nella giustizia di colui che chiede e prega. Il giusto ha quindi un grandissimo potere, quello di giudicare l’iniquo non appena si mostri in opere davanti a lui. Non è un giudizio di parole, alla maniera degli uomini, ma di sostanza, secondo Dio. E’ un confronto istantaneo e silente davanti a Dio in cui il giusto è giudice e testimone dell’ingiustizia ad un tempo. E’ come se Dio fosse direttamente presente e “obbligato” dalla sua stessa essenza a pronunciarsi tra il giusto e l’iniquo. Infatti Dio è presente perchè il giusto è, senza nessun calmore, l’occhio, l’orecchio, la bocca di Dio. Il giudizio di chi vede giustamente è quindi la “pesatura” esatta dell’iniquo  oltre ogni cortina ed imbellettamento di falsità; la dichiarazione, il riconoscimento di questo valore ha quindi peso universale, schiacciante, esecutivo e pertanto viene chiamata giudizio.
Proverbi 21:12 Il Giusto osserva la casa dell’empio
e precipita gli empi nella sventura.

Salmi 36:25 Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane.

Salmi 54:23 Getta sul Signore il tuo affanno
ed egli ti darà sostegno,
mai permetterà che il giusto vacilli.


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